Steve Borden

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Steve Borden
Steve Borden senza il suo caratteristico facepaint ad un evento TNA nel 2007.
Steve Borden senza il suo caratteristico facepaint ad un evento TNA nel 2007.
Nome Steven James Borden
Ring name Blade Runner Flash
Flash Borden
Sting
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Nascita Omaha, Nebraska
20 marzo 1959
Altezza dichiarata 188 cm
Peso dichiarato 110 kg
Allenatore Bill Anderson
Red Bastien
Georgio Maradona
Terry Funk
Rick Bassman
Debutto 28 novembre 1985
Federazione WWE
Progetto Wrestling

Steven James Borden, meglio noto con il ring name Sting (Omaha, 20 marzo 1959), è un wrestler e attore statunitense. Noto per la sua permanenza nella World Championship Wrestling (WCW); a causa della sua fedeltà alla federazione ormai defunta, Sting è stato definito "The Franchise" della WCW durante gli anni novanta e i primi anni duemila. È anche noto per i suoi trascorsi con la Total Nonstop Action Wrestling (TNA).

Sting è un quindici volte campione del mondo, avendo detenuto l'NWA World Heavyweight Championship due volte, il WCW World Heavyweight Championship sei volte, il WCW International World Heavyweight Championship due volte, il WWA World Heavyweight Championship una volta e il TNA World Heavyweight Championship quattro volte. È un WCW Triple Crown Champion, in totale ha detenuto 21 titoli tra WCW e TNA, ed è l'unico ad aver detenuto nella sua carriera i titoli mondiali di NWA, WCW e TNA. Sting è stato nel main event di molti pay-per-view sin dalla fine degli anni ottanta. Principalmente, ha chiuso l'edizione del pay-per-view annuale più importante della WCW, Starrcade, nel 1989, 1990 e 1997, in match singoli, e ha vinto la Battlebowl nel main event dell'edizione del 1991, così come è stato nel main event nel 2006, 2007, 2008 e 2009 del principale evento annuale della TNA, Bound for Glory.

Sting ha cominciato a fare delle apparizioni commerciali per il brand della WWE nell'aprile 2014. Anche se non è attualmente sotto contratto con la federazione, ha lottato una volta per la World Wrestling Federation (WWF, ora WWE) nell'ultima puntata di WCW Monday Nitro il 26 marzo 2001, poco dopo che la WWF aveva acquistato la federazione. L'eredità di Sting nel wrestling è stata perpetuata dalla WWE negli ultimi anni: la federazione lo ha nominato sia come la più grande superstar nella storia della WCW, che come la più grande superstar che non ha mai lottato in un ring della WWE.

Sting è stato annunciato come il primo introdotto nella TNA Hall of Fame nel giugno 2012. I lettori di Pro Wrestling Illustrated hanno votato Borden "Most Popular Wrestler of the Year" per un record di quattro volte (pari con John Cena).

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Continental Wrestling Association (1985–1986)[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta, Borden era un appassionato di culturismo e viveva a Venice Beach. A quei tempi, alcuni road agent delle varie federazioni di wrestling cercavano qualcuno dal fisico possente e allo stesso tempo atletico da introdurre nei loro programmi: il caso volle che uno di questi agenti scegliesse proprio lui, il quale cominciò ad allenarsi per diventare un wrestler professionista e ben presto arrivò a competere nella CWA, prima, e nella Universal Wrestling Federation (UWF), poi, col nome di Flash Borden in coppia con Jim Hellwig (in seguito noto come Ultimate Warrior), all'epoca conosciuto con il ring name Jim "Justice" Hellwig.

Universal Wrestling Federation (1985–1987)[modifica | modifica wikitesto]

Assieme al suo partner Jim Hellwig ed altri wrestler reclutati da Red Bastien e Rick Bassman, formarono il Power Team USA. Nel 1986, il Power Team USA si sciolse e due dei membri, Borden e Jim "Justice" Hellwig, formarono un tag team noto come Blade Runners. Borden cambiò il suo nome inizialmente da Flash a Sting, mentre Hellwig diventò Rock. I Blade Runners lottarono in pianta stabile nella UWF fino alla metà del 1986, anno in cui Hellwig lasciò la federazione. Lasciato senza un partner, Borden si unì alla stable Hotstuff e Hyatt International, guidata da Eddie Gilbert e Missy Hyatt. Qui ottiene i suoi primi successi in coppia con Eddie Gilbert, prima, e Rick Steiner poi, ovvero l'UWF Tag Team Championship. Messosi in mostra per le sue doti sul ring, arriva a contendere il TV Tile ad Eddie Gilbert, suo ex tag team partner. Molti addetti ai lavori, tra cui lo stesso Gilbert, il nuovo booker Dusty Rhodes e il nuovo proprietario della federazione Jim Crockett, elogiavano le sue capacità sul ring prospettando un futuro roseo per l'atleta.

National Wrestling Alliance/World Championship Wrestling (1987–2001)[modifica | modifica wikitesto]

Una stella in ascesa (1987–1989)[modifica | modifica wikitesto]

Sting arriva a combattere nella National Wrestling Alliance nel mese di luglio. Debutta in ppv a Starrcade ’87 dove è impegnato in un Six-Man Tag Team Match tra il team formato da lui, Michael P.S. Hayes e Jimmy Garvin contro Eddie Gilbert, Rick Steiner e Larry Zbyszko concluso con un pareggio per tempo limite di 15 minuti. Proprio perché in molti di lui volevano farne una stella, Sting è uno dei pochi membri del roster UWF ad aver ricevuto un grande push in NWA. La prima grande occasione arriva nel 1988 in virtù del primo Clash Of The Champions. Qui decide di sfidare l’NWA World Heavyweight Champion in carica Ric Flair, la sfida si chiude dopo il raggiungimento del tempo limite di 45 minuti. Sting affronta poi il Nature Boy in altre occasioni titolate ma non riprese dalle telecamere senza riuscire mai a strappare il titolo al rivale. In poco tempo Sting divenne uno dei beniamini del pubblico, tanto che nel 1989 fu insignito dalla rivista Pro Wrestling Illustrated del riconoscimento di wrestler dal miglior rendimento (Most Improved). Sempre nel medesimo anno, combatte per la All Japan Pro Wrestling ottenendo un'importante vittoria contro Dan Spivey. Il 31 marzo conquistò il suo primo titolo NWA, cioè il World Television Championship, sconfiggendo Mike Rotunda. Seguirono poi molteplici difese del titolo fino all'arrivo di Great Muta. Al ppv The Great American Bash del 1989 va in scena uno dei match più controversi nella storia della NWA, Sting vince per schienamento con normale conto di tre ma un replay mostra la spalla del giapponese alzarsi al due. I dirigenti della NWA allora decidono di non decretare nessun vincitore e rendere addirittura il titolo vacante. I due si affrontano molte volte per il medesimo vacante titolo ma i loro match finiscono sempre per squalifica, l’acuto finale della faida però è di Great Muta che in un live event di settembre batte Sting in un No Disqualification Match e vince il titolo. A Great American Bash del 1989, Ric Flair difese la cintura di campione NWA contro Terry Funk, che era membro all'epoca della stable J-Tex Corporation capitanata da Gary Hart. Dopo la vittoria, Flair venne assalito da uno dei compagni di Funk, The Great Muta; Sting accorse in aiuto di Flair e i due unirono le proprie forze in un lungo feud con Muta e Funk, che culminò in un Thunderdome Cage match che Flair e Sting vinsero a Halloween Havoc '89. L'alleanza tra Flair e Sting portò al riformarsi dei Four Horsemen, diventati adesso una stable face; la nuova squadra prevedeva Flair, Sting, Arn e Ole Anderson.

Sting terminò l'anno vincendo un torneo Iron Man a Starrcade '89 e in finale sconfisse proprio Flair, accumulando così il punteggio necessario per vincere il torneo. La vittoria rese Sting lo sfidante numero uno al titolo di Flair, facendo crescere la tensione all'interno dei Four Horsemen.

Faida con i Four Horsemen (1990–1991)[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 febbraio 1990 Sting venne estromesso dagli Horsemen dopo aver rifiutato di rinunciare al suo match per il titolo contro Flair e venne quindi attaccato dal resto del gruppo. La sera stessa si infortunò seriamente ad un ginocchio.

L'infortunio di Borden costrinse la dirigenza WCW, compagnia predominante nel consorzio NWA, a trovare un nuovo sfidante da opporre a Flair per l'imminente pay-per-view WrestleWar: venne quindi scelto Lex Luger, amico di lunga data dello stesso Sting. Durante il match tra Flair e Luger, Sting, che era a bordo ring per assistere Luger, venne assalito da Ole Anderson: per correre in aiuto dell'amico, Lex Luger perse l'incontro facendosi contare fuori dal ring e perdendo così l'opportunità di vincere il titolo.

