Sant'Agata di Puglia

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Sant'Agata di Puglia
comune
Sant'Agata di Puglia – Stemma Sant'Agata di Puglia – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
Sindaco Luigi Russo (Movimento CambiaMenti) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 41°09′10″N 15°22′51″E / 41.152778°N 15.380833°E41.152778; 15.380833 (Sant'Agata di Puglia)Coordinate: 41°09′10″N 15°22′51″E / 41.152778°N 15.380833°E41.152778; 15.380833 (Sant'Agata di Puglia)
Altitudine 795 m s.l.m.
Superficie 115,80 km²
Abitanti 2 149[1] (31-12-2010)
Densità 18,56 ab./km²
Comuni confinanti Accadia, Anzano di Puglia, Candela, Deliceto, Lacedonia (AV), Monteleone di Puglia, Rocchetta Sant'Antonio, Scampitella (AV)
Altre informazioni
Cod. postale 71028
Prefisso 0881
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071052
Cod. catastale I193
Targa FG
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti santagatesi
Patrono Sant'Agata San Rocco San Lorenzo
Giorno festivo 5 febbraio, 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Agata di Puglia
Posizione del comune di Sant'Agata di Puglia nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Sant'Agata di Puglia nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Sant'Agata di Puglia (fino al 1862 chiamata Sant'Agata) è un comune italiano di 2.149 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Di fondazione medievale, nel 2002 ha ottenuto la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

È situato sui monti del Subappennino Dauno con vista panoramica sul Tavoliere, a 795 metri.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Periodo svevo[modifica | modifica sorgente]

Durante la dominazione sveva, la provincia militare di Sant'Agata era denominata "Castellania".

Con decreto imperiale del 5 ottobre 1239 Federico II di Svevia incluse quello di Sant'Agata fra i castra exempta (letteralmente, "castelli esentati"), ritenuti di primaria importanza sia a scopo difensivo sia come residenze imperiali. Per essi si riservò personalmente la scelta e la nomina dei castellani. Nello stesso anno, fu emanato un mandato imperiale che obbligava gli abitanti del Giustizierato della Terra Beneventana a riparare il Castello di Sant'Agata; nel 1250 l'obbligo fu esteso agli abitanti di alcuni centri della Capitanata: «Casale di Sant'Antuono, Ascoli Satriano, Candela, Santo Stefano in Iuncarico e San Pietro in Olivola, le quali terre debbono anche prestare una determinata obbligazione ogni anno nel predetto castello».

Dominazione angioina[modifica | modifica sorgente]

Con la successiva dominazione angioina il Castello di Sant'Agata conservò la funzione di provincia militare e amministrativa. Il re Carlo I d'Angiò aveva un'abitazione privata all'interno del castello, dove fra il 1269 e il 1270 aveva fatto ornare la cappella dedicata a sant'Agata e vi aveva fatto collocare tre artistiche lonze, oggi perdute. Dal 1274 al 1279 Carlo I diede mandato al Giustiziere di Capitanata di provvedere a ulteriori riparazioni del maniero, nel frattempo resesi necessarie: il mandato reale del 1279 confermò l'obbligo di contribuirvi ai paese già individuati da Federico II.

Nel 1294, quando Carlo II d'Angiò era succeduto al padre, il castello era ancora regio e ne era Signore Goffredo de Jonville; nel 1296 il monarca ordinò "alle terre" del fu Goffredo di obbedire a suo fratello Giovanni. Nel 1304 era Signora di Sant'Agata Filippa Belmonte.

Nel 1396 il viceré convocò nel castello di Sant'Agata un parlamento per il bene pubblico al quale parteciparono tutti i baroni che avevano seguito la fazione angioina e, seguendo l'esempio di Napoli che aveva costituito gli Otto del Buono Stato della città, furono eletti in quel parlamento sei deputati per il Buono Stato del Regno. Nel 1419 il castello risultava essere ancora regio: il 10 giugno di quell'anno la regina Giovanna II d'Angiò diede per la Castellania di Sant'Agata 100 ducati al grande Camerario del Regno di Sicilia Pandolfello Piscopo. Il territorio di Sant'Agata era stato infeudato agli Jonville, dai quali passò ad Andreis de Perretto, la cui vedova, contessa di Troia, lo trasmise a Francesco Orsini, che ella sposò in seconde nozze. Alla morte del re angioino Roberto, era conte di Sant'Agata Carlo Artus. Dopo l'eccidio della Casa Artus la Contea passò a Bartolomeo Tomacelli.

