Leon White

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Leon White
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Nome Leon Allen White
Ring name Little Bull
Big Van Vader
Vader
Big Vader
Super Vader
The Mastodon
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Nascita Lynwood, California
14 maggio 1955
Altezza dichiarata 196 cm
Peso dichiarato 206 kg
Allenatore Brad Rheingans
Debutto 1985
Progetto Wrestling

Leon Allen White, noto con il nome di Big Van Vader o semplicemente Vader (Lynwood, 14 maggio 1955), è un wrestler statunitense.

Attivo tra Stati Uniti e Giappone prevalentemente durante gli anni novanta quando combatteva nelle federazioni New Japan Pro Wrestling, World Championship Wrestling, World Wrestling Federation e All Japan Pro Wrestling. Specializzato principalmente nel ruolo di terribile monster heel, in attività era un peso massimo dalla mole imponente dotato di inaspettate qualità atletiche che gli consentivano di eseguire frequentemente sia manovre aeree che prese di potenza. I suoi maggiori feud dell'epoca d'oro restano le epiche battaglie contro Sting, Cactus Jack e Ric Flair svoltesi durante il periodo trascorso alla WCW di inizio anni novanta.

White ha vinto complessivamente otto titoli di campione del mondo, inclusi tre titoli di WCW World Heavyweight Championship.

Inizi nel football americano[modifica | modifica sorgente]

White giocava come linea offensiva alle scuole superiori, e decise di iscriversi alla University of Colorado (dopo essere stato cercato da più di venti altre università) dove successivamente avrebbe potuto intraprendere la carriera da professionista. Nel 1978 venne scelto dalla squadra dei Los Angeles Rams nel terzo round del Draft NFL. Poco tempo dopo però, nel maggio del 1978, un serio infortunio ad una gamba mise fine alla sua carriera.[1] Iniziò quindi a lavorare come agente immobiliare.

Carriera come wrestler professionista[modifica | modifica sorgente]

American Wrestling Association (1985–1987)[modifica | modifica sorgente]

Mentre si allenava in palestra, White venne avvicinato da un uomo che si ricordava di lui ai tempi del football al college e che gli suggerì, data la sua imponente stazza, di provare a diventare un lottatore di wrestling. Allenato da Brad Rheingans, White ebbe la sua prima occasione di rilievo in ambito nazionale nella federazione American Wrestling Association (AWA). Combatteva con il nome d'arte "Baby Bull", in seguito cambiato in "Bull Power". Durante questo periodo fece esperienza ed affinò le sue abilità sul ring, facendo progressi evidenti. Arrivò persino ad avere un match per il titolo contro Stan Hansen per l'AWA World Heavyweight Championship.

New Japan Pro Wrestling (1987–1992)[modifica | modifica sorgente]

Successivamente White fu assunto dalla All Japan Pro Wrestling. Visti i buoni risultati, Giant Baba gli offrì un contratto con la New Japan Pro Wrestling (NJPW) nel 1987. White cambiò nuovamente nome da battaglia, passando da "Bull Power" a "Big Van Vader", nome ideato da Antonio Inoki, proprietario della federazione. Iniziò ad indossare una maschera (anche se non ancora quella rossa e nera poi diventata celebre). La sua nuova identità, venne studiata da Inoki basandosi sulla figura mitica del forte omonimo guerriero presente nel folklore giapponese.[2] Venne presentato come nuovo membro della stable "Takeshi Puroresu Gundan" dell'allora manager Takeshi Kitano, e White faceva la sua minacciosa entrata indossando un grosso ed ingombrante copricapo-maschera di colore nero che sputava fumo ai lati della testa. Dopo un match nel quale Riki Chōshū aveva affrontato Inoki, perdendo, Vader chiese di avere un incontro con Inoki alle stesse regole, e ne uscì fuori vittorioso. Questo portò alle forti proteste del pubblico favorevole ad Inoki, risultanti nell'interdizione della New Japan dalla Sumo Hall fino al 1989 a causa dei disordini accaduti.

