Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello

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Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello
Dioecesis Pitilianensis-Soanensis-Urbetelliensis
Chiesa latina
Duomo di Pitigliano2.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino
Regione ecclesiastica Toscana
Mappa della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Giovanni Roncari, O.F.M.Cap.
Vicario generale Luca Caprini
Sacerdoti 61 di cui 52 secolari e 9 regolari
1.165 battezzati per sacerdote
Religiosi 11 uomini, 53 donne
Diaconi 10 permanenti
Abitanti 73.200
Battezzati 71.100 (97,1% del totale)
Superficie 2.177 km² in Italia
Parrocchie 71 (4 vicariati)
Erezione VII secolo
Rito romano
Cattedrale Santi Pietro e Paolo
Concattedrali Santi Pietro e Paolo
Santa Maria Assunta
Santi patroni San Mamiliano
San Gregorio VII
San Paolo della Croce
Indirizzo Piazza Fortezza Orsini 29, 58017 Pitigliano [Grosseto], Italia
Sito web www.diocesipitigliano.it
Dati dall'Annuario pontificio 2014 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Vista panoramica del duomo di Sovana, già cattedrale della diocesi.
Palazzo Orsini a Pitigliano, sede della curia vescovile, dell'archivio storico e del museo diocesano.

La diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello (in latino: Dioecesis Pitilianensis-Soanensis-Urbetelliensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2013 contava 71.100 battezzati su 73.200 abitanti. È retta dal vescovo Giovanni Roncari, O.F.M.Cap.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende 15 comuni della Toscana meridionale, di cui 14 in provincia di Grosseto e 1 in provincia di Siena. I comuni sono: Arcidosso (la sola frazione di Stribugliano), Capalbio, Castell'Azzara, Isola del Giglio, Magliano in Toscana, Manciano, Monte Argentario, Orbetello, Piancastagnaio (SI), Pitigliano, Roccalbegna, Santa Fiora, Scansano, Semproniano e Sorano.

Sede vescovile è la città di Pitigliano, dove si trova la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. A Sovana, oggi piccola frazione di Sorano, e a Orbetello sorgono le due concattedrali diocesane, dedicate rispettivamente ai santi Pietro e Paolo e a santa Maria Assunta.

Il territorio si estende su 2.177 km² ed è suddiviso in 71 parrocchie. Secondo il libro del sinodo del 2003, la diocesi comprende quattro vicariati foranei:

  • il vicariato della montagna con le parrocchie di Castell'Azzara, Piancastagnaio, Roccalbegna, Santa Fiora e Stribugliano;
  • il vicariato del Flora con le parrocchie di Manciano, Pitigliano, Semproniano e Sorano;
  • il vicariato del nord Albegna con le parrocchie di Magliano in Toscana e Scansano;
  • il vicariato del mare con le parrocchie di Capalbio, Isola del Giglio, Monte Argentario e Orbetello.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Incerte sono le origini della diocesi di Sovana, attestata per la prima volta nella seconda metà del VII secolo. Lanzoni ritiene che verosimilmente il vescovado sia anteriore a questo periodo[1], mentre Burattini sostiene che la diocesi sovanese sia l'erede di due precedenti sedi vescovili, quelle di Statonia e di Saturnia; a causa dell'invasione longobarda, le due diocesi sarebbero state accorpate e contestualmente i vescovi avrebbero trasferito la loro sede a Sovana.[2]

Il primo vescovo di Sovana storicamente documentato è Maurizio, che figura tra i vescovi che parteciparono al sinodo romano del 27 marzo 680 indetto da papa Agatone per condannare l'eresia monotelita, in preparazione al concilio di Costantinopoli del 680-681. Maurizio sottoscrisse gli atti sinodali tra Marciano di Volterra e Agnello di Bolsena.[3]

Per il primo millennio sono pochi i vescovi conosciuti di Sovana, noti grazie alla loro partecipazione ai concili celebrati dai pontefici: Bestiano nell'826, Tanimondo nell'853, Rastaldo nell'861, Stefano nell'869 e Rainerio nel 967.[4]