Il 7 luglio 1990 Sting batté Ric Flair e fece suo per la prima volta l'NWA World Heavyweight Championship: fu la consacrazione definitiva. Gli avversari successivi furono ancora Flair e Sid Vicious; questi sembrò anche sconfiggere Sting in un title match a Halloween Havoc 1990, ma lo Sting schienato da Vicious si rivelò essere un impostore impersonato dall'Horseman Barry Windham. Il vero Sting apparve poco dopo battendo Vicious quando il match fu fatto ricominciare.

Durante il regno da campione di Sting, un lottatore mascherato conosciuto con il nome The Black Scorpion lo provocò ed attaccò in svariate occasioni. Il feud tra i due si risolse a Starrcade: Collision Course. Il Cage match terminò con la vittoria di Sting che smascherò The Scorpion, che si rivelò essere Flair sotto travestimento.

Sting perse il titolo mondiale l'11 gennaio 1991, quando Flair lo sconfisse durante un rematch a Starrcade. Nello stesso mese, la WCW si separò dalla National Wrestling Alliance, creando un proprio titolo mondiale (il WCW World Heavyweight Championship) e un proprio titolo (il WCW World Tag Team Championship) per la categoria tag team.

Nell'agosto 1991 Sting batté "Stunning" Steve Austin vincendo un torneo per aggiudicarsi il vacante titolo WCW United States Championship[1]. Sting detenne il titolo per 86 giorni prima di perdere la cintura contro Rick Rude a Clash of the Champions XVII.

Il volto della WCW (1991–1996)[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 1991, Sting si imbarcò in un'altra importante faida con la Dangerous Alliance, stable heel guidata dal manager Paul E. Dangerously, e allo stesso tempo si dovette scontrare con il suo ex alleato ed amico Lex Luger, che lo aveva tradito diventando un "cattivo" vincendo nel frattempo anche il titolo mondiale WCW e che ora vedeva Sting come una minaccia al suo regno da campione. Sting si scontrò varie volte con i membri della Dangerous Alliance, specialmente con Rick Rude, il wrestler più importante del gruppo. Fu durante questo feud che Sting vinse il primo dei suoi sei WCW World Heavyweight Championship, sconfiggendo Luger il 29 febbraio 1992 a SuperBrawl II[1]. Il feud terminò quando Sting formò lo "Sting's Squadron", stable face i cui membri erano Ricky Steamboat, Dustin Rhodes, Windham e Nikita Koloff, e riuscì insieme ai suoi alleati a sconfiggere l'Alliance (Rude, Austin, Arn Anderson, Zbyszko e Bobby Eaton) durante un WarGames match a WrestleWar 1992.

Verso la fine della faida con la Dangerous Alliance, vennero gettate le basi di uno dei feud più celebri della prima fase di carriera di Sting. Sting difese il WCW World Title il 12 aprile 1992, contro Big Van Vader. Durante il match, Vader infortunò realmente Sting, rompendogli tre costole ed incrinandogli lo sterno. Sting fu ricoverato in ospedale per lungo tempo, ma difese ugualmente la cintura il 12 luglio contro Vader a Great American Bash 1992, perdendo match e titolo. Dopo aver battuto Cactus Jack in un Falls Count Anywhere match a Beach Blast 1992[2] e il neo arrivato in WCW Jake Roberts in un discusso Coal Miner's Glove match a Halloween Havoc '92, Sting si prese la rivincita su Vader battendolo a Starrcade. Vader, però, nel frattempo aveva perso il titolo in favore di Ron Simmons in agosto (Simmons aveva preso il posto di Sting durante un match per il titolo contro Vader, a cui egli non aveva potuto partecipare a causa di un infortunio provocatogli da un attacco a tradimento da parte di Jake "The Snake" Roberts la sera stessa dell'incontro).

La rivalità tra Sting e Vader proseguì anche nel 1993, con Vader, ridiventato WCW Champion, che sconfisse Sting durante un sanguinoso Strap match a SuperBrawl III. Sting si vendicò strappando il titolo a Vader l'11 luglio a Londra, ma lo riperse solo sei giorni dopo sempre contro Vader in un match svoltosi a Dublino. Quindi Sting si alleò con Davey Boy Smith per battere la squadra formata da Vader e Vicious a Beach Blast '93. Alla fine del 1993, Sting fu una delle prime persone a congratularsi con Flair, da poco ritornato dall'esperienza nella World Wrestling Federation, dopo che questi aveva vinto il titolo mondiale WCW sconfiggendo Vader a Starrcade '93.

Sting si scontrò ancora con gli arcinemici Vader e Rude per tutta la prima parte del 1994. Sting vinse il WCW International World Heavyweight Championship sconfiggendo Rude in aprile. Rude riconquistò la cintura il 1º maggio in Giappone, ma il verdetto fu capovolto in favore di Sting quando fu appurato che, durante l'incontro, Rude aveva slealmente colpito Sting con la cintura (in realtà questa fu la motivazione data al pubblico per l'improvviso ritiro di Rude, che si infortunò seriamente alla schiena e dovette concludere la sua carriera come lottatore). Sting rifiutò di riprendere la cintura riassegnatagli d'ufficio ed invece sconfisse Vader per il vacante WCW International World Heavyweight Championship a Slamboree 1994. Poco dopo, Flair ritornò un heel e sconfisse Sting in un match di unificazione dei titoli svoltosi a Clash of the Champions XXVII.

Un cambiamento di personaggio (1996–1998)[modifica | modifica wikitesto]

Surfer Sting.

Nel 1996, il New World Order, capitanato da Hollywood Hogan, Scott Hall e Kevin Nash, invase la WCW e invitò Sting ad unirsi a loro, ma lui rispose negativamente. Il nWo dal canto suo introdusse nelle sue file un wrestler vestito e truccato proprio come Sting, il quale attaccò i migliori amici del vero Sting. I suoi compagni, proprio alla vigilia dei War Games (un match a squadre di quattro all'interno di una gabbia che racchiude ben due ring) non si fidarono più di Sting, ma lui partecipò ugualmente dimostrando di essere il vero Sting lottando contro la sua copia cattiva davanti agli occhi dei compagni. Tutto risultò più chiaro per i suoi compagni, ma Sting si sentì offeso e decise di ritirarsi temporaneamente dalle scene.

Da quel momento in avanti, Sting fu una figura misteriosa, solita apparire nelle "piccionaie" delle arene, terrorizzando il nWo e soprattutto Hollywood Hogan, col quale iniziò una lunga rivalità che portò al loro leggendario match di Starrcade 1997. Questo fu il match più pubblicizzato della storia del wrestling, poiché la loro rivalità durò ben 18 mesi ed il finale controverso del match permise al loro feud di andare avanti ancora per un po'.

Sting nel 1998 senza il suo caratteristico facepaint

Il suo solito "facepaint" multicolore, i suoi costumi di color neon e i suoi capelli ossigenati lasciarono il posto ad un nuovo look, più cupo e dark, ispirato al personaggio di Brandon Lee del film Il corvo. Anche il suo sorriso e persino la sua voce scomparirono, per lasciare il posto ad un trucco triste e un silenzio macabro. Il silenzio venne rispettato anche nel match contro Hollywood Hogan, il quale non riuscì a far gridare di dolore neanche una volta l'eroe in bianco e nero.

Il 1997, benché il suo impegno sul ring fu limitato al solo match con Hogan, viene ricordato come uno degli anni migliori di Sting: apparendo solo nelle parti più alte e sui tetti delle arene, Sting guardava quello che l'nWo combinava, salvo intervenire per salvare eroicamente la situazione calandosi dall'alto sul ring con un cavo d'acciaio.

Nel 1998 conquistò assieme a The Giant i Titoli di Coppia WCW; l'alleanza tra i due venne però distrutta dalla forte pressione esercitata su entrambi dai due rami dell'nWo: da una parte l'nWo Hollywood, interessato ad avere tra le sue fila The Giant, dall'altra l'nWo Wolfpac, interessato a Sting.

Entrambi cederanno alle lusinghe dei due gruppi e l'ingresso di Sting nel nWo Wolfpac (o Black & Red) determinò un cambiamento del suo facepaint: i colori di Sting diventarono infatti il rosso ed il nero. Il periodo nel Wolfpac non è il migliore di Sting: il wrestler non è più in forma come un tempo e spesso perde in favore di avversari di caratura minore; inoltre alcuni problemi nella sua vita reale influiscono molto sul suo rendimento. I match migliori di quel periodo furono quelli contro Bret Hart (Sharpshooter vs Scorpion Death Lock) e contro l'ex partner The Giant.

