Olio di palma

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Olio di palma in panetti, nel colore chiaro successivo alla bollitura

L'olio di palma e l'olio di semi di palma o olio di palmisto sono degli olii vegetali saturi non idrogenati ricavati dalle palme da olio, principalmente Elaeis guineensis ma anche da Elaeis oleifera e Attalea maripa.

Nel 2007, con 28 milioni di tonnellate di produzione globale, era il secondo olio commestibile più prodotto, dopo l'olio di soia,[1] che adesso potrebbe aver superato.[2] È anche un componente o una materia prima importante di molti saponi, polveri detergenti e prodotti per la cura della persona e per questi utilizzi vengono spesso usati i saponi di sodio o potassio e gli esteri semplici dei suoi acidi grassi come il palmitato di isopropile; ha trovato un nuovo controverso uso come combustibile di fonte agroenergetica.

Dal frutto della palma da olio si ricavano olio di palma (dal frutto) e olio di palmisto (dai suoi semi): entrambi sono solidi o semi-solidi a temperatura ambiente, ma con un processo di frazionamento si possono separare in componente liquida (olio di palma bifrazionato, usato per la frittura) e solida.

Due differenti prodotti[modifica | modifica sorgente]

Olio di palma[modifica | modifica sorgente]

I frutti della palma, molto facilmente deperibili, dopo il raccolto vengono sterilizzati tramite il vapore, in seguito vengono snocciolati, cotti, pressati e filtrati. L'olio che se ne ricava è di colore rossastro per via dell'alto contenuto di beta-carotene, solido a temperatura ambiente e ha un caratteristico odore di violetta; il sapore è dolciastro. Dopo un ulteriore processo di raffinazione può assumere un colore bianco giallino (la bollitura in pochi minuti distrugge i carotenoidi). È usato come olio alimentare, per farne margarina e come ingrediente di molti cibi lavorati, specie nell'industria alimentare. È uno dei pochi oli vegetali con un contenuto relativamente alto di grassi saturi (come anche l'olio di cocco) e quindi semi-solido a temperatura ambiente.

Olio di semi di palma o olio di palmisto[modifica | modifica sorgente]

I semi, separati nella fase di produzione dell'olio di palma, vengono essiccati, macinati e pressati. Se ne ricava un blocco solido che analogamente all'olio di cocco contiene un'elevata percentuale di acido laurico. Il prodotto non raffinato ha un colore giallo-brunastro, dopo la raffinazione diventa bianco giallino, L'olio di palmisto fonde ad una temperatura di 26°-28° gradi, se ne ricavano dei grassi particolari utilizzati nell'industria dolciaria per le glasse, la canditura e le farciture a base di cacao.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'olio di palma è sempre stato molto usato nei paesi dell'Africa occidentale come olio alimentare. I mercanti europei che commerciavano in quei luoghi talvolta lo importavano in Europa, ma poiché l'olio era abbondante ed economico l'olio di palma rimase raro fuori dall'Africa occidentale. Nella regione di Ashanti schiavi di stato costruirono vaste piantagioni di palme da olio, mentre nel vicino Dahomey (l'attuale Benin) re Ghezo nel 1856 approvò una legge che vietava ai suoi sudditi di tagliare palme da olio.

L'olio di palma in seguito divenne un prodotto altamente commerciato dai mercanti britannici per il suo uso come lubrificante per le macchine della rivoluzione industriale, e come materia prima per prodotti a base di sapone come il Sunlight della Lever Brothers[3] (a partire dal 1884) e il sapone statunitense Palmolive.

La palma da olio fu introdotta nel 1848 dagli olandesi nell'isola di Giava,[4] e nel 1910 in Malesia dallo scozzese William Sime e dal banchiere inglese Henry Darby. Le prime piantagioni furono fondate e gestite soprattutto da britannici come Sime Darby. A partire dagli anni sessanta il governo promosse un grande piano di coltivazione della palma da olio con lo scopo di combattere la povertà. A ciascun colono venivano assegnati circa 4 ettari di terra da coltivare con palma da olio o gomma, e 20 anni per ripagare il debito.[senza fonte] Le grandi società di coltivazione rimasero quotate nella Borsa di Londra finché il governo malese non promosse la loro nazionalizzazione negli anni sessanta e settanta.[5]

In Malesia ha sede uno dei più importanti centri di ricerca sugli olii e grassi di palma al mondo, il Palm Oil Research Institute of Malaysia (Porim), fondato da B.C. Sekhar.

