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Kawasaki Ki-48

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Kawasaki Ki-48
Kawasaki Ki-48-42.jpg
Ki-48 in volo
Descrizione
Tipo bombardiere leggero
Equipaggio 4
Progettista Takeo Doi
Costruttore Giappone Kawasaki
Data primo volo luglio 1939
Data entrata in servizio 1940
Data ritiro dal servizio 1945
Utilizzatore principale Giappone Dai-Nippon Teikoku Rikugun Kōkū Hombu
Esemplari 800
Dimensioni e pesi
Lunghezza 12,75 m
Apertura alare 17,45 m
Altezza 3,80 m
Superficie alare 40,00
Carico alare 162,5 kg/m²
Peso a vuoto 4 550 kg
Peso carico 6 500 kg
Peso max al decollo 6 750 kg
Propulsione
Motore 2 Nakajima Ha-115 type 1
radiali 14 cilindri doppia stella raffreddati ad aria
Potenza 1 130 hp (843 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 505 km/h (273 kt) a 5 600 m (18 375 ft)
Velocità di salita a 5 000 m (16 405 ft) in 8 min 30 s
Autonomia 2 050 km (1 107 nmi) (normale)
2 400 km (1 296 nmi) (max)
Tangenza 10 100 m (33 135 ft)
Armamento
Mitragliatrici 3 Type 89 calibro 7,7 mm
Bombe 800 kg
Note dati riferiti alla versione Ki-48-IIb

i dati sono estratti da Japanese Aircraft of the Pacific War[1]

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Il Kawasaki Ki-48 (川崎 キ-48 Kawasaki ki yonjūhachi?) identificato anche come Bombardiere bimotore leggero Tipo 99 (九九式双発軽爆撃機 Kyūjūkyū-shiki sōhatsu kei bakugekiki?), nome in codice alleato Lily[2] fu un bombardiere leggero bimotore prodotto dall'azienda giapponese Kawasaki Kokuki Kogyo, la divisione aeronautica della Kawasaki Heavy Industries, dalla fine degli anni trenta.

Utilizzato principalmente dal Dai-Nippon Teikoku Rikugun Kōkū Hombu, la componente aerea dell'esercito imperiale giapponese, durante la seconda guerra mondiale, alcuni esemplari catturati operarono anche dopo il termine del conflitto nelle aeronautiche militari della Cina nazionalista e popolare e dell'Indonesia.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Ki-48 99siki-souhatu-keibaku.jpg

Dalla metà degli anni trenta 1937 le autorità militari dell'esercito imperiale ritennero di dover adeguare la propria flotta di velivoli da bombardamento con modelli più attuali in grado di esprimere prestazioni comparabili a quelli che equipaggiavano le aeronautiche militari straniere. In quest'ottica emisero una serie di specifiche che riguardavano la fornitura di bombardieri medi, che saranno in seguito soddisfatte dal Mitsubishi Ki-21 di produzione nazionale e dai Fiat B.R.20 di produzione italiana, e di un nuovo modello di bombardiere ad alte prestazioni, dalle caratteristiche simili ai sovietici Tupolev SB-2 e che fosse in grado di raggiungere una velocità massima di 480 km/h a 3 000 m con un tempo di salita a 5 000 m di quota di almeno 10 minuti.

Venne contattata la Kawasaki che vantava l'esperienza acquisita nello sviluppo del caccia pesante bimotore Ki-45. Lo sviluppo del nuovo velivolo, che assunse la designazione Ki-48, si svolse senza particolari problemi tecnici, risolti per la maggior parte nelle prima fasi dello stesso, tuttavia le caratteristiche generali non risultarono del tutto soddisfacenti. Per riuscire a raggiungere una buona velocità e maneggevolezza i progettisti lesinarono sulla corazzatura e limitarono il carico bellico trasportabile massimo a soli 800 kg in bombe da caduta. Inoltre l'armamento difensivo poteva contare su tre sole mitragliatrici rendendolo molto vulnerabile agli attacchi avversari. Nonostante la scelta del massimo risparmio possibile sulla massa complessiva del modello, il Ki-48 ad un confronto diretto con la caccia nemica, durante i combattimenti non riusciva a superare in velocità i velivoli avversari. Per ovviare a queste carenze venne in seguito impiegato in teatri bellici più favorevoli come in Birmania, nel ruolo di bombardiere in picchiata.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

I Ki-48 erano velivoli di costruzione metallica e dall'impostazione, per l'epoca, moderna e caratterizzata dalle ampie superfici vetrate e dalla configurazione bimotore.

