Conflitto nordirlandese

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Categoria: Storia dell'Irlanda

Il Conflitto nordirlandese, conosciuto in inglese come The Troubles (termine eufemisticamente traducibile come "I disordini"), è il nome con cui si indica la cosiddetta "guerra a bassa intensità" che si è svolta tra la fine degli anni '60 e la fine degli anni '90 in Irlanda del Nord e i cui effetti si sono allargati anche all'Inghilterra e alla Repubblica d'Irlanda e che ha causato oltre 3000 morti.

Origini[modifica | modifica sorgente]

In Irlanda del Nord, sin dalla partition seguita alla guerra anglo-irlandese che aveva lasciato le sei contee nordorientali dell'Irlanda sotto il dominio britannico, i cittadini cattolici venivano discriminati dalla maggioranza protestante al governo della provincia ininterrottamente dal 1922 con l'Ulster Unionist Party (UUP), partito di maggioranza del parlamento autonomo nordirlandese. Per i cattolici era più difficile trovare lavoro ed erano discriminati nell'assegnazione delle case popolari. Oltre a ciò, anche dove erano maggioranza (per esempio a Derry) le circoscrizioni elettorali erano disegnate in modo da non permettere ai cattolici di vincere le elezioni (questo espediente era noto come gerrymandering). In questa situazione, nel 1966 venne fondata, a casa di un avvocato cattolico e repubblicano del South Derry, Kevin Agnew, la Northern Ireland Civil Rights Association (NICRA), organizzazione che si proponeva di chiedere riforme e che fece il suo debutto ufficiale il 24 agosto 1968 con una marcia da Coalisland a Dungannon, nella contea di Tyrone. La NICRA non era vista di buon occhio dai protestanti, tra cui Ian Paisley, un pastore presbiteriano estremista, che considerava l'associazione un nome di facciata dell'IRA (Irish Republican Army). Le marce di protesta, organizzate dalla NICRA e da People's Democracy, un'organizzazione studentesca di sinistra, spesso venivano attaccate da estremisti protestanti e in un caso, il 5 ottobre 1968, anche dai B-Specials, un corpo paramilitare ausiliario della polizia composto esclusivamente da protestanti.

L'epicentro delle proteste era la città di Derry dove, dopo una notte di scontri particolarmente violenti, sul muro di una casa di St.Columb's Well, all'entrata del Bogside (il principale quartiere cattolico della città), comparve una scritta destinata a entrare nella storia del conflitto e che si può vedere ancora oggi, nonostante rimanga in piedi solo il muro: You are now entering Free Derry e cioè State entrando nella Derry libera.

Free Derry corner, Bogside, Derry


Nei mesi seguenti le manifestazioni si susseguirono sotto l'egida del CAC (Citizens Action Committee) alla guida del quale c'erano personaggi poi diventati famosi come Ivan Cooper, John Hume, Bernadette Devlin e Eamonn McCann. Il 12 agosto 1969, in occasione della marcia annuale degli Apprentice Boys di Derry, che celebra la resistenza protestante all'assedio della città da parte delle truppe di Giacomo II nel 1689, ci furono scontri molto violenti e la Royal Ulster Constabulary (RUC), la polizia della provincia, tentò di entrare nel Bogside, dove erano state erette delle barricate. Cominciarono così 48 ore di battaglia, con i residenti del Bogside che tiravano pietre e bottiglie molotov alla RUC che rispose usando, per la prima volta nel Regno Unito, il gas CS (il gas lacrimogeno).

Nella notte del 14 agosto gli scontri si estesero a Belfast dove alcuni gruppi di estremisti protestanti, in alcuni casi con l'aiuto (o quantomeno il tacito assenso) della RUC, misero a ferro e fuoco le vie abitate dai cattolici che conducevano alla Shankill Road, l'arteria che attraversa i quartieri della working class lealista, roccaforte degli estremisti protestanti. I cittadini cattolici furono costretti a fuggire dalle proprie case per rifugiarsi in altri quartieri cattolici di West Belfast come Andersonstown e Ballymurphy. Il giorno dopo il governo britannico decise di inviare un folto contingente di truppe per ristabilire l'ordine, inizialmente per proteggere i suoi sudditi cattolici.

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Una conseguenza dei disordini d'agosto fu la scissione del movimento repubblicano: alcuni membri dell'IRA, soprattutto quelli provenienti dal Nord, scontenti di come l'organizzazione avesse reagito (per meglio dire non avesse reagito) agli assalti ai quartieri cattolici, decisero di fondare una nuova organizzazione che diventerà nota come Provisional IRA, in contrapposizione all'Official IRA che, dopo aver dichiarato un cessate-il-fuoco nel 1972, rimarrà ai margini del conflitto fatta eccezione per alcune brevi ma sanguinose faide interne. Da parte protestante alla PIRA e alla OIRA (a cui poi si aggiungerà l'INLA, Irish National Liberation Army) si contrapponevano altre due formazioni paramilitari: l'UVF (Ulster Volunteer Force) e l'UDA (Ulster Defence Association), rimasta legale fino al 1992 perché dal 1973 in avanti decise di firmare le proprie azioni terroristiche con il nom de guerre di UFF (Ulster Freedom Fighters).

