Magistrato ordinario in tirocinio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il magistrato ordinario in tirocinio (MOT), già uditore giudiziario,[1] nell'ordinamento giudiziario italiano, è un magistrato che, avendo superato un concorso per esami per l'accesso alla magistratura italiana ordinaria, è assegnato a un magistrato già in ruolo, che ne cura la formazione professionale teorica, pratica e deontologica.

Essi prima di essere ammessi nel ruolo devono superare un tirocinio, disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica 17 luglio 1998, subito dopo aver superato il concorso per l'accesso alla magistratura.

Requisiti[modifica | modifica wikitesto]

Essi devono essere in possesso dei requisiti specificati nel D.P.R. 24 giugno 1954 n. 368 e nell'art. 124 5° comma del regio decreto 30 gennaio 1941 n. 12. Ai concorsi pubblici per esami per diventare uditore giudiziario possono partecipare i cittadini italiani (o equiparati), che abbiano conseguito il diploma di laurea in giurisprudenza.[2]

Per coloro che si sono iscritti ai corsi di laurea in giurisprudenza dopo l'anno accademico 2000/2001 viene richiesto anche il diploma rilasciato da una scuola di specializzazione per le professioni legali o altro diploma conseguito al termine di un corso di specializzazione in discipline giuridiche di durata non inferiore a due anni, ovvero il possesso del titolo di dottore di ricerca in materie giuridiche.[3]

La richiamata previsione legislativa per cui, ai fini dell'ammissione al concorso, si richiedono - oltre alla laurea in giurisprudenza - ulteriori titoli accademici ha determinato una nuova strutturazione del concorso sulla falsariga di quelli di "secondo grado"[4].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Il tirocinio è retribuito e non può durare meno di 18 mesi[5] ed è svolto presso gli uffici giudiziari della città sede della Corte d'appello nel cui distretto l'uditore ha residenza. La legge 30 luglio 2007, n. 111 prevede che tale tirocinio debba essere espletato per almeno 6 mesi presso la Scuola superiore della magistratura, sotto la supervisione di un magistrato affidatario.

Al termine l'idoneità a svolgere funzioni giudiziarie viene valutata dal consiglio giudiziario della competente Corte d'appello e dal Consiglio superiore della magistratura. In caso di esito positivo si dovrà sostenere un ulteriore tirocinio mirato della durata non inferiore di 5 mesi, dopodiché si viene nominato magistrato presso un tribunale ordinario.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La denominazione originaria del R.D. 30 gennaio 1941 n. 12 è stata modificata dalla legge 30 luglio 2007 n. 111 (riforma Mastella)
  2. ^ R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 - Ordinamento Giudiziario Titolo V - Dello stato giuridico dei magistrati - Capo II - Dell'ammissione in magistratura e dell'uditorato
  3. ^ Art. 2 d.lgs. 5 aprile 2006, n. 160, così come modificato dalla predetta legge 30 luglio 2007 n. 111
  4. ^ Funzionamento del CSM Archiviato il 3 novembre 2013 in Internet Archive.
  5. ^ Direttive relative al tirocinio dei magistrati ordinari nominati con D.M. 5 agosto 2010 (Delibera CSM del 15 settembre 2010) Archiviato il 17 dicembre 2013 in Internet Archive.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]