Chimica e lavorazione[modifica | modifica sorgente]

L'olio di palma e l'olio di palmisto sono composti di acidi grassi, esterificati con glicerolo come ogni normale grasso. Entrambi contengono un'alta quantità di acidi grassi saturi, circa il 50 e 80% rispettivamente. L'olio di palma dà il nome all'acido palmitico (acido grasso saturo con 16 atomi di carbonio), suo principale componente, ma contiene anche acido oleico monoinsaturo, mentre l'olio di palmisto contiene soprattutto acido laurico. L'olio di palma è una delle principali fonti naturali di tocotrienolo, un membro della famiglia della vitamina E; contiene inoltre quantità elevate di vitamina K e magnesio.[senza fonte]

Il napalm prende nome dagli acidi naftenico e palmitico.

Le concentrazioni approssimative dei diversi acidi grassi nell'olio di palma sono le seguenti:[6]

Contenuto in acidi grassi dell'olio di palma
Tipo di acido grasso quota
Palmitico C16
  
44,3%
Stearico C18
  
4,6%
Miristico C14
  
1,0%
Oleico C18
  
38,7%
Linoleico C18
  
10,5%
Altri/ignoti
  
0,9%
verde: saturi; blu: monoinsaturi; arancione: polinsaturi
Contenuto in acidi grassi dell'olio di palmisto
Tipo di acido grasso quota
Laurico C12
  
48,2%
Miristico C14
  
16,2%
Palmitico C16
  
8,4%
Caprico C10
  
3,4%
Caprilico C8
  
3,3%
Stearico C18
  
2,5%
Oleico C18
  
15,3%
Linoleico C18
  
2,3%
Altri/ignoti
  
0,4%
verde: saturi; blu: monoinsaturi; arancione: polinsaturi

Spezzare olii e grassi mediante idrolisi, o in condizioni basiche saponificazione, produce acidi grassi, con glicerolo come sottoprodotto. Gli acidi grassi prodotti sono un misto di quelli da C6 a C18 a seconda del tipo di olio o grasso.[7]

I derivati dell'olio di palma sono prodotti nei mulini e mediante raffinazione; prima si procede al frazionamento, con processi di cristallizzazione e separazione per ottenere della stearina solida e dell'oleina liquida. Con un'ulteriore raffinazione per liquefazione si rimuovono le impurità e si ottiene l'olio filtrato e sbiancato Quindi, una raffinazione chimica toglie odore e colore, per produrre olio di palma sbiancato e deodorato (in inglese refined bleached deodorized palm oil o RBDPO) e acidi grassi puri liberi, importanti materie prime dell'industria del sapone, dei detersivi e di altri prodotti igienici e per la cura della persona. L'olio di palma sbiancato e deodorato è il prodotto oleoso di base che può essere venduto nel mercato globale delle materie prime, anche se molte compagnie lo separano ulteriormente in oleina di palma, per olio alimentare o altri prodotti.[8]

Olio di palma combustibile[modifica | modifica sorgente]

La palma è usata anche nella produzione di biodiesel, o come olio di palma poco raffinato miscelato con gasolio convenzionale, oppure lavorato mediante transesterificazione per produrre un estere di metile dell'olio di palma che rispetta le norme EN 14214, con glicerolo come sottoprodotto. Il procedimento usato varia a seconda della nazione e delle esigenze dei mercati di esportazione. Si stanno anche sperimentando, anche se in piccole quantità, processi produttivi di biocarburante di seconda generazione.

Olio di palma e ambiente[modifica | modifica sorgente]

Pur essendo in teoria una fonte di energia rinnovabile, il carburante da olio di palma è osteggiato da diverse associazioni ambientaliste (per esempio Greenpeace[9] e Friends of the Earth[10]) a causa degli effetti collaterali della sua produzione, che includono la necessità di convertire alla coltivazione di palme aree ecologicamente importanti come zone di foresta pluviale o aree precedentemente adibite alla produzione alimentare.[11] Inoltre, la monocoltura di palme da olio può produrre importanti emissioni di carbonio; in Indonesia e Papua Nuova Guinea, per esempio, il terreno per la coltivazione è stato preparato spesso drenando e dando alle fiamme aree di foresta palustre e torbiera, con un conseguente rilevante danno ambientale, ed è stato valutato che anche in seguito a questi fenomeni l'Indonesia sia diventata il terzo emettitore mondiale di gas serra, inoltre la deforestazione minaccia d'estizione gli orango, diffusi solo in quelle aree. Secondo il rapporto congiunto della Banca Mondiale e del Governo britannico[12]], il solo settore forestale indonesiano sarebbe responsabile del rilascio in atmosfera di 2,563 MtCO2e (Metric Tonne (ton) Carbon Dioxide Equivalent). Secondo il Rapporto quinquennale FAO sulle foreste del 2007[13], la sola Indonesia perde un milione di ettari all'anno di foreste pluviali.. La United States Environmental Protection Agency (EPA) ha escluso il biodiesel da olio di palma dai combustibili ecologici, proprio perché l'impronta di carbonio derivante dalla sua produzione non permette la riduzione del 20% richiesta per le emissioni dei biocarburanti: l'olio di palma ha costi ambientali elevatissimi alla produzione.
Anche in Africa la palma da olio inizia ad espandersi nelle regioni forestali, minacciando importanti ecosistemi; questo è il caso per esempio della Costa d'Avorio[14] e dell'Uganda.[15]