Il 9 agosto 1971 il governo nordirlandese introdusse l'internamento senza processo; questo, invece di creare problemi all'IRA, aumentò il numero delle reclute e il sostegno dei cittadini cattolici all'organizzazione. Il 30 gennaio 1972, giorno che rimarrà famoso come Bloody Sunday, durante una marcia per i diritti civili a Derry i paracadutisti dell'esercito britannico spararono sulla folla uccidendo 14 manifestanti e ferendone molti altri causando così un ininterrotto afflusso di reclute nei ranghi dell'IRA. La situazione nella provincia sembrava ormai fuori controllo e nel marzo di quell'anno il governo britannico decise di sospendere il parlamento nordirlandese assumendo il controllo diretto dell'Irlanda del Nord. Il 1972 rimane l'anno con più vittime (472) dell'intero periodo durante il quale l'IRA e l'esercito britannico ingaggiavano quasi tutti i giorni degli scontri a fuoco nelle strade di Belfast e Derry.

L'IRA colpiva con le bombe contro "obiettivi economici", che però uccidevano anche molti civili, e con agguati contro i soldati, mentre i paramilitari lealisti colpivano indiscriminatamente la popolazione cattolica per il suo supporto, vero o presunto, alle attività dell'IRA. In tutto questo l'esercito britannico, colpito molto duramente dall'IRA (nel solo 1972 morirono 108 soldati) non riusciva a distinguere tra i guerriglieri e i semplici cittadini, comportandosi in modo tale da alienarsi le simpatie della comunità cattolica assicurando un numero costante di reclute all'IRA.

Alla metà degli anni '70 Belfast di sera si trasformava in una città fantasma, dove si rischiava di essere uccisi per essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Soprattutto l'UVF e l'UFF colpivano i cattolici con violenza settaria allo scopo di terrorizzare la comunità. Particolarmente agghiacciante è la vicenda degli Shankill Butchers (i macellai di Shankill), un'unità dell'UVF di Shankill Road che, sotto la guida del famigerato Lenny Murphy (in seguito ucciso dall'IRA), rapiva e uccideva cittadini cattolici tagliando loro la gola dopo averli orribilmente torturati e mutilati.

Tra la fine del 1974 e i primi mesi del 1975 alcuni colloqui tra i dirigenti dell'IRA e dei funzionari del governo britannico portarono a una tregua che però si infranse dopo qualche mese. In seguito al fallimento della tregua l'IRA diede il via a una riorganizzazione studiata per contrastare i metodi delle forze dell'ordine che si dimostravano sempre più efficaci. Sotto la guida di una nuova dirigenza formata da elementi più giovani che si erano opposti alla tregua (tra cui Gerry Adams, Martin McGuinness e Ivor Bell) l'IRA adottò il sistema delle "cellule" per controbattere gli effetti potenzialmente disastrosi che sarebbero scaturiti dalla confessione di uno dei suoi membri che avesse rivelato i nomi dei suoi compagni. La nuova dirigenza elaborò anche una nuova strategia, detta della "lunga guerra", per far capire ai militanti che la lotta armata non si sarebbe conclusa in poco tempo e che bisognava cominciare a ragionare sul lungo periodo.

Gli scioperi della fame[modifica | modifica sorgente]

Mentre la violenza continuava nelle strade dell'Irlanda del Nord, il governo britannico prese una decisione destinata a produrre i suoi effetti, che durano ancora oggi, negli anni a venire. Infatti il governo dal 1 marzo 1976 abolì lo status di "prigioniero politico" (Special Category Status) fino ad allora concesso ai detenuti paramilitari, che scontavano la condanna in baracche di lamiera come i prigionieri di guerra della seconda guerra mondiale e che come questi ultimi avevano una struttura di comando all'interno del carcere. Oltre a ciò venne anche costruita una nuova parte del carcere di Long Kesh in cui avrebbero scontato la pena i paramilitari condannati dal 1976 in avanti: i famigerati Blocchi H (H-Blocks). I Blocchi H erano edifici di cemento armato a un piano costruiti a forma di H in cui la barra centrale della H ospitava le stanze dell'amministrazione mentre i quattro bracci contenevano ognuno 25 celle (a Long Kesh i Blocchi H erano otto, e quelli che ospitavano i detenuti che partecipavano alle proteste erano H3, H4, H5 e H6).