Dopo aver vinto la finale di un torneo ad otto partecipanti contro Shinya Hashimoto, Vader fu dichiarato il nuovo IWGP Heavyweight Champion. Il 25 maggio, un mese dopo essere diventato campione, Vader perse la cintura in favore di Salman Hashimikov. Il 10 agosto Vader ebbe l'opportunità di riguadagnare il titolo in un match contro Chōshū, che nel frattempo aveva sconfitto Hashimikov. Big Van Vader batté Chōshū diventando per la seconda volta IWGP Heavyweight Champion. Poco tempo dopo, White partì per l'Europa, dove lottò sotto il vecchio nome di "Bull Power" contro Otto Wanz per il CWA World Heavyweight Championship. Vinse il match e, diventò campione mondiale in due diverse federazioni in contemporanea. Continuò a combattere tra Giappone ed Europa, difendendo con successo i due titoli.

Nel novembre 1989, Vader andò in Messico per incontrare El Canek nella Universal Wrestling Association in un match per l'UWA World Heavyweight Championship. Sconfisse anche Canek, guadagnandosi così il terzo titolo detenendolo per circa un anno.

Nel febbraio 1990, Vader lottò contro Stan Hansen durante un evento che contrapponeva i wrestler della All Japan contro quelli della New Japan. L'incontro tra i due fu molto violento e Vader si infortunò seriamente ad un occhio (il bulbo oculare gli uscì dall'orbita) ma riuscì comunque a prevalere. I ripetuti successi di Vader generarono una certa attenzione nei suoi riguardi da parte della World Championship Wrestling (WCW), che lo convinse a lavorare per loro anche se era ancora attivo come campione mondiale IWGP Champion.

Il primo match di Vader in WCW ebbe luogo il 7 luglio 1990 al The Great American Bash, dove sconfisse "Z-Man" Tom Zenk in appena due minuti. Allo stesso tempo, Vader iniziò un feud con Stan Hansen nella All Japan Pro Wrestling. Circa due settimane dopo, Vader andò in Europa e sconfisse Rambo nella finale di un torneo indetto per l'assegnazione del vacante CWA World Heavyweight Championship. Nel gennaio 1991, Vader sconfisse Tatsumi Fujinami e diventò campione mondiale IWGP Heavyweight per la terza volta. Il regno da campione però durò poco, in quanto il 4 marzo Vader perse la cintura in un rematch contro Fujinami. Poi Rambo gli strappò anche il titolo CWA World Heavyweight Championship il 6 luglio 1991. A quel puntò Vader firmò definitivamente un contratto con la WCW.

Il 1º marzo 1992, lui e Bam Bam Bigelow vinsero in coppia l'IWGP Tag Team Championship battendo Hiroshi Hase e Keiji Mutoh.[3] A maggio, Vader si scontrò con The Great Muta, e si infortunò realmente ad un ginocchio. L'infortunio fu la causa primaria per la quale Vader e Bigelow persero i titoli di coppia in favore degli Steiner Brothers dopo averli detenuti per quattro mesi.

World Championship Wrestling (1990–1995)[modifica | modifica sorgente]

Faida con Sting (1992-1993)[modifica | modifica sorgente]

Vader combatteva già nella World Championship Wrestling (WCW) dal 1990, ma solamente nel 1992 a tempo pieno. Quando diventò a tutti gli effetti un wrestler WCW, a Vader venne affiancato come manager il veterano pluricampione Harley Race, e subito ricevette un match per il titolo contro Sting per il WCW World Heavyweight Championship il 12 aprile 1992, infliggendo una dura punizione al campione uscente. Sting ebbe un paio di costole rotte e l'incrinazione dello sterno dopo aver subito una "valanga" da parte di Big Van Vader durante il match ma riuscì a vincere ugualmente. White venne posizionato in un interlocutorio feud con Nikita Koloff mentre Sting si riprendeva dall'infortunio. Il rematch contro Sting venne fissato per il 12 luglio al The Great American Bash del 1992, dove finalmente Vader conquistò la cintura di campione mondiale WCW World Heavyweight Champion. Il regno da campione durò però poco tempo, infatti un secondo infortunio al ginocchio, lo costrinse a cedere il titolo a Ron Simmons, sostituto di Sting per il match, che era stato attaccato da Jake Roberts poche ore prima dell'incontro.[4] Dopo Clash of the Champions White si sottopose ad un intervento chirurgico per risolvere i problemi al ginocchio.

