Antigravità

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Illustrazione di copertina della rivista Electrical Experimenter (maggio 1916) che presenta un misterioso "raggio antigravità" in grado di sollevare una nave.

Per antigravità si intende il concetto di creare un oggetto o un luogo che non sia influenzato dalla forza di gravità. In tal senso non ci si riferisce a sistemi che contrastano la forza di gravità con una forza uguale e contraria da essi stessi prodotta, come ad esempio nel caso dell'elicottero, bensì a situazioni in cui l'influenza della gravità venga bloccata o alterata dall'effetto di altre forze con azione a distanza, da effetti dovuti ad accelerazione centripeta o, a livello di fantascienza, da qualche tipo di tecnologia.

La gravità è una delle forze fondamentali della fisica, per vincere la quale occorre l'azione di una'opportuna forza che agisce in direzione opposta e di uguale intensità. Alla gravità può essere opposta una forza isotropa e perpendicolare alla velocità della massa, nell'ambito della stessa meccanica newtoniana quale la forza centrifuga generata dal moto circolare uniforme di un grave intorno alla massa che si intende spostare; se il grave rotante è dotato di carica elettrica ed è presente un campo magnetico uniforme, si somma una forza di Lorentz, anch'essa perpendicolare alla velocità e allo spostamento.
Altri approcci tentano di ridurre l'effetto della gravità, ad esempio con l'utilizzo di un forte campo magnetico, secondo la relatività in grado di deformare lo spazio-tempo nell'intorno del corpo che si intende sollevare. Oppure ricorrendo alla fisica del plasma, avente leggi completamente diverse dalla fisica classica: intorno al corpo si distribuisce un materiale radioattivo come bario o tallio in grado di creare ioni nel mezzo circostante, in modo da rallentare l'azione della forza di gravità: invece di forze simultanee agenti a distanza, secondo la teoria dei gravitoni abbiamo un campo gravitazione, un'informazione-azione della forza di gravità che si propagano a una velocità finita, che diventa minore se tra l'aria e il corpo in movimento si crea uno strato di ioni allo stato di plasma. In secondo luogo, la forza di Lorentz citata prima è utilizzata in altro modo con la presenza di materiale conduttore (come bario e tallio, rispetto all'aria che ha una scarsa permeabilità elettrica e magnetica), e con la corrente prodotta al contatto con questi da due elettrodi e da un campo magnetico.

Quello dell'antigravità è un tema ricorrente nell'ambito della fantascienza. Moltissimi autori hanno utilizzato questo elemento in particolare nel descrivere veicoli o ambienti che potessero in sostanza spostarsi o galleggiare liberamente nell'aria. Nonostante siano stati intrapresi studi e ricerche in questo senso, attualmente non è noto alcun sistema o teoria che possa bloccare o annullare l'effetto della gravità.

Antigravità nella fisica[modifica | modifica sorgente]

Il termine antigravità è anche talvolta usato per descrivere una forza gravitazionale repulsiva invece che attrattiva come nel caso della gravità vera e propria. La sua esistenza, basata su alcune soluzioni della relatività generale di Einstein, potrebbe derivare da alcune situazioni estremamente speculative, che implicano l'uso di concetti esotici quale l'energia negativa, da non confondere con l'antimateria.

Einstein formulò l'ipotesi di un universo piatto, in alternativa alle due altre soluzioni accettate ai suoi tempi, e cioè quella di un universo aperto, in cui tenderebbe ad espandersi all'infinito e quella di universo chiuso, nella quale collasserebbe nuovamente a causa del sopravvento della forza di gravità.[1]

Dovendo giustificare la sua teoria di un universo stabile e statico, Einstein introdusse un termine alle sue equazioni chiamato "termine cosmologico" o costante cosmologica (anche se non tutti i fisici concordano che si possa trattare di una costante), in grado di produrre una forza repulsiva estesa a tutto lo spazio, che si può definire come una sorta di antigravità, avente il compito primario di stabilizzare l'universo.

Anche più recentemente, intorno alla fine degli anni settanta, il dilemma della "costante cosmologica" ritornò in auge quando gli astronomi si accorsero, durante i loro calcoli della velocità di espansione dell'universo, che esisteva una discordanza tra l'età dell'universo e l'età di alcuni oggetti al suo interno, che sembrerebbero addirittura più antichi dell'universo stesso.[1]

Nelle camere antigravità i composti dell'atmosfera sono identici a quelli in cui viviamo tutti i giorni, con differenza di assenza di gravità.

Ancora alla fine degli anni novanta gli esperti si sono domandati se le cause di questo contrasto cronologico potessero dipendere da una imprecisione dei modelli cosmologici o di quelli riguardanti l'evoluzione delle stelle.

In risposta a questi dilemmi, gli scienziati attualmente hanno accantonato l'ipotesi di un universo piatto, propendendo invece per quella di un universo aperto, e hanno assegnato alla costante cosmologica il ruolo di "controllore" del destino dell'universo, in funzione del valore che assume.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c "L'antigravità cosmologica", di Lawrence M.Krauss, pubbl. su "Le Scienze (American Scientific), num. 367, pag.47-53

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rees Martin, Prima dell'inizio, Milano, Raffaello Cortina, 1998.