Periodo aragonese[modifica | modifica sorgente]

Sotto Alfonso d'Aragona il Castello era in potere della Casa Orsini che possedette l'alta Signoria di Sant'Agata per anni. Nel 1557 il Viceré di Napoli Duca d'Alba, supponendo che un esercito potesse invadere il regno, ordinò a don Garcia di Toledo di fortificare, oltre a Venosa ed Ariano Irpino, anche Sant'Agata. Il castello subì le prime modifiche con gli Orsini, quando divenne residenza ducale.

Le famiglie nobili di Sant'Agata[modifica | modifica sorgente]

I Loffredo, «famiglia ricca di sangue, di antenati e di pubblici uffici», entrarono nelle pertinenze di Sant'Agata sin dal 1526 quando Cicco Loffredo, marchese di Trevico e di altri territori, ebbe in enfiteusi il distrutto casale di San Pietro in Olivola con tutto il territorio. Poi acquisirono anche il Casale di Santa Maria d'Olivola.

Nel 1576 Carlo Loffredo comprò dagli Orsini la signoria di Sant'Agata per 36.000 ducati. Con i Loffredo il castello perse man mano le sue antiche strutture per divenire residenza marchesale. La casata Loffredo si distinse per le opere pie adoperandosi per l'edificazione del convento di San Carlo dell'Ordine Francescano dei Riformati. Nel 1613 l'edificio era già compiuto: qui, nel 1664 fu istituito un lanificio per i frati della Provincia e una scuola di filosofia e teologia. Fu abbattuto negli anni '60 per realizzare l'attuale campo sportivo. Il castello rimase proprietà della famiglia Loffredo sino alla metà dell'Ottocento.

La Famiglia del Buono: nel 1862 acquisisce il castello [esso risulta venduto a Francesco del Buono con atto per notaio Ramino Volpe in S.Agata]. Dal 1870 hanno attuato massicci lavori di restauro e ricostruzione del Castello, dandogli l'attuale configurazione nella sua parte superiore. In seguito al Terremoto del Vulture del 1930 che colpì duramente il subappenino dauno, i del Buono spesero molte energie per i necessari ulteriori lavori di ricostruzione che riguardarono le coperture dell'ala sud e il consolidamento delle strutture murarie. Durante il secondo conflitto mondiale, grazie al castello furono di ausilio a tutta la popolazione di Sant'Agata ed a profughi provenienti da Foggia bombardata Bombardamenti di Foggia del 1943.

Nel 2000, l'amministrazione comunale di Sant'Agata, usufruendo di una nuova norma che ne sanciva il diritto di prelazione, ha acquisito la proprietà del Castello, durante un passaggio tra gli eredi del Buono.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

L'impianto urbanistico della cittadina conserva la struttura medievale; si è sviluppato in forma spiraliforme a partire dal castello verso valle in un progredire di vicoli, ripide scalinate, archi, torrette, campanili, case con caratteristi ci portali, fino all'ultima cinta di cui l'entrata era la Porta Nuova con le chiese posizionate sui lati del paese. Sant'Agata oggi conserva la doppia cinta muraria: la più antica, racchiude il Castello di epoca longobarda restaurata in seguito dai Normanni e rinforzata dagli Svevi e dagli Angioini; la seconda cinta muraria racchiudeva la cittadella con l'Arco della Porta Nuova. La ricchezza della città è testimoniata dai diversi palazzi gentilizi, dalle numerose chiese edificate e dalla presenza di tre manufatti conventuali: il convento delle Vergini (attuale albergo e museo), il convento dei Francescani Riformati (successivamente distrutto) ed il convento dell'Annunziata.

Chiesa Madre "San Nicola"[modifica | modifica sorgente]

Il culto a San Nicola di Mira si diffuse in Italia e, particolarmente, nella Puglia, quando le reliquie del Santo Vescovo furono traslate a Bari da alcuni marinai nel 1087.

A San Nicola furono dedicate numerose Chiese.

Nel territorio di Sant' Agata di Puglia, nel casale di S. Maria d' Olivola, vi era una chiesa di epoca medievale intitolata a S. Nicola, affidata ai Benedettini, ma andò in rovina tra il XIV e il XV secolo.