Olio di palma e salute[modifica | modifica sorgente]

Gli olii di palma e di palmisto sono ingredienti alimentari molto comuni nelle regioni di produzione.

Il grande uso dell'olio di palma nell'industria alimentare commerciale del resto del mondo si spiega col suo basso costo, che lo rende uno degli olii vegetali o alimentari più economici sul mercato, e coi nuovi mercati emersi negli USA, stimolati da una ricerca di alternative agli acidi grassi trans dopo che la Food and Drug Administration ha imposto di mostrare la quantità di acidi grassi trans contenuti in ogni porzione servita.[16]

Alcuni Paesi, come il Belgio[17], consigliano un uso limitato dell'olio di Palma.

Identificare la fonte esatta di un olio può essere complicato dal modo in cui sono scritte le etichette, che generalmente quando un prodotto contiene olio di palma (o un altro olio economico) parlano solo di generici "grassi vegetali".

L'olio di palma rosso è considerato più sano dell'olio di palma raffinato (incolore), per via delle molte sostanze benefiche che contiene:

L'olio di palma viene applicato sulle ferite per facilitare la guarigione, ma non solo, grazie alle caratteristiche dell'olio; infatti si suppone che l'olio di palma non raffinato, come anche l'olio di cocco, abbia effetti antimicrobici, ma le ricerche non lo confermano chiaramente.[21]

Effetti sulla colesterolemia e fattori di rischio cardiovascolare[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colesterolo#Controversie sul colesterolo.

Le autorità sanitarie internazionali affermano che l'olio di palma aumenta i fattori di rischio cardiovascolare, citando ricerche e meta-analisi.[16] Da molti anni, è stato accertato che i principali acidi grassi che alzano il livello di colesterolo, aumentando i rischi di coronaropatia, sono gli acidi grassi saturi con 12 (acido laurico), 14 (acido miristico) e 16 (acido palmitico) atomi di carbonio.[22] L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che ci sono prove convincenti che il consumo di olio palmitico contribuisce a un maggiore rischio di malattie cardiovascolari.[23] Ricerche statunitensi ed europee confermano lo studio dell'OMS.[24]

Tra gli argomenti di parte, e in risposta allo studio dell'OMS, il Comitato di promozione dell'olio di palma malese (Malaysian Palm Oil Promotion Council) ha sostenuto che non ci sono prove scientifiche sufficienti per elaborare linee guida globali sul consumo di olio di palma, e ha citato uno studio cinese che avendo comparato lardo, olio di palma, olio di soia e olio di arachidi, i primi due con un alto contenuto di grassi saturi e generalmente considerati poco salutari, sostiene che l'olio di palma aumenta il livello di colesterolo "buono" (HDL) e riduce il colesterolo "cattivo" (LDL), e che l'olio di palma è meglio dei grassi trans, grassi che (nei paesi dove non sono regolamentati) sarebbero comunemente scelti come suoi sostituti in diverse produzioni alimentari.[25]

Queste affermazioni sono sostenute da uno studio precedente su vari olii e salute cardiovascolare.[26] Tuttavia uno studio del dipartimento di Scienza e Medicina agricola, alimentare e nutrizionale dell'Università dell'Alberta ha mostrato che sebbene l'acido palmitico non abbia effetti ipercolesterolemici qualora l'assunzione di acido linoleico sia superiore al 4,5 % dell'energia, se la dieta contiene acidi grassi trans allora il colesterolo "cattivo" aumenta e il colesterolo "buono" diminuisce.[27]

Inoltre, gli studi a sostegno del Comitato di promozione dell'olio di palma malese considerano il problema degli effetti dell'olio di palma unicamente sulla colesterolemia, in parte sui trigliceridi e non i suoi effetti complessivi sulla salute.

