Sociologia della conoscenza
La sociologia della conoscenza è un settore della sociologia che studia le relazioni tra forme del sapere e contesti sociali: analizza in che modo le condizioni storiche, culturali, economiche e politiche influenzino la produzione, la diffusione e la legittimazione delle idee.
Oggetto
[modifica | modifica wikitesto]La sociologia della conoscenza affronta questioni quali:
- il rapporto tra posizione sociale e produzione delle idee;
- l’origine sociale delle categorie cognitive;
- il nesso tra conoscenza e potere;
- la distinzione tra genesi sociale di un’idea e sua validità logica.
Essa si colloca all’intersezione tra sociologia, epistemologia, filosofia politica e storia delle idee.
Ambito di ricerca
[modifica | modifica wikitesto]Partendo dal presupposto che le categorie dell'apprendimento non siano fisse, ma frutto dell'ambiente in cui sono prodotte, qualsiasi teoria "sociologica" sulla conoscenza revoca in dubbio quelle filosofie della conoscenza, che attribuiscono all'uomo facoltà conoscitive immutabili e universali (vedi Kant).
Essa assume posizione biunivoca, concentrandosi sia sugli aspetti di possibilità del conoscere (la cui riflessione metodologica non si distanzia molto dalla riflessione gnoseologica della filosofia della conoscenza), sia su quelli legati all'introduzione di un particolare sapere nella realtà sociale.
Propriamente l'origine non è "gnoseologica" ma si rifà al concetto di Wissen: è la "sociologia del sapere" fondata e sviluppata da Max Scheler[1], poi ripresa nel senso di "sociologia della conoscenza" da Karl Mannheim[2].
Differenze
[modifica | modifica wikitesto]Sebbene nel Tractatus Theologico-Politicus Baruch Spinoza mostri come le autorità religiose e politiche plasmino le credenze collettive, le sue intuizioni sociologiche - le idee non circolano in modo neutro, il potere incide sulla produzione e diffusione del sapere, la libertà filosofica è condizione per il progresso della conoscenza - non revocano in dubbio che, per Spinoza, la verità resta oggettiva: dipende dall’adeguatezza dell’idea, non dal consenso comunitario.
Sul lato opposto si colloca il populismo epistemico, nel quale la comunità diventa fonte diretta di verità[3]: la variante comunitaristica dell'irrazionalismo predica che l’esperienza vissuta vale più dell’argomentazione tecnica e gli esperti - che operano secondo i princìpi della logica formale - sono sospettati di essere espressione di élite manipolatrici[4].
Il fondamento ermeneutico della sociologia della conoscenza resta distante da questi due estremi: per Hans-Georg Gadamer, la verità emerge nel dialogo tra orizzonti storici (“fusione degli orizzonti”) ed ogni conoscenza è interpretazione situata in una tradizione storica[5].
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini
[modifica | modifica wikitesto]Le prime formulazioni sistematiche si trovano nelle opere di Émile Durkheim, che sostenne l’origine sociale delle categorie del pensiero, in particolare nel suo studio della religione e delle classificazioni simboliche.[6]
Il termine Wissenssoziologie fu utilizzato esplicitamente da Max Scheler, che cercò di distinguere tra condizionamento sociale e validità della verità.[7]
Karl Mannheim
[modifica | modifica wikitesto]La sistematizzazione della disciplina si deve a Karl Mannheim, in particolare con Ideologia e utopia (1929).[8] Mannheim elaborò il concetto di relazionismo, distinguendolo dal relativismo, e sviluppò un’analisi sociologica dell’ideologia.
Karl Mannheim propone di considerare i rapporti tra l'essere situato nel mondo e il pensiero, che sarebbe correlato appunto alla struttura sociale nella quale l'essere è gettato. Egli propone per la sociologia della conoscenza una "sfera libera" e indipendente dalla quale poter analizzare e ricostruire le diverse contingenze storiche delle produzioni del sapere e per favorire una ricerca gnoseologica sul problema della validità delle teorie[9].
Sviluppi successivi
[modifica | modifica wikitesto]Negli Stati Uniti, Robert K. Merton orientò la disciplina verso la sociologia della scienza, analizzando le norme istituzionali che regolano la produzione scientifica.[10]
Nel 1966, Peter L. Berger e Thomas Luckmann pubblicarono The Social Construction of Reality, estendendo l’analisi alla costruzione sociale della realtà quotidiana.[11]
Sviluppi contemporanei
[modifica | modifica wikitesto]Grande influenza nella diffusione della sociologia della conoscenza ebbe il sociologo Kurt Heinrich Wolff, per aver tradotto dal tedesco all'inglese, pubblicato e fatto conoscere negli Stati Uniti molti degli scritti di Karl Mannheim e di Georg Simmel[12].
