Duca di Calabria

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando una versione precedente del titolo, vedi Elenco dei conti e duchi di Puglia e Calabria.
Duca di Calabria
Stemma
Data di creazione1296
Primo detentoreRoberto d'Angiò
Attuale detentorePrincipe Don Pietro di Borbone Due Sicilie
TrasmissionePrimogenitura maschile
Predicato d'onoreSua Altezza Reale

Duca di Calabria era il tradizionale titolo dell'erede al trono del Regno di Napoli dopo l'ascesa di Roberto I di Napoli. Fu inoltre adottato dai capi di alcune casate che un tempo rivendicarono il Regno di Napoli in sostituzione del titolo reale.

Precedente al titolo ducale, istituito nella casata angioina, esisteva già in epoca normanna il titolo di Duca di Puglia e Calabria di cui fu investito per la prima volta Roberto d'Altavilla, detto il Guiscardo, da papa Niccolò II, nel 1059.

Il titolo è stato in tempi recenti per un periodo disputato alla morte di Ferinando Pio Di Borbone, nel contesto della relativa disputa dinastica sulla spettanza del titolo di Capo della Real Casa. Oltre al titolare del ramo primogenito, c'è stato dunque un altro pretendente al titolo di Duca di Calabria: nel contesto della Real Casa di Borbone-Due Sicilie - ramo primogenito, c.d. Primogenitura Farnesiana-, è stato ed è il titolo per il Capo della Casata Reale di Borbone-Due Sicilie[1], mentre nel contesto del ramo cadetto francese, è indicato come il titolo per l'erede al Capo della Casa Reale, cioè l'erede del Duca di Castro[2].

Nel 2014 è stato firmato a Napoli un atto di riconciliazione tra i due rami della famiglia, in cui si riconoscono mutualmente i rispettivi titoli[3][4], facendo sì che il titolo ducale di Calabria fosse solo appannaggio del ramo primogenito ispano-napoletano.

Il 14 maggio 2016, tuttavia, il patto è stato infranto: infatti il Duca di Castro, non avendo eredi maschi, e per la prima volta nella storia del Casato dei Borbone-Due Sicilie, decide di non riconoscere le regole di successione che privilegiano la linea maschile, abolendo il criterio di successione della legge salica, richiamandosi al diritto europeo (Trattato di Lisbona 2009) che proibisce la discriminazione tra uomini e donne. Questa decisione viene contestata[5] da Pietro di Borbone-Due Sicilie, in quanto illegittimo rispetto al codice legislativo dell'ex Regno delle Due Sicilie[6] e rispetto alle leggi ed alle tradizioni di famiglia[7].

Mappa del Ducato di Calabria o Thema di Calabria intorno al 1000

Ad oggi, in realtà, non esiste alcuno Stato sovrano o nazionale che riconosce tali titoli al ramo francese-napoletano (e quintogenito) della Casa Borbone Due Sicilie, ed ogni pretesa in tal senso da parte dei Duchi di Castro è frutto solo di documentazione autoprodotta o strumentalizzata. Gli unici titoli ducheschi di Calabria, come descritto nel seguito, sono riconosciuti soltanto al ramo primogenito maschile ispano-napoletano, e ciò mediante sentenze dell'8 marzo 1984[8], poi del 2012[9] e del 2014[10] da parte di autorità governative del Regno di Spagna. Anche la Repubblica Italiana riconosce i titoli ducheschi di Calabria al ramo primogenito ispano-napoletano e ciò con sentenza a latere dell'udienza del giorno 8 maggio 1961 presso il Tribunale di Napoli[11].

Apparizione di San Bruno al Guiscardo, conte di Puglia e Calabria

Casato d'Angiò[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il duca Nicola I la pretensione al trono napoletano decadde, ma fu presente formalmente nei titoli di:


Sepolcro di Roberto d'Angio prima del bombardamento dell' agosto 1943, Napoli, basilica di Santa Chiara
Roberto d’Angiò, particolare del manoscritto dei Regia Carmina di Convenevole da Prato, metà del XIV secolo. Firenze, Biblioteca Nazionale

Casato d'Aragona[modifica | modifica wikitesto]

Casato di Borbone-Due Sicilie[modifica | modifica wikitesto]

Come titolo reale per l'erede al trono:

Dopo la fine del regno:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In ottemperanza alle tradizioni sia dell'ex Regno delle Due Sicilie che della Casa Borbone Due Sicilie, il titolo di Duca di Calabria è riservato all'erede al trono
  2. ^ ATTO SOVRANO n. 594 del 4 gennaio 1817 in COLLEZIONI DELLE LEGGI E DE' DECRETI REALI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE. Anno 1817 n. 81
  3. ^ Real Casa di Borbone, su realcasadiborbone.it. URL consultato il 19 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  4. ^ Notiziario araldico
  5. ^ Lettera di contestazione del 29 giugno 2016 mediante il seguente documento: Copia archiviata (PDF), su constantinianorder.org. URL consultato il 30 agosto 2016 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2016).
  6. ^ [1]
  7. ^ Polémica entre los Borbón Dos Sicilias por el cambio en la sucesión, su El Confidencial Digital. URL consultato il 1º giugno 2016.
  8. ^ Lettera 8 Marzo 1984: Copia archiviata (PDF), su constantinianorder.org. URL consultato il 1º settembre 2016 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2016).
  9. ^ Trascrizione in lingua Castigliana: http://www.docelinajes.org/2013/05/comentarios-a-la-instruccion-general-0612-del-jeme-del-ejercito-de-tierra-sobre-autorizacion-de-uso-en-el-uniforme-de-recompensas-civiles-y-militares/
  10. ^ Orden Circular 4/2014 del Ministeriode Asuntos Exteriores y de Cooperacion: http://smocsgtoscana.altervista.org/joomla/images/stories/circolareoriginalversion.pdf Archiviato il 24 settembre 2016 in Internet Archive.
  11. ^ Cfr. l'intero dibattimento nel volume La maison royale des deux Sicilies, l'Ordre Constantinien de Saint Georges et l'Ordre de Saint Janvier, con autore il Marchese de Villareal de Alava, 1964, particolarmente p. 302 e seguenti. Avvocati della parte vincitrice: Enrico Carrillo, Prof. Carnelutti e con referenza rappresentativa da parte del Console Generale di Spagna in Italia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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