La corsa finale nella WCW (1999–2000)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 ritorna al vecchio trucco bianco e nero e conquista il suo ultimo titolo WCW. Nel 2000 è in rivalità accesa contro Vampiro, col quale sarà anche in lotta per la popolarità. Alla fine del 2000 viene infortunato da "Big Poppa Pump" Scott Steiner, che lo costringerà a star fuori dalle scene per parecchi mesi. Nell'ultima puntata di Nitro (show di punta della WCW) il 26 marzo 2001, lotta nel main event in un match epico contro Ric Flair: da lì in poi Sting scomparirà dalle scene per un po'.

World Wrestling All-Stars (2002–2003)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002, Sting entra a far parte della WWA (World Wrestling All-Stars), nuovissima federazione australiana nella quale militavano molti wrestler senza contratto che militavano in ECW e WCW. Anche in questa federazione conquisterà il titolo assoluto battendo il suo vecchio tag team partner, Lex Luger.

Seguono molti match con il titolo in palio, durante il tour in Australia, batte avversari del calibro di Rick Steiner, Disco Inferno e Shane Douglas. L'ultimo match titolato in WWA, e della federazione stessa, si tenne ad Auckland e vedeva Sting opposto al proprietario della Total Nonstop Action (TNA), Jeff Jarrett. Proprio quest'ultimo riuscirà ad aggiudicarsi il match, e quindi anche il titolo, con l'aiuto di Rick Steiner. Questa vittoria sancisce l'unificazione del titolo WWA con quello NWA, all'epoca difeso negli show targati TNA.

Total Nonstop Action Wrestling (2003–2014)[modifica | modifica wikitesto]

Debutto e sporadiche apparizioni (2003–2004)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003, Sting debutta nella TNA in coppia con Jeff Jarrett contro AJ Styles e Sean Waltman. L'alleanza con Jarrett durerà tuttavia poco, poiché da lì a breve sarebbe scoppiata una grande rivalità con in palio il titolo del mondo NWA, che non riuscirà a conquistare nell'unica opportunità avuta.

Ritorno e faida con Jeff Jarrett (2005–2006)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006, Sting ritorna alla TNA, generando un enorme interesse attorno alla federazione di Orlando in coppia con "Captain Charisma" Christian Cage. Nella seguente puntata di "Impact!" Sting annuncia a sorpresa, tuttavia, il suo ritiro. Qualche tempo dopo Jarrett, per scommessa, manda uno dei suoi scagnozzi a spiare Sting nella sua vita privata e manda in onda il video che questi ha registrato: questo fatto farà infuriare Sting, che tornerà in azione per vendicarsi. "The Icon" riprende a lottare con continuità e lo si vede in coppia con Samoa Joe in un match contro Jeff Jarrett e Scott Steiner. Nel mese di giugno conquista un importante posto nel King of The Mountain Match battendo uno dei suoi storici rivali, "Big Poppa Pump" Scott Steiner, in una puntata di TNA Impact!. A Slammiversary, pay-per-view che segna l'anniversario della nascita della TNA, Sting ha preso parte al main event della serata, il King of The Mountain match con in palio l'ambitissimo titolo mondiale NWA, che dopo una prestazione esemplare non riesce però a conquistare; da notare come questa sia stata la prima title shot di Sting in TNA dopo ben tre anni. Nella puntata di Impact! seguente, Sting viene inserito dal nuovo responsabile TNA Jim Cornette in un match a quattro per il pay-per-view Victory Road 2006 coinvolge anche Christian Cage, Scott Steiner e il temibile Samoa Joe, con in palio una title shot per dove il vincitore affronterà il campione NWA il mese successivo. Dopo un avvincente inizio, Sting viene attaccato da Jeff Jarrett, travestito da cameraman, che lo acceca con della benzina gettata sugli occhi. Sting viene portato nel backstage per disinfettare gli occhi e si ripresenta alla fine del match con una vistosa benda. In un momento di confusione riesce comunque ad eseguire la Scorpion Death Drop su Scott Steiner, che gli vale la vittoria e la title shot nel main event del pay-per-view di agosto della TNA, Hard Justice. Durante quest'evento, Sting affronta finalmente Jarrett per il titolo mondiale NWA, accompagnato da Christian Cage, il quale però si rivela essere un traditore e costa al wrestler dal volto pitturato la vittoria. L'appuntamento con il titolo NWA è comunque solo rimandato: il 22 ottobre, a Bound For Glory 2006, Sting si presenta con un nuovo look e sfida per l'ennesima volta Jeff Jarrett; stavolta Double J non riesce a contenere la furia di Sting, il quale vince la contesa e viene incoronato per la seconda volta NWA World Heavyweight Champion da Kurt Angle, arbitro speciale del match.

TNA World Heavyweight Champion e Main Event Mafia (2006–2009)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Main Event Mafia.
Sting a Lockdown nel 2007.

Il mese successivo viene organizzato il "Fight for the right", un torneo per decretare il primo sfidante all'NWA World Heavyweight Championship; Abyss si aggiudica il titolo di number one contender ed affronta Sting nel corso del pay-per-view Genesis. Nell'occasione Sting perde il match per squalifica e, per il regolamento applicato ai titoli difesi nella TNA, anche la cintura di campione. Nelle settimane successive il feud tra Sting e Abyss continua e il primo prova in tutti i modi a far capire all'avversario che il suo manager James Mitchell lo sfrutta per le sue necessità; Abyss sembra capire quanto detto da Sting, ma continua a farsi guidare da Mitchell. Nel frattempo Christian Cage si butta nella mischia, dicendo di conoscere un oscuro segreto del passato di Abyss. I tre si scontrano in un Three Way match per l'NWA World Heavyweight Championship a TNA Turning Point 2006, con Abyss che vince e mantiene la cintura. Il lavoro di Sting ai fianchi di Abyss sembra infine dare i suoi frutti: durante una puntata di "Impact!" Abyss afferra Mitchell per il collo, arrivando ad un passo dalla chokeslam sul tavolo dei commentatori ma fermandosi all'ultimo momento. Da Bound for Glory in poi Sting torna ad indossare i vecchi pantaloni, ma mantiene la nuova facepaint.

A Final Resolution 2007, Sting lotta contro Abyss e Christian Cage per l'NWA World Heavyweight Championship senza successo. Il 24 gennaio 2007, ad "Impact!", Sting rivela che Abyss aveva in passato sparato al padre tre colpi sulla schiena, mandandolo in coma: i due si azzuffano nella "Impact! Zone" e James Mitchell ne approfitta per colpire Sting con una fireball, mandandolo all'ospedale (kayfabe). A Against All Odds 2007 Sting sconfigge Abyss in un "Prison Yard Match" e, a Destination X 2007, sconfigge Abyss in un "Last Rites Match", chiudendo Abyss in una bara. Abyss torna da Mitchell quando questo si presenta con una donna; in seguito, Sting scopre che questa donna è la madre di Abyss. Questi entra quindi a far parte del "Team Cage", in vista di Lockdown 2007, mentre Sting si unisce al "Team Angle".

Sting diventa number one contender al titolo mondiale grazie a Jeff Jarrett, ma viene sfidato da Angle, anche lui interessato alla cintura di campione. Il Team Cage interferisce nel match tra i due: ciò trasforma il match previsto per TNA Sacrifice in un Three Way match per il NWA World Heavyweight Championship tra Sting, Kurt Angle e Christian Cage. Il match finisce con la vittoria di Angle, il quale fa cedere Sting con una Ankle Lock. Dopo aver perso un incontro di qualificazione per il King of The Mountain Match, a Slammiversary 2007, Sting affrontò e sconfisse Christopher Daniels.

Nella puntata di "Impact!" del 30 agosto, Sting ha sconfitto A.J. Styles, Samoa Joe e Christian Cage diventando TNA World Tag Team Champion assieme a Kurt Angle. Nel corso di No Surrender 2007 Angle e Sting hanno perso le cinture in favore di Adam "Pacman" Jones e Ron Killings. Il 14 ottobre 2007, a Bound for Glory, Sting ha conquistato il TNA World Heavyweight Championship sconfiggendo Angle; non è tuttavia riuscito a mantenere la cintura per molto tempo, giacché il 16 ottobre Angle ha battuto Sting riconquistando l'alloro. Il passaggio del titolo è avvenuto durante le registrazioni delle puntate di "Impact!" del 18 e 25 ottobre. Dopo la clamorosa sconfitta, Jim Cornette annunciò che il titolo appena conquistato da Kurt Angle sarebbe stato messo in palio in un Tag Team Match a Genesis dove chiunque avesse effettuato lo schienamento vincente sarebbe diventato il nuovo campione; si sviluppò così la storyline riguardo al partner misterioso di Sting, il quale si rivelò poi essere Booker T. Il match venne perso da Sting, il quale subì lo schienamento da parte di Angle.