Al suo ritorno avvenuto a Halloween Havoc 1992, Vader spezzò accidentalmente la schiena di Joe Thurman, paralizzandolo per alcune ore.[5] A Starrcade, Vader perse contro Sting nella finale del torneo "King of Cable". Due giorni dopo, Vader sconfisse Simmons riguadagnando il titolo di campione WCW. L'11 marzo 1993, Vader perse il WCW World Heavyweight Championship contro Sting a Londra. Sei giorni dopo, rivinse la cintura in un rematch svoltosi a Dublino, in Irlanda. Nelle settimane successive, Vader difese con successo il titolo contro Davey Boy Smith, ancora Sting, e Dustin Rhodes.

A fine febbraio 1993, White firmò un contratto per otto incontri con la Union of Wrestling Force International (UWFi), dove lottò con il nome di "Super Vader" per problemi di copyright sul nome. A partire dal settembre 1993, White si fece chiamare solamente "Vader" invece di "Big Van Vader" poiché il copyright del nome era ancora di proprietà di Inoki. Lavorò con la UWF per circa due anni e vinse anche il titolo del mondo ma presto uscì dalla federazione per motivi finanziari.

Faida con Mick Foley (1993-1994)[modifica | modifica sorgente]

Il 17 aprile 1993, Cactus Jack sconfisse Vader per count-out in un match durante WCW Saturday Night.[6] Foley si ruppe il naso ed ebbe bisogno di diciassette punti di sutura dopo l'incontro.[6] Il match venne pesantemente tagliato per la messa in onda, dato che la WCW non voleva mostrare immagini troppo violente.[6] Nel rematch datato 24 aprile, Vader eseguì una violenta powerbomb su Cactus Jack fuori dal ring, causandogli una temporanea perdita di sensibilità alla mano e al piede sinistro.[7] Dopo il feud con Cactus, Vader si trovò ad affrontare Davey Boy Smith arrivato da poco dalla WWF. I due si scontrarono a Slamboree 1993 in un match per il titolo che Vader perse solo per squalifica mantendo così la cintura di campione. In seguito Vader e Sid Vicious unirono le loro forze in un team chiamato "The Masters of the Powerbomb".[8] A luglio vennero combattuti dai due numerosi incontri contro Smith e il suo nuovo partner, Sting. Cactus Jack ritornò per affrontare nuovamente Vader a Halloween Havoc 1993 in un "Texas Death match" dal quale uscì sconfitto grazie all'interferenza di Race, manager di Vader.[9] In questo periodo, esattamente il 16 marzo 1994, Foley perse gran parte dell'orecchio destro in un match contro Vader tenutosi a Monaco di Baviera, in Germania; la testa di Foley rimase intrappolata nelle corde del ring, le quali, che erano state tese eccessivamente, gli strapparono via letteralmente mezzo padiglione auricolare.[10]

Faida con Ric Flair (1994-1995)[modifica | modifica sorgente]

Il prossimo avversario che Vader si trovò di fronte fu Ric Flair, il quale riuscì a strappargli la cintura di campione. I due continuarono a scontrarsi fino a SuperBrawl IV, dove Flair sconfisse ancora una volta Vader, questa volta in uno Steel Cage Match.

Altri importanti feud dell'epoca furono quelli con The Boss, di nuovo Sting, Dustin Rhodes e Jim Duggan, a cui Vader strappò il titolo di WCW United States Champion.

Nel gennaio del 1995, Vader affrontò l'allora nuovo World Heavyweight Champion, Hulk Hogan, recentemente e clamorosamente passato dalla WWF alla WCW. I due si incontrarono al SuperBrawl V ma il match si risolse in un nulla di fatto a causa di una interferenza di Ric Flair. Anche un secondo confronto ebbe il medesimo epilogo. Vader perse il titolo United States Championship il 23 aprile 1995. Successivamente ebbe una seconda opportunità di vincere il titolo del mondo da Hogan a Bash at the Beach 1995 in un match nella gabbia ma perse nuovamente. Ricominciò quindi il feud con Flair, basato sulla sua frustrazione per le ripetute interferenze da parte di questi nei suoi match per il titolo contro Hogan che avevano causato la sua squalifica. A Clash of the Champions XXXI, Vader sconfisse Flair e Arn Anderson durante un handicap match 2 contro 1. Poco dopo Vader venne licenziato dalla WCW dopo il suo coinvolgimento in una vera rissa con Paul Orndorff negli spogliatoi.[11]

Ritorno alla NJPW (1996)[modifica | modifica sorgente]

Il 4 gennaio 1996 durante Wrestling World, Vader affrontò l'uomo che otto anni prima aveva lanciato la sua carriera e del quale aveva interrotto la striscia positiva di quattro anni di vittorie consecutive: Antonio Inoki. Inoki aveva già ormai cinquant'anni all'epoca, ma il match durò comunque circa 14 minuti prima di terminare con Inoki vincitore.

