Nel nome del padre (film 1993)

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Nel nome del padre
Nel nome del padre.jpg
Una scena del film
Titolo originale In the Name of the Father
Paese di produzione Irlanda, Gran Bretagna
Anno 1993
Durata 133 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere biografico, drammatico
Regia Jim Sheridan
Soggetto Gerry Conlon (autobiografia)
Sceneggiatura Terry George, Jim Sheridan
Produttore Jim Sheridan
Fotografia Peter Biziou
Montaggio Gerry Hambling
Effetti speciali Joss Williams
Musiche Bono, Ray Davies, Bob Dylan, Gavin Friday, Gavin Friday, Gavin Friday, Jimi Hendrix, Mildred J. Hill, Patty S. Hill, Trevor Jones, Phil Lynott, Bob Marley, Sinéad O'Connor, Nino Rota, Maurice Seezer
Scenografia Caroline Amies
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Nel nome del padre (In the Name of the Father) è un film del 1993 diretto da Jim Sheridan, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino nel 1994. È tratto dal romanzo autobiografico Proved Innocent di Gerry Conlon, uno dei Guildford Four (tre ragazzi nordirlandesi e una ragazza inglese accusati di aver provocato un'esplosione in un pub di Guildford, oltre ad altri reati), interpretato nella pellicola da Daniel Day-Lewis. Il film è stato candidato a ben sette premi Oscar nel 1994, senza però aggiudicarsene alcuno.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel 1974, un pub di Guildford è teatro di un attentato terroristico, attribuito all'IRA, l'organizzazione clandestina irlandese che lotta per la riunificazione dell'Irlanda del Nord con l'Eire. Con il sostegno di prove debolissime, quando non addirittura inventate, dell'atto criminoso vengono incolpati Gerry Conlon e tre amici di Gerry, Paul Hill, Paddy Armstrong e Carole Richardson (i Guidford Four), oltre al padre di Gerry, Giuseppe Conlon e a un'intera famiglia di parenti di Gerry residenti a Londra (che diverranno noti come i Maguire Seven), i Maguire, accusati di far parte di una rete di supporto ai terroristi. Nonostante le evidenti prove contrarie (e la successiva testimonianza di un barbone con cui Gerry e Paul stavano parlando nel momento dell'esplosione) padre, figlio ed amici di quest'ultimo sono condannati a trent'anni di reclusione.

La drammatica esperienza carceraria servirà ai due ad avvicinarsi e confidarsi meglio: da un lato Gerry, adolescente ribelle e ladruncolo, dall'altro lato Giuseppe, tutto casa e chiesa che darebbe la sua vita per i suoi cari. Col tempo, Gerry prometterà al genitore, se mai uscirà di galera, che si prenderà cura della famiglia e riabiliterà il suo nome. Passano così cinque anni, in cui i veri colpevoli dell'attentato al pub (uno di essi sarà chiuso nello stesso carcere dei protagonisti) rivelano alla polizia l'innocenza dei Conlon. Una combattiva avvocatessa, Gareth Peirce, assume così le difese dei reclusi che l'opinione pubblica, convinta della loro innocenza, ribattezza "I quattro di Guildford".

Nel frattempo però, Giuseppe, già malato da tempo, ha una crisi respiratoria durante il sonno; portato d'urgenza in ospedale, vi muore un'ora dopo. A questo punto Gerry, rimasto solo ma col sempre più crescente sostegno della gente, acquista coscienza e fiducia di sé - come il padre aveva sempre sognato - ed aiuta la Peirce nella procedura. Quest'ultima, durante una visita all'archivio della polizia, scopre tra le carte dell'accusa un foglio volutamente mai mostrato alla difesa e contenente le dichiarazioni del barbone, che scagionano completamente i Conlon.

Al nuovo processo, di fronte alla nuova prova il giudice annulla le condanne, liberando i quattro. Gerry, uscito dal tribunale dalla porta principale, dichiara che lotterà "nel nome del padre" come aveva promesso, affinché il nome di Giuseppe venga riabilitato.

Analisi[modifica | modifica sorgente]

Il film mette in luce la durezza della cosiddetta legislazione d'emergenza approvata nel Regno Unito tra il 1973 e il 1974 (Emergency Provisions Act - EPA e Prevention of Terrorism Act - PTA), che, sull'onda del crescente pericolo del terrorismo nordirlandese, arrivò a prevedere l'istituzione di tribunali speciali competenti in materia, le Diplock Courts, l'ampliamento dei poteri di arresto e di perquisizione in capo alla polizia, il prolungamento del fermo di polizia sino a sette giorni senza l’obbligo di fornire alcuna giustificazione da parte dell’autorità giudiziaria, la presunzione di colpevolezza nel caso di possesso illegale di armi e l’accettazione di testimonianze senza possibilità di interrogatori o confronti, la possibilità di limitare, con provvedimento del Ministro degli Interni o del Segretario di Stato per il Nord Irlanda, la libertà di spostamento nel territorio del Regno Unito.

Nello stesso periodo vennero arrestati e condannati (per due bombe che in due pub di Birmingham avevano causato 21 morti) altri 6 nordirlandesi che, dopo 16 anni, vennero anche loro riconosciuti completamente innocenti. Sono diventati noti come Birmingham Six (i "sei di Birmingham").

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

  1. Bono & Gavin Friday - "In The Name Of The Father" (5:42)
  2. The Jimi Hendrix Experience - "Voodoo Child (Slight Return)" (5:09)
  3. Bono & Gavin Friday - "Billy Boola" (3:45)
  4. The Kinks - "Dedicated Follower of Fashion" (3:00)
  5. Trevor Jones - "Interrogation" (7:11)
  6. Bob Marley & The Wailers - "Is This Love" (3:51)
  7. Trevor Jones - "Walking The Circle" (4:42)
  8. Thin Lizzy - "Whiskey In The Jar" (5:44)
  9. Trevor Jones - "Passage Of Time" (5:52)
  10. Sinéad O'Connor - "You Made Me The Thief Of Your Heart" (6:21)

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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