Nova

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Nell'immagine Nova Cygni 1992

In astronomia, una nova (al plurale novae o nove) è un'enorme esplosione nucleare causata dall'accumulo di idrogeno sulla superficie di una nana bianca, che fa sì che la stella diventi, per qualche giorno[per quanto tempo?] , molto più luminosa del solito. La parola nova può indicare sia la causa del fenomeno sia la stella stessa al momento dell'esplosione. Un particolare tipo di nova è costituito dalle novoidi, caratterizzate da un cambiamento non periodico ma rilevante della luminosità.

Originariamente, il termine stella nova fu coniato per quelle stelle che apparivano improvvisamente nel cielo per poi scomparire. Si è poi visto che la maggior parte di esse sono causate dal meccanismo fisico poi chiamato nova. Alcune sono invece supernovae, un fenomeno completamente diverso.

Il fenomeno[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione artistica di una nana bianca che sottrae materiale a una sua compagna

Una nova ha origine da una nana bianca. Quando questa si trova in un sistema binario stretto, può sottrarre materia alla sua compagna per mezzo della propria gravità, specialmente quando la compagna attraversa la fase di gigante rossa e riempie il suo lobo di Roche. I gas catturati consistono principalmente di idrogeno ed elio, i due elementi più abbondanti dell'Universo. I gas si depositano sulla superficie della nana bianca e lì vengono compressi e riscaldati ad altissime temperature dalla gravità della stella. Col passare del tempo, sempre più materiale si accumula finché la pressione e la temperatura raggiunte sono sufficienti ad innescare una reazione di fusione nucleare, che converte rapidamente una grossa parte dell'idrogeno in elementi più pesanti; a queste temperature, l'idrogeno brucia attraverso il ciclo CNO.

L'enorme energia liberata da questo processo soffia letteralmente via il resto del gas dalla superficie della nana bianca, e produce un "lampo" molto luminoso ma di breve durata, destinato a spegnersi in pochi giorni. Questo lampo era ciò che gli antichi astronomi chiamavano stelle nuove.

Le novae sono distinte in : classiche, nane e ricorrenti

Nelle novae classiche il massimo della luminosità viene raggiunto in poche ore durante le quali la nova aumenta di circa 12 magnitudini. Nel giro di qualche giorno la magnitudine comincia a calare fino a tornare alle condizioni originali in un anno.

Le novae nane sono una sottoclasse il cui prototipo è rappresentato da U Geminorum. I lampi ottici hanno ampiezze di 5 magnitudini si ripetono a intervalli di tempo che vanno da 120 giorni a qualche anno

Le novae ricorrenti rappresentano una via di mezzo tra le prime due: infatti, come dice il nome, si manifestano più volte, con la differenza rispetto a quelle nane, che l'arco di tempo tra un evento e il successivo è di qualche decina di anni; inoltre il lampo di luce è di circa otto magnitudini. Un esempio, è RS Ophiuchi è una stella che ha attraversato la fase di nova sei volte nell'ultimo centinaio d'anni: nel 1898, 1933, 1958, 1967, 1985 e 2006. Gli Astronomi sospettano che in realtà tutte le Nove siano ricorrenti con periodi tanto più ampi quanto più è alto il salto di magnitudine durante l'esplosione.

Nove storiche[modifica | modifica wikitesto]

Lista Nove galattiche[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno vengono scoperte varie nove nella nostra Galassia, il Central Bureau for Astronomical Telegrams (CBAT) tiene un elenco aggiornato di esse:[2] il CBAT da alcuni anni tiene anche un elenco delle nove che sono scoperte nella Galassia di Andromeda[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Hector Macpherson, Thomas David Anderson, "Watcher of the Skies", The Astronomical Society of Edinburgh, 1954. URL consultato il 3 giugno 2010.
  2. ^ (EN) List of Novae in the Milky Way, CBAT. URL consultato il 3 giugno 2010.
  3. ^ (EN) M31 (Apparent) Novae Page, Max-Planck-Institut für extraterrestrische Physik. URL consultato il 3 giugno 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Cecilia Payne-Gaposchkin, The Galactic Novae, Amsterdam, North Holland Publishing Co, 1957.
  • (EN) Margarida Hernanz, Jordi José, Classical Nova Explosions, New York, American Institute of Physics, 2002.
  • (EN) Michael F. Bode, Aneurin Evans, Classical Novae, Cambridge, Cambridge University Press, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Identification of ancient Novae

(EN) Recurrent Novae