La cattedrale di Sovana venne costruita fra VIII e IX secolo ed è ricordata in una bolla di papa Niccolò II del 1061 diretta al vescovo Anselmo, nella quale si fa menzione anche dei canonici della cattedrale con a capo l'arciprete Vitale. La stessa bolla ricorda che l'istituzione canonicale era stata voluta nel secolo precedente dal vescovo Rainerio e confermata dal suo successore Giovanni.[5]

Nel corso del XII secolo la diocesi sovanese perse la parte orientale del suo territorio a causa dell'occupazione da parte di Orvieto del territorio della Val di Lago e precisamente dei centri di Acquapendente, San Lorenzo, Grotte e Gradoli. Dopo oltre cinquant'anni dall'occupazione, un processo intentato dal vescovo di Sovana Giordano nel 1194 finì a favore della diocesi di Orvieto.[6] Nel 1230 papa Gregorio IX decise di separare Orbetello ed il suo territorio dalla diocesi di Sovana e di sottometterlo alla giurisdizione dell'abate delle Tre Fontane di Roma.

Il 23 aprile 1459, per volontà di papa Pio II, la diocesi di Sovana, fino ad allora immediatamente soggetta alla Santa Sede, divenne suffraganea dell'arcidiocesi metropolitana di Siena.

Sovana a metà del XVII secolo era un piccolo borgo di 400 anime e il vescovo Marcello Cervini tentò senza successo di ripopolarlo. Nel 1674 Pier Maria Bichi fissò la sua residenza a Pitigliano, in un palazzo di proprietà della sua famiglia. Dopo la sua morte il palazzo fu lasciato in eredità alla curia vescovile e il successore Pietro Valentini continuò a risiedere a Pitigliano, come tutti i vescovi successivi. Benché la diocesi non fosse molto popolosa, non c'era penuria di sacerdoti: nel sinodo del 1689 furono 192 i sacerdoti presenti alla sessione del 13 maggio.

Nel 1701 il vescovo Domenico della Ciaja istituì il seminario diocesano a Scansano e nel 1705 lo traslò a Pitigliano. Nella prima metà del secolo sotto l'episcopato di Fulvio Salvi operò nella diocesi san Paolo della Croce, che fu chiamato l'apostolo della Maremma e fondò la Congregazione della Passione di Gesù Cristo nell'eremo di Sant'Antonio sul monte Argentario.

Nell'aprile del 1785 furono cedute alla diocesi di Acquapendente le comunità di Onano e Proceno, che si trovavano nello Stato Pontificio, in cambio di quelle di Manciano e Capalbio, appartenenti al Granducato di Toscana.[7]

Nel 1836 il vescovo Francesco Maria Barzellotti fondò a Pitigliano una Scuola di Morale e Dogmatica, che rese obbligatoria per gli aspiranti al sacerdozio.

Nel 1844[8], dopo quasi due secoli che i vescovi risiedevano a Pitigliano, papa Gregorio XVI sancì il definitivo trasferimento della cattedra vescovile nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, elevata a concattedrale della diocesi, dove fu anche trasferito il capitolo dei canonici di Sovana; contestualmente la diocesi assunse il nome di diocesi di Sovana-Pitigliano.[9]

Il 13 maggio 1853 la pastorella Veronica Nucci di Cerreto riferì di aver assistito ad un'apparizione mariana. Quattro anni dopo, l'8 maggio il vescovo pose sul luogo dell'apparizione la prima pietra di una chiesa dedicata alla Vergine Addolorata.

Negli anni dal 1868 al 1878 la diocesi assistette alla predicazione di un sedicente visionario e profeta, Davide Lazzaretti: inizialmente rimase nella Chiesa cattolica pur con atteggiamenti rivelazionisti, messianici e inclini al socialismo; nel 1871 fondò una nuova Chiesa giurisdavidica, che raccolse un certo numero di adesioni in Toscana, rifiutando l'obbedienza al Pontefice Romano. Il 18 agosto 1878 morì per mano dei carabinieri mentre guidava una processione verso Arcidosso.

