Maria Sofia di Baviera

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« L'Aquiletta bavara »
(definizione di Gabriele d'Annunzio su Maria Sofia di Baviera)
Maria Sofia Wittelsbach
Maria Sofia Wittelsbach
Regina consorte delle Due Sicilie
In carica 22 maggio 1859 - 27 dicembre 1894
Predecessore Maria Teresa d'Austria
Successore Maria Antonietta delle Due Sicilie (titolare)
Nome completo Marie Sophie Amalie von Wittelsbach, Herzogin in Bayern
Altri titoli Duchessa in Baviera, Principessa reale di Baviera,
Nascita Possenhofen, Baviera, 4 ottobre 1841
Morte Monaco di Baviera, 19 gennaio 1925
Luogo di sepoltura Basilica di Santa Chiara, Napoli
Casa reale Wittelsbach
Padre Massimiliano Giuseppe in Baviera
Madre Ludovica di Baviera
Consorte Francesco II delle Due Sicilie
Figli Maria Cristina Pia

Maria Sofia di Wittelsbach (Possenhofen, 4 ottobre 1841Monaco di Baviera, 19 gennaio 1925) nata Duchessa in[1] Baviera, fu l'ultima regina consorte del Regno delle Due Sicilie.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Nata il 4 ottobre 1841, presso il castello di Possenhofen, in Baviera, era la terza figlia dei duchi Massimiliano Giuseppe in Baviera e Ludovica di Baviera, quest'ultima figlia di Massimiliano I, re di Baviera. Sorella della celeberrima Sissi, la sua figura era «alta, slanciata, dotata di bellissimi occhi di color azzurro-cupo e di una magnifica capigliatura castana; Maria Sofia aveva un portamento nobile ed insieme maniere molto graziose».[2]

Regina[modifica | modifica sorgente]

« Piuttosto che stare qui, amerei morire negli Abruzzi in mezzo a quei bravi combattenti. »
(Maria Sofia di Baviera durante l'Assedio di Civitella[3])

Nel 1858, a diciassette anni, venne promessa in sposa al giovane erede al trono del Regno delle Due Sicilie Francesco di Borbone Duca di Calabria, che conobbe inizialmente solo attraverso l'immagine di una miniatura. Il matrimonio serviva a rafforzare il legame tra le corone degli Asburgo d'Austria e i Borbone di Napoli.

Il fidanzamento ufficiale avvenne il 22 dicembre 1858 e il matrimonio fu celebrato per procura l'8 gennaio 1859. Dopo qualche giorno venne accompagnata a Trieste, dove era attesa dalle fregate borboniche Tancredi e Fulminante, a bordo delle quali arrivò a Bari il 1º febbraio 1859, dove finalmente incontrò Francesco e il re Ferdinando II di Borbone che si era ammalato durante il suo viaggio da Napoli a Bari. Il 7 marzo 1859 partirono tutti via mare per Napoli, la capitale del regno. A bordo era il re Ferdinando II in gravi condizioni.

Morto Ferdinando II, Maria Sofia divenne regina a soli 18 anni al fianco di Francesco II, allora ventitreenne, il 22 maggio 1859, fino alla capitolazione di Gaeta avvenuta il 13 febbraio 1861.

Divenne molto popolare proprio durante l'assedio della piazzaforte di Gaeta, dove la corte si era rifugiata il 6 settembre 1860 per tentare un'ultima resistenza alle truppe piemontesi. Cercò in tutti i modi di incoraggiare i soldati borbonici distribuendo loro medaglie con coccarde colorate da lei stessa confezionate, prese ad indossare un costume calabrese di taglio maschile affinché pure la popolazione civile la sentisse più vicina, come una di loro, partecipò personalmente ai combattimenti incitando alla lotta i soldati e recandosi in visita dei feriti negli ospedali. Quando, poi, a Gaeta la situazione peggiorò sempre più a causa della scarsità del cibo, del tifo e del freddo Francesco II la invitò a lasciare la roccaforte ma la regina fu irremovibile nella sua decisione di restare accanto al popolo. Così, infatti, riferisce Francesco II in una lettera a Napoleone:

