Operazione Kutuzov

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Operazione Kutuzov
parte del Fronte orientale della seconda guerra mondiale
Kursk Soviet machineguns.JPG
Postazione di mitragliatrice sovietica sotto al fuoco nemico
Data12 luglio-18 agosto 1943
LuogoOrël, Unione Sovietica
EsitoVittoria sovietica
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
300.700 uomini[1]
625 carri armati[1]
610 aerei[1]
1.286.000 uomini[2]
2.409 carri armati[2]
2.220[3]-3.023[1] aerei
Perdite
86.454 uomini morti, feriti e dispersi[4]
218 aerei[5]
429.890 uomini morti, feriti e dispersi[6][7]
2586 carri armati[8]
1014 aerei[8]
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Operazione Kutuzov è il nome in codice assegnato dal comando supremo dell'Armata Rossa alla grande offensiva sferrata a partire dal 12 luglio 1943 contro il saliente di Orël (nel Rialto centrale russo) difeso dalle truppe tedesche della Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale sul Fronte orientale. L'operazione venne denominata in onore del generale Mikhail Kutuzov, il generale russo protagonista della campagna di Russia del 1812 contro Napoleone Bonaparte.

L'offensiva, iniziata mentre era ancora in corso la battaglia di Kursk, ebbe un importante influenza sulle operazioni generali, costringendo l'alto comando tedesco a interrompere il suo attacco e passare sulla difensiva. L'operazione Kutuzov diede origine ad alcuni dei combattimenti piu aspri e sanguinosi della guerra all'est e costò pesanti perdite di uomini e mezzi ad entrambe le parti. L'intervento delle Panzer-Division, trasferite dal generale Walter Model dal settore di Kursk, permise ai tedeschi di rallentare l'avanzata sovietica e ripiegare ordinatamente sulla linea del fiume Desna, abbandonando Orël solo il 5 agosto; nonostante alcuni errori tattici nell'impiego delle armate corazzate, l'Armata Rossa alla fine liberò tutto il saliente e mantenne sempre l'iniziativa delle operazioni, logorando fortemente le forze tedesche.

Situazione strategica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Terza battaglia di Char'kov e Battaglia di Kursk.

Al termine della lunga e drammatica campagna dell'inverno 1942-43 l'Armata Rossa, pur avendo raggiunto risultati straordinari con la storica vittoria di Stalingrado e le successive offensive vittoriose lungo il fronte del Don e il Caucaso, aveva subito una inattesa sconfitta nella terza battaglia di Char'kov ed era riuscita solo con notevole difficoltà a stabilizzare il fronte a sud dell'importante città di Kursk, mentre erano completamente falliti i tentativi di liberare piu a nord Orël e Brjansk. A partire dalla fine del mese di marzo 1943, in corrispondenza con l'inizio del disgelo, le operazioni militari in pratica si arrestarono su tutto il fronte orientale e i dirigenti politico-militari e gli stati maggiore tedeschi e sovietici iniziarono la pianificazione e la preparazione della successiva campagna dell'estate 1943[9].

Carta delle operazioni nel saliente di Kursk (operazione Cittadella) e nel saliente di Orël (operazione Kutuzov).

All'inizio di aprile 1943 Stalin e lo Stavka decisero, su consiglio soprattutto del maresciallo Georgij Žukov e del maresciallo Aleksandr Vasilevskij, di evitare intempestive offensive preventive per disturbare i preparativi della Wehrmacht e attendere invece l'offensiva estiva tedesca che si prevedeva sarebbe stata sferrata contro il saliente di Kursk, organizzando un sistema difensivo scaglionato in profondità e potenziato con grandi rinforzi di artiglieria e mezzi corazzati. Contemporaneamente venne anche deciso che sarebbero stati portati avanti i preparativi per organizzare una grande offensiva contro il saliente di Orël[10]. Dal mese di aprile quindi l'Armata Rossa rafforzò il suo schieramento nel saliente di Kursk affidato al comando dei generali Konstantin Rokossovskij e Nikolaj Vatutin e nello stesso periodo iniziò a pianificare l'attacco al saliente di Orël che sarebbe stato condotto dal Fronte Occidentale del generale Vasilij Sokolovskij, dal Fronte di Brjansk del generale Markian Popov e da una parte del Fronte Centrale del generale Rokossovskij[11].

Alti ufficiali sovietici nell'estate 1943: il secondo da sinistra è il maresciallo Nikolaj Voronov, l'ultimo a destra il generale Vasilij Sokolovskij, comandante del Fronte Occidentale nel saliente di Orël.

