Vai al contenuto

Paolo Carlini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Paolo Carlini

Paolo Carlini (Santarcangelo di Romagna, 5 gennaio 1922Roma, 3 novembre 1979) è stato un attore italiano.

Nacque a Santarcangelo da Alfredo Carlini e Clora Carlini. I genitori avevano lo stesso cognome, pur non essendo parenti. Alfredo apparteneva a una famiglia di antichi proprietari terrieri romagnoli; Clora era figlia di Caio Carlini, a suo tempo famoso giocatore di pallone col bracciale e in seguito cantante lirico. A 18 anni lasciò il suo paese natale per andare a Roma, dove s'iscrisse al Centro sperimentale di cinematografia. Fu aiutato ad inserirsi nell'ambiente del cinema da Teresa Franchini, allora residente a Santarcangelo, ma di stanza nella capitale e sua prima insegnante[1]. Iniziò la carriera d'attore nel cinema a 18 anni, con una parte secondaria in Addio giovinezza! (1940), al quale seguirono altri film, in parti da non protagonista. Durante la seconda guerra mondiale prestò servizio di leva a Roma e successivamente fu incorporato nell'Organizzazione Todt operante in Romagna, adibito alla riparazione delle strade e dei ponti danneggiati dalle operazioni belliche. Negli anni cinquanta passò al teatro, dove ottenne buone affermazioni.

La grande popolarità arrivò nel 1957 con la televisione, grazie allo sceneggiato Il romanzo di un giovane povero, tratto dall'omonimo romanzo di Octave Feuillet e diretto da Silverio Blasi. Quella interpretazione gli valse il "Microfono d'argento" quale miglior attore televisivo e una notevole popolarità a livello nazionale. Nel febbraio 1958 fu ospite del programma tv Il Musichiere. Stimolato da Mario Riva, fece valere la sua capacità di brillante conversatore ed abile battutista. [2]. Da allora prese parte a numerosi sceneggiati televisivi di successo, sia come attore protagonista che non protagonista. Negli anni della maturità si cimentò in ruoli più complessi e drammatici, come in Dossier Mata Hari (1967); Le mie prigioni (1968); Il furto della Gioconda (1978).


Nel 1976, tre anni prima della sua scomparsa, Paolo Carlini, suo malgrado, fu coinvolto in un violentissimo attacco che il discusso scrittore francese Roger Peyrefitte rivolse al Papa di allora, Paolo VI. Peyrefitte era indispettito perché alla fine del 1975 la Chiesa aveva ribadito (nel documento Persona Humana) la tradizionale condanna delle relazioni omosessuali, già contenuta nell’Antico Testamento.

Mezzo secolo fa, il comportamento omosessuale, in Italia e altrove, era ancora considerato negativamente dall’opinione comune. Le persone omossessuali erano allora oggetto di derisione e disprezzo, fino ad essere vittime, in qualche caso, di discriminazioni e persino di violenze, così che in prevalenza mantenevano riservato il proprio orientamento sessuale. Roger Peyrefitte, al contrario, ostentava la sua omosessualità, la cui esperienza aveva utilizzato per la sua professione di scrittore; aveva avuto successo descrivendo in alcune opere letterarie, bene scritte, proprio l'argomento delle relazioni omosessuali.

In un articolo pubblicato nella primavera del 1976 su un settimanale italiano, Peyrefitte tacciò il Papa di ipocrisia, affermando che Paolo VI, vent’anni prima, quando era ancora arcivescovo di Milano (dal 1955 al 1963) avrebbe avuto una relazione omosessuale con un giovane attore cinematografico.

Ma durante l'Angelus della Domenica delle Palme del 4 aprile 1976, Paolo VI smentì pubblicamente tali accuse, denunciando: "Le cose calunniose e orribili che sono state dette sulla Nostra santa persona...".

In seguito il giornalista Paul Hofmann, corrispondente a Roma del New York Times, completò con la sua fantasia le dichiarazioni di Peyrefitte, aggiungendo che l'amante del Papa sarebbe stato l'attore Paolo Carlini. L’unica circostanza vera contenuta nell’affermazione di Hofmann è che, durante la celebre "Missione di Milano” del novembre 1957, presso la Sede RAI di Milano, in Corso Sempione 27, il Papa aveva incontrato, in pubblico e collettivamente, gli attori che allora vi operavano, tra cui quello di maggior successo in quel momento, Paolo Carlini, con cui si era complimentato. Il resto non aveva e non ha alcun fondamento.

Morì per un'emorragia cerebrale nel 1979, all'età di 57 anni.

Evi Maltagliati e Paolo Carlini ne Il romanzo di un giovane povero, 1957

Nel 1957 prestò la sua voce a una serie di sketch della rubrica pubblicitaria Carosello, che pubblicizzavano il sapone Palmolive.[3]

Prosa televisiva Rai

[modifica | modifica wikitesto]
  • Yamilé sotto i cedri, di Henry Bordeaux, regia di Guglielmo Morandi, 1º gennaio 1969.
  • Voi ed io, programma d'intrattenimento radiofonico del mattino sul Programma Nazionale Radiorai (oggi Radio 1) dalle 9,15 alle 11,30 dal lunedì al sabato, nei mesi di luglio 1972 e maggio 1974.
  • Un altro giorno musica, programma contenitore del primo mattino su Radiodue Radiorai dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 9,20, nel mese di giugno 1979.
  • Contemplazione, di Diego Fabbri, regia di Sergio Pastore, 5 dicembre 1979.

Doppiatori italiani

[modifica | modifica wikitesto]

Fonte:[4]

  1. Santarcangelo, Paolo Carlini a 100 anni dalla nascita, su corriereromagna.it. URL consultato il 22 luglio 2022.
  2. La casa del tempo. Personaggi romagnoli: Paolo Carlini e il "Romanzo del giovane povero", su romagnagazzette.com. URL consultato il 22 luglio 2022.
  3. Marco Giusti, Il grande libro di Carosello, II edizione, Sperling e Kupfer, ISBN 88-200-2080-7, p. 414
  4. Enrico Lancia, Massimo Giraldi, Fabio Melelli, Il doppiaggio nel cinema italiano, Bulzoni Editore, 2010, ISBN 978-88-7870-526-5

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 31750936 · ISNI (EN) 0000 0000 6161 8518 · SBN TO0V405877 · LCCN (EN) no2006062591 · GND (DE) 1096485559 · BNE (ES) XX1273350 (data) · BNF (FR) cb16639697p (data) · CONOR.SI (SL) 244293475