World Wrestling Federation (1996–1998)[modifica | modifica sorgente]

Nelle settimane antecedenti alla Royal Rumble del 1996, il debutto di Vader in WWF venne pesantemente reclamizzato in TV (veniva annunciato come "L'uomo che chiamano Vader"). La prima apparizione avvenne come partecipante alla Royal Rumble. Vader entrò con il numero 13 ed eliminò Jake Roberts, Doug Gilbert, un membro dello Swat Team, e Savio Vega. Si scontrò anche con l'altro peso massimo Yokozuna. Vader fu eliminato da Shawn Michaels ma rientrò sul ring ed iniziò ad attaccare chiunque gli capitasse davanti, incluso Michaels. Nella seguente puntata di Monday Night Raw Vader sconfisse Vega, poi aggredì del personale WWF. L'allora presidente WWF Gorilla Monsoon chiese che Vader cessasse immediatamente questi attacchi insensati, ma in risposta venne colpito duramente. Nella storyline, Vader fu sospeso per tale azione (in realtà, aveva bisogno di una pausa per un intervento alla spalla).

Jim Cornette chiese vivamente la riammissione di Vader, e proprio quando Vader ritornò, Yokozuna lasciò il management di Cornette. A In Your House 6: Rage in the Cage, Vader apparve durante un match tra Yokozuna e The British Bulldog. Yokozuna stava per schienare Bulldog, quando Vader lo attaccò furiosamente cercando di strangolarlo. Quanto accaduto avrebbe dovuto portare i due a scontrarsi a WrestleMania XII in un match 1 contro 1, ma l'incontro divenne un incontro tag team a 6 comprendente Vader, Owen Hart, e The British Bulldog contro Yokozuna, Ahmed Johnson, e Jake Roberts. La stipulazione del match prevedeva che in caso di vittoria, Yokozuna avrebbe avuto cinque minuti da passare da solo sul ring con Cornette; ma ciò non accadde poiché la squadra di Vader vinse l'incontro quando Vader schienò Roberts.

Faida con Shawn Michaels (1996-1997)[modifica | modifica sorgente]

Vader nel 1997.

Successivamente Vader attaccò l'allora campione WWF Shawn Michaels. L'aggressione di Vader ai danni di Michaels portò nuovamente ad un match a 6 contendenti che si disputò a In Your House 9: International Incident. Vader, Owen Hart, e The British Bulldog contro Michaels, Ahmed Johnson, e Sycho Sid. Vader schienò Michaels e fece vincere il match alla sua squadra. Vader si scontrò ancora con Michaels a SummerSlam 1996, dove ebbe ancora la meglio per conteggio fuori dal ring. Cornette, però, sapendo che il titolo non poteva passare di mano per count-out chiese e ottenne di far proseguire l'incontro. Questa volta, Michaels utilizzando la racchetta da tennis di Cornette per attaccare Vader venne squalificato. Non pago, Cornette fece ripartire il match ancora una volta. Alla fine, Michaels schienò Vader conservando il titolo.

Faida con The Undertaker (1997-1998)[modifica | modifica sorgente]

Vader affrontò Undertaker in un match singolo alla Royal Rumble del 1997. Durante la contesa, l'ex manager di Undertaker, Paul Bearer, attaccò il becchino facendo vincere l'incontro a Vader; Bearer diventò allora il nuovo manager di Vader. Sia Vader che Undertaker parteciparono anche al Royal Rumble match, ma furono entrambi eliminati da Stone Cold Steve Austin. Seguì un breve tentativo da parte di Vader di costituire un tag team con Mankind per rincorre il titolo di coppia, ma l'unione non ebbe successo e i due persero il title match a WrestleMania 13.