Sting a Bound for Glory IV.

Sting scomparve quindi dalle scene per diversi mesi; un promo mandato in onda durante la puntata del 20 marzo 2008 annunciò il ritorno del wrestler per il 27 marzo. Sting tornò effettivamente sul ring alleandosi al team Cage, composto da Christian Cage, Rhino, Kevin Nash e Matt Morgan. Durante il pay-per-view Lockdown il gruppo affrontò il team degli heel composto da Tomko, A.J. Styles, Team 3D e James Storm, con quest'ultimo responsabile di un attacco ai danni di Sting nella puntata del ritorno. Al pay-per-view il team di Sting ottenne la vittoria grazie allo schienamento ad opera di Rhino su James Storm. Nei giorni successivi Sting intraprese un feud proprio con quest'ultimo; i due parteciparono come tag team al "Deuces Wild Tournament", torneo organizzato per assegnare il TNA World Tag Team Championship vacante; gli attriti tra i due impedirono alla coppia di andare avanti nel torneo, venendo eliminati al primo turno dal Team 3D. Nelle settimane successive Sting comparve esclusivamente durante alcuni promo pre-registrati, nei quali ripercorre i passi più importanti della sua carriera.

Tornò sul ring durante il pay-per-view Victory Road 2008, nel tentativo di placare una rissa tra il campione Samoa Joe e lo sfidante Booker T. Al termine del match, Sting colpì a sorpresa Joe con la sua mazza da baseball, schierandosi apertamente con Booker T; ciò determinò il suo Turn Heel, il primo dal 1999.

Sting contro Samoa Joe a Bound for Glory IV

Nelle settimane successive, seppur senza farsi vedere, Sting continuò a supportare Booker T e gli Heel facendo spegnere le luci e facendo calare la sua mazza da baseball dal tetto dell'arena, sempre nelle mani dei cattivi. In seguito, Sting decise di apparire sulla scena per spiegare le sue motivazioni; disse di non sopportare la mancanza di rispetto che le nuove generazioni hanno per i veterani come lui ed è per questo che a Victory Road decise di colpire Joe, che dopo il match continuò ad infierire su Booker T, a suo dire mancandogli di rispetto. Anche da heel comunque, Sting continuò a riscuotere abbastanza simpatia tra i fan, in quanto a differenza di molti heel, non insultava il pubblico, bensì lo elogiava e lo ringraziava. Le simpatie che lo Sting "cattivo" riscuoteva dal pubblico erano dovute anche al fatto che, per giustificare le sue ragioni, citava leggende del calibro di Bret Hart, Hulk Hogan e Ric Flair, da sempre beneamini del pubblico. Sting inoltre sfida Samoa Joe per il titolo TNA, nell'ultima puntata prima di Bound for Glory, quando i due si trovano faccia a faccia per firmare il contratto che sancisce il loro match, Joe a sorpresa ammette che nonostante tutte le divergenze, ha sempre rispettato Sting, ma subito dopo lo colpisce a tradimento con una testata al volto. Tra i due scoppia una rissa, fermata però sul nascere dalla sicurezza.

A Bound for Glory IV ha sconfitto Samoa Joe ed ha conquistato per la terza volta il TNA World Heavyweight Championship. Il 23 ottobre Sting entra a far parte della Main Event Mafia, una stable Heel capitanata da Kurt Angle di cui fanno parte anche Kevin Nash, Booker T e Scott Steiner. A Turning Point mantiene il titolo contro AJ Styles, mentre a Final Resolution insieme a Booker T, Kevin Nash e Scott Steiner sconfigge AJ Styles, Samoa Joe e il Team 3D e in virtù della stipulazione speciale del match mantiene il titolo mondiale. A Genesis sconfigge Rhyno, precedentemente indebolito dalla Main Event Mafia, e conserva il titolo. Successivamente inizia un feud interno alla Main Event Mafia contro Kurt Angle che porterà i due a scontrarsi più volte fino alla vittoria di Sting a Destination X che gli ha permesso di mantenere il titolo mondiale TNA.

Nella puntata di Impact successiva a Destination X, Sting inizia un altro feud contro l'hardcore legend Mick Foley. Tutto inizia nella puntata di Impact successiva a Destination X, quando viene annunciato un tag team match che vede i due nemici Sting e Kurt Angle, combattere fianco a fianco contro Mick Foley e Jeff Jarrett, Sting dal suo angolo intima a Kurt Angle (che stava letteralmente massacrando Foley) di smetterla e di schienarlo, ciò manda in bestia Foley il quale colpisce a sorpresa Sting con una sedia. Nella puntata successiva Foley si giustifica prima dicendo che si era trattato di un malinteso, essendo frastornato e confuso dopo i colpi ricevuti da Angle, poi però si contraddice dicendo che non voleva la pietà di Sting, questo manda su tutte le furie non solo sting, ma anche Jeff Jarrett il quale era vicinissimo all'allontanare definitivamente Sting dalla Main Event Mafia.

Nella puntata successiva, Kurt Angle chiede pubblicamente scusa a Sting di fronte a tutto il pubblico e al resto della Mafia ma Sting non è convinto della sincerità di Kurt. Prima che Sting possa prendere una decisione, Mick Foley lo interrompe dicendo che, in qualità di Co-Direttore Esecutivo della TNA, ha sancito un match di ritorno tra Sting e Samoa Joe (il quale nel frattempo è tornato con una nuova gimmick, un più cruento Samoa Joe, senza scrupoli, che non ha alcun interesse a vincere gli incontri onestamente, animato dal solo desiderio di brutalizzare ad uno ad uno i membri della Main Event Mafia), Sting esce vincitore dal match a seguito della squalifica di Joe. La resa dei conti tra Mick Foley e Sting si svolge a Lockdown dove Sting perde il titolo mondiale a favore di Foley, che diventa così un quattro volte campione mondiale, al termine di un match violentissimo.

Al pay-per-view TNA Sacrifice, Sting dovrà affrontare dei suoi storici rivali in un match valevole il titolo TNA World Heavyweight Champion, tra i quali figurano l'attuale campione Mick Foley, Kurt Angle e Jeff Jarrett. Il match è però a stipulazione speciale, infatti per ogni wrestler coinvolto nel match c'è un compromesso in caso di sconfitta: se Jeff Jarrett verrà schienato, lascerà il TNA Management, Se Kurt Angle sarà sconfitto, lascerà la leadership della The Main Event Mafia, se Mick Foley verrà schienato perde il TNA Heavyweight Title e se Sting sarà schienato, dovrà ritirarsi dal mondo del wrestling, quindi questo è considerato uno dei match più delicati della carriera dell'"Icon ". A Sacrifice, Sting chiena Kurt Angle, diventando il nuovo leader della Main Event Mafia, conservando la sua carriera da wrestler, tuttavia per via delle regole del Match, non conquista il titolo mondiale il quale rimane in possesso di Mick Foley, che non è stato schienato.