Nella contemporaneità il tema della conoscenza è ampiamente dibattuto in ottica transdisciplinare da autori quali Elinor Ostrom e Charlotte Hess.
Science and Technology Studies
[modifica | modifica wikitesto]Gli Science and Technology Studies (STS) hanno approfondito lo studio della produzione sociale del sapere scientifico. Tra i contributi principali:
- Thomas Kuhn, autore di The Structure of Scientific Revolutions (1962);
- David Bloor, autore di Knowledge and Social Imagery (1976);
- Bruno Latour, autore di Science in Action (1987).
Teoria critica e potere
[modifica | modifica wikitesto]La relazione tra sapere e potere è stata approfondita da Michel Foucault e Jürgen Habermas, che hanno analizzato rispettivamente il rapporto tra sapere e dispositivi istituzionali[13] e la struttura comunicativa della razionalità.
Pierre Bourdieu
[modifica | modifica wikitesto]Pierre Bourdieu ha analizzato la produzione del sapere come lotta interna ai campi sociali per il capitale simbolico e la legittimazione.
Critiche
[modifica | modifica wikitesto]La sociologia della conoscenza è stata oggetto di critiche per il rischio di relativismo epistemologico e riduzionismo sociologico. Il dibattito riguarda la possibilità di distinguere tra condizionamento sociale della conoscenza e validità della verità.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ La sociologia del sapere in Scheler fa riferimento alle forme della Bildung, cioè alla sedimentazione delle tecniche con cui l'uomo dà forma alla propria esistenza: Max Scheler, Problèmes de sociologie de la connaissance (1924) ; éd. français, Paris, PUF, 1993.
- ↑ Karl Mannheim, Idéologie et utopie (Une introduction à la sociologie de la connaissance) (1929), Paris, Rivière, 1956.
- ↑ Axel Mueller, “The meaning of ‘Populism’”, Philosophy and Social Criticism 2019, Vol. 45(9-10) 1025–1057.
- ↑ Pierre Rosanvallon, The Populist Century: History, Theory, Critique, Polity, 2021.
- ↑ Hans-Georg Gadamer, Verità e metodo, Milano, Bompiani, 1983-2001.
- ↑ É. Durkheim, The Elementary Forms of Religious Life, 1912.
- ↑ M. Scheler, Problemi di una sociologia della conoscenza, 1924.
- ↑ K. Mannheim, Ideologia e utopia, 1929.
- ↑ Rinzivillo, Guglielmo (2016). Scienza e valori in Karl Mannheim, Roma: Armando editore.
- ↑ R. K. Merton, Social Theory and Social Structure, 1949.
- ↑ P. L. Berger; T. Luckmann, The Social Construction of Reality, 1966.
- ↑ Simmel, Georg, and Kurt H. Wolff. The Sociology of Georg Simmel. Glencoe, Ill.,: Free Press, 1950., su archive.org.
- ↑ Foucault, Michel (1975). Discipline and Punish. New York: Random House.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Peter L. Berger e Thomas Luckmann, La realtà come costruzione sociale, il Mulino, 1966.
- Franco Crespi e F. Fornari, Introduzione alla sociologia della conoscenza, Roma, Donzelli, 1998.
- Norbert Elias, Coinvolgimento e distacco. Saggi di sociologia della conoscenza, Bologna, il Mulino, 1988.
- Alberto Izzo, L'invincibile perplessità. Fondamenti, storia e problemi di sociologia della conoscenza, Roma, Armando, 1999.
- Max Scheler, Probleme einer Soziologie des Wissens, 1926.
- Paolo Terenzi. Ideologia e complessità. Da Mannheim a Boudon, Roma, Studium, 2002.
- Kurt Heinrich Wolff, Versuch zu einer Wissenssoziologie, Berlin, 1968.
- Elinor Ostrom, Charlotte Hess, "La conoscenza come bene comune", Mondadori, Italia, 2009.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su sociologia della conoscenza
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) sociology of knowledge, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 50371 · LCCN (EN) sh85072731 · GND (DE) 4066615-3 · BNF (FR) cb11931772h (data) · J9U (EN, HE) 987007545794205171 · NDL (EN, JA) 00573086 |
|---|