DuPont

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Dupont.
E. I. du Pont de Nemours and Company
Logo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Public company
Borse valori
ISIN US2635341090
Fondazione 1802
Fondata da Eleuthère Irénée du Pont
Sede principale Wilmington
Persone chiave
Settore Chimica - Plastica e Gomma
Prodotti Neoprene, Nylon, Teflon, Delrin, Mylar, Kevlar, Zemdrain, Corian e Tyvek
Fatturato Green Arrow Up.svg29 miliardi $ (2006)
Utile netto Green Arrow Up.svg 441 milioni $[1] (2009)
Dipendenti 60.000 (2005)
Slogan «The miracles of science»
Sito web www.dupont.com

La DuPont (E.I. du Pont de Nemours and Company) è un'azienda chimica fondata a Wilmington (Delaware) nel 1802 da Eleuthère Irénée du Pont, allievo di Antoine Lavoisier.

DuPont è presente in oltre 70 paesi e produce una vasta gamma di prodotti e servizi destinati a una varietà di mercati che includono agricoltura e alimentazione, arredamento e costruzioni, elettronica e comunicazioni, sicurezza e protezione, trasporti.

Dal dicembre 2015 viene annunciata la fusione con Dow Chemical. L'operazione durerà fino a fine 2016[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata da Éleuthère Irénée du Pont de Nemours, conosciuto come Irénée du Pont, un chimico ed imprenditore francese che emigrò negli Stati Uniti d'America nel 1799 e fondò nel 1802 la società come fabbrica di polvere da sparo. Grazie alla guerra d'indipendenza e alla successiva guerra civile americana prosperò rapidamente. A inizio XX secolo diversificò la propria produzione, con la chimica e negli anni trenta anche nell'auto.

Prodotti[modifica | modifica wikitesto]

È titolare di numerosissimi marchi e brevetti di processi chimici e materiali, tra cui: Antron, Biomax, Butacite, Corian, Crastin, Cromalin, Delrin, Freon, Hytrel, Kevlar, Lycra, M5 fiber, Mylar, Nafion (materiale utilizzato per costruire membrane nel settore delle pile a combustibile), Nomex, Neoprene, Nylon, SentryGlas, Solae, Sorona, Surlyn, Teflon, Tyvek, Vespel, Zodiaq e Zytel.

DuPont in Italia[modifica | modifica wikitesto]

DuPont ha iniziato le attività in Italia sin dagli anni cinquanta, utilizzando inizialmente rappresentanti e importatori (tra cui la G.O.I. General Overseas Italiana), e poi dal 1964 con una presenza diretta in sussidiaria "Du Pont de Nemours Italiana SpA".

La sede di Milano è stata sino all'inizio degli anni ottanta in piazzale Loreto. Nella fase di maggiore espansione, tra gli anni '80 e '90, la sede fu spostata a Cologno Monzese.

Le filiali sono a Bolzano, Bologna, Firenze e Roma. Negli anni novanta la multinazionale inizia a effettuare dei cambiamenti, sino al cambio completo di rotta iniziato nel 1999[3]. Dal 2000 si avrà un declino costante, chiusa anche la fabbrica di Bolzano [4] DuPont rimane in Italia con qualche centinaia di dipendenti tra la sede centrale di Milano, la sede logistica e commerciale Pioneer di Gadesco (CR), il centro di ricerca di Pessina Cremonese e lo stabilimento di produzione delle sementi Pioneer di Sissa (PR).

Anche il Lycra (un filato elastomerico per la produzione di calze, collant, abbigliamento, costumi da bagno e sportswear) fu ceduto a un'altra azienda nel 2004. Tale era la popolarità di Lycra in Italia che Adriano Rodella, creatore del marchio 'Filodoro', dette tale nome all'azienda proprio in riferimento al filato Lycra DuPont.

L'invenzione del Nylon e la questione dell'obsolescenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1940, DuPont presenta il Nylon, una fibra sintetica rivoluzionaria per le sue caratteristiche. Si trattava infatti di una fibra particolarmente resistente che venne utilizzata, in primo luogo, per la realizzazione di calze femminili. Tuttavia il primo impiego di massa del poliammide 6/6 e 12/6 (vero nome del nylon) avvenne per produrre il milione di paracadute che si sarebbero resi necessari per tentare l'invasione dell'Europa. Infatti la Cina, primo produttore al mondo di seta, era stata invasa dai giapponesi e gli strateghi USA si trovarono costretti a sostituire in fretta e furia la seta naturale cinese con il nylon per potere equipaggiare al meglio sia la 101ª che l'82ª divisione di fanteria aerotrasportata USA, la 1ª Divisione britannica nonché i reparti francesi-liberi e polacchi che si sarebbero tutti largamente distinti nelle sanguinose battaglie di Sicilia, Normandia e Olanda.

Lo Sbarco in Normandia e l'Operazione Market Garden furono resi possibili dall'impiego massiccio del Nylon, l'umile fibra sintetica che cambiò il corso della seconda guerra mondiale in Europa. Dato che la nuova fibra sembrava superare le precedenti per robustezza, le aspettative di vita di un singolo paio di collant sembravano essere aumentate di molto. Poco tempo dopo la messa in commercio, venne richiesto ai chimici dell'azienda DuPont di creare fibre più deboli in modo da realizzare un prodotto più deperibile[5]. Tale scelta aziendale sembra configurarsi all'interno della politica della cosiddetta obsolescenza pianificata, ossia la definizione arbitraria della vita utile limitata di un prodotto, che quindi diventerà obsoleto o non funzionante dopo un certo periodo[6].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Le pellicole cinematografiche DuPont furono largamente impiegate nell'Italia del bianco e nero per via della loro resa visiva e della pastosità del bianco/nero. Molti film del neorealismo italiano e quasi tutti i film di Totò sono girati su pellicole DuPont, furono utilizzate anche da Federico Fellini. DuPont uscì dal mercato con l'arrivo del colore.

Molto attivi in Italia erano anche i reparti 'X-Ray', dove DuPont fu fornitore della maggior parte degli ospedali italiani con le pellicole per radiografie Cronex, Quanta e Ultra-Vision, che consentivano di ridurre la dose di raggi emessa per ottenere immagini diagnostiche ottimali. Anche questi reparti furono dismessi negli anni '90.[7]

Tra i progetti mai realizzati di DuPont Italiana, oltre a una filatura di elastomero Lycra in Italia, c'era la costruzione al Sud di un impianto per la produzione di compact disc, alla cui nascita DuPont contribuì: l'idea era quella di utilizzare l'alluminio della Ilva per il substrato riflettente, e annettervi una produzione di policarbonato DuPont per il disco. Tuttavia dopo il disastro di Seveso negli anni '70, DuPont non riusciì a trovare un luogo adatto per la produzione e il progetto fu cancellato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ DuPont, trim4 meglio di attese
  2. ^ Dow Chemical e DuPont confermano la fusione da record nella chimica, in repubblica.it, 11-12-2015. URL consultato l'11-12-2015.
  3. ^ Il colosso Usa Dupont cambia pelle Meno chimica, più ambiente e high tech
  4. ^ La “Dupont” lascia Bolzano, presa di posizione degli assessori competenti | Comunicati stampa | Servizio stampa | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige
  5. ^ OBSOLESCENZA PROGRAMMATA - Il motore segreto della nostra società di consumo; SKDProduction,.
  6. ^ Computer Electronics: Blu-Ray; ComputerInfoWeb.com, 2008.,.
  7. ^ A comparison of the diagnostic utility of two image receptors for panoramic radiography. - [1]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Aziende Portale Aziende: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di aziende