The Saints Are Coming

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'album degli Skids dallo stesso nome, vedi The Saints Are Coming: The Best of The Skids.
The Saints Are Coming
ArtistaThe Skids
Tipo albumSingolo
Pubblicazioneottobre 1978
Durata2:37
Album di provenienzaScared to Dance
Dischi1
Tracce4
GenerePunk revival
EtichettaVirgin Records
ProduttoreDavid Batchelor
FormatiEP
The Skids - cronologia
Singolo precedente
Sweet Suburbia
(1978)
Singolo successivo
Into the Valley
(1979)

The Saints Are Coming è un singolo del 1978 degli Skids estratto dal loro album di debutto, Scared to Dance.

The Saints Are Coming è stata pubblicata come lead track dell'EP Wide Open. La musica è firmata da Stuart Adamson e i testi da Richard Jobson, che nel 2006 ha dichiarato in un'intervista di averli scritti per un amico morto sotto le armi in Irlanda e di essere contento del successo che essa stava avendo.

Formati[modifica | modifica wikitesto]

EP: Wide Open[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Saints Are Coming (2:37)
  2. Of One Skin (2:28)
  3. Night and Day (2:35)
  4. Contusion (2:42)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Cover degli U2 e dei Green Day[modifica | modifica wikitesto]

The Saints Are Coming
The Saints Are Coming.png
Screenshot del video
ArtistaU2, Green Day
Tipo albumSingolo
Pubblicazione31 ottobre 2006
Durata3:24
Album di provenienzaU218 Singles
Dischi1
Tracce2
GenereRock alternativo
Pop punk
EtichettaMercury Records
ProduttoreRick Rubin
RegistrazioneAbbey Road Studios, Londra
Formati7", download digitale, CD
Certificazioni
Dischi d'oroItalia Italia[1]
(vendite: 10 000+)
U2 - cronologia
Singolo precedente
(2005)
Singolo successivo
(2007)
Green Day - cronologia
Singolo precedente
(2005)
Singolo successivo
(2007)

Nel 2006 i gruppi Green Day e U2 si sono uniti per firmare una cover di The Saints Are Coming.

La cover è stata annunciata come un gesto di solidarietà verso le persone colpite dagli effetti dell'uragano Katrina, che ha colpito New Orleans nel 2005. La prima strofa riprende il testo di The House of the Rising Sun, canzone popolare della tradizione folk americana. La cover è stata inserita nella raccolta di successi degli U2 U218 Singles.

La canzone è stata nominata per il Grammy Award alla miglior performance rock di un duo o un gruppo.[2][3]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

7", download digitale, CD
  1. The Saints Are Coming
  2. The Saints Are Coming (live in New Orleans)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Green Day[modifica | modifica wikitesto]

U2[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2006) Posizione
massima
Australia[4] 1
Austria[4] 3
Belgio (Fiandre)[4] 2
Belgio (Vallonia)[4] 12
Canada[5] 1
Danimarca[4] 1
Europa[6] 1
Finlandia[4] 8
Francia[4] 44
Germania[4] 6
Irlanda[7] 1
Italia[4] 1
Norvegia[4] 1
Nuova Zelanda[4] 4
Paesi Bassi[4] 1
Regno Unito[8] 2
Spagna[4] 1
Stati Uniti[5] 51
Stati Uniti (adult alternative)[5] 7
Stati Uniti (alternative)[5] 22
Stati Uniti (mainstream rock)[5] 33
Svezia[4] 4
Svizzera[4] 1

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le cifre di vendita - 2006 (PDF), Musica e dischi. URL consultato il 14 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2014).
  2. ^ (EN) Arctic Monkeys and U2 nominated for Grammys, New Musical Express, 7 dicembre 2006. URL consultato il 25 marzo 2020 (archiviato il 30 luglio 2017).
  3. ^ (EN) Grammys 2007: A list of the nominees, Entertainment Weekly, 7 dicembre 2006. URL consultato il 25 marzo 2020 (archiviato il 13 dicembre 2019).
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o (NL) U2 and Green Day - The Saints Are Coming, Ultratop. URL consultato il 13 settembre 2015.
  5. ^ a b c d e (EN) U2 Chart History, su Billboard. URL consultato il 13 settembre 2015.
  6. ^ (EN) Nielsen Business Media, Inc., Hits of the World - Eurocharts, in Billboard, 25 novembre 2006, p. 67. URL consultato il 13 settembre 2015.
  7. ^ (EN) Database, The Irish Chart. URL consultato il 13 settembre 2015.
  8. ^ (EN) Official Singles Chart Top 100: 12 November 2006 - 18 November 2006, Official Charts Company. URL consultato il 13 settembre 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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