Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld

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Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld
Louis Tocqué - Friedrich Michael von Zweibrücken.jpg
Federico Michele, conte palatino di Zweibrücken, ritratto da Louis Tocqué nel 1745 circa, Alte Pinakothek, Monaco di Baviera
Conte palatino di Zweibrücken
Stemma
In carica 27 febbraio 1724 –
15 agosto 1767
Nascita Ribeauvillé, Alsazia, 27 febbraio 1724
Morte Schwetzingen, 15 agosto 1767
Luogo di sepoltura Chiesa di San Michele, Monaco di Baviera
Dinastia Casato di Palatinato-Zweibrücken
Padre Cristiano III, conte palatino di Zweibrücken
Madre Carolina di Nassau-Saarbrücken
Consorte Maria Francesca del Palatinato-Sulzbach
Figli Carlo Augusto
Maria Amalia Augusta
Maria Anna
Massimiliano
Religione Protestantesimo per nascita
Cattolicesimo per conversione

Federico Michele di Wittelsbach, conte palatino di Zweibrücken-Birkenfeld (Rappoltsweiler, 27 febbraio 1724Schwetzingen, 15 agosto 1767), è stato un nobile e generale tedesco. Membro del casato di Wittelsbach, fu padre di Massimiliano Giuseppe che divenne Re di Baviera e fu quindi capostipite della casata reale di Baviera.

Era considerato uno degli uomini più belli e illuminati del suo tempo e fu uno degli amanti di sua cognata, la principessa Elisabetta Augusta del Palatinato-Sulzbach.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio di Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken e di Carolina di Nassau-Saarbrücken e sposò Maria Francesca del Palatinato-Sulzbach (1724-1794).

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Maria Francesca di Sulzbach, contessa palatina di Zweibrücken di Marcantonio Onofrio Grandemiseldés, 1743

Il 6 febbraio 1746, Federico Michele sposò Maria Francesca di Sulzbach. Dopo aver avuto cinque figli, il rapporto con la moglie cominciò a naufragare dal 1760.

Sedotta dal cattivo esempio della corte, la Contessa cominciò una relazione con un attore di Mannheim. Quando rimase incinta, Maria Francesca fu bandita dalla corte. A Strasburgo partorì un maschio, e fu poi confinata ad una semi-detenzione in vari monasteri, prima dalle Orsoline a Metz e poi dagli Agostiniani di Bonnevoie nel ducato di Lussemburgo. Dopo la morte di suo marito nel 1767, le fu permesso di tornare al castello di Sulzbach.

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Il conte palatino Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld ritratto da Georges Desmarées

Iniziò la propria carriera nell'esercito a 18 anni al servizio della Francia sino a raggiungere il grado di tenente generale. Combatté con il maresciallo Charles Louis Auguste Fouquet de Belle-Isle nel 1742 all'assedio di Praga. Il 27 novembre 1746 si convertì al cattolicesimo da protestante quale era. Nel 1751 si portò in visita a papa Benedetto XIV a Roma, dal quale ricevette la santa cresima. Fu lui a consigliargli di aggiungere al proprio nome di battesimo anche quello di Michele in ricordo dell'arcangelo Michele.

Divenne poi generale feldmaresciallo e governatore di Mannheim. Nel 1758 si distinse come feldmaresciallo imperiale nel corso della guerra dei Sette anni e ricevette per la sua condotta la gran croce dell'Ordine militare di Maria Teresa. Nell'autunno del 1758 invase la Sassonia, prendendo la fortezza di Sonnenstein ed assediando Lipsia. L'anno seguente, Lipsia, Torgau, Wittenberg e Dresda vennero conquistate. Rese sicura la posizione del feldmaresciallo von Daun nella battaglia di Maxen e combatté nella battaglia di Strehlen. Nel 1761 diede le proprie dimissioni dall'esercito, cedendo il comando al feldmaresciallo Giovanni Serbelloni. Dopo la firma della pace di Hubertusburg, Federico Michele ricevette il comando generale della Boemia e divenne successivamente presidente della conferenza militare segreta imperiale.

Ultimi anni e morte[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Federico Michele di Birkenfeld

Massone, fu membro della loggia Carl zur Eintracht di Mannheim.

Morì nel 1767 a Schwetzingen.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Il conte Federico Michele e Maria Francesca del Palatinato-Sulzbach ebbero cinque figli:

Ebbe anche altri figli illegittimi da una sua amante, Luisa Cheveau:

  • Carlo Federico Stefano (1767-1834), barone di Schoenfeld (dal 1813), conte di Ottinga e Fuenfstetten (dal 1817). Sua figlia Luisa sposò Augusto di Senarclens de Grancy.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Cristiano I del Palatinato-Birkenfeld-Bischweiler Carlo I del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld  
 
Dorotea di Brunswick-Luneburg  
Cristiano II del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld  
Maddalena Caterina del Palatinato-Zweibrücken Giovanni II del Palatinato-Zweibrücken  
 
Caterina di Rohan  
Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken  
Giovanni Giacomo di Rappoltstein Giorgio Federico di Rappoltstein-Hohenack-Geroldseck  
 
Anna di Salm-Kyrburg  
Caterina Agata di Rappoltstein  
Anna Claudia di Salm-Kyrburg Giovanni Casimiro di Salm-Kyrburg  
 
Dorotea di Solms-Laubach  
Guglielmo del Palatinato-Zweibrücken  
Gustavo Adolfo di Nassau-Saarbrücken Guglielmo Luigi di Nassau-Saarbrücken  
 
Anna Amalia di Baden-Durlach  
Luigi Crato di Nassau-Saarbrücken  
Eleonora Clara di Hohenlohe-Neuenstein Kraft III di Hohenlohe-Neuenstein  
 
Sofia del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld  
Carolina di Nassau-Saarbrücken  
Enrico Federico di Hohenlohe-Langenburg Filippo Ernesto di Hohenlohe-Langenburg  
 
Anna Maria di Solms-Sonnenwalde  
Filippina Enrichetta di Hohenlohe-Langenburg  
Giuliana Dorotea di Castell-Remlingen Wolfgang Giorgio I di Castell-Remlingen  
 
Sofia Giuliana di Hohenlohe-Waldenburg  
 

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'ordine del Toson d'oro (Impero austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine del Toson d'oro (Impero austriaco)
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto (Regno di Baviera) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto (Regno di Baviera)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Maria Teresa - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Maria Teresa
— Vienna, 1760

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wilhelm Edler von Janko: Friedrich Michael. In: Allgemeine Deutsche Biographie (ADB). Bd. 7, Leipzig 1877, S. 627.
  • Lebenslust und Frömmigkeit, Kurfürst Carl Theodor zwischen Barock und Aufklärung, Handbuch ISBN 3-7917-1679-4 und Ausstellungskatalog ISBN 3-7917-1679-4

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Feldmaresciallo del Sacro Romano Impero Successore Héraldique meuble Aigle bicéphale éploye.svg
Francesco III d'Este 1758 Christian Moritz Eugen Königsegg-Rothenfels
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