Declino in WWF (1998)[modifica | modifica sorgente]

Alle Survivor Series 1997, diventato quasi un face, Vader capeggiava il Team USA, composto da Goldust, Marc Mero, e Steve Blackman contro il Team Canada, composto da The British Bulldog, Jim Neidhart, Doug Furnas, e Phil LaFon. Durante l'incontro, Goldust se ne andò abbandonando la sua squadra. Il Team USA perse il match quando The Bulldog schienò Vader dopo averlo colpito con la campana del gong. Goldust e Vader si affrontarono alla Royal Rumble 1998, e vinse Vader. Però Goldust eliminò Vader dal Royal Rumble match la sera stessa del loro incontro (Vader era entrato con il numero 30).

Dopo un altro feud di scarso successo avuto con Kane, Vader iniziò a subire una serie di sconfitte e il suo status nella federazione fu ridimensionato a quello di un jobber. Dopo aver pensato al ritiro, Vader invece negoziò la sua buonauscita dalla WWF per poter tornare a combattere in Giappone.[12]

All Japan Pro Wrestling (1998–2000)[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver lasciato la WWF, Vader entrò nella All Japan Pro Wrestling dove formò un team con il suo vecchio rivale Stan Hansen, insieme al quale riuscì ad arrivare alla finale del Real World Tag League del 1998, dove la loro coppia venne sconfitta da Kenta Kobashi e Jun Akiyama. All'inizio del 1999, Vader divenne il contendente numero 1 al titolo Triple Crown sconfiggendo Kobashi. Quindi vinse il vacante Triple Crown Title il 6 marzo 1999 battendo Akira Taue. Dopo aver perso il titolo contro Misawa il 2 di maggio, riuscì a riconquistarlo il 31 ottobre seguente per poi riperderlo contro Kobashi e lasciare la federazione per prendersi una pausa.

Pro Wrestling Noah (2000–2002)[modifica | modifica sorgente]

Quando ritornò all'attività agonistica, lottò nella nuova federazione giapponese Pro Wrestling Noah, dove vinse il GHC Tag Team Championship in coppia con 2 Cold Scorpio.

TNA e semi-ritiro (2003–2006)[modifica | modifica sorgente]

Il 19 febbraio 2003, Vader apparve nella Total Nonstop Action Wrestling (TNA) per difendere Dusty Rhodes, che stava combattendo contro gli Harris Brothers. La settimana seguente i due vinsero un tag team match contro gli Harris per squalifica. Poi iniziò un feud con Nikita Koloff, ma ben presto Vader se ne andò dalla TNA per problemi contrattuali.

Il 31 ottobre 2005 Vader ritornò a combattere nella World Wrestling Entertainment facendo la sua comparsa durante una puntata di Raw, dove Jonathan Coachman annunciò che Vader e Goldust sarebbero stati al suo angolo nello "street fight match" contro Stone Cold Steve Austin da tenersi la sera seguente a Taboo Tuesday.[13] Quando Austin decise di non partecipare all'incontro, venne rimpiazzato da Batista. Vader e Goldust interferirono nel match in difesa di Coachman ma furono miseramente malmenati da Batista. Vader lasciò la compagnia poco dopo per tornare nuovamente in Giappone. Ormai in età avanzata e in condizioni fisiche non certo all'altezza del passato, a fine 2006 White decise di andare in semi-ritiro per fare solo qualche sporadica apparizione successiva.

Apparizioni sporadiche (2010-presente)[modifica | modifica sorgente]

Vader a Raw 1000 (2012)

Dopo il suo ultimo match nel 2007, ha iniziato a lavorare come allenatore di football del liceo. Il 29 aprile 2010, è tornato nel wrestling one night only durante l'evento Vader Time 5 ~ Return of the Emperor. Alla manifestazione, ha combattuto al fianco del figlio Jesse e l'ex tag team partner Scorpio. Il trio sconfisse il team avversario composto da Makoto Hashi, Tamon Honda e Tatsumi Fujinami.

Nel 2011, all'indomani del Terremoto in Giappone, Vader e suo figlio Jesse lottarono in un match per la Japan Pro Wrestling e Pro Wrestling Zero1.

Vader fatto il suo ritorno su un ring statunitense il 28 gennaio 2012, dove ha sconfitto Arik Royal e Adam Page in un handicap match a WrestleReunion: Los Angeles. Il 12 maggio 2012 al Resistance Pro's event ha sconfitto Jay Bradley.