La pianificazione operativa dell'offensiva andò avanti con qualche incertezza; a giugno il generale Yakov Fedorenko, capo dell'amministrazione delle truppe corazzate sovietiche, intervenne per consigliare l'assegnazione al Fronte Occidentale e non al Fronte di Brjansk della 3ª Armata corazzata del generale Pavel Rybalko che era ancora in fase di ricostituzione con carristi e equipaggiamenti nuovi dopo la sconfitta a Char'kov, mentre al Fronte Occidentale il generale Ivan Bagramjan, comandante della 11ª Armata della Guardia, la formazione piu potente a cui era stata assegnata la missione principale, criticò il piano dello Stavka[12]. Il generale riteneva che la sua armata avrebbe dovuto attaccare audacemente in profondità da nord per frazionare in due parti l'intero saliente di Orël e costringere alla ritirata o alla resa tutte le forze tedesche schierate nell'area; i suoi suggerimenti inizialmente non vennero presi i considerazione dagli ufficiali dello stato maggiore, ma a maggio il comandante della 11ª Armata della Guardia ebbe modo di esporre le sue considerazioni durante una riunione di pianificazione alla presenza di Stalin[13]. Il dittatore apprezzò le valutazioni del generale Bagramjan che quindi vennero approvate; il generale Sokolovskij emanò nuove direttive per l'offensiva nel settore settentrionale del saliente di Orël. Stalin comunque per il momento si attenne alle decisioni operative originali: egli ordinò di continuare i preparativi per l'offensiva di Orël ma confermò che l'Armata Rossa avrebbe dovuto in un primo momento rimanere sulla difensiva e affrontare e respingere la prevista offensiva tedesca al saliente di Kursk. Lo Stavka decise anche di iniziare a preparare un seconda controffensiva in direzione di Belgorod e Char'kov. Il maresciallo Vasilevskij e il generale Nikolaj Voronov vennero designati come "rappresentanti dello Stavka" sul fronte di Orël, mentre il maresciallo Žukov assunse la responsabilità dell'offensiva su Belgorod e Char'kov[14].

Il 5 luglio 1943 la Wehrmacht diede inizio, dopo numerosi rinvii, all'operazione Cittadella contro il saliente di Kursk e nei giorni seguenti si combatterono aspre battaglie tra i mezzi corazzati tedeschi e le linee difensive anticarro sovietiche con pesanti perdite per entrambe le parti. Mentre a sud le Panzer-Division del Gruppo d'armate Sud del feldmaresciallo Erich von Manstein guadagnavano faticosamente terreno verso Obojan e Prochorovka, a nord di Kursk il Gruppo d'armate Centro del feldmaresciallo Günther von Kluge si trovò in maggiori difficoltà e avanzò solo di pochi chilometri. Le sei Panzer-Division concentrate nella 9ª Armata del generale Walter Model non riuscirono ad aprirsi la strada nelle munite posizioni del Fronte Centrale del generale Rokossovskij e dovettero affrontare i violenti contrattacchi delle riserve mobili sovietiche. Il 10 luglio 1943 le unità del generale Model erano praticamente ormai bloccate a Olkhovatka e Ponyrji[15].

L'offensiva sovietica[modifica | modifica wikitesto]

L'attacco del 12 luglio[modifica | modifica wikitesto]

Durante le settimane di preparazione e attesa prima dell'offensiva tedesca a Kursk, Stalin e lo Stavka avevano contemporaneamente continuato l'organizzazione della loro offensiva nel saliente di Orël (denominata in codice "operazione Kutuzov"); di conseguenza le unità di rinforzo raggiunsero secondo i piani il Fronte di Brjansk e vennero studiati accuratamente i piani tattici dell'attacco. Venne previsto, secondo gli schemi che sarebbero divenuti classici per l'Armata Rossa, un potente sbarramento d'artiglieria iniziale, seguito dall'assalto della fanteria con il supporto delle unità corazzate assegnate di rinforzo diretto; solo dopo lo sfondamento in teoria era previsto l'intervento delle grandi riserve corazzate di sfruttamento raggruppate nelle nuove armate carri[16]. Dal punto di vista tattico il saliente di Orël era collegato con le retrovie tedesche solo attraverso la ferrovia principale Orël-Brjansk che era esposta ad attacchi provenienti da nord dove era stato approvato l'attacco dell'armata del generale Bagramjan.