Queste novità erano parte della nuova strategia del governo britannico che poggiava su due punti chiave:

  • Criminalizzazione: i detenuti non erano prigionieri politici ma criminali comuni e non avevano diritto a differenze di trattamento.
  • Ulsterizzazione: per contrastare i paramilitari si usava sempre di più la RUC, composta in prevalenza da protestanti nordirlandesi, e sempre meno l'esercito regolare.

L'IRA decise di contrastare violentemente questa strategia e, mentre all'esterno del carcere conduceva una campagna di omicidi contro il personale carcerario, all'interno del carcere i detenuti repubblicani si rifiutavano di indossare l'uniforme carceraria (alcuni la indossavano solo per recarsi a ricevere le visite mentre i più intransigenti rimasero anni senza vedere i propri familiari pur di non indossare la divisa) e rimanevano nudi in cella con addosso solamente una coperta (da qui il nome blanket protest). Dopo due anni in cui la protesta non aveva suscitato alcun effetto i detenuti, anche in risposta alla brutalità di molti secondini che picchiavano i detenuti quando andavano in bagno, decisero di non lavarsi e di spargere i propri escrementi sui muri delle celle (dirty protest) che, dopo poco tempo, erano ridotte in uno stato allucinante, con solo dei materassi sporchi per terra e i muri ricoperti di escrementi (in molti casi erano anche infestate dagli scarafaggi). Nonostante gli appelli di molti politici cattolici e soprattutto dell'arcivescovo O'Fiaich, primate d'Irlanda,che, dopo una visita al carcere usò toni molto duri contro il governo britannico, il primo ministro Margaret Thatcher rimase inamovibile. A questo punto i detenuti decisero di intraprendere uno sciopero della fame: sette di loro (sei dell'IRA e uno dell'INLA) digiunarono per 53 giorni prima di sospendere lo sciopero, avendo ricevuto vaghe assicurazioni sulle loro richieste, quando uno di loro, Sean McKenna, era ormai in fin di vita. Dopo poche settimane fu chiaro che non sarebbe cambiato nulla e i detenuti diedero il via ad un secondo sciopero della fame. Questa volta i partecipanti avrebbero cominciato il digiuno a intervalli regolari e in caso di morte di uno di essi un altro detenuto avrebbe preso il suo posto. Il primo a digiunare fu Bobby Sands, OC (Officer Commanding) dei detenuti dell'IRA, che morì il 5 maggio 1981, dopo 66 giorni di digiuno, durante i quali era stato eletto al parlamento di Westminster per la circoscrizione Fermanagh-South Tyrone. Tra il 5 maggio e il 20 agosto furono dieci i detenuti a morire mentre all'esterno del carcere la provincia registrava uno dei periodi più sanguinosi della sua storia e mentre erano sempre più coloro (politici nazionalisti, chiesa cattolica ma anche politici statunitensi di origine irlandese) che cercavano di operare per trovare un compromesso. Il 3 ottobre 1981 i detenuti sospesero lo sciopero dopo che alcune famiglie erano intervenute per chiedere l'intervento medico una volta che il loro congiunto era entrato in coma.

Anche se in un primo momento sembrò che i repubblicani fossero usciti sconfitti dallo scontro con il governo, gli scioperi della fame fecero sì che all'interno del movimento repubblicano assumesse sempre più importanza il braccio politico, il Sinn Féin, che cominciò a partecipare regolarmente alle elezioni amministrative e politiche (anche se i suoi eletti non si recavano a Westminster non riconoscendo quel parlamento). Questa "politicizzazione" del movimento fu certamente una delle cause che, quasi venti anni più tardi, contribuì a gettare le basi del processo di pace che si concluse con l'Accordo del Venerdì Santo (Good Friday Agreement) firmato il 10 aprile 1998.

Il conflitto continua[modifica | modifica sorgente]

Dopo la prima metà degli anni '80, trascorsa nella solita routine di bombe, attentati e violenze settarie, accadde qualcosa che contribuì a mutare l'intransigenza britannica.

Il 1 novembre 1987 il peschereccio Eksund venne fermato al largo delle coste bretoni e a bordo vennero scoperte 150 tonnellate di armi che comprendevano, oltre a pistole, fucili e mitragliatori AK-47, anche mitragliatrici pesanti, lanciafiamme, missili terra-aria e alcune tonnellate del micidiale esplosivo plastico Semtex. In seguito si venne a sapere che questo era il quinto di una serie di carichi che l'IRA era riuscita a ottenere dal dittatore libico Muammar Gheddafi. Si scatenò allora in tutta l'Irlanda, a nord e a sud del confine, una caccia ai depositi dove l'IRA aveva nascosto le altre armi di provenienza libica ma, a parte quantità ridotte, il grosso degli armamenti non venne trovato.

