Intelligenza artificiale nella fantascienza

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Intelligenza artificiale.

L'"occhio" di HAL 9000, supercomputer senziente del film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick

L'intelligenza artificiale è, nelle opere di fantascienza, un tema ricorrente, come semplice elemento narrativo o come argomento centrale della storia. In generale è presentata sotto forma di computer avanzati o robot. Il tema è spesso legato a quello classico della ribellione del computer, in cui una macchina (di solito senziente) si rivolta contro gli esseri umani.

Tra i computer senzienti rientrano ad esempio Multivac, presente in alcuni racconti di Isaac Asimov, paragonabile ai moderni sistemi di grid computing, e HAL 9000 del film 2001: Odissea nello spazio. Pensiero Profondo nella Guida galattica per autostoppisti è una intelligenza artificiale capace di fornire la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto. Nella serie cinematografica di Terminator, il supercomputer Skynet è presentato come un sofisticatissimo insieme di network costruiti dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti verso la fine della guerra fredda, destinato a divenire autocosciente e intraprendere nel futuro una spietata guerra contro la specie umana al comando di un esercito di robot e cyborg.

I robot o androidi senzienti sono anch'essi un classico. Nell'ipotesi che le macchine possano man mano diventare più simili agli esseri umani, gli autori hanno ipotizzato macchine dalla enorme capacità di calcolo e dotate di personalità: i "robot positronici" di Asimov, Robby il robot del film Il pianeta proibito, Marvin l'androide paranoico, i droidi C1-P8 e D-3BO di Guerre stellari e l'androide Data di Star Trek: The Next Generation sono solo alcuni esempi più noti. Queste macchine si distinguono dai semplici robot per una personalità spiccata, resa possibile da un'intelligenza artificiale estremamente evoluta.

Nel ciclo di Dune di Frank Herbert, l'uso delle intelligenze artificiali è vietato ed è legato ad un vero e proprio tabù: migliaia di anni prima degli avvenimenti narrati nel romanzo Dune, le macchine pensanti avevano ridotto alla schiavitù l'umanità, e a seguito della Jihad Butleriana il primo comandamento della nuova religione del nascente impero è: "Non costruirai mai una macchina somigliante a una mente umana."

Nella fantascienza esistono anche intelligenze artificiali non-senzienti: il computer di bordo delle astronavi in Star Trek (serie classica), benché in grado di conversare, accettare ordini e svolgere autonomamente attività complesse, non è considerato senziente. Nella serie televisiva "Ghost in the Shell: Stand Alone Complex" sono presenti degli androidi d'aspetto umano, in grado di svolgere compiti semplici: sono in genere addetti alla reception e il loro aspetto e la loro voce può farli passare per esseri umani, ma non sono dotati di "ghost" (cioè senzienti) a differenza di alcuni robot tachikoma, dall'apparenza ingannevolmente più meccanica - con alcune interazioni che da un punto di vista esterno possono apparire paradossali.

Un caso limite di intelligenza non-senziente è presentata nel libro "Blindsight" dello scrittore canadese Peter Watts (inedito in italiano).

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Robby il robot nella locandina del film Il pianeta proibito

Elenco (non esaustivo), in ordine alfabetico, delle intelligenze artificiali protagoniste di opere di fantascienza.

Anche in molti videogiochi sono presenti intelligenze artificiali, talvolta maligne (SHODAN nella saga di System Shock) o benigne (Cortana in Halo).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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