L'11 luglio 1943, mentre a sud di Kursk erano in corso i movimenti dei mezzi corazzati che sarebbero culminati nella battaglia di Prochorovka, le unità di ricognizione del Fronte Occidentale e del Fronte di Brjansk diedero inizio alle loro missioni in profondità per individuare lo schieramento tedesco e aprire la strada all'attacco principale, queste operazioni preliminari erano state precedute dall'intervento dei bombardieri a lungo raggio del generale Golovanov e dai cacciabombardieri che avevano steso cortine fumogene. Nel settore del Fronte Occidentale le unità da ricognizione della 11ª Armata della Guardia del generale Bagramjan rimasero in azione fino al mattino del 12 luglio quando oltre 3.000 cannoni sovietici aprirono il fuoco. Il Fronte del generale Sokolovskij fece entrare in azione la 50ª Armata del generale Boldin oltre alla potente 11ª Armata della Guardia che disponeva anche del 1º Corpo carri e del 5º Corpo carri; il Fronte Occidentale attaccò con 211.000 uomini, 745 mezzi corazzati e 4.800 cannoni[17]. A est di Orël il 12 luglio ebbe inizio anche l'offensiva del Fronte di Brjansk preceduta da un altro potente sbarramento d'artiglieria; il generale Popov avrebbe dovuto attaccare il saliente da est e da nord-est con la 3ª Armata del generale Gorbatov e la 63ª Armata del generale Kolpakchi, rinforzati dal 1º Corpo carri della Guardia e dal 25° Corpo fucilieri; il Fronte di Brjansk fece entrare in azione in prima schiera 170.000 soldati con 350 carri armati[18]. La 61ª Armata del generale Belov manteneva il contatto con l'ala sinistra del Fronte Occidentale. L'offensiva sovietica nel saliente di Orël venne sferrata il 12 luglio 1943 nel momento piu opportuno dal punto di vista strategico; un attacco ritardato infatti non avrebbe interferito con i piani tedeschi e avrebbe permesso al nemico di riorganizzare lo schieramento delle sue riserve mobili; in questo modo invece l'operazione Kutuzov ebbe una grande influenza sull'esito finale della battaglia di Kursk e sulle decisioni operative di Hitler e dell'alto comando tedesco.

Il generale Walter Model durante l'operazione Kutuzov ebbe il comando contemporaneamente della 9. Armee e della 2. Panzerarmee.

Le conseguenze strategiche dell'offensiva nel saliente di Orël furono immediate; fin dal giorno 11 luglio, le forze sovietiche del Fronte Centrale schierate a Olkhovatka avevano osservato i movimenti dei mezzi motorizzati tedeschi che si allontavano verso nord abbandonando la prima linea. La difesa del saliente di Orël era stata affidata infatti a forze tedesche del tutto insufficienti. La 2. Panzerarmee schierava, al comando del generale Rudolf Schmidt, su un fronte di 280 chilometri quattordici divisioni di fanteria divise in tre corpi d'armata: a sud il LV corpo del generale Erich Jaschke, a nord il LIII corpo del generale Eric-Heinrich Clößner, al centro il XXXV corpo del generale Lothar Rendulic[19]. Si trattava di unità esperte e combattive in grado di difendere accanitamente le loro posizioni, ma l'armata tedesca era fortemente carente di riserve meccanizzate; essendo state concentrate gran parte delle divisioni corazzate del Gruppo d'armate Centro nella 9. Armee del generale Model per la battaglia di Kursk, la 2. Panzerarmee aveva a disposizione solo la 5. Panzer-Division con 93 carri armati, e la 25. Panzergrenadier-Division che però era quasi priva di mezzi; era previsto l'arrivo entro il 12 luglio della 8. Panzer-Division con altri cento mezzi corazzati[20]. Alla vigilia dell'offensiva sovietica inoltre si verificò un imprevisto e drammatico cambio del comando della 2. Panzerarmee: il generale Schmidt venne bruscamente destituito e arrestato dalla Gestapo per presunti suoi collegamenti con movimenti di opposizione al nazismo interni all'esercito tedesco; il generale Model assunse temporaneamente il comando anche della 2. Panzerarmee insieme a quello della 9. Armee e in questo modo ebbe il totale controllo della battaglia sia nel saliente di Orël che nel settore settentrionale del saliente di Kursk[21].