Secondo lo storico Maruotti, anche in S. Agata vi era una chiesa dedicata al Santo di Mira, risalente alla stessa epoca di quella tenuta dai Benedettini in S. Maria d' Olivola.

Successivamente, la necessità di soddisfare alle cresciute esigenze di culto, spinse il Sac. Nicola Morellis de lo Zollo a progettare una nuova Chiesa più ampia e più bella nel sito della precedente.

La costruzione del tempio, favorita e sostenuta finanziariamente dagli Orsini d' Aragona, Signori di S. Agata, da Don Nicola e dai fedeli, iniziata verso la fine del XV secolo, fu portata a termine negli anni venti del 1500.

Lo stesso Don Nicola nel 1522 divenne Parroco della nuova parrocchia che ebbe sede, appunto, in San Nicola, d'allora ritenuta Chiesa Matrice di S. Agata.

Lungo i secoli successivi la Chiesa fu sottoposta a restauri, ad ampliamenti e fu decorata di stucchi; l'impianto originale (a tre navate, a croce latina, con due ingressi e il succorpo) non subì modifiche.

Nel 1562 sorse in S .Nicola la Confraternita del SS. Sacramento.

Nel XVII la Chiesa divenne beneficiaria di rendite provenienti da donazioni e legati e fu ulteriormente arricchita di opere e soggetti di culto.

Nel 1604 si costituì, con sede nel succorpo di S. Nicola, la confraternita della Buona Morte.

Nel 1642 la chiesa fu prolungata nelle navate laterali per far posto alle cappelle del SS. Rosario e del SS. Sacramento, mentre nel 1645 fu prolungata la navata centrale per far posto al coro.

Nel 1642 la Confraternita della Buona Morte che, avendo come sede il succorpo parrocchiale, provvide a restaurarlo e che, quando aggregò a se la Confraternita del SS. Rosario (trasferitasi intanto dalla Chiesa dell' Annunziata nella Parrocchia di S. Nicola), curò arredo e dotazione della cappella omonima, aggiungendo la statua di Gesù Morto e la splendida statua della vergine Addolorata.

Negli anni 1649-50 fu costruita la sacrestia e, nel vano destinato al coro, il maestro Jacovo di Vallata collocò 17 stalli canonicali, in legno noce scuro.

Dal 1649 al 1691, ad opera di alcune famiglie di S. Agata (Macchione, Di Lauro, e D' Alessandro), furono costruiti cappelle ed altari dedicati a San Gaetano, a San Gennaro e San Rocco.

Il 15.5.1694 Mons. Angelo Ceraso, Vescoco di Bovino. consacrò solennemente la Chiesa.

Nel 1727 furono rifatti il pavimento della Chiesa e l'altare del SS. Sacramento in pietra del Calaggio.

Nel 1735 la sacrestia fu arricchita di mobili in noce e nel 1739 fu installato l'organo in Chiesa.

Nel 1746 S. Alfonso de' Liguori con altri nove Padri Redentoristi svolse una missione popolare.

Nel 1804 lo scappellino Mansueto Anzano rifece in pietra il portale dell'ingresso principale.

Nel 1813 fu costruita un'altra cappella e nel 1848 fu rifatto in marmo l'altare maggiore.

Nel 1897, su progetto di Ferrante Volpe, l'impresa Francescantonio Russo rifece il campanile della Chiesa.

Nel 1902 sei altari di pietra furono sostituiti da altari di marmo e, in quella circostanza, fu rinnovato anche il pavimento della Chiesa.

Dal 1947 al 1957 il Prof. Enzo Liberti lavorò nella Cripta parrocchiale intitolata "Gesù Morto" e la arricchì di affreschi raffiguranti la Passione del Signore e i dolori della Vergine SS.ma.

Nel 1976, durante il ministero parrocchiale di Mons. Antonio Labriola, sotto la direzione dell' Arch. L. Marchitelli, iniziarono i lavori di restauro, affidati all' impresa Michele Riondino di Foggia, che furono portati a termine durante il ministero di Don Michele Falcone.

A sostenere le spese dei lavori concorsero il Sig. Michele Carrillo, la confraternita del SS. Rosario e di Gesù Morto e i fedeli di S. Agata.

A lavori finiti, l' 11.10.1981 il Cardo G. Caprio, invitato dal Parroco, con l' Arcivescovo Mons. S. De Giorgi, inaugurò solennemente la riapertura della Chiesa.