Arriva giugno, mese in cui si svolge il celebre pay per view Slammiversary, che sancisce tra le altre cose il settimo compleanno della TNA. Sting è impegnato in un match di qualificazione per il King of the Mountain match, ma perde contro il suo compagno di scuderia, Kurt Angle, a seguito di un'interferenza da parte di Matt Morgan. Alla pay per view Sting non prende quindi parte al King of the Mountain (match vinto dallo stesso Kurt Angle, grazie all'inaspettato aiuto di Samoa Joe, il quale si rivela essere un membro della Main Event Mafia, o comunque un loro alleato), ma affronta Matt Morgan in un normale match uno contro uno, da cui esce vincitore. La settima seguente, ad IMPACT, mentre Samoa Joe viene formalmente introdotto nella Main Event Mafia, Sting chiede spiegazioni a Kurt Angle sul perché lui, il leader della Main Event Mafia, non era stato messo al corrente di niente; Sting scopre in oltre che l'attacco subito da Matt Morgan, che gli era costato il match di qualificazione contro Angle, era voluto dalla Main Event Mafia, i quali erano scontenti dell'operato di Sting, perché "The Icon" credeva veramente in quello che predicava sul "riportare il rispetto nel business del wrestling", mentre gli altri membri della M.E.M. volevano soltanto soddisfare il loro ego. Deluso e tradito, Sting cerca di convincere Kevin Nash facendo leva sulla loro amicizia, ma quando anche Big Sexy gli volta le spalle, a Sting non rimane che una cosa da fare: affrontare la Main Event Mafia. Viene però sopraffatto dalla disparità (6 contro 1) e messo K.O. Nella puntata successiva Kurt Angle annuncia che Sting non sarà nella Impact Zone per un po', per riprendersi dall'aggressione subita lo scorso giovedì, ma Sting lo smentisce apparendo nel finale della puntata, al termine di un cruento match che vedeva la coppia di Samoa Joe e Kurt Angle sconfiggere quella di Jeff Jarret e Aj Styles. Qui Sting completa ciò che aveva iniziato la settimana prima, e armato della sua famigerata mazza da baseball mette in fuga da solo la Main Event Mafia, rubando il titolo mondiale di Kurt Angle prima di scomparire nel nulla a seguito di un blackout nella struttura. La settimana seguente, Sting decide che è il momento di smascherare la persona che guida Samoa Joe, quindi attira allo scoperto il misterioso consigliere, fingendosi samoa Joe, coprendosi il capo e il volto con un velo nero come Joe è solito fare, ma il samoano interviene all'ultimo istante, prima che Sting possa aprire la portiera della macchina e trascinare allo scoperto il mentore di Joe.

Sting festeggia la vittoria del TNA World Heavyweight Champion a Bound for Glory IV.

A Victory Road, la pay per view di luglio, Sting e Joe si affrontano, Sting riesce a tener testa al samoano per buona parte del match e alla fine, quando Joe è sull'orlo di cedere alla Scorpion's Deathlock l'arrivo a bordo ring del suo mentore (che si rivela essere l'ex superstar della ECW, Tazz) gli dona una nuova carica (si tratta, ovviamente, di una Keyfabe) e Samoa Joe riesce a ribaltare le sorti del match e a vincere.

Dopo la sconfitta Sting scompare, a detta di Kurt Angle, questa volta definitivamente, anche qui il momento di gloria della Main Event Mafia (che nel frattempo era riuscita ad uscire da Victory Road con tutte le cinture in proprio possesso) sarà goduto per poco, infatti Sting compare dal nulla nel bel mezzo di un match di coppia che vedeva Kurt Angle e Kevin Nash contro Mick Foley e il nuovo acquisto della TNA, Bobby Lashley; l'arrivo di Sting getta nella confusione i due membri della MEM, e li distrae abbastanza a lungo da permettere a Lashley di mettere K.O. Big Sexy con la sua famigerata Spear, permettendo quindi alla sua squadra di vincere, e in oltre, per via della speciale stipulazione del match, Mick Foley viene incoronato nuovo TNA Legends Champion Nella puntata successiva (siamo al 6 agosto 2009) Sting si schiera apertamente al fianco di Mick Foley e della TNA: prima si getta nella rissa (scoppiata a metà episodio dopo un "Eight Man Tag Match" che vedeva le due coppie Team 3D e Beer Money Inc. scontrarsi con la British Invasion e la Main Event Mafia), colpendo tutti i "cattivi" con un cassonetto dell'immondizia, in seguito, nel Main Event affronta e sconfigge senza troppi problemi Brutus Magnus in un match singolo. Dopo il match però viene assalito dai World Elite (gruppo di cui Magnus fa parte) e la Main Event Mafia, nonostante l'aiuto di Mick Foley e Bobby Lashley, gli heel rimangono comunque in vantaggio numerico di 10 contro 3; sarà l'arrivo di Hernandez armato di catena d'acciaio a mettere in fuga i cattivi, la puntata di Impact termina proprio con l'immagine di Sting, Foley, Lashley ed Hernandez che festeggiano assieme nel ring: è la nascita di una nuova alleanza che potrà contrastare la minaccia dell'unione tra Kurt Angle (Main Event Mafia) ed Eric Young (World Elite).

Al pay-per-view di agosto, Hard Justice, sting prende parte al main event, un triple treath match valido per il titolo di campione del mondo, contro di lui Matt Morgan e, ovviamente, il campione in carica Kurt Angle. Il match però assume ben presto le sembianze di un handicap match, infatti Angle e Morgan si coalizzano contro Sting. "The Icon" riesce a tener testa egregiamente a entrambi gli avversari e sarà più volte sul punto di vincere il match ma senza mai riuscirci, per distrazioni o KO dell'arbitro. Sarà Kurt Angle a vincere l'incontro schienando proprio Matt Morgan, venendo meno al patto di alleanza e colpendolo in testa con una sedia.

Nella puntata successiva di Impact viene annunciato il main event del pay-per-view di settembre (No Surrender), penultima pay per view dell'anno: un match a 4 (Fatal Four Way) valevole per il titolo, al quale parteciperanno il campione, Kurt Angle, Matt Morgan e altri due avversari da designare. In questa puntata Sting fa una comparsa sul ring, senza trucco e senza il suo famigerato cappotto, ma semplicemente come Steve Borden, e riesce a convincere Aj Styles (che in un momento di crisi aveveva a sorpresa annunciato il ritrio dal wrestling) a non abbandonare la sua carriera. Sting ritorna sul ring la settimana seguente dove (assieme ad Aj Styles) prende parte ad un mini torneo per decretare gli altri due avversari di Angle e Morgan; sia Sting che Aj Styles riescono a passare il primo turno, Aj Sconfigge Chris Sabin dei Motor City Machineguns, mentre Sting sconfigge Rhyno, ma la War Machine non accetta la sconfitta, e dopo il match assale Sting colpendolo due volte con la Gore (una violenta Spear con cui Rhyno è solito chiudere gli incontri) e rompendogli due costole. Nonostante l'infortunio Sting decide di prendere parte al secondo match, questa volta contro Hernandez, The Icon uscirà vincitore anche da questo match a seguito dell'intervento di Eric Young, che lo colpirà proprio alle costole con un manganello, travestito da Homicide per creare attriti tra Hernandez e il suo partner (piano che comunque fallirà quando EY sarà smascherato dalla security). A No Surrender, quindi, Sting affronterà nuovamente Angle e Morgan, più Aj Styles (qualificatosi dopo aver sconfitto Doug Williams dei World Elite).

Il Fatal Four Way per la cintura è vinto da A.J. Styles, tuttavia nelle settimane a seguire Kurt Angle e altri heel continueranno a dire che Aj non meritava la cintura perché gli è stata regalata da Sting (di fatti verso il termine del fatal four way, dopo un lungo scambio di sguardi tra Sting e Styles, Sting abbandona il ring per fermare Matt Morgan lasciando Aj da solo con Kurt Angle che era ancora KO, Aj infatti schiena facilmente l'eroe olimpico), A.J. stesso alla fine si autoconvince che il titolo non lo ha meritato ma gli è stato regalato dal suo mentore, Styles quindi chiede a Sting di affrontarlo uno contro uno a Bound for Glory per zittire una volta per tutte le malelingue. Durante il corso del mese il sito della TNA annuncia l'incontro tra Aj Styles e Sting pubblicizzandolo come "Sting's final curtain", ossia l'ultimo match di Sting, Sting stesso nelle varie puntate parlerà di "Passare la Torcia" ai più giovani.

Sting e A.J. Styles si affrontano in un match a Bound for Glory, che termina con la vittoria di Aj Styles e la stretta di mano dei due rivali-amici, Sting quindi lascia il ring, ma AJ lo chiama nuovamente nella Impact Zone per parlare ai suoi fans. Sting ammette che non era pronto a fare nessun discorso questa sera, e quello che sta per dire non è un discorso recitato o una kayfabe, ma è vero che sta per lasciare il mondo del Wrestling, non sa se ritornerà mai, ma conclude dicendo "Il modo in cui mi avete salutato la scorsa sera al Fanfest, e il modo in cui mi acclamate ora, mi fanno venir voglia di rimanere per sempre". Da questa data Sting è ufficialmente ritirato dal mondo del wrestling, tuttavia Sting è ancora nell'elenco lottatori attivi sul sito della TNA, e anche nella sigla iniziale di ogni puntata della TNA sono ancora presenti sue immagini, questo ci lascia pensare che prima o poi "The Icon" ritornerà.