L'offensiva sovietica nel saliente di Orël ebbe inizio alle ore 06.05 il 12 luglio dopo il potente bombardamento dell'artiglieria; la fanteria riuscì in quasi tutti i settori a penetrare oltre le prime linee del fronte tedesco e nei primi due giorni avanzò per circa 10 chilometri. Fu soprattutto la potente 11ª Armata della Guardia del generale Bagramjan che ottenne i rusultati piu brillanti ed effettuò uno sfondamento completo delle linee nemiche nel settore settentrionale del saliente; sei divisioni di fucilieri sbaragliarono due divisioni di fanteria tedesche del LII corpo del generale Clößner e avanzarono in profondità minacciando l'importantissima ferrovia per Brjansk. L'intervento della 5. Panzer-Division inviata in rinforzo dal generale Model ottenne qualche successo ma non riuscì il 13 luglio a fermare la marcia del generale Bagramjan che fece intervenire altre due divisioni fucilieri e i suoi due corpi mobili, il 1° Corpo carri e il 5° Corpo carri[22]. La sera del 13 luglio le unità di punta della 11ª Armata della Guardia erano avanzate per oltre 25 chilometri all'interno del saliente[23]. Piu difficoltosa fu l'operazione di sfondamento delle tre armate del Fronte di Brjansk che incapparono in un efficace schieramento difensivo anticarro organizzato con abilità dal comandante del XXXV Corpo d'armata, generale Rendulic[24]. La fantiera sovietica subì forti perdite contro le posizioni tedesche e anche i carri armati vennero rallentati dai campi minati e dal fuoco dei cannoni anticarro. Alla fine del 13 luglio le armate del Fronte di Brjansk erano avanzata nei vari settori per 8-15 chilometri, ma nel complesso il fronte tedesco manteneva ancora la sua coesione ed aveva evitato uno sfondamento completo di fronte a Orël[25][26].

Intervento delle riserve corazzate tedesche[modifica | modifica wikitesto]

Attacchi delle armate corazzate sovietiche[modifica | modifica wikitesto]

Difesa elastica[modifica | modifica wikitesto]

Bilancio e conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Quarta battaglia di Char'kov.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Frieser 2007, p.177
  2. ^ a b Koltunov, p.81
  3. ^ Bergström 2007, p.83
  4. ^ Frieser 2007, p.154
  5. ^ Frieser 2007, p.189
  6. ^ Krivosheev 1997, p.133
  7. ^ Beevor 2012, p.485
  8. ^ a b Krivosheev 1997, p.262
  9. ^ J. Erickson, The road to Berlin, pp. 52-63.
  10. ^ J. Erickson, The road to Berlin, pp. 64-69.
  11. ^ J. Erickson, The road to Berlin, pp. 69-74.
  12. ^ J. Erickson, The road to Berlin, p. 75.
  13. ^ J. Erickson, The road to Berlin, pp. 75-76.
  14. ^ J. Erickson, The road to Berlin, pp. 76-77.
  15. ^ D. Glantz/J. House, La grande guerra patriottica dell'Armata Rossa, pp. 247-248.
  16. ^ R. Cartier, La seconda guerra mondiale, vol. II, p. 164.
  17. ^ R. M. Citino, 1943. Declino e caduta della Wehrmacht, pp. 300-301.
  18. ^ R. M. Citino, 1943. Declino e caduta della Wehrmacht, p. 301.
  19. ^ R. M. Citino, 1943. Declino e caduta della Wehrmacht, pp. 301-302.
  20. ^ R. M. Citino, 1943. Declino e caduta della Wehrmacht, pp. 301-302.
  21. ^ R. M. Citino, 1943. Declino e caduta della Wehrmacht, p. 302.
  22. ^ R. M. Citino, 1943. Declino e caduta della Wehrmacht, p. 304.
  23. ^ AA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 3, p. 928.
  24. ^ R. M. Citino, 1943. Declino e caduta della Wehrmacht, pp. 304-305.
  25. ^ R. M. Citino, 1943. Declino e caduta della Wehrmacht, p. 305.
  26. ^ AA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. 3, p. 929.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. V, C.E.I., 1978, ISBN non esistente.
  • (EN) Richard N. Armstrong, Red Army tank commanders, Atglen, Schiffer military, 1994, ISBN 0-88740-581-9.
  • Eddy Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. VII, De Agostini, 1971, ISBN non esistente.
  • Giuseppe Boffa, Storia dell'Unione Sovietica - 3: 1941-1945, Roma, L'Unità, 1990, ISBN non esistente.
  • Raymond Cartier, La seconda guerra mondiale, Mondadori, 1993, ISBN non esistente.
  • (EN) John Erickson, The road to Berlin, Londra, Cassell, 2002, ISBN 0-304-36540-8.
  • David Glantz, La Grande guerra patriottica dell'Armata Rossa, Gorizia, LEG, 2010, ISBN 978-88-6102-063-4.
  • (EN) Werner Haupt, A history of the panzer troops 1916-1945, Schiffer publishing, 1990, ISBN 0-88740-244-5.
  • Richard Overy, Russia in guerra, Milano, il Saggiatore, 2000, ISBN 88-428-0890-3.
  • Alexander Werth, La Russia in guerra, Milano, Mondadori, 1966, ISBN non esistente.
  • (EN) Earl F. Ziemke, Stalingrad to Berlin, Honolulu, University press of the Pacific, 2003, ISBN 1-4102-0414-6.

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