« Ho fatto ogni sforzo per persuadere S.M. la Regina a separarsi da me, ma sono stato vinto dalle tenere sue preghiere, dalle generose sue risoluzioni. Ella vuol dividere meco, sin alla fine, la mia fortuna, consacrandosi a dirigere negli ospedali la cura dei feriti e degli ammalati; da questa sera Gaeta conta una suora di carità in più[4] »

Grande fu l'ammirazione che ebbe verso la Regina il giornalista francese Carlo Garnier presente sul posto.[5]

Roma[modifica | modifica sorgente]

Con la caduta di Gaeta e il Regno delle Due Sicilie, Maria Sofia e il marito andarono in esilio a Roma, la capitale di quello che per mille anni era stato il considerevole Stato Pontificio, una grande parte del centro Italia ma che, nel 1860, con la battaglia di Castelfidardo era stato ridotto al solo Lazio.

Maria Sofia fotografata dai Fratelli d'Alessandri

Ivi, Re Francesco istituì un governo in esilio a Roma, che godette del riconoscimento diplomatico da parte degli stati europei per alcuni anni come il governo legittimo del Regno delle Due Sicilie.

Durante il soggiorno romano la regina fu oggetto di calunnie per screditarla. Nel febbraio 1862 apparvero alcune foto oscene che la ritraevano nuda e che fecero il giro di tutte le corti d'Europa. Le foto si rivelarono essere degli abili montaggi nei quali la testa della regina era stata montata sul corpo di una giovane prostituta ritratta in pose lascive, le indagini svolte portarono la polizia pontificia all'arresto di Antonio Diotallevi e di sua moglie Costanza Vaccari, autori del misfatto.

La sua ricchezza e i suoi privilegi erano, in una certa misura, oscurati da tragedie personali. Il suo matrimonio rimase non consumato per molti anni, e ciò era dovuto al fatto che il marito soffriva di fimosi. La timidezza e il fanatismo religioso di Francesco avevano anche impedito alla coppia di sviluppare qualsiasi tipo di intimità fisica fra di loro. Mentre era in esilio a Roma, Maria Sofia si innamorò di un ufficiale della guardia pontificia, Armand de Lawayss, rimanendo incinta. Si ritirò a casa dei genitori a Possenhofen, dove un consiglio di famiglia decise che doveva partorire in segreto per evitare lo scandalo. Il 24 novembre 1862 Maria Sofia diede alla luce due gemelle nel convento di S. Orsola ad Augusta. Le bambine furono separate, una, di nome Daisy, fu affidata alla famiglia di Lawayss a Bruxelles; l'altra, Viola, fu presa in consegna dagli zii, Luigi ed Henriette di Baviera. I due coniugi, per non destare sospetti, si trasferirono nella riviera ligure per un bel po' di tempo, facendo credere di aver avuto una bimba, a cui era stato imposto il nome di Maria Luisa von Wallersee. A Maria Sofia era stato fatto promettere che non avrebbe mai tentato di vederle di nuovo, cosa che la colpì profondamente. Maria Sofia soffrì in età avanzata di depressione, che si ritiene abbia le sue radici in questo evento.

Un anno dopo, su consiglio della sua famiglia, Maria Sofia decise di confessare la relazione a suo marito. Successivamente, il rapporto tra i due migliorò per qualche tempo. Francesco si sottopose ad un'operazione che gli consentì di consumare il matrimonio, e Maria Sofia rimase incinta una seconda volta, questa volta dal marito. Entrambi erano felicissimi per l'evento e pieni di speranza. Il 24 dicembre 1869, dopo dieci anni di matrimonio, Maria Sofia diede alla luce una figlia, la principessa Maria Cristina Pia delle Due Sicilie. Cristina nacque nello stesso giorno di sua zia, l'imperatrice Elisabetta, che divenne la sua madrina. Purtroppo, la bambina visse solo tre mesi e morì il 28 marzo 1870. Maria Sofia e suo marito non ebbero altri figli.

Vita successiva[modifica | modifica sorgente]

Con la caduta di Roma e dello Stato Pontificio il 20 settembre 1870, il re e la regina si trasferirono in Baviera. Francesco II mori nel 1894. Maria Sofia trascorse molto tempo a Monaco, e poi si trasferì a Parigi, dove viveva in una villetta acquistata da Francesco II nel sobborgo di Saint Mandé.

