Olio di cocco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Burro di cocco solidificato venduto da una società norvegese
Produzione artigianale di olio di cocco alle Seychelles.

L'olio di cocco è un olio vegetale ottenuto a partire dalla polpa essiccata, detta anche copra, della noce di cocco.

L'olio contiene circa il 90% di acidi grassi saturi, simili ai grassi saturi contenuti nei prodotti animali, analogamente metabolizzati, ma con basse percentuali di acido stearico ed alte di laurico e miristico. È privo, in quanto vegetale, di colesterolo e tra gli oli vegetali è tra quelli che hanno la minore quantità di acidi grassi insaturi, quindi con minime quantità di acido oleico, che è l'acido grasso insaturo tipico delle olive.

L'olio è estratto mediante pressatura della polpa e viene ampiamente utilizzato nell'industria cosmetica, sebbene presenti ampi utilizzi, sia nell'industria che in medicina.

Molto resistente alle alte temperature, si presta come olio in cucina e per frittura. Grazie alla sua stabilità ed inerzia si ossida lentamente e perciò irrancidisce con difficoltà. Può essere impiegato anche nei dolci.

È usato tradizionalmente per curare e rendere lisci i capelli sfibrati o ispidi in paesi dal clima arido e molto soleggiato, dove i capelli sono fortemente aggrediti dagli elementi naturali, come in India.

Salute[modifica | modifica wikitesto]

Molte organizzazioni sanitarie sconsigliano l'assunzione nella dieta di grandi quantitativi di olio di cocco a causa dell'alto contenuto di grassi saturi; tra queste la FDA statunitense[1] l'OMS,[2] International College of Nutrition,[3] Il Department of Health and Human Services statunitense,[4] American Dietetic Association,[5] American Heart Association,[6] British National Health Service,[7] e Dietitians of Canada.[8].

Uso[modifica | modifica wikitesto]

L'olio di cocco, in diverse tradizioni culinarie, è usato comunemente per cucinare, soprattutto per la frittura nonostante il relativamente basso (177 °C) punto di fumo, ed è uno degli ingredienti per fare i curry del sud-est asiatico.

Negli ultimi anni, nonostante le controindicazioni sanitarie l'olio di cocco pare stia incrementando in popolarità in circoli di cibo naturale e salutare e tra i vegani. L'olio di cocco contiene una grande proporzione di acido laurico, un grasso saturo che eleva i livelli di colesterolo nel sangue, aumentando la quantità di lipoproteine ad alta densità (HDL) e lipoproteine a bassa densità (LDL), con maggior aumento in HDL.

Viene usato inoltre per rimpiazzare i grassi solidi prodotti attraverso procedimenti chimici o chimico-fisici (interesterificazione e intraesterificazione dei grassi, frazionamento della porzione satura, idrogenazione) nei prodotti da forno e pasticceria.

L'olio di cocco contiene solo il 6% di monoinsaturi e il 2% di acidi grassi polinsaturi. Nel processo di idrogenazione parziale, alcuni di questi vengono trasformati in acidi grassi trans.

L'olio di cocco idrogenato o parzialmente idrogenato è usato anche in creme di formaggio, e nelle merendine e i popcorn. Nel processo di idrogenazione i pochi grassi insaturi (acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi) sono combinati con l'idrogeno in un processo catalitico per renderli saturi. In Australia ciò è il principale ingrediente delle merendine e va sotto il nome commerciale di Copha.

L'olio di cocco è stato testato come un possibile biodiesel.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nutrition Facts at a Glance – Nutrients: Saturated Fat, Food and Drug Administration, 22 dicembre 2009. URL consultato il 16 marzo 2011.
  2. ^ Avoiding Heart Attacks and Strokes (PDF), World Health Organization. URL consultato il 6 aprile 2011.
  3. ^ Singh RB, Mori H, Chen J, Mendis S, Moshiri M, Zhu S, Kim SH, Sy RG, Faruqui AM, Recommendations for the prevention of coronary artery disease in Asians: a scientific statement of the International College of Nutrition in J Cardiovasc Risk, vol. 3, nº 6, 1996 Dec, pp. 489–494, DOI:10.1097/00043798-199612000-00002, PMID 9100083.
  4. ^ Dietary Guidelines for Americans 2010, Department of Health e Human Services. URL consultato il 17 marzo 2011.
  5. ^ American Dietetic Association and Dietitians of Canada Offer Up-to-Date Guidance on Dietary Fat, American Dietetic Association. URL consultato il 16 marzo 2011.
  6. ^ Tropical Oils, American Heart Association. URL consultato il 16 marzo 2011.
  7. ^ Lower your cholesterol, National Health Service. URL consultato il 16 marzo 2011.
  8. ^ Heart Healthy Eating: Cholesterol, Dietitians of Canada, 1º settembre 2010. URL consultato il 5 luglio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]