Tornò in WWE durante la puntata di Raw dell'11 giugno 2012, sconfiggendo in pochi minuti Heath Slater con la sua finisher Vader Bomb. Slater si era fatto beffe della chatchprase di Vader "It's Vader Time" dicendo invece "It's Slater Time". Il 23 luglio 2012 partecipa alla millesima puntata di Raw, dove insieme a varie leggende WWF/E interviene in favore di Lita durante il suo match contro Heath Slater.

Il 7 dicembre 2012, Vader è tornato nella All Japan Pro Wrestling, dove in tag con Keiji Mutoh e Kenso ha sconfitto Bambi Killer, Franz Dynamite e Mazada.

Vader nei videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Per anni molto popolare in Giappone, terra di grandi software house di videogiochi, Leon White è presente in alcuni giochi ufficiali delle federazioni di Wrestling come anche diversi personaggi di videogame sono chiaramente ispirati alla sua figura:

Nel wrestling[modifica | modifica sorgente]

Vader mentre esegue la Vader Bomb su Shawn Michaels

Mosse finali[modifica | modifica sorgente]

Mosse caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Manager[modifica | modifica sorgente]

Soprannomi[modifica | modifica sorgente]

  • "Baby Bull"
  • "Bull Power"
  • "The Mastodon"
  • "Emperor Warrior"

Musiche d'ingresso[modifica | modifica sorgente]

  • "Born In The U.S.A." di Bruce Springsteen (AWA / CWA)
  • "Eyes of the World"[16] dei Rainbow (NJPW/AJPW/ciruiti indipendenti)
  • "Mastodon" di Jim Johnston (WWF/WWE) 1996-1998,2005
  • "It's Vader Time" (Noah)

Titoli e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Catch Wrestling Association

Xtreme Wrestling Alliance

  • XWA Heavyweight Championship (1)

All Japan Pro Wrestling

New Japan Pro Wrestling

Impact Zone Wrestling

  • IZW Heavyweight Championship (1)

Pro Wrestling Illustrated

Pro Wrestling Noah

Tokyo Sports

Universal Wrestling Association

Union of Wrestling Forces International

  • UWFI World Heavyweight Championship (1)[22]
  • Best of the World (1994)[23]

World Championship Wrestling

World Wrestling Federation

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Los Angeles Rams 1980 Media Guide, p. 63.
  2. ^ Greg Oliver e Steven Johnson, The Monsters in The Pro Wrestling Hall of Fame: The Heels, Toronto, ECW Press, 2007, p. 243, ISBN 978-1-55022-759-8.
    «Il nome deriva dal folklore giapponese, dove Vader era un guerriero fortissimo che una volta combatté per 72 ore di fila senza stancarsi.».
  3. ^ Bam Bam Bigelow and Vader's tag team profile.
  4. ^ Foley, p. 225.
  5. ^ Foley, p. 3.
  6. ^ a b c Foley, p. 239–241.
  7. ^ Foley, p. 243–244.
  8. ^ The Masters of the Powerbomb's profile.
  9. ^ Foley, p. 265.
  10. ^ Foley, p. 6–9.
  11. ^ Guerrero, Eddie, Cheating Death, Stealing Life: The Eddie Guerrero Story, Simon and Schuster, 2005, p. 126, ISBN 0-7434-9353-2.
  12. ^ Molinaro, John F., Vader rejuvenated in Japan, SLAM! Wrestling, 6 gennaio 2000. URL consultato il 12 novembre 2009.
  13. ^ Martin Adam, Raw - October 31, 2005, Wrestle View, 1º novembre 2005. URL consultato il 23 giugno 2009.
  14. ^ a b c d Vader's managers.
  15. ^ Jim Cornette profile, Online World of Wrestling. URL consultato il 20 novembre 2009.
  16. ^ Vader's themes.
  17. ^ CWA Intercontinental Heavyweight Championship history.
  18. ^ CWA World Heavyweight Championship history.
  19. ^ GHC Tag Team Championship history.
  20. ^ (JA) 東京スポーツ プロレス大賞 in Tokyo Sports. URL consultato il 20 gennaio 2014.
  21. ^ UWA World Heavyweight Championship history.
  22. ^ UWFI World Heavyweight Championship history.
  23. ^ Best Of The World 1994 Tournament « Tournaments Database « CAGEMATCH, Cagematch.net, 18 agosto 1994. URL consultato il 31 maggio 2013.

Fonte[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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