Tribunale Superiore delle acque pubbliche

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Il Tribunale Superiore delle acque pubbliche è un organo giurisdizionale dell'ordinamento italiano istituto con RDL 1775/1933, recante Testo unico sulle acque e impianti elettrici. Ha sede nel Palazzo di Giustizia a Roma ed ha competenza su tutto il territorio nazionale.

Competenza[modifica | modifica wikitesto]

Il Tribunale Superiore delle acque pubbliche decide in grado di appello le cause in materia di diritti soggettivi, ai sensi dell'art. 142 T.U. n. 1175/1933, sulle controversie relative alla demanialità delle acque, per i limiti dei corsi d'acqua, bacini idrici naturali od artificiali, sugli alvei e sulle sponde dei fiumi, ecc.; controversie relative a diritti relativi alle derivazioni e utilizzazioni di acque pubbliche; controversie riguardanti l'occupazione a qualunque titolo di fondi e terreni e conseguenti indennità; controversie per risarcimenti di danni dipendenti da qualunque opera eseguita dalla pubblica amministrazione; ricorsi previsti dagli artt. 25 e 29 del RD 8 ottobre 1931 n. 1604, recante TU delle leggi sulla pesca.

Quale organo di giurisdizione amministrativa il tribunale Superiore ha competenza in materia di interessi legittimi, ai sensi dell'art. 143 T.U. acque, sui ricorsi per incompetenza, per eccesso di potere e per violazione di legge avverso i provvedimenti presi dalla amministrazione in materia di acque pubbliche; sui ricorsi, anche per il merito, contro i provvedimenti dell'autorità amministrativa relativi all'esecuzione di opere idrauliche di cui all'art. 217 T.U. acque; in tema di contravvenzioni che alterino lo stato delle cose, nonché contro i provvedimenti adottati dall'autorità amministrativa in materia di regime delle acque pubbliche di cui all'art. 221 T.U. acque; sui ricorsi in materia di diritti esclusivi di pesca.

Infine, ha competenza sia in grado di appello che in sede di legittimità anche per le controversie relative alle acque pubbliche sotterranee e per quelle concernenti la ricerca, l'estrazione e l'utilizzazione delle acque sotterranee nei comprensori soggetti a tutela sempre che le controversie interessino la pubblica amministrazione.

Composizione[1][modifica | modifica wikitesto]

  • un Presidente, equiparato al Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione
  • un Presidente supplente, scelto fra i Presidenti di sezione della Corte Suprema di Cassazione
  • quattro Consiglieri di Cassazione
  • quattro Consiglieri di Stato
  • tre esperti, iscritti nell'albo degli ingegneri

Composizione del collegio[2][modifica | modifica wikitesto]

Se la sentenza si emette in grado di appello si decide con cinque votanti: il Presidente, due consiglieri di Cassazione, un consigliere di Stato e un tecnico; se viene emessa in sede di giurisdizione amministrativa si decide con sette votanti: il Presidente, due consiglieri di Cassazione, tre consiglieri di Stato e un tecnico.

Prospettive di riforma[modifica | modifica wikitesto]

L'esiguità delle sentenze emanate, in appello delle 8 sedi dei Tribunali regionali delle acque pubbliche, avevano portato il Governo col decreto legge 11 novembre 2002, n. 251 alla soppressione sia dei Tribunali regionali che del Tribunale superiore delle acque pubbliche, con contestuale suddivisione delle competenze tra i giudici ordinari e i tribunali amministrativi regionali.

Tuttavia la legge di conversione 10 gennaio 2003, n. 1, non ha ratificato tale parte del decreto, limitandosi a modificarne la composizione per sanare la sentenza di illegittimità costituzionale della Corte costituzionale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ tribunalesuperioreacque.it, http://www.tribunalesuperioreacque.it/tsap/it/composizione.page .
  2. ^ tribunalesuperioreacque.it, http://www.tribunalesuperioreacque.it/tsap/it/competenze.page .