Campagna della Birmania

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Campagna della Birmania
Gurkha indiani occupano Scraggy Hill durante la battaglia di Imphal
Gurkha indiani occupano Scraggy Hill durante la battaglia di Imphal
Data Gennaio 1942 - luglio 1945
Luogo Birmania, Oceano Indiano e India orientale
Esito Vittoria degli Alleati
Schieramenti
Comandanti
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La campagna della Birmania si svolse tra il gennaio 1942 e il luglio 1945 nel territorio dell'odierna Birmania e nelle zone di confine tra questa e l'India, nell'ambito dei più vasti eventi del teatro del Pacifico della seconda guerra mondiale.

L'allora colonia britannica della Birmania fu invasa nel gennaio 1942 dalle forze dell'Impero giapponese, spalleggiate da un contingente proveniente dalla Thailandia: i giapponesi avanzarono rapidamente con una forza schiacciante, prendendo la capitale Rangoon nel marzo 1942 e obbligando le forze britanniche a una difficile ritirata alla volta della colonia dell'India; l'intervento in favore dei britannici di truppe della Repubblica di Cina nel nord della Birmania non riuscì a ristabilire la situazione e gran parte della colonia fu occupata dai giapponesi, i quali istituirono un'amministrazione fantoccio (Stato di Burma) sotto il leader nazionalista locale Aung San per governare il territorio occupato.

La situazione rimase stazionaria tra la fine del 1942 e la fine del 1943: i combattimenti si sviluppavano in una zona di montagne ricoperte di giungla, senza strade importanti e con il ritmo delle operazioni dettato dalla stagione dei monsoni; due offensive convenzionali portate avanti dai britannici nella regione costiera dell'Arakan, come pure gli attacchi dei cinesi a partire dallo Yunnan, non portarono a niente, mentre più successo ebbero le operazioni dietro le linee giapponesi di due unità appositamente addestrate al combattimento nella giungla, i Chindits britannici di Orde Wingate e i Merrill's Marauders statunitensi di Frank Merrill. Nel marzo 1944 furono invece i giapponesi a passare all'offensiva, lanciando un vasto attacco in direzione dell'India (operazione U-Go): le sconfitte riportate ad opera dei britannici nelle sanguinose battaglie di Imphal e di Kohima obbligarono i giapponesi a ripiegare attraverso le montagne al confine indo-birmano durante il monsone, trasformando la ritirata in una rotta.

La sconfitta dell'offensiva giapponese verso l'India rappresentò il punto di svolta della campagna: mentre il Northern Combat Area Command sino-statunitense del generale Joseph Stilwell rinnovava i suoi attacchi alla Birmania settentrionale, nel gennaio 1945 la Fourteenth Army britannica del generale William Slim passò all'offensiva a partire dall'India in direzione della Birmania centrale, facendo affidamento su rifornimenti portati dagli aerei; raggiunte le pianure centrali della Birmania, le forze di Slim schiacciarono i giapponesi nel corso della battaglia di Meiktila e Mandalay grazie a una netta superiorità in fatto di mezzi corazzati, facendo crollare tutto il fronte nipponico. Con una serie di sbarchi anfibi e lanci di paracadutisti (operazione Dracula) i britannici riconquistarono Rangoon il 2 maggio 1945, anche se i combattimenti proseguirono nelle regioni di confine fino alla resa finale del Giappone nell'agosto seguente.

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