Nel 1910 il vescovo Michele Cardella diede una nuova sede al seminario e volle costruire una croce in ferro battuto alta 22 metri sulla sommità del monte Amiata.

Dal 1924 al 1932, con il vescovo Gustavo Matteoni, la diocesi di Sovana-Pitigliano fu unita in persona episcopi alla diocesi di Grosseto, suscitando la contrarietà del clero e del popolo, nonostante le assicurazioni di autonomia da parte del vescovo.

L'8 giugno 1934 il vescovo Stanislao Battistelli diede alla diocesi un nuovo assetto amministrativo, riducendo le vicarie da quindici a sei.

La casa natale di papa Gregorio VII a Sovana.

Il 25 maggio 1947, su richiesta del sinodo diocesano celebrato nel mese di luglio 1946, papa Pio XII dichiarò i santi Gregorio VII, papa originario di Sovana, e Mamiliano di Palermo, vescovo e martire, patroni principali della diocesi, assieme a san Paolo della Croce, patrono secondario.[10]

Dal 1964 al 1975 la diocesi restò vacante e rischiò nuovamente di essere unita alle diocesi vicine; fu amministrata dapprima per sei anni da Luigi Boccadoro, vescovo di Montefiascone, con l'aiuto del vescovo ausiliare Renato Spallanzani, residente a Pitigliano dal 1967 al 1970; e poi per altri cinque anni dal vescovo di Grosseto Primo Gasbarri tramite l'ausiliare Adelmo Tacconi, anch'egli residente in diocesi.

Nel 1975 furono cedute alla diocesi di Grosseto le frazioni grossetane di Alberese e Rispescia.[11]

Il 25 marzo 1981, con la bolla Abbatia Sanctorum Vincentii et Anastasii di papa Giovanni Paolo II, la diocesi incorporò i territori toscani fino ad allora sotto la giurisdizione dell'abbazia delle Tre Fontane di Roma, ossia Orbetello, Monte Argentario, Isola del Giglio e Capalbio. Contestualmente la diocesi assunse il nome di diocesi di Sovana-Pitigliano-Orbetello e la chiesa dell'Assunta di Orbetello fu elevata al rango di concattedrale.