A Parigi presiedeva, ancora, in qualche modo ad una informale corte borbonica in esilio. Infatti, Maria Sofia non smise di sperare di riconquistare il regno perduto, arrivando persino ad avere contatti col mondo anarchico ed insurrezionale: conobbe lo stesso Errico Malatesta e fu soprannominata, del tutto impropriamente, Regina degli anarchici. Sperava, infatti, di utilizzarli in attentati contro i regnanti sabaudi allo scopo di provocare la destabilizzazione del neonato regno d'Italia. Si diceva che avesse avuto una certa influenza sugli anarchici Giovanni Passannante e Gaetano Bresci contro Umberto I, ma le testimonianze e i processi provarono che i due attentatori agirono individualmente. Alcuni studiosi avevano resuscitato questa voce basata sulla credenza della teoria del complotto dall'allora presidente del Consiglio, Giovanni Giolitti.

In Francia coltivò la sua passione per i cavalli e seguiva le gare in varie località europee, come Londra, dove si appassionò anche alla caccia alla volpe.

Durante la Prima guerra mondiale, Maria Sofia si era schierata attivamente verso l'Impero tedesco e l'Austria-Ungheria in guerra contro il Regno d'Italia. Alcune la volevano coinvolta in atti di sabotaggio e di spionaggio contro l'Italia, nella speranza che una sconfitta italiana avrebbe disintegrato la nazione e che il Regno delle Due Sicilie sarebbe stato ripristinato. Ciò nonostante aveva l'abitudine di visitare i campi di prigionieri italiani per portare loro dei libri e quel poco di cibo che si poteva trovare nell'affamata Germania. I soldati non riuscivano a capire chi fosse quell'anziana signora che parlava la loro lingua con uno strano accento tedesco-napoletano e che chiedeva notizie soprattutto dei paesi del Sud. Ecco cosa scrive a proposito Arrigo Petacco: "Fra quei soldati laceri ed affamati, lei cerca i suoi napoletani. Distribuisce, come a Gaeta, bombon e sigari".[6]

Durante la sua vita, ha generato un'aria di ammirazione anche tra i suoi nemici politici. Gabriele D'Annunzio la soprannominò arcigna aquiletta bavara e Marcel Proust ha parlato di lei come della regina soldato sui bastioni di Gaeta.

Maria Sofia morì a Monaco di Baviera nel 1925. Dal 1984 le sue spoglie con quelle del marito e della figlia sono sepolte nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, dove riposano tutti i Sovrani di casa Borbone.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il 5 marzo 2011, a Lecce, e il 10 giugno 2011, a Portici, si sono celebrati due "processi" a Maria Sofia, entrambi presieduti dall'onorevole Alfredo Mantovano e promossi da Alleanza Cattolica.[7] La giuria popolare, con amplissimo margine – e nel secondo caso pressoché all’unanimità – ha votato per l’assoluzione.

Titoli e trattamento[modifica | modifica sorgente]

  • 4 ottobre 1841 - 3 febbraio 1859 Sua Altezza Reale Principessa Maria Sofia, Duchessa in Baviera
  • 3 febbraio 1859 - 22 maggio 1859 Sua Altezza Reale Principessa Maria Sofia, Duchessa di Calabria
  • 22 maggio 1859 - 27 dicembre 1894 Sua Maestà La Regina delle Due Sicilie
  • 27 dicembre 1894 - 19 gennaio 1925 Sua Maestà La Regina Vedova delle Due Sicilie

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Dama dell'Ordine della Croce Stellata - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della Croce Stellata
Dama dell'Ordine di Teresa di Baviera (Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine di Teresa di Baviera (Baviera)
Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della regina Maria Luisa

