Viaggio interstellare

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Il motore interstellare a collettore di Bussard è un metodo di propulsione spaziale che usa l'idrogeno del mezzo interstellare

Il viaggio interstellare è il viaggio - con o senza equipaggio - tra le stelle, come il nostro Sole, per raggiungere altri sistemi planetari (o sistemi stellari con pianeti) simili al nostro sistema solare. Un viaggio interstellare potrebbe essere diretto verso altre stelle della nostra galassia o verso altre galassie.

Correlato a questo termine si utilizzano anche nei vari casi:

  • viaggio interplanetario tra pianeti (possibilmente più breve)
  • viaggio interspaziale tra i vuoti spazi cosmici (teoricamente più difficile)
  • viaggio intergalattico tra galassie (incredibilmente più lungo)

La possibilità dei viaggi interstellari è al momento teorica ed è da alcuni ritenuta un'utopia. La capacità di raggiungere mondi e stelle in altre galassie o quelli che vengono detti "i confini dell'universo" è frenata dalle enormi distanze. La tecnologia attualmente disponibile non permette di percorrere simili spazi in tempi biologicamente possibili; finora l'impresa di raggiungere il satellite naturale della Terra, la Luna, è stata considerata di per sé titanica.

L'idea di posare il piede su pianeti a migliaia di anni luce a bordo di un'astronave ha stuzzicato la fantasia di quasi tutti i romanzieri di fantascienza, a cominciare dai pionieri del genere come Jules Verne passando per il filone della space opera, ma ha affascinato anche numerosi scienziati.

Per attraversare le enormi distanze interstellari sono state ipotizzate varie soluzioni. Queste si dividono principalmente in due gruppi a seconda che si superi o no la velocità della luce.[1] Le implicazioni di ognuna di queste soluzioni sono la base di numerose storie fantascientifiche.

Velocità subluce[modifica | modifica sorgente]

Astronavi generazionali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nave generazionale.

Una nave generazionale è un ipotetico tipo di nave spaziale interstellare in grado di viaggiare a velocità molto inferiori a quella della luce, e proprio per questo destinata ad ospitare generazioni di esseri umani, in vista di un viaggio che potrebbe durare secoli o anche migliaia d'anni. Le navi generazionali sono state descritte come immensi scafi in grado di mantenere in vita per secoli un equipaggio di migliaia di persone, mantenendo un ecosistema necessario alla produzione di aria respirabile e cibo. Allo stato attuale della tecnica è l'unico sistema teoricamente attuabile.

Animazione sospesa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Animazione sospesa e Ibernazione.

Per ridurre drasticamente la durata soggettiva del viaggio, ma anche il consumo di risorse a bordo, si è ipotizzato che l'equipaggio dell'astronave, o buona parte di esso, possa essere messo in uno stato di animazione sospesa (come l'ibernazione), utilizzando una tecnologia non ancora disponibile. L'astronave in questo caso verrebbe guidata da un sistema automatico (un sofisticato computer), oppure da una piccola parte dell'equipaggio in stato di veglia. A seconda della durata del viaggio, sarebbe possibile effettuare delle turnazioni.

Invio di embrioni[modifica | modifica sorgente]

La colonizzazione tramite embrioni è un concetto teorico che implica l'invio di una missione robotizzata su un pianeta abitabile di tipo terrestre trasportando embrioni umani surgelati, oppure trasportando mezzi tecnologici o biologici per creare in loco embrioni umani.[2]

La proposta aggirerebbe o ridurrebbe alcuni seri problemi tecnologici presenti in altri concetti di colonizzazione interstellare. Contrariamente all'animazione sospesa, non richiede il "congelamento" - tecnicamente più impegnativo - di esseri umani pienamente sviluppati. Rispetto ad una nave generazionale, richiederebbe risorse notevolmente inferiori in termini di pura massa e di complessità nella costruzione del veicolo spaziale. Inoltre, gli embrioni potrebbero essere lanciati dalla Terra con sistemi alternativi, a buon mercato ma incompatibili con un equipaggio, come un cannone spaziale.