L'esplosivo plastico Semtex, usato come carica principale o come detonatore in tutte le bombe dell'IRA dal 1986 in avanti

Ora l'IRA era meglio armata che in qualsiasi momento della sua storia e così gli inglesi cominciarono a pensare che una qualche forma di compromesso con i repubblicani sarebbe stata inevitabile.

Gli anni tra il 1988 e il 1993 furono tra i più violenti dell'intero periodo perché all'offensiva dell'IRA faceva da contraltare l'aumentata ferocia e capacità operativa dei paramilitari lealisti (in particolare dell'UFF) e l'uso sempre maggiore da parte dell'esercito britannico delle forze speciali (SAS e 14th Intelligence) che in numerose imboscate causarono la morte di molti militanti repubblicani (in particolare nella contea di Tyrone tra il 1987 e il 1992 furono 24 i membri dell'IRA a morire per mano delle forze di sicurezza o dei paramilitari lealisti). Il governo britannico, impegnato in colloqui segreti con il movimento repubblicano, intensificò i contatti dopo che nell'aprile 1992 e nell'aprile 1993 l'IRA fece esplodere due gigantesche bombe nella City di Londra causando danni per quasi 2 miliardi di sterline.

Cessate-il-fuoco[modifica | modifica sorgente]

Si arriva così al 31 agosto 1994, quando l'IRA annuncia la "completa cessazione delle operazioni militari", imitata dopo 45 giorni dai paramilitari protestanti. Per la prima volta in 25 anni la pace sembra a portata di mano ma il governo britannico, ora presieduto da John Major, continuava a frapporre ostacoli alla partecipazione del Sinn Féin ai colloqui di pace (chiedendo che l'IRA consegnasse le armi, cosa che per i repubblicani equivaleva a un sacrilegio) e così, il 9 febbraio 1996, l'IRA rompe la tregua facendo esplodere un camion-bomba (preparato in Irlanda da uomini della South Armagh Brigade, la più efficiente e difficile da infiltrare di tutta l'organizzazione) a Canary Wharf, nella zona dei docks di Londra. Il conflitto riprende, anche se non con l'intensità di prima, ma in seguito alle elezioni politiche britanniche del 1997 (nelle quali il partito Laburista guidato da Tony Blair aveva ottenuto una schiacciante maggioranza) l'IRA decide di ripristinare la tregua anche se questa volta deve far fronte a una scissione di alcuni dissidenti che, sotto la guida di Micky McKevitt, ex Quartiermastro Generale dell'IRA, danno vita alla Real IRA.

Nella primavera del 1998 Blair e il premier irlandese Bertie Ahern presenziano ai colloqui tra i vari partiti politici nordirlandesi che sfociano, il 10 aprile 1998, nell'Accordo del Venerdì Santo (Good Friday Agreement, chiamato anche Belfast Agreement). L'Accordo stabilisce che il governo dell'Irlanda del Nord sia composto da rappresentanti sia dei partiti protestanti che dei partiti cattolici in maniera proporzionale al risultato delle elezioni. Nell'Accordo si prevede anche il rilascio dei detenuti appartenenti alle organizzazioni paramilitari che rispetteranno il cessate-il-fuoco.

Primo ministro dell'Irlanda del Nord (il primo dal 1972) diventa David Trimble, leader dell'UUP, con Seamus Mallon del SDLP (Social Democratic and Labour Party), il partito dei cattolici moderati, come suo vice. Dell'Esecutivo fanno parte anche due esponenti del Sinn Féin.

Da allora, nonostante alcuni momenti di tensione e alcuni gravi incidenti (il più grave dei quali è l'autobomba della Real IRA che il 15 agosto 1998 uccide 29 persone nella cittadina di Omagh, nel Tyrone), la provincia si è incamminata sulla strada della pace. Nel 2001 i diplomatici stranieri incaricati di vigilare sul disarmo dei paramiltari dichiarano di aver ispezionato alcuni depositi di armi dell'IRA e che gli armamenti sono inutilizzabili (probabilmente i bunker sono stati resi inaccessibili con del cemento armato). Infine, nel luglio 2005 l'IRA, per bocca di Séanna Walsh, già OC (Officer Commanding, comandante) dei detenuti dell'IRA a Long Kesh e amico e compagno di cella di Bobby Sands, annuncia che la lotta armata è finita e che d'ora in avanti l'organizzazione userà mezzi esclusivamente pacifici per perseguire il proprio obiettivo dell'unità d'Irlanda. Nel 2007 nuove elezioni fanno sì che il Partito Unionista Democratico (Democratic Unionist Party o DUP), partito protestante guidato dal reverendo Paisley diventi la prima formazione politica della provincia e il Sinn Féin la seconda, sorpassando per la prima volta il SDLP come primo partito dei cattolici. Il risultato delle elezioni (incredibile solo pochi anni prima) fa sì che nasca un nuovo governo presieduto dal reverendo Paisley con Martin McGuinness (vicepresidente del Sinn Féin e in passato Capo di Stato Maggiore dell'IRA) come suo vice.