Varie faide e l'Insane Icon (2010–2012)[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 gennaio 2010, nella puntata che presentava il debutto in TNA di Hulk Hogan, Sting ricompare in due segmenti: prima viene visto sulle impalcature sul soffitto della Impact Zone che spia il discorso di Hogan e Bischoff, poi viene visto girovagare - apparentemente senza meta - nel backstage durante il match tra Kurt Angle & AJ Styles. Ritorna durante l'edizione di Impact dell'8 marzo 2010 interrompendo il match che vedeva Hulk Hogan & Abyss affrontare Ric Flair & AJ Styles, attaccando a sorpresa Hogan & Abyss. Nel corso della stessa sera viene sconfitto in appena 20 secondi da Rob Van Dam, all'esordio a Impact, ma subito dopo il match assale brutalmente RVD e anche Hogan che era intervenuto in aiuto di Mr PPV, confermando il suo Turn Heel. Nella puntata di impact del 22 marzo viene annunciato che Sting sarà il capitano del team Flair nel classico Lethal Lockdown match di Lockdown contro il team Hogan capitanato da Abyss, nelle puntate di Impact che precedono Lockdown, Jeff Jarret cerca di parlare con Sting cercando di capire cosa abbia causato questa improvvisa e inspiegabile ostilità, ma l'unica risposta che riesce ad ottenere da Sting è il silenzio. Il match tra le due squadre avviene a Lockdown come previsto, e il team di Sting viene sconfitto da quello di Abyss quando quest'ultimo schiena Desmond Wolfe.

Sting con il facepaint rosso nel luglio 2010.

La sera seguente a Impact il Team Flair (Sting, Wolfe e Beer Money Inc.) affronta nuovamente il Team Hogan, ma questa volta RVD e Jeff Hardy vengono sostituiti (perché avevano già disputato un match quella sera) da Rob Terry e Samoa Joe (ritorno a sorpresa), anche stavolta è il Team Hogan ad avere la meglio. Al ppv Sacrifice 2010, Sting sconfigge Jeff Jarrett, dopo averlo attaccato prima che il match incominciasse. L'ex campione WCW e TNA ultimamente sta soffrendo di un dolore alla spalla, che in futurò dovrà essere operata. A questo riguardo Sting sta portando un maglietta per combattere e non il suo solito costume. A TNA Slammiversary VIII, affronterà Rob Van Dam per il TNA World Heavyweight Championship. Al PPV, Sting viene sconfitto da Rob Van Dam, grazie all'intervento di Jeff Jarrett. Nella puntata del 1 luglio 2010, Dixie Carter (Presidente della TNA), quasi costretta da Hogan e Bischoff, sospende Sting per un mese, si tratta però di una Keyfabe, probabilmente (ma non è certo) è per permettere la necessaria operazione alla spalla. Sting ritorna un mese dopo, indossando il trucco rosso, simbolo dei nWo Wolfpack e riprende la sua faida con Hogan e Jarrett da dove l'aveva lasciata, questa volta alleandosi anche con "Big Sexy" Kevin Nash. A TNA No Surrender 2010 i due vengono sconfitti da Jeff Jarrett e Samoa Joe, dove lui stesso sviene alla Coquina Cluch del samoano. Nelle settimane seguenti, nonostante la sconfitta, la coppia di Sting e Nash continua a dar battaglia a Jarret, Joe e chiunque sia dalla parte di Hogan e Bischoff, sostenendo che c'è una cospirazione in atto, e che Hogan e Eric Bischoff non siano quello che dicono di essere, e presto - per usare le parole dello stesso Sting - "Il velo cadrà, e tutti mostreranno i loro veri colori". A Bound for Glory, il pay per view più importante della TNA, Sting, Kevin Nash e The Pope hanno sconfitto Samoa Joe e Jeff Jarrett, quando quest'ultimo abbandona il suo compagno samoano sul ring da solo. Il significato di questo gesto viene svelato più tardi quella stessa sera: Hulk Hogan (che si credeva fosse ricoverato in ospedale), Eric Bischoff, Jeff Jarrett, Abyss e il nuovo campione Jeff Hardy erano quelli di cui Abyss parlava da mesi: coloro che sarebbero venuti ad eliminare Dixie Carter e prendere il controllo totale della TNA, quindi Sting ha sempre avuto ragione. Nella puntata successiva al PPV, Hulk Hogan ed Eric Bischoff mostrano il loro vero lato, quello da Heel, dicendo che finalmente hanno preso il controllo totale della TNA grazie a nuovi innesti come Jeff Hardy, Jeff Jarrett e Ric Flair (con il quale Hogan ha avuto una faida lunga ben 25 anni, fino ad oggi). Così Bischoff propone a Sting e a Kevin Nash di diventare parte del gruppo, ma questi rifiutano l'invito. Da qui si è preso un periodo di riposo per curarsi da un infortunio alla spalla, ma soprattutto perché il suo contratto è in scadenza e difficilmente potrà recuperare prima che questo si esaurisca.

Sting torna in TNA il 25 febbraio (nella puntata on-screen il 3 marzo) e batte Jeff Hardy diventando per la terza volta TNA World Heavyweight Champion. Al PPV Victory Road, Sting vince in venti secondi esatti il match battendo Jeff Hardy via Scorpion Deathdrop, confermandosi campione (Questo incontro fu probabilmente condizionato da un work atto a nascondere lo stato di Hardy,in condizioni psicofisiche precarie, alterate dall'assunzione di stupefacenti, alla platea. I dirigenti della TNA si sono infatti infuriati letteralmente con Jeff Hardy che non era in condizioni di combattere il match contro Sting). Anche a LockDown è riuscito a mantenere il titolo dei pesi massimi, sconfiggendo RVD e Mr.Anderson e a TNA Sacrifice 2011 riesce a difendere il titolo contro Rob Van Dam. Ha perso il titolo mondiale contro Mr. Anderson al PPV "Slammyversary", anche grazie all'interferenza di Eric Bischoff in favore di Mr.Anderson. Nelle settimane successive al PPV il suo personaggio muta (ispirandosi al Joker cinematografico del compianto Heath Ledger) e si accanisce su Hulk Hogan.

Steve Borden riconquista il titolo mondiale TNA nella puntata speciale di IMPACT! Wrestling dell'11 luglio (in onda il 14 luglio) nota come "Midsummer Nightmare" sconfiggendo Mr.Anderson. Prima del match, lo Stinger si presenta accompagnato da quattro uomini vestiti da clown, ed è proprio uno di questi ad intervenire nella contesa regalandogli la vittoria. Durante i festeggiamenti, l'uomo si toglie la maschera, rivelandosi essere Kurt Angle. Sting affronterà proprio Angle, che ha conquistato la Title Shot battendo Jeff Jarrett a Slammiversary, nel prossimo PPV TNA, Hardcore Justice. Ad Hardcore Justice perde il titolo contro Kurt Angle, anche grazie all'intromissione di Hulk Hogan che armato di sedia tenta di colpire l'Icon, ma nonostante il tentativo, Kurt Angle si impossessa della sedia e colpisce Sting, effettuando una Angle Slam e schienandolo. Durante la puntata del 18 agosto, Ric Flair torna in TNA lanciando una sfida all'Icon, in un match uno contro uno, a patto che se Sting dovesse perdere il match egli si dovrebbe ritirare dal mondo del wrestling per sempre, ma se dovesse vincere, Flair gli consegnerà Hogan nelle sue mani. A No Surrender 2011 non riesce a conquistare il World Heavyweight Championship contro Mr. Anderson e Kurt Angle in un triple threat match, dov'è quest'ultimo a trionfare. Come promesso, nella puntata di Impact Wrestling del 15 agosto Sting ha affrontato e sconfitto Ric Flair, per questo motivo affronterà a Bound for Glory niente meno che Hulk Hogan.

Nelle settimane che precedono bound for Glory sting continua a braccare Hogan, spaventandolo con i suoi comportamenti bizzarri, al punto che Hogan arriva ad inscenare il suo ritiro dal mondo del Wrestling, pur di non affrontare Sting, ma alla fine il match si tiene comunque, e Sting sconfigge Hogan a Bound for Glory definitivamente, riconquistando il controllo della società per Dixie Carter. Alla fine del match, il resto degli Immortal attacca Sting, ma proprio in quel momento si verifica il turn Face di Hogan, secondo la Keyfabe tornato in sé dopo aver affrontato Sting. Hulk quindi soccorre Sting cacciando i suoi ex sottoposti e celebrando assieme a The Icon.