Il 30 settembre 1986 la diocesi ha assunto il nome attuale in forza del decreto Cum procedere oporteret della Congregazione per i Vescovi.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Sovana[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio † (menzionato nel 680)
  • Sebastiano (Bestianus) † (menzionato nell'826)
  • Trasmondo (Tanimundus) † (menzionato nell'853)
  • Rastaldo † (menzionato nell'861)
  • Stefano † (prima dell'869 - dopo l'886)
  • Rainerio † (menzionato nel 967)[12]
  • Giovanni † (prima del 1015 - dopo aprile 1059)
  • Anselmo † (menzionato ad aprile 1061)
  • P. † (prima del 1073/84)
  • Davide † (1083 - ?)[13]
  • Bernardo † (menzionato nel 1088)[13]
  • Montano † (menzionato nel 1110)[13]
  • Rainaldo † (menzionato nel 1114)[14]
  • Eugerio † (prima del 1126)[15]
  • Ildizone † (prima del 21 luglio 1126 - circa 1151 deceduto)[16]
    • Sede vacante (circa 1151-1153)[17]
  • Pietro † (circa 1153 - circa 1175 deceduto)[17][18]
  • Paolino † (circa 1175 - prima di giugno 1193 deceduto)[19]
  • Giordano † (prima del 28 giugno 1193 - dopo il 1197)[20]
  • Viviano † (prima del 1206 - dopo il 1208)[21]
  • Gualtiero † (1221 - prima del 5 luglio 1260 deceduto)
  • Teodino † (circa 1260 - 1270 deceduto)
  • Davide Bandini, O.Cist. † (1270 - ? deceduto)
  • Marco † (23 dicembre 1283 - circa 1293)
  • Landone † (1294 - 22 aprile 1298 nominato vescovo di Nola)
  • Monaldo Monaldeschi, O.F.M. † (7 maggio 1298 - dicembre 1302 nominato arcivescovo di Benevento)
  • Zampo † (10 dicembre 1302 - 1312 deceduto)
  • Trasmondo Monaldeschi, O.P. † (10 maggio 1312 - ? deceduto)
  • Alamanno Donati, O.F.M. † (22 ottobre 1330 - 18 luglio 1342 nominato vescovo di Modena)
  • Niccolò Bernardi, O.Carm. † (19 luglio 1342 - ? deceduto)
  • Paolo Neri Bessi, O.E.S.A. † (20 maggio 1360 - 8 dicembre 1367 deceduto)
  • Niccolò da Nola, O.F.M. † (17 luglio 1368 - 1368 deceduto)
  • Roberto de Rainaldo † (25 giugno 1369 - ?)
  • Pietro Niccolò Blandibelli † (1380 - ?)
  • Antonio, O.S.B.Cam. † (19 marzo 1386 - 1390 deceduto)
  • Tommaso de Mari † (29 novembre 1390 - 1397 nominato vescovo di San Marco Argentano)
  • Valentino Vanni † (22 marzo 1397 - ?)
  • Pietro, O.S.B. † (5 giugno 1402 - settembre 1467 deceduto)
  • Antonio del Fede, O.Carm. † (12 agosto 1418 - 5 gennaio 1434 deceduto)
  • Gioacchino Suhare † (20 gennaio 1434 - 8 giugno 1439 nominato vescovo di Canne)
  • Apollonio Massaini † (8 giugno 1439 - settembre 1467 deceduto)