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Maria Sofia di Baviera Padre:
Massimiliano Giuseppe in Baviera
Nonno paterno:
Pio Augusto in Baviera
Bisnonno paterno:
Guglielmo in Baviera
Trisnonno paterno:
Giovanni di Birkenfeld-Gelnhausen
Trisnonna paterna:
Sofia Carlotta di Salm-Dhaun
Bisnonna paterna:
Maria Anna di Zweibrücken-Birkenfeld
Trisnonno paterno:
Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld
Trisnonna paterna:
Maria Francesca del Palatinato-Sulzbach
Nonna paterna:
Amalia Luisa di Arenberg
Bisnonno paterno:
Luigi Maria di Arenberg
Trisnonno paterno:
Carlo Maria Raimondo d'Arenberg
Trisnonna paterna:
Louise Margarete de la Marck-Schleiden, Contessa di Vardes
Bisnonna paterna:
Marie Adélaïde Julie de Mailly
Trisnonno paterno:
Louis Joseph de Mailly, Marchese of Nesle
Trisnonna paterna:
Adélaïde Julie d'Hautefort
Madre:
Ludovica di Baviera
Nonno materno:
Massimiliano I di Baviera
Bisnonno materno:
Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld
Trisnonno materno:
Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken
Trisnonna materna:
Carolina di Nassau-Saarbrücken
Bisnonna materna:
Maria Francesca di Sulzbach
Trisnonno materno:
Giuseppe Carlo del Palatinato-Sulzbach
Trisnonna materna:
Elisabetta Augusta Sofia del Palatinato-Neuburg
Nonna materna:
Carolina di Baden
Bisnonno materno:
Carlo Luigi di Baden
Trisnonno materno:
Carlo Federico di Baden
Trisnonna materna:
Carolina Luisa d'Assia-Darmstadt
Bisnonna materna:
Amelia d'Assia-Darmstadt
Trisnonno materno:
Luigi IX d'Assia-Darmstadt
Trisnonna materna:
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I Duchi in Baviera discendevano da un ramo cadetto della famiglia Wittelsbach.
  2. ^ A. Tosti, Maria Sofia, ultima regina di Napoli, Milano 1947, p. 10
  3. ^ Dal Sito della Fortezza di Civitella
  4. ^ P.G.Jaeger, Francesco II di Borbone, l'ultimo Re di Napoli, Milano 1982, p. 204
  5. ^ Gigi Di Fiore, Gli ultimi giorni di Gaeta, Rizzoli, 2010, pag. 102
  6. ^ Arrigo Petacco, La Regina del Sud', Milano 1992, pg.255
  7. ^ Articolo nel sito dei Comitati delle Due Sicilie

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nicola Forte, Viaggio nella memoria persa del Regno delle Due Sicilie. La storia, i fatti, i fattarielli ed. Imagaenaria, Ischia 2007 ISBN 88-89144-70-X
  • M. Elia, La regina ribelle, Palermo 1863
  • C. Tschudi, Regina Maria Sofia di Napoli, un’eroina dimenticata, Città di Castello 1914
  • A. Tosti, Maria Sofia ultima regina di Napoli, Milano, 1947
  • A. Mangone, Maria Sofia. L’eroina di Gaeta, l’ultima regina di Napoli, Napoli 1992
  • A. Petacco, La regina del Sud. Amori e guerre segrete di Maria Sofia di Borbone, Milano, 1992 ISBN 88-04-43391-4
  • Diego Mormorio, La Regina nuda, Saggiatore, Nuovi saggi, 2006
  • G. Paladino, Maria Sofia di Wittelsbach, regina delle Due Sicilie, in «Istituto dell’Enciclopedia italiana», vol. XXIII, Roma 1951
  • R. de Cesare, La fine di un regno, Napoli 1869
  • R. de Cesare, Roma e lo stato del Papa, Roma 1907
  • G. Di Fiore, Gli ultimi giorni di Gaeta, Milano, 2010
  • P. Calà Ulloa, Un re in esilio, Bari 1928
  • Francesco II di Borbone, Da Gaeta ad Arco, diario di Francesco II di Borbone. 1º gennaio 1862 - 24 dicembre 1894, a cura di A. Gentile, Napoli, 1988
  • Pier Giusto Jaeger, Francesco II di Borbone l'ultimo Re di Napoli, Milano, 1982
  • Erika Bestenreiner, L'Imperatrice Sissi Milano, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-51248-2
  • Fulvio Izzo, Maria Sofia. Regina dei briganti Napoli, Controcorrente Edizioni, 2011. ISBN 9788889015933

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Maria Teresa d'Asburgo-Teschen 22 maggio 1859 - 20 marzo 1861 Titolo abolito
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