Il 22.07.1984 fu il Cardo Corrado Ursi a presiedere la solenne Celebrazione del 2900esimo Anniversario della Dedicazione della Chiesa.

Il 3.10.1993 l' Arcivescovo Mons. G. Casale benedisse la nuova artistica porta di bronzo dell' ingresso principale, opera del Prof. Enzo Liberti.

Il 23.12.1993 fu inaugurato nei localo della cripta il museo parrocchiale progettato dal Parroco e allestito dalla Pro Loco di S. Agata.

Le Confraternite di Sant' Agata di Puglia[modifica | modifica sorgente]

A Sant' Agata, dal 1500 al 1800, sono state istituite undici confraternite, con questa scansione temporale: nel '500 erano attivi 6 sodalizi intitolati rispettivamente alla Vergine Annunziata, a S. Antonio di Padova, al SS. Rosario, allo Spirito Santo, al SS. Sacramento, alla Buona Morte o S. Maria della Misericordia; nel '600 si ricompose la Fraternità dell SS. Rosario che si trasferì in San Nicola, fondendosi con quella della Misericordia; nel '700 si costituì la Confraternita del Carmine; nel 1800 la Confraternita dell' Annunziata prese il titolo di Immacolata Concezione. Si costituirono le Fraternità della Madonna delle Grazie (1851), di San Michele Arcangelo e SS. Sacramento (1878); dell' Aiuto (1886). Dal ceppo del sodalizio di S. Antonio di Padova nel 1881 si organizzò il Terz' Ordine Francescano. nel '900 la confraternita del SS. Rosario e Buona Morte si intitolò SS. Rosario e Gesù Morto. Di questi sodalizi, sette risultano intitolati alla Vergine negli attributi di Annunziata, Immacolata, del Rosario, della Misericordia, del Carmelo, dell' Aiuto, delle Grazie. Ciò conferma la prevalenza del culto mariano, non disgiunto da quello dei Morti, qual è quello della Madonna della Misericordia del Carmelo.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Persone legate a Sant'Agata di Puglia[modifica | modifica sorgente]

Fiction e film girati a Sant'Agata di Puglia[modifica | modifica sorgente]

A Sant'Agata sono stati girati (in parte o interamente) i seguenti film:

Sport[modifica | modifica sorgente]

La prima società a Sant'Agata di Puglia è stata la Polisportiva Sant'Agata, fondata da Carmelo Volpone agli inizi degli anni sessanta, fino al 1985. La seconda società calcistica santagatese è stato il Gruppo Sportivo Sant'Agata, fondata nel 1982, ma che due anni prima aveva già iniziato a fare attività calcistica a livello amatoriale. Il G.S., ha disputato i campionati dilettantistici pugliesi, giocando nei primi anni in terza pugliese, poi nel 1988-1989 è salita in seconda categoria e nelle stagioni 1992-1993 e 1993-1994 ha disputato anche la prima categoria. Finendo l'anno successivo in seconda e poi in terza, dove è poi avvenuto il fallimento nel 1997. La società, è stata rifondata nel 2002 con il nome di Gruppo Sportivo Dilettantistico Sant'Agata e fin ora prende parte ai campionati di terza categoria. L'Associazione Sporting Dilettantistica Artemisium, del presidente Diego Del Vento, nata nel 2009, disputa i campionati campani e per tre volte ha giocato in seconda categoria, dove è attualmente prima in classifica. L'Associazione Sportiva Dilettantistica Sporting Team, fondata da Danza Gaetano nel 2010, si è occupata nei primi tre anni di settori giovanili. A partire dal 2012, anche di calcio femminile, prendendo parte, nella stagione 2012-2013, alla serie C femminile campana della sezione di Avellino e nella stagione precedente e in questa in corso del calcio a 5 Femminile. Nella stagione corrente la società ha anche la squadra maschile di terza campana. Nell'Agosto del 2013, nasce a Sant'Agata un'altra società, l'Associazione Sportiva Dilettantistica Virtus Academy, che ha preso il posto dello Sporting Team nella gestione dei settori giovanili e da quest'anno disputa appunto, i settori giovanili della F.I.G.C. Avellino, la società è guidata dal presidente Michele Mirabella e dai mister Palatella Romano e Sciarappa Alessandro e dai collaboratori Mirabella Marco, Vivolo Giovanni e Zelano Angelo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]