  • Tommaso della Testa Piccolomini † (20 novembre 1467 - 26 ottobre 1470 nominato vescovo di Montalcino e Pienza)
  • Andreoccio Ghinucci † (12 novembre 1470 - 9 marzo 1489 nominato vescovo di Grosseto)
  • Girolamo Scotti † (9 marzo 1489 - ? deceduto)
  • AldelloPiccolomini † (8 ottobre 1492 - 1510 deceduto)
  • Alfonso Petrucci † (1º ottobre 1510 - 27 luglio 1513 dimesso)
  • Lattanzio Petrucci † (27 luglio 1513 - 1517 deposto)
  • Domenico Coletta † (2 dicembre 1517 - 1520 deceduto)
  • Raffaello Petrucci † (6 febbraio 1520 - 11 dicembre 1522 deceduto)
  • Lattanzio Petrucci † (11 dicembre 1522 - 1527 deceduto) (per la seconda volta)
  • Ferdinando Farnese † (26 aprile 1532 - 1535 dimesso)
  • Carvajal Simoncelli † (26 febbraio 1535 - gennaio 1596 deceduto)
  • Metello Bichi † (15 gennaio 1596 - 1606 dimesso)
  • Ottavio Saraceni † (12 luglio 1606 - 1623 deceduto)
  • Scipione Tancredi † (15 gennaio 1624 - 2 marzo 1637 nominato vescovo di Montalcino)
  • Cristoforo Tolomei † (16 marzo 1637 - settembre 1638 deceduto)
  • Enea di Cesare Spennazzi † (20 dicembre 1638 - 25 maggio 1644 nominato vescovo di Ferentino)
  • Marcello Cervini † (15 maggio 1645 - 23 settembre 1652 nominato vescovo di Montepulciano)
  • Girolamo Borghesi, O.S.B. † (11 dicembre 1652 - 17 settembre 1668 nominato vescovo di Pienza)
  • Girolamo Cori (de Coris) † (17 giugno 1669 - 28 giugno 1672 deceduto)
  • Pier Maria Bichi, O.S.B. † (12 giugno 1673 - 9 settembre 1684 deceduto)
  • Pietro Valentini † (9 aprile 1685 - novembre 1687 deceduto)
  • Domenico della Ciaja, O.P. † (14 giugno 1688 - 23 gennaio 1713 deceduto)
  • Fulvio Salvi † (11 dicembre 1713 - 23 maggio 1727 deceduto)
  • Cristoforo Palmieri † (8 marzo 1728 - 26 marzo 1739 deceduto)
  • Antonio Vegni † (16 novembre 1739 - 15 agosto 1744 deceduto)
  • Niccolò Bianchini, O.C.D. † (28 novembre 1746 - 22 maggio 1750[22] deceduto)
  • Segherio Felice Seghieri † (19 luglio 1751 - 27 luglio 1758 deceduto)
    • Sede vacante (1758-1762)
  • Tiberio Borghesi † (29 marzo 1762 - 1º giugno 1772 nominato arcivescovo di Siena)
  • Gregorio Alessandri † (14 giugno 1773 - 20 maggio 1776 nominato vescovo di Cortona)
  • Francesco Pio Santi † (16 settembre 1776 - 11 agosto 1799 deceduto)
    • Sede vacante (1799-1802)
  • Filippo Ghighi † (20 settembre 1802 - 10 gennaio 1830 deceduto)
  • Giacomo Bellucci † (30 settembre 1831 - 1º novembre 1831 deceduto)
  • Francesco Barzellotti † (2 luglio 1832 - 1844 nominato vescovo di Sovana-Pitigliano)