Con la sconfitta di Hulk Hogan a Bound for Glory 2011, e la conseguente decadenza del potere degli Immortal nella TNA, la presidentessa Dixie Carter decide di nominare Sting General Manager dello show. Sting torna a combattere, nelle puntate di Impact Wrestling del 22 dicembre 2011 e del 9 febbraio 2012, insieme a Jeff Hardy, entrambe le volte contro Bobby Roode e Bully Ray, incontri che saranno vinti entrambi dal tag team di Sting e Jeff Hardy. A Victory Road 2012, nel main event, in un 'No Holds Barred viene sconfitto dal campione dei pesi massimi, Bobby Roode. Nella puntata di Impact Wrestling del 22 marzo, annuncia al pubblico e alla presidentessa della federazione, Dixie Carter, che lui non vuole più continuare a fare il General Manager dello show, in quanto vuole tornare a fare il wrestler a tempo pieno, e per questo ha trovato un sostituto, Hulk Hogan. A fine puntata Hogan viene chiamato sul ring da Sting e la Carter per precisare le sue intenzioni al riguardo, ma Hogan sta zitto e la sua decisione slitta a settimana prossima. Nella puntata di Impact Wrestling del 29 marzo, Sting si fa vedere solo nel segmento finale dello show per convincere Hulk Hogan a prendere le redini del roster e sostituirlo nel ruolo di General Manager. Hogan accetta e così Sting torna ufficialmente un wrestler a tempo pieno. Nella puntata di Impact Wrestling del 5 aprile, Hulk Hogan parla con Sting e gli dice di recuperare al meglio la sua forma fisica, affinché possa guardargli bene le spalle in futuro.

Nella puntata del 25 maggio, durante un discorso tra Hulk Hogan ed il campione Bobby Roode, si spengono le luci e, come il leggendario Undertaker, Sting appare a luci accese dietro il campione e comincia a colpirlo per farlo uscire fuori dal ring. Dopodiché Hogan afferma che la prossima settimana i due si affronteranno in un Lumberjack match senza il titolo in palio. Ad Impact del 31 maggio sconfigge Bobby Roode e dopo il match viene annunciato che i due si sfideranno di nuovo a Slammiversary, ma questa volta con il titolo mondiale in palio. Nella puntata del 7 giugno vince insieme a Kurt Angle e AJ Styles contro Bobby Roode, Christopher Daniels e Kazarian. A Slammyversary perde contro Bobby Roode, inoltre viene annunciato che il primo Hall of Famer della TNA sarà proprio lo stesso Sting.

Faida con gli Aces & Eights (2012–2013)[modifica | modifica wikitesto]

Sting e Bully Ray, durante la loro faida con gli Aces & Eights

Nella puntata di Impact successiva, The Icon è in procinto di annunciare il ritiro, ma tre uomini dal volto coperto attaccano Sting lasciandolo KO al centro del ring. Nella puntata del 12 luglio ritorna invitando Hulk Hogan a salire sul ring che però non si presenta in quanto viene precedentemente preso a calci e pugni dagli stessi tre uomini che misero KO Sting. L'Hall of Famer Sting corre in aiuto del GM ma viene colpito e messo fuori gioco da altri sei uomini anch'essi incappucciati. Gli uomini incappucciati che hanno aggredito varie superstars si scoprono essere i membri dell'Aces & 8s, un nuovo stable che ha deciso di travolgere la TNA. Sting quindi sfida gli Aces & 8s in un tag team No Disqualification match per Bound for Glory. Se gli Aces & 8s vinceranno avranno libero accesso alla Impact Zone. Sting scegli quindi di allearsi con Bully Ray per fronteggiare il team degli incappucciati. A Bound for Glory Sting e Bully Ray vengono sconfitti. Nella stessa serata viene introdotto nella Hall of Fame. Torna in scena durante la puntata di Impact! del 3 gennaio 2013, attaccando gli Aces & 8s durante lo Steel Cage Match che li vedeva coinvolti contro Kurt Angle & Samoa Joe. Nella puntata successiva, batte Mike Knox, aiutando inoltre Bully Ray a salvare Brooke Hogan dal rapimento avvenuto da parte degli Aces & 8s. Al PPV Genesis sconfigge un altro membro degli Aces & 8s, D.O.C. A Lockdown, il Team TNA capitanato dallo Stinger, vince contro gli Aces & 8s in un Lethal Lockdown Match. Alla fine dello show Bully Ray(che diventa il nuovo TNA World Heavyweight Champion) si scopre essere il Presidente della stable motociclistica. In seguito a questo evento, nelle settimane seguenti il PPV, tra il GM Hulk Hogan e Sting(che aveva incoraggiato Hulk a far sposare la figlia Brooke con Bully Ray) sono iniziate delle spiacevoli discussioni nelle quali i due si accusano a vicenda su di chi fosse la responsabilità del fatto accaduto e del sempre più crescente potere degli Aces & 8s nella federazione. Durante la puntata del 2 maggio, Hogan sta per essere attaccato dalla stable motociclistica, ma interviene Sting che lo salva, sancendo inoltre un match per dichiarare il nº1 Contender al World Title fra Matt Morgan e lo stesso Sting. Il match viene vinto dall'Icon, che guadagna così la title shot per Slammiversary. Ad Impact il campione Bully Ray accetta la richiesta di Sting di disputare un No Holds Barred Match, ma a condizione che in caso di sconfitta egli non potrà più lottare per il titolo del mondo. The Icon accetta. A Slammiversary, Sting perde contro Bully Ray a causa dell'intervento degli Aces & 8s.

Faida con i Carter e abbandono (2013–2014)[modifica | modifica wikitesto]

Sting nel 2013

Nelle puntate successive, Sting dichiara di voler eliminare la minaccia degli Aces & 8s una volta per tutte riportando in vita una nuova versione della Main Event Mafia, con Kurt Angle, Samoa Joe, Magnus e Rampage Jackson come membri. Dati i recenti problemi personali, Kurt Angle è stato costretto a lasciare il ring per un periodo di tempo da definire, abbandonando anche la MEM. Il suo posto viene preso da AJ Styles. La Main Event Mafia sfida gli Aces & Eights ad un 5 vs 5 ad Impact, a condizione che il wrestler che sarà schienato dovrà abbandonare la compagnia. Il match si svolge durante la puntata di Impact del 5 settembre e vede la Main Event Mafia prevalere proprio grazie al neo membro AJ Styles, che schiena Devon, che è dunque costretto ad abbandonare la TNA. Il 19 settembre combatte insieme a Samoa Joe e Magnus in un Six-Man Tag Team match contro Bobby Roode, Kazarian e Christopher Daniels uscendone sconfitto per lo schienamento di Bobby Roode su Magnus. Il 26 settembre a Impact la Main Event Mafia batte gli Aces & Eights (Knux, Wes Brisco, Garett Bischoff) grazie allo schienamento di Samoa Joe su Wes Brisco. Durante il match la EGO interviene e assalta Magnus lanciandolo fuori ring e attaccandolo, mettendolo fuori combattimento. Il 3 ottobre Magnus dopo un Gauntlet match perso si sfoga nel backstage dicendo di non ottenere risultati importanti, così The Icon gli propone un match contro di lui a Bound for Glory che accetta. Nella puntata del 10 ottobre viene sancito un Tag Team match tra Sting & Magnus contro i Bad Influence, con la stipulazione che se uno tra Sting e Magnus subirà uno schienamento non potrà partecipare a Bound for Glory. Il match viene vinto dal team face via Scorpion Death Drop di Sting su Kazarian. The Icon ottiene la vittoria prendendosi un blind tag su Magnus, che dopo il match protesta e lascia il ring. La settimana successiva interviene nel match tra Magnus e Bully Ray distraendo involontariamente il primo e causandogli la perdita del match. Dopo il match i due discutono e l'inglese lascia il ring furioso rifiutando una stretta di mano offertagli da Sting. A Bound for Glory non riesce a battere Magnus che dopo il match accetta una stretta di mano ma non con troppo rispetto. Il 31 ottobre viene inserito in un Gountlet match di 8 partecipanti dove entra per primo, ma viene eliminato per ultimo proprio da Magnus. Nella puntata del 7 novembre annuncia che la MEM si scioglierà, dato che sono riusciti nel loro intento e perché tutti i componenti hanno questioni personali a cui pensare; dopo ciò abbraccia gli ormai ex membri, anche se Magnus con molto meno vigore.