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

Morti durante i Troubles (la grandezza di ogni cerchio rappresenta la proporzione sul totale dei morti)
  • 15 agosto 1969: in seguito a tre giorni di violentissimi scontri a Belfast e Derry il governo britannico invia numerose truppe in Irlanda del Nord.
  • 27 giugno 1970: dopo alcuni scontri numerosi estremisti protestanti assediano la chiesa cattolica di St.Matthew, nella zona di Short Strand, enclave cattolica a Belfast Est. Pochi uomini dell'IRA, guidati dall'OC della Brigata Belfast, Billy McKee (rimasto ferito), riescono a respingere l'assalto uccidendo 3 degli assalitori. Dopo il fallimento dell'agosto 1969, l'IRA ritorna a svolgere il suo tradizionale ruolo di difesa delle aree cattoliche.
  • 3 luglio 1970: l'esercito britannico impone 34 ore di coprifuoco nella zona cattolica di Lower Falls, a Belfast, roccaforte dell'IRA, per perquisire le case alla ricerca di armi. Il coprifuoco è considerato uno degli eventi che maggiormente contribuirono a radicalizzare la comunità cattolica contro l'esercito britannico.
  • 9 agosto 1971: il governo dell'Irlanda del Nord introduce l'internamento senza processo (Operation Demetrius). Vengono arrestati centinaia di maschi cattolici tra i 15 e i 65 anni. Tra di loro ci sono poche decine di membri dell'IRA e quasi tutti di secondo piano.
  • 4 dicembre 1971: una bomba dell'UVF distrugge il pub McGurk a New Lodge, quartiere cattolico di Belfast, uccidendo 15 persone.
  • 30 gennaio 1972: è il cosiddetto Bloody Sunday. I paracadutisti britannici sparano sui partecipanti a una manifestazione a Derry uccidendone 13 (un quattordicesimo morirà in seguito per le ferite riportate).
  • 21 luglio 1972: l'IRA fa esplodere nella zona centrale di Belfast 22 bombe in un arco di tempo di 80 minuti. Muoiono 9 persone e 130 restano ferite. Questo giorno verrà ricordato come Bloody Friday.
  • 31 luglio 1972: l'esercito britannico dà il via alla Operation Motorman, volta a rimuovere permanentemente le barricate che, a Belfast e a Derry, impedivano l'ingresso in alcuni quartieri alle forze dell'ordine e a stabilire una presenza dell'esercito in quelle che fino ad allora erano chiamate no-go areas. Vengono impiegati migliaia di soldati e centinaia di mezzi corazzati in quella che era la più vasta operazione dell'esercito dai tempi della crisi di Suez del 1956.
  • 8 marzo 1973: l'IRA fa esplodere le prime bombe in Inghilterra causando 4 esplosioni contemporanee in varie zone di Londra.
  • 9 dicembre 1973: l'UUP, l'SDLP e l'Alliance Party firmano l'Accordo di Sunningdale (che naufragherà pochi mesi dopo per le proteste degli unionisti) che prevede per la prima volta la partecipazione dei cattolici al governo della provincia.
  • 17 maggio 1974: a Dublino e Monaghan, nella Repubblica d'Irlanda, l'esplosione di 4 autobombe causa la morte di 33 persone in quello che è il giorno più sanguinoso nella storia dei Troubles. Le bombe non vennero rivendicate anche se è ormai certo che furono opera di membri dell'UVF del Mid Ulster con l'aiuto di alcuni elementi dei servizi segreti britannici.
  • 21 novembre 1974: al culmine di una campagna di attentati sul suolo inglese l'IRA fa esplodere due bombe in due pub di Birmingham causando 19 morti e quasi 200 feriti. Vengono arrestati quasi subito sei nordirlandesi residenti a Birmingham che, 17 anni dopo, verranno giudicati innocenti vittime di un errore giudiziario. Noti come i Birmingham Six, il loro caso è simile a quello dei cosiddetti Guildford Four, riconosciuti innocenti dopo 15 anni di carcere, la cui vicenda è stata portata sul grande schermo da Jim Sheridan nel film Nel nome del padre (In the name of the father).
  • 20 dicembre 1974: l'IRA dichiara un cessate-il-fuoco temporaneo, che diventa di durata indefinita in febbraio e che si interromperà soprattutto a causa delle azioni dei paramilitari protestanti che intensificano gli omicidi di cattolici per spingere l'IRA a riprendere le armi,. Durante la tregua ci sarà anche la scissione all'interno dell'Official IRA che darà vita all'INLA.
