Procedimento penale

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Il procedimento penale, nel diritto processuale penale italiano, è la successione degli atti, avviato da un'autorità investigativa, che conduce dall'iscrizione della notizia di reato alla pronuncia di un provvedimento conclusivo da parte del giudice.

Si definisce processo penale la sottofase del procedimento penale che ha inizio a seguito della pronuncia di una sentenza di rinvio a giudizio in udienza preliminare, ovvero, nei procedimenti speciali che omettono tale udienza (giudizio immediato, giudizio direttissimo e procedimento per decreto), a seguito della richiesta formulata dal pubblico ministero, al ricorrere dei presupposti previsti dalla legge. Con l'apertura del processo penale, l'indagato (o colui che è stato sottoposto ad arresto o a fermo) acquisisce la qualifica di imputato.

Le fasi[modifica | modifica wikitesto]

L'avvio e le indagini preliminari[modifica | modifica wikitesto]

Il pubblico ministero, qualora venga a conoscenza di fatti rilevanti, su richiesta di una parte (es. denuncia, querela da parte di privati oppure d'ufficio durante lo svolgimento del magistrato), provvede all'iscrizione della notizia di reato.

Successivamente si apre la fase per le indagini preliminari che è volta alla determinazione sull'esercizio dell'azione penale, delle quali deve esser dato avviso ai soggetti interessati.

La raccolta di elementi ed eventuale proroga[modifica | modifica wikitesto]

L'avviso contiene altresì la facoltà, entro 20 giorni dalla notifica, di chiedere ulteriori indagini, di presentare memorie, di essere interrogato dal PM; se la richiesta di nuove indagini venga accolta queste vanno espletate entro un periodo massimo di 90 giorni, comprensivo di una proroga.

Peraltro, posto che il codice di procedura penale italiano non prevede l'obbligo per il PM di disporre sempre l'interrogatorio dell'indagato nel corso delle indagini preliminari, le disposizioni dell'art. 415 bis del codice di procedura penale (reato commesso da persone ignote) costituiscono una garanzia per l'esercizio effettivo del diritto alla difesa. In ogni caso, le memorie, le produzioni documentali e l'interrogatorio che entreranno nel fascicolo del pubblico ministero ai sensi dell'art. 415 bis, verranno valutati dal giudice per le indagini preliminari e rivestiranno valore ai fini delle decisione delle causa nel caso l'imputato richiedesse il giudizio abbreviato.

Il rinvio a giudizio o l'archiviazione[modifica | modifica wikitesto]

A conclusione delle indagini preliminari il PM, qualora emergano elementi per procedere, formula la richiesta di rinvio a giudizio, ne dà poi comunicazione all'interessato, invitandolo eventualmente a nominare un avvocato difensore di fiducia, specificando il fatto, le norme che si presumono violate, il luogo e la data della violazione nonché che la documentazione relativa alle indagini è depositata presso la segreteria del PM.

In tal caso il PM richiede, con modalità che mutano in funzione del rito da questi o dall'indagato prescelto ed in ragione della competenza dell'organo giudicante desunta dal titolo di reato, che viene disposto il rinvio prodromico alla instaurazione del processo penale. È importante specificare che solo da questa fase l'indagato assume le vesti di imputato e quindi solo in questa fase il procedimento è considerato una pendenza a carico dello stesso.

Se infine non vengano rinvenuti elementi utili per tale passaggio, viene invece disposta l'archiviazione mediante apposita richiesta: si distingue in particolare tra richiesta di archiviazione e decreto d'archiviazione: il primo è richiesto del pubblico ministero, mentre il secondo è emanato dal GIP.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]