L'industria dell'olio di palma sottolinea che gli oli di palma contengano grandi quantità di acido oleico (nonostante sia un componente minoritario, mentre nell'olio di oliva l'acido oleico rappresenta il 55 - 83%), l'acido grasso salutare contenuto anche nell'olio di oliva e nell'olio di canola e, in contrapposizione a quanto noto in medicina e dietetica, sostiene che l'acido palmitico influisce sui livelli di colesterolo in modo molto simile all'acido oleico, ed inoltre che gli acidi monoinsaturi come l'acido oleico sono tanto efficaci quanto gli acidi grassi polinsaturi (come l'acido alfa-linoleico) nel ridurre il livello di colesterolo "cattivo".[22]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) United States Department of Agriculture, Agricultural Statistics 2004. Table 3-51.
  2. ^ (EN) Malaysian Oil Palm Statistics 2005. Malaysian Palm Oil Board.
  3. ^ La società, fusasi nel 1930 con Margarin Unie, è ora il gigante dell'alimentare Unilever, uno dei maggiori consumatori di olio di palma al mondo
  4. ^ (EN) Collins Guide to Tropical Plantse, ISBN 0002191121.
  5. ^ (EN) Malaysia targets alternative fuels market Tom Stevenson, Daily Telegraph 22 dicembre 2006
  6. ^ (EN) Ang, Catharina Y. W., KeShun Liu, and Yao-Wen Huang, eds. (1999). Asian Foods
  7. ^ (EN) Faessler, Kolmetz, (2004). Advanced Fractionation for the Oleo Chemical Industry Oil and Fat Conference
  8. ^ (EN) Refining operations PT. Asianagro Agungjaya corporate website 2007.
  9. ^ Greenpeace, Come ti friggo il Clima
  10. ^ Friends of the Earth, Greenwashing Malesia
  11. ^ Articoli e aggiornamenti sul portale Salva le Foreste
  12. ^ Indonesia and Climate Change
  13. ^ Rapporto quinquennale FAO sulle foreste del 2007
  14. ^ Costa d'Avorio, le foreste umide di Tanoé minacciate dall'olio di palma
  15. ^ Uganda: foreste, comunità locali e donne
  16. ^ a b (EN) Palm oil threathening endangered species (PDF), Center for Science in the Public Interest, maggio 2005.
  17. ^ http://www.health.belgium.be/internet2Prd/groups/public/@public/@shc/documents/ie2divers/19088464_fr.pdf
  18. ^ (EN) Analytical characteristics of crude and refined palm oil and fractions DOI:10.1002/ejlt.200600264.
  19. ^ (EN) (T15) Effect of Red Palm Oil on Respiratory Tract Infection among Adolescent Schoolgirls (PDF), Conference proceedings 15-17 November 2004, International Vitamin A Consultative Group.
  20. ^ (EN) Radhika MS, Bhaskaram P, Balakrishna N, Ramalakshmi BA., Red palm oil supplementation: a feasible diet-based approach to improve the vitamin A status of pregnant women and their infants, 24(2), Food Nutrition Bulletin, giugno 2003, pp. 208-17.
  21. ^ (EN) Ekwenye, U.N and Ijeomah, C.A: Antimicrobial effects of palm kernel oil and palm oil, in: KMITL Sci. J., Vol. 5 No. 2, Jan-Jun 2005
  22. ^ a b (EN) Vessby, B. 1994. INFORM 5(2): pages 182-185.
  23. ^ (EN) Diet, Nutrition and the Prevention of Chronic Diseases WHO Technical Report Series 916. Geneva. 2003. pages 82, 88
  24. ^ (EN) Kabagambe, Baylin, Ascherio & Campos, The Type of Oil Used for Cooking Is Associated with the Risk of Nonfatal Acute Myocardial Infarction in Costa Rica, 135ª ed., Journal of Nutrition, novembre 2005, p. 2674-2679.
  25. ^ (EN) Comments On Draft Document: Diet, Nutrition, and the Prevention of Chronic Diseases Koh, C.S. Malaysian Palm Oil Promotion Council, 2006.
  26. ^ (EN) Hornstra, 1990. Effects of dietary lipids on some aspects of the cardiovascular risk profile. In G. Ziant [ed.], LIPIDS AND HEALTH.
  27. ^ (EN) Cholesterolaemic effect of palmitic acid in relation to other dietary fatty acids French, Sundram & Clandinin, Asia Pac J Clin Nutr. 2002;11 Suppl 7:S401-7

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