  • 5 gennaio 1976: per rispondere all'uccisione di 5 cattolici avvenuta il giorno precedente, alcuni membri della Brigata South Armagh dell'IRA, sotto il nome di South Armagh Republican Action Force, fermano un pulmino di lavoratori protestanti a Kingsmill, nel South Armagh. Dopo averli fatti scendere li falciano a colpi di mitra uccidendone 10. Come risposta il governo di Londra invia nella zona del South Armagh gli uomini del SAS.
  • 17 febbraio 1978: una bomba incendiaria dell'IRA uccide 12 persone all'Hotel La Mon, a sud di Belfast.
  • 27 agosto 1979: al largo di Mullaghmore, nell'Eire, l'IRA fa esplodere la barca di lord Louis Mountbatten, cugino della regina Elisabetta, uccidendolo con altre tre persone. Nel pomeriggio a Warrenpoint, nella contea di Down, due bombe dell'IRA a distanza di mezz'ora l'una dall'altra causano la morte di diciotto soldati britannici.
  • 27 ottobre 1980: comincia il primo sciopero della fame.
  • 1 marzo 1981: comincia il secondo sciopero della fame.
  • 20 luglio 1982: due bombe dell'IRA a Londra, una nei pressi di Hyde Park e l'altra a Regent's Park, causano la morte di 11 soldati e 7 cavalli.
  • 16 novembre 1982: a Belfast, nella zona di Glencairn, Upper Shankill, un'unità dell'IRA uccide Lenny Murphy, membro dell'UVF e leader della gang nota come Shankill Butchers (i macellai di Shankill), responsabili di brutali omicidi che a metà degli anni '70 avevano terrorizzato la comunità cattolica di Belfast.
  • 6 dicembre 1982: una bomba dell'INLA al pub Droppin' Well di Ballykelly, vicino Derry, uccide 11 soldati e 6 civili.
  • 25 settembre 1983: 38 detenuti dell'IRA evadono dall' H-Block 7 del carcere di Long Kesh. Diciannove vengono ricatturati nell'arco di poche ore, alcuni negli anni seguenti (3 di essi, Kieran Fleming, Séamus McElwaine e Padraig McKearney, moriranno per mano dei SAS) mentre 5 non verranno mai più presi.
  • 12 ottobre 1984: alle due di notte una bomba dell'IRA, piazzata un mese prima da Patrick Magee (membro dell' England Department dell'IRA, il settore dell' organizzazione addetto alle operazioni in Inghilterra e in Europa), esplode al Grand Hotel di Brighton, dove si sta svolgendo il congresso del partito Conservatore. Muoiono 5 persone (tra cui un parlamentare) e la stessa Margaret Thatcher si salva per un soffio.
    Gli effetti della bomba di Brighton
  • 9 febbraio 1985: usando dei mortai rudimentali la South Armagh Brigade dell'IRA fa esplodere una bomba all'interno della caserma della RUC di Newry causando la morte di 9 poliziotti.
  • 8 maggio 1987: 8 membri della East Tyrone Brigade dell'IRA vengono uccisi in un agguato dei SAS mentre si accingono a far saltare in aria la caserma della RUC di Loughgall, nell'Armagh. È il più alto tributo di vittime in una singola azione pagato dall'IRA durante i Troubles.
  • 1 novembre 1987: al largo delle coste bretoni le autorità francesi intercettano una nave, la Eksund. A bordo ci sono cinque irlandesi, tre dei quali membri dell'IRA. Uno dei tre era Gabriel Cleary, considerato il Direttore del Genio (Director of Engineering) dell'IRA. Nella stiva vengono trovate 150 tonnellate di armamenti (tra cui Semtex, RPG, missili terra-aria SAM 7, mitragliatrici pesanti DShK) donati da Gheddafi all'IRA. In precedenza altri quattro carichi di armi libiche erano stati fatti arrivare dall'IRA in Irlanda.
  • 8 novembre 1987: una bomba dell'IRA esplode a Enniskillen, nel Fermanagh, uccidendo 11 civili.
  • 6 marzo 1988: 3 membri dell'IRA disarmati (Mairead Farrell, Daniel McCann e Séan Savage) vengono uccisi dai SAS nelle strade di Gibilterra, dove l'IRA pianificava un attentato contro il locale reggimento inglese (il Royal Anglian Regiment). Dieci giorni più tardi, durante i funerali nel cimitero di Milltown a Belfast, Michael Stone, militante dell'UFF, attacca i partecipanti a colpi di pistola e granate e ne uccide 3 in quello che è ricordato come Milltown massacre. Tre giorni dopo, durante il funerale di uno di loro, membro dell'IRA, due soldati inglesi in borghese si trovano inspiegabilmente con l'auto in mezzo al corteo funebre. La folla, temendo un attacco come quello di Stone assalta la macchina e li immobilizza. Alcuni membri dell'IRA li interrogano, li picchiano e infine li uccidono. Quasi tutta la vicenda si svolge sotto l'occhio delle telecemere montate sugli elicotteri militari che pattugliano costantemente i cieli di West Belfast.