La fusoliera dalle ridotti dimensioni riusciva ad offrire spazio sufficiente per i quattro membri dell'equipaggio e presentava una parte anteriore più capiente, con muso vetrato a disposizione del puntatore-mitragliere e sviluppata verso l'alto dove si trovava la cabina di pilotaggio e la postazione difensiva dorsale, per rastremarsi in una più sottile trave di coda che terminava in un impennaggio convenzionale monoderiva. Una terza postazione difensiva era ventrale, posizionata dopo il vano bombe.

La configurazione alare era monoplana, con ala posizionata media a sbalzo e che integrava le due gondole motore posizionate sul bordo d'entrata.

Il carrello d'atterraggio era di tipo biciclo anteriore retrattile, con gli elementi anteriori che si ritraevano nelle gondole motore, integrato posteriormente da un ruotino d'appoggio.

La propulsione era affidata ad una coppia di motori Nakajima Ha-115, dei radiali raffreddati ad aria che nella versione Type 1 erano in grado di erogare una potenza pari a 1 130 CV (831 kW) ciascuno, inseriti in una cappottatura NACA e posizionati sul bordi d'attacco di ciascuna semiala ed abbinati ad eliche tripala.

L'armamento offensivo consisteva in un carico bellico pari a 800 kg di bombe aeronautiche da caduta, quello difensivo in tre mitragliatrici Type 89 brandeggiabili calibro 7,7 mm posizionate rispettivamente nel naso, in posizione dorsale e ventrale.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Il Ki-48 venne avviato velocemente alla produzione in serie riuscendo ad essere consegnati ai reparti da bombardamento sostituendo gradualmente i precedente Kawasaki Ki-32 ed utilizzati durante le prime fasi della Seconda guerra sino-giapponese. In seguito vennero utilizzati nei teatri bellici delle Filippine, Malesia britannica, Birmania, Nuova Guinea, Isole Salomone ed Indie Orientali Olandesi, dove le iniziali versioni Ki-48 Ia e Ib, lente e poco armate, vennero integrate dalle successive Ki-48 IIa e IIc, leggermente migliorate, rimanendo in servizio sia i nuovi che i vecchi tipi fino al termine del conflitto.

Tutti i modelli rimasero in servizio fino alla battaglia di Okinawa, nell'aprile 1945, dove molti di questi vennero convertiti in aerei kamikaze (Ki-48-II KAI Tai-Atari) equipaggiandoli con un'unica bomba da 800 kg.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Cina Cina
operò con esemplari catturati.
Cina Cina
operò con esemplari catturati come aerei da addestramento, l'ultimo dei quali venne ritirato nel 1952.
Giappone Giappone
Indonesia Indonesia
operò con un esemplare catturato contro i reparti del Koninklijk Nederlands Indisch Leger (KNIL), l'esercito coloniale dei Paesi Bassi nelle Indie orientali olandesi.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francillon 1970, p. 107.
  2. ^ Mikesh e Abe 1990, p. 283
  3. ^ Bueschel 1971, p. 12.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Armi da guerra N.117
  • (EN) Richard M. Bueschel, Kawasaki Ki.48-I/II Sokei in Japanese Army Air Force-CNAF & IPSF Service, Aircam No.32, Canterbury, Kent, UK, Osprey Publishing Ltd., 1972, ISBN 0-85045-133-7.
  • (EN) René J. Francillion, Japanese Aircraft of the Pacific War, Londra, Putnam & Company, 1970, ISBN 0-370-00033-1.
  • (EN) René J. Francillon, Japanese Aircraft of the Pacific War, 2nd edition, Londra, Putnam & Company Ltd., 1979 [1970], ISBN 0-370-30251-6.
  • Bill Gunston, Bombardieri della seconda guerra mondiale, Milano, Gruppo Editoriale Fabbri S.p.A., 1981.
  • (EN) Robert Jackson, The Encyclopedia of Military Aircraft, Parragon, 2002, ISBN 0-7525-8130-9.
  • (EN) Robert C. Mikesh, Shorzoe Abe, Japanese Aircraft 1910-1941, London, Putnam Aeronautical Books, 1990, ISBN 0-85177-840-2.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]