Stella di Barnard

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Stella di Barnard
La posizione della stella nel 2006.La posizione della stella nel 2006.
Classificazione nana rossa
Classe spettrale M4 Ve
Tipo di variabile BY Draconis
Distanza dal Sole 5,9 anni luce
Costellazione Ofiuco
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta +17° 57' 48,5"
Declinazione +04° 41' 36"
Dati fisici
Diametro medio 236.640 km
Raggio medio 0,17 R
Massa
3,38 x 1029kg
0,17 M
Periodo di rotazione 130,4 giorni
Temperatura
superficiale
3370 K (media)
Luminosità
4,34 x 10-5 L
Indice di colore (B-V) 1,74
Metallicità 10-32%
Età stimata ~1,0 × 1010 anni
Dati osservativi
Magnitudine app. +9.54
Magnitudine ass. +13.24
Parallasse 545,4 ± 0,3 mas
Moto proprio AR: -798.71 mas/anno
Dec: 10337.77 mas/anno
Velocità radiale -106,8 km/s
Nomenclature alternative
Proxima Ophiuchi, Velox Barnardi, V2500 Oph, BD+04°3561a, GCTP 4098.00, Gliese 699, LHS 57, Munich 15040, LTT 15309, LFT 1385, Vyssotsky 799, HIP 87937, 3UCAC 140018183, GSC2.3 N35W050353.

La Stella di Barnard è una stella nella costellazione dell'Ofiuco. Mostra il più grande moto proprio di ogni altra stella conosciuta (a parte il Sole), pari a 10,3 secondi d'arco all'anno. Questo grande moto proprio fu scoperto dall'astronomo Edward Emerson Barnard nel 1916.[1] Per questo viene anche a volte citata come Barnard's "Runaway" Star, cioè stella fuggitiva di Barnard.[2]

Trovandosi ad una distanza di poco inferiore ai 6 anni luce, la Stella di Barnard è anche una delle stelle più vicine alla Terra: solo le tre componenti del sistema di Alpha Centauri sono più vicine (non contando il Sole). Essendo però una nana rossa (tipo spettrale M4), è una stella debolissima ed è invisibile senza un telescopio. La sua magnitudine apparente è infatti solo di 9,54.[3]

Indice

Caratteristiche [modifica]

Spostamento della Stella di Barnard negli anni compresi tra il 1985 ed il 2005.

La stella di Barnard è una nana rossa (tipo spettrale M4), troppo debole per essere vista senza un buon telescopio data la sua magnitudine apparente di 9,54[3] ben al di sotto del limite di rilevabilità a occhio nudo che si situa intorno al valore 6.

L'età della stella è stimata in 12 miliardi di anni, molto più vecchia di quella del nostro Sole; si tratta quindi di una delle stelle più vecchie della nostra galassia.[4]

La stella di Barnard ha perso gran parte della sua energia rotazionale e le periodiche variazioni della sua luminosità indicano che ruota su stessa in 130 giorni, periodo molto più lungo di quello del Sole che è di 25 giorni.[5] Data la sua età, si è ritenuto per molto tempo che la stella fosse già in stato di quiescenza della sua attività, tuttavia nel 1998 è stato osservato un intenso brillamento che la fa classificare come stella a brillamento.[6] Essa ha anche la designazione di stella variabile V2500 Ophiuchi. Nel 2003 è stata rilevata la prima variazione della velocità radiale imputabile al suo proprio moto. Un'ulteriore variabilità della velocità radiale è attribuita alla sua attività stellare.[7]

Il moto proprio della stella di Barnard corrisponde a una velocità laterale rispetto alla linea di vista del Sole, di 90 Km/s. I 10,3 arcosecondi di cui si muove ogni anno corrispondono ad un quarto di grado durante la vita media di un uomo, cioè all'incirca la metà del diametro angolare della luna piena.[8]

Variazione della distanza delle stelle più vicine nell'arco di tempo tra 20.000 e 80.000 anni.

La stella di Barnard ha una massa approssimativamente pari al 17% della massa solare e un raggio compreso tra il 15% e il 20% di quello solare.[9] Nel 2003 il suo raggio fu stimato essere 0,20±0,008 volte quello solare, cioè all'estremo superiore della stima iniziale, indicando che nelle misure precedenti era probabilmente stato sottostimato.[10] La stella pertanto, pur avendo una massa che è 180 volte quella di Giove, ha un raggio da 1,5 a 2,0 volte più grande, in linea con la tendenza delle nane brune di avere dimensioni molto simili.