  • 20 agosto 1988: 8 soldati muoiono a causa di una bomba dell'IRA a Ballygawley, contea di Tyrone. Dieci giorni dopo, a poche miglia dal luogo dell'esplosione, i SAS uccidono in un agguato 3 membri dell'IRA.
  • 22 settembre 1989: l'IRA fa esplodere una bomba in una caserma dei Royal Marines a Deal, nel Kent, uccidendo 10 soldati.
  • 18 settembre 1990: L'ex governatore di Gibilterra, Peter Terry, che aveva autorizzato l'intervento del commando SAS nel 1988, per rappresaglia viene ferito nella sua casa in Staffordshire, insieme alla moglie. Colpito alla testa, Terry sospravviverà.
  • 7 febbraio 1991: usando un mortaio rudimentale montato nel retro di un furgone, l'IRA riesce a far esplodere una bomba nel cortile del numero 10 di Downing Street a Londra, dove si sta svolgendo una riunione del governo, presieduta da John Major. Non ci sono vittime.
  • 17 gennaio 1992: una bomba dell'IRA a Teebane Crossroads, nel Tyrone, uccide 8 protestanti dipendenti di una ditta che effettuava lavori di riparazione in caserme dell'esercito e della RUC, considerati dall'IRA "obiettivi legittimi". Per rappresaglia il 5 febbraio l'UFF uccide 5 cattolici in un bookmaker sulla Ormeau Road, a Belfast.
  • 10 aprile 1992: l'IRA fa esplodere un camion-bomba vicino al Baltic Exchange, a Londra. La bomba causa 3 morti e danni per 800 milioni di sterline, più della somma di tutti i danni risultanti dai Troubles fino a quel momento.
  • 24 aprile 1993: un camion-bomba dell'IRA, contenente una tonnellata di esplosivo fatto in casa utilizzando fertilizzante chimico, esplode a Bishopsgate, Londra. Muore 1 persona e i danni ammontano a oltre 1 miliardo di sterline.
  • 23 ottobre 1993: una bomba dell'IRA, diretta a colpire il comando dell'UFF che si riuniva al piano superiore, esplode prematuramente in una pescheria di Shankill Road, a Belfast, uccidendo 9 civili e un militante dell'IRA.
  • 30 ottobre 1993: un commando dell'UFF fa irruzione in un pub di Greysteel, vicino Derry, sparando all'impazzata. Muoiono 7 persone e 13 restano ferite.
  • 18 giugno 1994: un commando dell'UVF spara sugli avventori di un pub di Loughinisland, nel Down, che stanno seguendo la partita della Coppa del Mondo di calcio tra Eire e Italia. I morti sono 6.
  • 18 agosto 1994: l'IRA uccide a Dublino Martin Cahill, detto The General (Il Generale), forse il criminale più noto d'Irlanda, accusandolo di aver collaborato con l'UVF. Sulla rivendicazione dell'IRA ancora oggi si nutrono forti dubbi. Alla figura di Cahill sono ispirati due film, The General e Un perfetto criminale, e lo si può inoltre vedere in Veronica Guerin - Il prezzo del coraggio.
  • 31 agosto 1994: l'IRA annuncia la "completa cessazione di tutte le operazioni militari".
    Murale dipinto all'epoca del cessate-il-fuoco del 1994, Whiterock Road, West Belfast
  • 13 ottobre 1994: anche i gruppi paramilitari lealisti, riuniti sotto la sigla CLMC (Combined Loyalist Military Command), annunciano il cessate-il-fuoco.
  • 9 febbraio 1996: l'IRA rompe la tregua facendo esplodere un camion-bomba a Canary Wharf, a Londra. Muoiono 2 persone e i danni ammontano a 200 milioni di sterline.
  • 15 giugno 1996: una bomba dell'IRA esplode a Manchester durante i Campionati Europei di calcio. Non ci sono vittime ma i danni superano i 300 milioni.
  • 19 luglio 1997: l'IRA annuncia un nuovo cessate-il-fuoco in seguito alle elezioni politiche che hanno portato al potere Tony Blair.
  • 10 aprile 1998: a Belfast i rappresentanti dei partiti politici nordirlandesi firmano il Belfast Agreement, famoso come Accordo del Venerdì Santo (Good Friday Agreement).
  • 15 agosto 1998: la Real IRA fa esplodere un'autobomba a Omagh, nel Tyrone, uccidendo 29 persone. È il singolo attentato più sanguinoso nella storia dei Troubles.
  • 28 luglio 2005: l'IRA annuncia la fine della lotta armata. D'ora in poi per realizzare l'unità d'Irlanda userà mezzi esclusivamente pacifici.
  • 7 marzo 2009: la Real IRA uccide due soldati inglesi in un attacco alla base di Massereene, nella contea di Antrim.
  • 9 marzo 2009: la Continuity IRA uccide un poliziotto a Craigavon, contea di Armagh.
  • 23 febbraio 2010: un'autobomba esplode a Newry, è la prima dal 2000.
  • 21 giugno 2011: Scontri nel quartiere di Short Strand, a Belfast Est, dove sono stati scagliati fuochi d'artificio, bottiglie molotov, razzi e sono stati sparati anche alcuni colpi d'arma da fuoco.

