Hanns Albin Rauter

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Johann Baptist Albin Rauter
Bundesarchiv Bild 183-1982-1021-509, Hanns Rauter.jpg
4 febbraio 1895 - 25 marzo 1949
Soprannome Hanns Albin
Nato a Klagenfurt
Morto a L'Aia
Dati militari
Forza armata Flag Schutzstaffel.svg Schutzstaffel
Grado Flag of the NSDAP (1920–1945).svg
Höhere SS- und Polizeiführer
Guerre Seconda guerra mondiale
Comandante di Comandante delle SS nei Paesi Bassi

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia

Johann Baptist Albin (Hanns Albin) Rauter (Klagenfurt am Wörthersee, 4 febbraio 1895L'Aia, 25 marzo 1949) è stato un militare austriaco, durante la seconda guerra mondiale è stato comandante delle SS e, conseguentemente, capo della sicurezza (Generalkommissar für das Sicherheitswesen) e della polizia nei Paesi Bassi. È stato riconosciuto come principale responsabile della persecuzione e dell'oppressione della resistenza olandese e in parte responsabile della deportazione degli ebrei dei Paesi Bassi nel periodo 1940-1945. Il suo diretto superiore era il capo delle SS, Heinrich Himmler, e, in seconda istanza il governatore nazista dei Paesi Bassi, Arthur Seyss-Inquart..

Il 6 marzo 1945, a Woeste Hoeve, nei pressi di Apeldoorn, un gruppo di partigiani, avendo la necessità di un mezzo di trasporto, scambiando il sidecar sulla quale viaggiava Rauter per un camion, tesero un agguato. I partigiani non rendendosi conto che il passeggero era proprio Rauter, accompagnato dal suo luogotenente Exner e dall'autista e credendo tutti morti, lasciarono i corpi sul luogo e se ne andarono. Rauter, invece, pur gravemente ferito sopravvisse all'agguato. Due giorni dopo nella stessa località, per rappresaglia, furono radunati e uccisi 117 prigionieri. La rappresaglia fu estesa al resto del paese con 53 esecuzioni ad Amsterdam, 6 ad Utrecht, 38 a L'Aia e 49 ad Amersfoort. Questa è passata alla storia la più grande esecuzione di massa nei Paesi Bassi durante la seconda guerra mondiale[1].

Dopo la guerra fu processato per crimini contro l'umanità ed i suoi tentativi di minimizzare il proprio ruolo nelle accuse che gli vennero rivolte, furono infruttuosi, venendo quindi condannato a morte. Egli è giustamente passato alla storia come il simbolo della violenta repressione del popolo olandese. La mattina del 25 marzo 1949 Rauter fu scortato dalla prigione di Scheveningen al luogo dell'esecuzione dal reduce della resistenza Christiaan Wisse. La sua esecuzione avvenne alle 6.30 di mattina, per fucilazione, a Waalsdorpervlakte nei pressi de L'Aia, esattamente nello stesso posto dove vennero trucidate 38 delle 263 vittime della rappresaglia seguita all'attentato di cui era stato vittima quattro anni prima. Il luogo della sua sepoltura è tuttora segreto di stato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (NL) De onbedoelde aanslag op Rauter en de executies bij Woeste Hoeve, www.waffen-ss.nl. URL consultato il 7 gennaio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 122116588 LCCN: nr98002092