La temperatura effettiva è di 3.134±102 kelvin e la sua luminosità solo 4/10.000 di quella solare, corrispondente ad una luminosità totale (bolometrica) di 34,6/10.000.[10] La stella è in effetti così debole che se fosse posizionata alla stessa distanza della Terra dal Sole, apparirebbe solo 100 volte più brillante della luna piena, comparabile a quella del Sole visto da 80 unità astronomiche di distanza.[11]

Nella scala di metallicità delle nane di classe M, la stella di Barnard è stata posizionata tra -0,5 e -1,0 cioè contenente all'incirca tra il 10% e il 32% degli elementi più pesanti dell'elio presenti nel Sole.[12] La stella sembra una vecchia nana rossa di II popolazione, che però in genere comprende stelle di alone povere in metalli; la metallicità della stella è invece più alta, al limite inferiore dei membri del disco galattico. Questo fattore, assieme all'elevato valore del moto proprio, la porta ad essere inclusa tra le stelle di II popolazione intermedia, comprese tra l'alone e il disco galattico.[7][12]

Ipotetico sistema solare [modifica]

Per alcuni anni a partire dal 1963, l'astronomo di origine olandese Peter van de Kamp sostenne di aver rilevato alcune perturbazioni nel moto della stella di Barnard consistenti con la presenza di uno o più pianeti[13] di massa simile a quella di Giove,[14][15] e la sua ipotesi riscosse qualche credito presso alcuni astronomi che avevano ripetuto le misurazioni per evitare errori sistematici.[16] Ma quando negli anni ottanta vennero eseguite delle misure indipendenti, questa conclusione venne messa in discussione, e oggi non è più considerata valida.[7] Durante il periodo in cui l'interpretazione erronea resse, la stella divenne famosa nella comunità della fantascienza e venne scelta come obiettivo per il Progetto Dedalus (un piano per un prototipo di astronave interstellare).

Per avere acqua allo stato liquido in superficie, un pianeta di tipo terrestre dovrebbe trovarsi ad una distanza compresa tra 6 e 12 milioni di chilometri. Ad una distanza così ridotta avrebbe un periodo orbitale tra i 5 e i 20 giorni e volgerebbe alla stella sempre lo stesso emisfero a causa delle intense forze di marea. Tuttavia difficilmente si potrebbero sviluppare forme di vita perché la stella di Barnard è, come molte nane rosse, una stella variabile.

La stella di Barnard è anche conosciuta col numero di catalogo HIP 87937.

Intorno all'anno 11.700 la Stella di Barnard raggiungerà la minima distanza dal sole (3,8 anni luce), ma risulterà comunque non visibile a occhio nudo poiché la sua magnitudine apparente sarà di 8,5.

Note [modifica]

  1. ^ Barnard, E. E. (1916). A small star with large proper motion. Astronomical Journal 29 (695). DOI:10.1086/104156.
  2. ^ (giugno 1917). Parallax of Barnard's "Runaway" Star. Nature 99 (2484): 293–293. DOI:10.1038/099293a0.
  3. ^ a b SIMBAD Query Result: V* V2500 Oph -- Variable of BY Dra type in SIMBAD. Centre de Données astronomiques de Strasbourg. URL consultato in data 16 Ottobre 2007.
  4. ^ Riedel, A. R., Guinan, E. F.; DeWarf, L. E.; Engle, S. G.; McCook, G. P. (maggio 2005). Barnard's Star as a Proxy for Old Disk dM Stars: Magnetic Activity, Light Variations, XUV Irradiances, and Planetary Habitable Zones. Bulletin of the American Astronomical Society 37.
  5. ^ Benedict, G. Fritz (1998). Photometry of Proxima Centauri and Barnard's star using Hubble Space Telescope fine guidance senso 3. The Astronomical Journal 116 (1). DOI:10.1086/300420.
  6. ^ Ken Croswell. A Flare for Barnard's Star in Astronomy Magazine. Kalmbach Publishing Co, novembre 2005. URL consultato in data 10 agosto 2006.
  7. ^ a b c Kurster, M. et al. (2003). The low-level radial velocity variability in Barnard's star (= GJ 699). Secular acceleration, indications for convective redshift, and planet mass limits. Astronomy & Astrophysics 403: 1077–1087. DOI:10.1051/0004-6361:20030396.
  8. ^ James B. Kaler. Barnard's Star (V2500 Ophiuchi) in Stars. James B. Kaler, novembre 2005. URL consultato in data 7 Settembre 2006.
  9. ^ Ochsenbein, F. (marzo 1982). A list of stars with large expected angular diameters. Astronomy and Astrophysics Supplement Series 47: 523–531.
  10. ^ a b Dawson, P. C.; De Robertis, M. M. (2004). Barnard's Star and the M Dwarf Temperature Scale. The Astronomical Journal 127 (5): 2909. http://iopscience.iop.org/1538-3881/127/5/2909/203416.text.html doi:10.1086/383289.
  11. ^ Barnard's Star. Sol Station. URL consultato in data 10 Agosto 2006.
  12. ^ a b Gizis, John E. (febbraio 1997). M-Subdwarfs: Spectroscopic Classification and the Metallicity Scale. The Astronomical Journal 113 (2). DOI:10.1086/118302.
  13. ^ Van de Kamp, Peter. (1969). Alternate dynamical analysis of Barnard's star. Astronomical Journal 74 (8). DOI:10.1086/110852.
  14. ^ Van de Kamp, Peter. (1963). Astrometric study of Barnard's star from plates taken with the 24-inch Sproul refractor. Astronomical Journal 68 (7). DOI:10.1086/109001. Archived
  15. ^ Van de Kamp, Peter. (1969). Parallax, proper motion acceleration, and orbital motion of Barnard's Star. Astronomical Journal 74 (2). DOI:10.1086/110799.
  16. ^ The Barnard's Star Blunder in Astrobiology Magazine. luglio 2005. URL consultato in data 9 Agosto 2006.

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