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

  • Il brano "Wild Frontier", che prende il nome dall'omonimo disco del celebre chitarrista irlandese Gary Moore, racconta del conflitto nordirlandese.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tim Pat Coogan. The Troubles. London, Arrow Books, 1996. ISBN 009946571X.
  • David McKittrick et al. Lost lives. Edinburgh, Mainstream Publishing, 2001. ISBN 184018504X.
  • Brendan O'Brien. The long war. Dublin, O'Brien Press, 1999. ISBN 0862786061.
  • Paul Bew e Gordon Gillespie. Northern Ireland. A chronology of the Troubles. Dublin, Gill & Macmillan, 1999. ISBN 0717128288.
  • Ed Moloney. La storia segreta dell'IRA. Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2004. ISBN 8884904811.
  • Richard English. La vera storia dell'IRA. Roma, Newton & Compton, 2004. ISBN 8854100331.
  • Tim Pat Coogan. The IRA. London, HarperCollins, 1995. ISBN 0006384013.
  • Patrick Bishop e Eamonn Mallie. The Provisional IRA. London, Corgi, 1987. ISBN 055213337X.
  • David Beresford. Ten men dead. London, HarperCollins, 1994. ISBN 0586065334.
  • Martin Dillon. The Shankill butchers. London, Arrow Books, 1990. ISBN 0099738104.
  • Peter Taylor. Provos. The IRA and Sinn Féin. London, Bloomsbury, 1998. ISBN 0747538182.
  • Peter Taylor. Brits. The war against the IRA. London, Bloomsbury, 2002. ISBN 074755806X.
  • Peter Taylor. Loyalists. London, Bloomsbury, 2000. ISBN 0747545197.
  • Toby Harnden. Bandit country. The IRA & South Armagh. London, Hodder & Stoughton, 1999. ISBN 034071736X.
  • Jim Cusack e Henry McDonald. UVF. The endgame. Dublin, Poolbeg, 2008. ISBN 9781842233269.
  • Jim Cusack e Henry McDonald. UDA. Inside the heart of Loyalist terror. London, Penguin, 2004. ISBN 1844880206.
  • Paolo Gheda, I cristiani d'Irlanda e la guerra civile (1968-1998), prefazione di Luca Riccardi, Guerini e Associati, Milano 2006, 294 pp.,ISBN 88-8335-794-9
  • Paolo Gheda, Il Regno Unito, la Repubblica d'Irlanda e le Chiese cristiane nei Troubles nordirlandesi (1968-1998), in «Storia e problemi contemporanei», vol. 60 (2012), p. 55-72, ISSN 1120-4206.
  • Paolo Gheda, Le “Peacelines” di Belfast. Quarant’anni di separazione tra comunità cristiane nella capitale dell’Irlanda del Nord (1969-2009), in «Memoria e ricerca», vol. 39 (2012), p. 95-105, ISSN 1127-0195.
  • Paolo Gheda, Les droits de l’homme au service de la lutte politique. Les avocats dans le conflit nord-irlandais (1970-2000), in «Mouvement social», vol. 239 (2012) , p. 49-65, ISSN 0027-2671.
  • Paolo Gheda, Verso la pace in Ulster: l’analisi della conflittualità e la nuova strategia di «peacekeeping» delle chiese nordirlandesi, in Paolo Gheda (a cura), Religioni, popoli e nazioni dal Sessantotto all’11 settembre, pp. 145-172, Guerini e Associati, Milano 2009, ISBN 978-88-6250-164-4.
  • Paolo Gheda (2011). Irlanda, in Fulvio Cammarano e Michele Marchi (a cura), Il mondo ci guarda. L'unificazione italiana nella stampa e nell'opinione pubblica internazionali (1859-1861), p. 165-180, Le Monnier Università, Milano 2011, ISBN 978-88-00-74375-4.
  • Riccardo Michelucci, Storia del conflitto anglo-irlandese. Otto secoli di persecuzione inglese, Bologna, Odoya 2009, ISBN 978-88-6288-045-9.

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