Tribunale del riesame

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Nell'ordinamento giuridico italiano il Tribunale del riesame, originariamente denominato Tribunale della libertà, sottopone ad un controllo esterno, non solo di legittimità ma anche di merito, i provvedimenti restrittivi della libertà personale.

Il Tribunale del riesame, competente a decidere in forma collegiale sulle ordinanze che dispongono una misura coercitiva, ha sede nel capoluogo del distretto di Corte d’appello[1], mentre un tempo[Quando?] aveva competenza territoriale il tribunale del capoluogo della provincia in cui si trovava il giudice, contro la cui ordinanza di limitazione della libertà personale (custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari) l'imputato aveva chiesto il riesame.Tale ultima competenza territoriale è rimasta, ai sensi dell'art. 324 Codice di procedura penale, per le richieste di riesame delle misure cautelari reali.

La richiesta, che può riferirsi anche al sequestro di beni, può essere fatta dall'imputato (ai sensi dell'art. 309 codice di procedura penale) entro dieci giorni dall'esecuzione o notificazione del provvedimento e i motivi di doglianza possono anche essere sviluppati il giorno dell'udienza che si svolge in camera di consiglio. Il difensore dell'imputato può proporre la richiesta di riesame entro dieci giorni dalla notificazione dell'avviso di deposito dell'ordinanza che dispone la misura.

Il tribunale, entro altri dieci giorni, se non dichiara l'inammissibilità della richiesta, annulla, riforma o conferma l'ordinanza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ll territorio italiano è suddiviso in 26 distretti di corte d'appello, alcuni coincidenti con il territorio di una regione, altri con una sua parte.

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