Contrazione temporale[modifica | modifica sorgente]

Ipotizzando di riuscire a costruire un sistema propulsivo in grado di portare il veicolo ad una velocità molto prossima a quella della luce si sperimenterebbe, secondo il meccanismo della dilatazione del tempo previsto dalla teoria della relatività, un effetto di rallentamento dello scorrere del tempo all'interno della nave. Questo permetterebbe all'equipaggio di effettuare un viaggio della durata di decine d'anni mentre a bordo dell'astronave trascorrerebbero solo pochi mesi o anni.

Tipi di propulsione[modifica | modifica sorgente]

Per un viaggio interstellare a velocità inferiore a quella della luce si potrebbero impiegare razzi a fusione nucleare, che farebbero uso dell'energia generata da un reattore a fusione nucleare (come il Collettore di Bussard) oppure della propulsione nucleare ad impulso, come l'astronave del Progetto Dedalo; quest'ultima potrebbe raggiungere circa il 10% della velocità della luce, per cui potrebbe arrivare solo alle stelle più vicine al Sole come Alpha Centauri.

I razzi a fotoni potrebbero raggiungere velocità molto prossime a quella della luce (dall'80% al 99,9%) e potrebbero arrivare più lontano, ma per il momento sono soltanto teorici.

Velocità superiori a quella della luce[modifica | modifica sorgente]

Rappresentazione d'artista di un ipotetico veicolo spaziale che viaggia inducendo un wormhole (Wormhole Induction Propelled Spacecraft), liberamente basata sulla pubblicazione del 1994 di Miguel Alcubierre sulla propulsione ultraluce. Crediti: NASA CD-98-76634 by Les Bossinas.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Velocità superluminale.

Per superare il limite della velocità della luce vengono ipotizzate varie soluzioni che si dividono a loro volta in due gruppi. I limiti posti dalla teoria della relatività possono venir semplicemente negati o aggirati alterando localmente le caratteristiche dello spazio (come nel libro Isole nello spazio) oppure possono venir confermati e il viaggio interstellare viene effettuato ricorrendo a scorciatoie di vario genere tra i quali l'utilizzo dei wormhole.

Un wormhole (detto anche tunnel spaziale) è una sorta di collegamento che unisce due punti molto distanti nello spazio. Il wormhole è stato, ad esempio, utilizzato nella finzione cinematografica in Star Trek - Deep Space Nine ed è un elemento fondamentale di Stargate SG-1 e Stargate Atlantis. Può essere naturale o generato artificialmente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dieci modi per viaggiare più veloci della luce ∂ Fantascienza.com
  2. ^ Paul Lucas, Cruising the Infinite: Strategies for Human Interstellar Travel, 21 giugno 2004. URL consultato il 24 dicembre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Eugene Mallove and Gregory Matloff, The Starflight Handbook, John Wiley & Sons, Inc, 1989, ISBN 0-471-61912-4.
  • Robert Zubrin, Entering Space: Creating a Spacefaring Civilization, Tarcher / Putnam, 1999, ISBN 1-58542-036-0.
  • Eugene F. Mallove, Robert L. Forward, Zbigniew Paprotny, Jurgen Lehmann: "Interstellar Travel and Communication: A Bibliography," Journal of the British Interplanetary Society, Vol. 33, pp. 201–248, 1980.
  • Geoffrey A. Landis, "The Ultimate Exploration: A Review of Propulsion Concepts for Interstellar Flight," in Interstellar Travel and Multi-Generation Space Ships, Kondo, Bruhweiller, Moore and Sheffield., eds., pp. 52–61, Apogee Books (2003), ISBN 1-896522-99-8.
  • Zbigniew Paprotny, Jurgen Lehmann: "Interstellar Travel and Communication Bibliography: 1982 Update," Journal of the British Interplanetary Society, Vol. 36, pp. 311–329, 1983.
  • Zbigniew Paprotny, Jurgen Lehmann, John Prytz: "Interstellar Travel and Communication Bibliography: 1984 Update" Journal of the British Interplanetary Society, Vol. 37, pp. 502–512, 1984.
  • Zbigniew Paprotny, Jurgen Lehmann, John Prytz: "Interstellar Travel and Communication Bibliography: 1985 Update" Journal of the British Interplanetary Society, Vol. 39, pp. 127–136, 1986.

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