Battaglia di Changsha (1942)

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Battaglia di Changsha
parte del Seconda guerra sino-giapponese della seconda guerra mondiale
Battle of Changsha.jpg
Un soldato cinese adopera una mitragliatrice leggera ZB vz. 26 durante la battaglia
Data24 dicembre 1941 - 15 gennaio 1942
LuogoChangsha, Liuyang
EsitoVittoria cinese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
300.000 soldati cinesi[1] 120.000 soldati giapponesi
600 pezzi d'artiglieria[1]
200 aerei da combattimento[1]
Perdite
29.217 tra uccisi e feriti[2]Fonte giapponese: 1.591 uccisi
4.412 feriti[3]
Fonte cinese: 56.000 tra uccisi e feriti[4]
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La terza Battaglia di Changsha (24 dicembre 1941 – 15 gennaio 1942) fu la prima grande offensiva dell'Impero giapponese nella Repubblica di Cina dopo l'attacco giapponese agli alleati occidentali.

L'obiettivo originario dell'offensiva giapponese era quello di impedire ai cinesi di rafforzare le unità del Commonwealth britannico impegnate ad Hong Kong. Con la conquista di Hong Kong il 25 dicembre 1941, i giapponesi decisero di proseguire l'offensiva avanzando verso Changsha per dare un colpo decisivo al governo cinese del Kuomintang.[5]

L'offensiva fallì poiché le forze cinesi contrattaccarono minacciando l'accerchiamento delle forze giapponesi che dopo aver subito ingenti perdite furono costrette a ritirarsi definitivamente.[5]

Le forze principali del generale giapponese Korechika Anami erano costituite da 27 battaglioni di fanteria, 10 battaglioni d'artiglieria e una singola unità come batteria di artiglieria.[6]

Conflitto[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 dicembre del 1941 tre divisioni giapponesi (3º, 6º e 40º) si riunirono a Yueyang, da qui avanzarono verso sud in tre colonne attraversando i fiumi Xinqiang e Miluo in direzione di Changsha. L'operazione fallì a causa dell'efficiente strategia dei cinesi, che prepararono una grande buca profonda che circondava l'intera città e si organizzarono attorno al fiume Liuyang. A metà strada tra il fiume Miluo e Changsha, le forze giapponesi dovettero affrontare una feroce resistenza cinese che costrinse una delle colonne a deviare verso est e le altre ad avvicinarsi fra loro più di quanto fosse stato inizialmente previsto. Nel corso dell'avanzata verso sud, i giapponesi impegnarono con successo tre divisioni cinesi che a causa dello svantaggio numerico si ritirarono sulle montagne orientali.

Changsha venne evacuata lasciando sul campo solo l'esercito cinese e circa 160 civili che decisero di rimanere a difendere la città. La resistenza venne rafforzata da un numero significativo di mortai forniti dall'Inghilterra, due batterie di cannoni da campo da 75 mm forniti dalla Francia e diversi cannoni anticarro da 2 pdr. Di grande importanza furono anche otto nuovi carri armati M2A1 forniti dagli Stati Uniti. Questi veicoli si rivelarono essenziali per la difesa grazie ad una capacità di fuoco molto elevata.[7]

Il 31 dicembre 1941 le truppe giapponesi attaccarono le difese sudorientali della città ma non riuscirono a ottenere alcun beneficio. Successivamente presero di mira la parte meridionale e poi le parti orientali delle difese, in contemporanea la parte settentrionale della città subì pesanti bombardamenti dall'artiglieria giapponese. Alla fine i giapponesi riuscirono ad abbattere la prima linea di fuoco cinese ma fallirono nel tentativo di violare la seconda linea difensiva vicino al centro della città.

Il 1 gennaio 1942 la controffensiva cinese sorprese i giapponesi con un bombardamento con armi pesanti, infliggendogli gravi danni critici. All'incirca nello stesso periodo le unità dell'esercito che si erano ritirate sulle montagne durante l'avanzata giapponese si lanciarono per attaccare con l'aiuto di guerriglieri locali le linee di rifornimento giapponesi.

La linea giapponese cadde il 4 gennaio dello stesso anno. I sopravvissuti delle tre divisioni giapponesi furono assediati e richiesero l'aiuto della nona brigata indipendente giapponese stazionati a Yueyang. Tuttavia il 9 gennaio questa unità affrontò pesanti combattimenti con i cinesi e non è stata in grado di soccorrere in tempo le altre tre divisioni giapponesi.

I giapponesi assediati tentarono di ritirarsi attraverso il fiume Liuyang, non sapendo che stavano cadendo in una trappola nella regione. Perdendo pesantemente molti uomini alla traversata del fiume il 15 gennaio i giapponesi alla fine riuscirono a raggiungere il fiume Xinqiang per completare la ritirata.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

La terza Battaglia di Changsha potrebbe essere considerata decisiva poiché un mese dopo l'attacco di Pearl Harbor e l'entrata degli Stati Uniti nella guerra la battaglia fu celebrata come l'unica vittoria alleata maggiore nel Teatro del sud-est asiatico della seconda guerra mondiale nel tardo 1941 e inizio 1942. Tutto ciò venne vista come una vittoria importante, che trasmise speranza ai cinesi di cambiare le sorti della guerra contro il Giappone.

Ciò fece guadagnare al Generalissimo Chiang Kai-shek molto prestigio dall'estero e legittimità in Cina. Non fu l'unico uomo ad acquisire fama: anche Xue Yue guadagnò molta fama in Cina per le sue vittorie militari e per le straordinarie capacità tattiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Hsiung, James Chieh; Levine, Steven I. China's Bitter Victory: The War with Japan, 1937–1945, p. 158
  2. ^ 翁里陽、博凡、常然著,《中國抗日戰爭-氣壯山河》,台北市:知兵堂,2007年
  3. ^ Japanese Monograph No. 71, Army Operations in China pp. 76.
  4. ^ 國防部:抗日戰史
  5. ^ a b James C. Hsiung, China's Bitter Victory: War with Japan, 1937-45, 16 settembre 2016, DOI:10.4324/9781315287690. URL consultato il 21 aprile 2019.
  6. ^ (EN) Richard B Frank, Tower of skulls: a history of the Asia-Pacific war, July 1937-May 1942, 2020, ISBN 978-1-324-00210-9, OCLC 1141201603. URL consultato il 21 gennaio 2021.
  7. ^ (EN) APOD China: The Third Battle of Changsha, su France Fights On. URL consultato l'8 maggio 2019.

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