Ignoramus et ignorabimus

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Ignoramus et ignorabimus è un aforisma latino pronunciato dal fisiologo tedesco Emil Du Bois-Reymond (1818–1896). La frase significa Ignoriamo ed ignoreremo ed esprime il limite, insito nell'essere umano, di conoscere e di spiegare tutti gli aspetti della realtà.

Nell'opera Sui limiti della nostra comprensione della natura (Über die Grenzen des Naturerkennens, 1872) il fisiologo tedesco evoca i grandi enigmi della natura e stabilisce dei limiti assoluti alla conoscenza umana dei fenomeni naturali. Tali limiti rendono l'universo inattingibile dall'uomo a due livelli:

  1. a livello del rapporto tra la materia e la forza da una parte e i fenomeni biologici dall'altra;
  2. a livello della relazione tra gli stati materiali o fisici di un organismo da una parte e la sua coscienza (pensieri, sentimenti, desideri) dall'altra.

Questi due enigmi dell'universo non costituiscono solamente dei problemi irrisolvibili con i metodi e le tecniche attualmente in possesso dell'uomo: essi costituiscono un mistero che la scienza non ha alcun potere di spiegare.

Nel 1880, Du Bois-Reymond pronunciò un discorso sui sette enigmi dell'universo, che Ernst Haeckel chiamò il Discorso dell'Ignorabimus''.

Il tema dell'Ignorabimus è stato ripreso in varie discussioni sui limiti della conoscenza scientifica. Nel 1930, in particolare, David Hilbert pronunciò un discorso alla radio in cui espresse la propria fiducia nel fatto che l'Ignorabimus potrebbe essere superato grazie alla matematica.

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