Vescovi di Sovana-Pitigliano[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Sovana-Pitigliano-Orbetello[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Pitigliano-Sovana-Orbetello[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchie[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 73.200 persone contava 71.100 battezzati, corrispondenti al 97,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 58.500 60.000 97,5 78 70 8 750 10 50 50
1970 68.830 68.854 100,0 60 60 1.147 61
1980 75.000 75.361 99,5 84 64 20 892 20 89 76
1990 75.601 75.855 99,7 86 68 18 879 1 18 89 71
1999 71.480 71.536 99,9 70 63 7 1.021 4 14 56 71
2000 71.000 71.536 99,3 69 63 6 1.028 4 6 58 71
2001 71.000 71.536 99,3 70 63 7 1.014 4 16 58 71
2002 71.000 71.536 99,3 67 60 7 1.059 4 17 56 71
2003 71.000 71.536 99,3 69 62 7 1.028 5 11 52 71
2004 71.000 71.536 99,3 69 62 7 1.028 6 19 55 71
2013 71.100 73.200 97,1 61 52 9 1.165 10 11 53 71

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), Faenza 1927, pp. 558.
  2. ^ Vittorio Burattini, Il cristianesimo nella Maremma grossetana dalle origini al Medioevo, in «Guida agli edifici sacri della Maremma», a cura di Carlo Citter, Siena 2002, pp. 114-122.
  3. ^ Mansi, Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio, vol. XI, Florentiae 1765, col. 310.
  4. ^ Pollock, Der Prozess von 1194 zwischen Orvieto und Sovana…, pp. 142-143.
  5. ^ Kehr, Italia pontificia, III, p. 254.
  6. ^ Archivi e biblioteche ecclesiastiche: da depositi a giacimenti culturali. Atti del convegno di Viterbo, 3 settembre 2014, a cura di Luciano Osbat ed Elisa Angelone, Viterbo 2016, pp. 113-114.
  7. ^ Monica Ceccariglia e Danila Dottarelli (ed.), Gli archivi delle antiche diocesi di Acquapendente e Castro, Viterbo 2011, p. 13.
  8. ^ Incerta è la data esatta del definitivo trasferimento della sede vescovile a Pitigliano. Cappelletti (p. 752) e Kehr (p. 252) indicano solo 1844. Moroni (Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. 53, p. 295) riporta la data dell'11 gennaio 1844, fatta propria anche da Gcatholic. Giuseppe Bruscalupi (Monografia storica della contea di Pitigliano, p. 420) indica dapprima la data del 13 gennaio 1843. Tuttavia, poco dopo l'autore trascrive il testo della lapide commemorativa, murata nella cattedrale di Pitigliano a ricordo dell'avvenimento; la data indicata è la seguente: VII Kal. Ian. An. D.ni MDCCCXLV, ossia «Settimo giorno dalle calende di gennaio dell'anno del Signore 1845», che equivale al 26 dicembre 1844.
  9. ^ Così Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. 53, p. 295. Invece secondo Cappelletti (op. cit., p. 752) Pitigliano fu elevata a sede vescovile e la nuova diocesi sarebbe stata unita aeque principaliter a quella di Sovana. Se le indicazioni di Cappelletti fossero vere, le due diocesi avrebbero dovuto essere "pienamente unite", come è successo per altre diocesi italiane, nel 1986, cosa che in realtà non è avvenuto.
  10. ^ AAS 44 (1952), pp. 211-213.
  11. ^ AAS 67 (1975), p. 679.
  12. ^ Secondo Ughelli, nel concilio romano del 963 prese parte un vescovo di nome Pisano; per Cappelletti, il nome di questo vescovo sarebbe stato Rainerio, lo stesso che poi partecipò al concilio del 967. In realtà negli atti del concilio del 963 non appare nessuno dei vescovi menzionati dai due autori. Il Pisanus cui si riferisce Ughelli è in realtà l'aggettivo per indicare la presenza al concilio di un vescovo di Pisa, il cui nome però non è menzionato. Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien Deutschlands und Reichsitaliens 916-1001, seconda parte (962–1001), a cura di Ernst-Dieter Hehl, Hannover 2007, pp. 231-232.
  13. ^ a b c I vescovi Davide (1083), Bernardo (1088) e Montano (1110) sono menzionati da Ughelli, ma senza documenti a sostegno della loro esistenza. Il nome di un vescovo Bernardo di Sovana appare negli atti del processo del 1194 per dirimere la questione dei confini fra le diocesi di Sovana e di Orvieto. Pollock, Der Prozess von 1194 zwischen Orvieto und Sovana…, p. 112.
  14. ^ Il nome del vescovo Rainaldo appare negli atti del processo per dirimere la questione dei confini fra le diocesi di Sovana e di Orvieto. Pollock, Der Prozess von 1194 zwischen Orvieto und Sovana…, p. 110, nº 18. Viene identificato con un anonimo vescovo di Sovana documentato nel 1114 (id., p. 145).
  15. ^ Il nome del vescovo Eugerio, menzionato prima di quello di Ildizone, appare negli atti del processo per dirimere la questione dei confini fra le diocesi di Sovana e di Orvieto. Pollock, Der Prozess von 1194 zwischen Orvieto und Sovana…, pp. 112 e 145.
  16. ^ Pollock, Der Prozess von 1194 zwischen Orvieto und Sovana…, p. 146.
  17. ^ a b Pollock, Der Prozess von 1194 zwischen Orvieto und Sovana…, pp. 147-148.
  18. ^ Tra Pietro e Paolino Cappelletti aggiunge il vescovo Ildebrando, attorno al 1170, che G. Bruscalupi (Monografia storica della contea di Pitigliano, p. 499) segna al 1150. Ignoto alle altre fonti.
  19. ^ Pollock, Der Prozess von 1194 zwischen Orvieto und Sovana…, pp. 148-149.
  20. ^ Pollock, Der Prozess von 1194 zwischen Orvieto und Sovana…, p. 149.
  21. ^ Bruscalupi, Monografia storica della contea di Pitigliano, p. 500.
  22. ^ Secondo Eubel, muore nel mese di giugno 1751.
  23. ^ In questo periodo di sede vacante la diocesi fu retta dal vicario capitolare Girolamo Bruscalupi.
  24. ^ Durante la sede vacante, la diocesi fu retta dal vicario generale Giacomo Bellucci, in seguito nominato vescovo di Chiusi e Pienza.
  25. ^ Durante la vacanza della sede furono amministratori apostolici della diocesi: Luigi Boccadoro, vescovo di Montefiascone (1964-1970); e Primo Gasbarri, vescovo di Grosseto (1970-1975).

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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