Nella puntata del 26 dicembre The Icon e Jeff Hardy vengono sconfitti in un Handicap match da Ethan Carter III, Rockstar Spud e i Bro Mans (Robbie T & Jesse) a causa di un roll-up di Ethan Carter III su Sting. Al termine del match Hardy comunica a The Icon di aver deciso di abbandonare la TNA, poiché stanco dei giochi politici nella federazione; che vorrebbe ancora combattere, ma non ne ha più voglia perché demoralizzato da tutto ciò. Dopo di che lo abbraccia e lascia il ring, lasciando comunque intendere di tornare presto. Nella puntata del 9 gennaio 2014, affronta Bobby Roode in uno Steel Cage match. Roode riesce a vincere uscendo dalla porta della gabbia; durante il match, tuttavia, ci sono state le interferenze di Rockstar Spud e di Ethan Carter III che costano il match a Sting. Nella stessa serata nel match tra AJ Styles e Magnus valido per il TNA World Heavyweight Champion, dopo le interferenze a favore dell'inglese di Rockstar Spud, Ethan Carter III, i Bro Mans e Bobby Roode, interviene in favore del Phenomenal One, ma essendo in inferiorità numerica non riesce a prevalere; così Magnus vince il match, diventando campione TNA. Nel pay-per-view Genesis affronterà Ethan Carter III. Il 16 gennaio 2014, a Genesis viene sconfitto da Ethan Carter III, in maniera non regolamentare, con un conteggio troppo veloce dell' arbitro speciale Magnus. Sempre a Genesis, il 23 gennaio viene sconfitto da Magnus in un match valido per il TNA World Heavyweight Champion, in cui Sting metteva il suo contratto in palio.

WWE (2014–presente)[modifica | modifica wikitesto]

Sting è in ottimi rapporti con la WWE e con lo stesso Vince McMahon, tanto che nel 2009 si parlava di una possibile introduzione di "The Icon" nella WWE Hall of Fame, ma la cosa non si è verificata; la stessa situazione si è poi ripetuta l'anno successivo. Verso la fine del 2010 è circolata la notizia secondo la quale la WWE avrebbe avuto intenzione di concentrare la Hall of Fame del 2011 sulle superstar della WCW (visto che la cerimonia si è tenuta ad Atlanta, sede storica della ex federazione), tra le quali Lex Luger, gli Steiner Brothers, i Road Warriors e anche Sting, a patto che l'ex campione WCW e TNA non fosse più legato in alcun modo con la federazione di Orlando[senza fonte]. Anche nel 2011 l'introduzione di Sting nella Hall of Fame è tuttavia saltata, in quanto il wrestler ha deciso di rinnovare per un altro anno con la TNA. A questo riguardo, Borden ha rilasciato un'intervista al Daily Star sulle offerte ricevute dalla WWE: il wrestler ha affermato di essere stato molto vicino ad accettare l'offerta della WWE per un match a WrestleMania XXVII contro The Undertaker e per l'ingresso nella Hall of Fame, ma che ha declinato per via di un timore molto forte riguardante "l'uso improprio" di molte ex superstar WCW, essendo lui stesso un ex WCW.[3] Nel 2014, dopo l'addio alla TNA, le problematiche sembrano essersi risolte, in quanto la WWE e Sting hanno cominciato un'importante collaborazione commerciale.[4]

Il 16 aprile 2014 Sting ha fatto la sua prima apparizione nella WWE quando il WWE Network ha realizzato un tributo al suo ex compagno recentemente scomparso Ultimate Warrior. Nella puntata di Raw del 14 luglio è stata annunciata la presenza di Sting nel videogioco WWE 2K15[5] mentre il 24 luglio ha partecipato per la prima volta a un evento ufficiale della WWE, ovvero la presentazione del videogioco e della sua action figure durante il San Diego Comic-Con assieme a Daniel Bryan, Hulk Hogan, Paul Heyman e Michael Cole.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Steve Borden, dopo essersi trasferito in California, comincia ad allenarsi in una palestra sulla spiaggia di Venice Beach e solo successivamente diventerà un wrestler professionista. Da sempre fidanzato con Susan, decide di sposarsi subito dopo aver conquistato il primo titolo mondiale NWA battendo Ric Flair.

Il loro rapporto, che è sempre stato idilliaco, diventa tuttavia un vero e proprio problema per Steve, che a causa degli impegni lavorativi perde anche la nascita della sua prima figlia. I suoi impegni di lavoro sono stressanti e decide di sopprimere la stanchezza con l'alcool, gli antidolorifici e le pillole soporifere, dalle quali diventerà dipendente.

La lontananza da casa, la dipendenza dai farmaci e il matrimonio quasi distrutto dal lavoro fanno andare in crisi Borden, il quale però riesce a trovare nella religione la soluzione ai suoi problemi: grazie infatti a suo fratello, a Ted DiBiase e a Lanny Poffo, Sting scopre la fede che lo aiuta ad uscire dalla dipendenza dall'alcool e dalle pillole. Dopo essersi disintossicato si riconcilia con la moglie che darà alla luce un'altra bambina.[senza fonte]

La vita privata di Borden è stata raccontata anche in un film chiamato "Sting: The Moment of Truth" che, a detta dello stesso Sting, può servire da esempio per tutti coloro che si trovano in difficoltà di fronte alle avversità della vita.

Nel wrestling[modifica | modifica wikitesto]

Mosse finali[modifica | modifica wikitesto]
Mosse caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]
Soprannomi[modifica | modifica wikitesto]
  • "The Icon" (TNA; WWE)
  • "The Insane Icon" (TNA)
  • "(The) Stinger" (NWA/WCW/TNA)
Musiche d'ingresso[modifica | modifica wikitesto]

World Championship Wrestling

  • "Turbo Charged" (1989-1992)
  • "Man Called Sting" (1993 – 1996)
  • "Sting Theme" di Jimmy Hart (1996–1999)
  • "Wolfpac Theme" di Jimmy Hart e Howard Helm (1998; usata come membro del nWo Wolfpac)
  • "Seek & Destroy" (Live at Woodstock 1999) dei Metallica (1999–2001)

Total Nonstop Action Wrestling

  • "Slay Me" di Dale Oliver (1° gennaio 2006–23 gennaio 2014)
  • "Main Event Mafia" di Dale Oliver (usata come membro del Main Event Mafia)
Condotta a Starrcade[modifica | modifica wikitesto]
Condotta a Bound for Glory[modifica | modifica wikitesto]

Titoli e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Jim Crockett Promotions/World Championship Wrestling

Pro Wrestling Illustrated

  • PWI Comeback of the Year (2006, 2011)
  • PWI Match of the Year (1991) con Lex Luger vs. The Steiner Brothers a SuperBrawl
  • PWI Most Improved Wrestler of the Year (1988)
  • PWI Most Inspirational Wrestler of the Year (1990)
  • PWI Most Popular Wrestler of the Year (1991, 1992, 1994, 1997)
  • PWI Wrestler of the Year (1990)
  • tra i 500 migliori wrestler singoli nella PWI 500 (1992)
  • 15° tra i 500 migliori wrestler singoli nella "PWI Years" (2003)
  • 52° tra i 100 migliori tag team nella "PWI Years" con Lex Luger (2003)

Total Nonstop Action Wrestling

Universal Wrestling Federation

  • UWF World Tag Team Championship (3) – con Eddie Gilbert (2) e Rick Steiner (1)

World Wrestling All-Stars

  • WWA World Heavyweight Championship (1)

Wrestling Observer Newsletter

  • 5 Star Match (1991) con Brian Pillman, Rick Steiner e Scott Steiner vs. Ric Flair, Larry Zbyszko, Barry Windham e Sid Vicious (24 febbraio, WarGames match, WrestleWar)
  • 5 Star Match (1992) con Nikita Koloff, Ricky Steamboat, Barry Windham e Dustin Rhodes vs. Arn Anderson, Rick Rude, Steve Austin, Bobby Eaton e Larry Zbyszko (17 maggio, WarGames match, WrestleWar)
  • Best Babyface (1992)
  • Match of the Year (1988) vs. Ric Flair a Clash of the Champions I
  • Most Charismatic (1988, 1992)
  • Most Improved (1988)
  • Worst Worked Match of the Year (1995) vs. Tony Palmore a Battle 7
  • Worst Worked Match of the Year (2011) vs. Jeff Hardy a Victory Road

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Wrestling Timeline: Sting in The Wrestler/Inside Wrestling, Kappa Publications, 2007-06, pp. 66–71, Volume 15, 2007.
  2. ^ Foley, Mick. Have a Nice Day: A Tale of Blood and Sweatsocks (p.223)
  3. ^ (EN) Sting: I Rejected Undertaker-WrestleMania 27 Offer in wrestlinginc.com. URL consultato il 7 agosto 2014.
  4. ^ (EN) WWE news: Sting officially signs with WWE, Vince McMahon hints at return in examiner.com. URL consultato il 7 agosto 2014.
  5. ^ Video: Sting sarà in WWE 2K15, 15 luglio 2014. URL consultato il 16 luglio 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 4264490 LCCN: n99039570