Isole Falkland

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Isole Falkland
Isole Falkland - Bandiera Isole Falkland - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Desire the right
(Desidera il giusto)
Isole Falkland - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Isole Falkland/Malvine
Nome ufficiale Falkland Islands
Dipendente da Regno Unito Regno Unito
Lingue ufficiali Inglese
Capitale Port Stanley  (2.115 ab. / 2006)
Politica
Status Territorio d'oltremare
Regina Elisabetta II
Governatore: Colin Roberts
Amministratore Keith Padget
Superficie
Totale 12.173 km² (162º)
 % delle acque trascurabile
Popolazione
Totale 2.932 ab. (2012) (217º)
Densità 0,26 ab./km² (241º)
Geografia
Continente America meridionale
Fuso orario UTC -4
Economia
Valuta Sterlina delle Falkland
PIL (nominale) 75 milioni di $ (2005) (223º)
PIL pro capite (nominale) 25,000 $ (2002)
Varie
TLD .fk
Prefisso tel. +500
Inno nazionale God Save the Queen
Song of the Falklands
Isole Falkland - Mappa
 

Le Isole Falkland[1] o Isole Malvine[2] (in inglese Falkland Islands; in spagnolo islas Malvinas; in italiano anticamente isole Maluine)[2] sono un arcipelago dell'Atlantico meridionale. La capitale delle Falkland è Port Stanley, chiamata Puerto Argentino nel mondo iberoamericano.

Territorio d'oltremare del Regno Unito, che se ne dichiara sovrano in quanto nel 1833 vi aveva edificato una base navale e nel 1837 un ufficio di amministrazione coloniale, le isole sono rivendicate dall'Argentina, che le considera tuttora parte integrante del proprio territorio nazionale.

Nel 1982 le Falkland sono state scenario tra Argentina e Regno Unito della Guerra delle Falkland, conflitto vinto dal Regno Unito.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

  • Etimologia di Falkland

Il nome ufficiale in lingua inglese Falkland deriva dal capitano inglese John Strong che nel 1690 chiamò lo stretto tra due isole isole "Falkland Sound" in onore dell'ufficiale di bordo Anthony Cary, quinto visconte di Falkand, che a sua volta prende il nome dal paese di Falkland (Fáclann) in Scozia, il nome è passato da indicare poi le isole principali oltre che allo stretto[3].

  • Etimologia di Malvine

Il nome utilizzato in forma minore di Malvine, italianizzazione della forma ufficiale in spagnolo di Malvinas utilizzata in Argentina e in tutti i Paesi ispanofoni deriva dal nome in lingua francese delle isole di Îles Malouines dato nel 1764 dal navigatore francese Louis Antoine de Bougainville deriva da Malouin, nome degli abitanti di Saint-Malo in Bretagna, primi colonizzatori delle isole, a sua volta il nome della città deriva da san Maclovio (in francese Malo o Maclou, in bretone Maloù)[3][4].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

L'arcipelago delle isole Falkland è formato dall'isola di Falkland Occidentale (Gran Malvina), dall'isola di Falkland Orientale (Soledad) e da circa 200 isole minori, tra cui l'Isola dei leoni marini. Il territorio delle due isole principali, separate dallo stretto di Falkland, è montuoso collinare (le cime più alte sono: il Monte Adam, 698 m, nell'isola Occidentale e il monte Usborne, 684 m, nell'isola Orientale), con fasce costiere pianeggianti, a tratti paludose. Le coste sono molto articolate.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima presenta aspetti di transizione tra il tipo atlantico e quello subartico. L'escursione termica stagionale si presenta limitata, infatti la temperatura media giornaliera, durante i mesi centrali dell'inverno, si mantiene attorno ai +2 °C mentre quella del mese di gennaio, il più caldo dell'anno, non supera i +11 °C, le precipitazioni sono tendenzialmente regolari e non si registrano minimi o massimi stagionali significativi, ma i quantitativi pluviometrici medi si mantengono da moderati a modesti, anche se possono variare da località a località a seconda della posizione dei rilievi rispetto alla costa e quindi dall'esposizione degli stessi alle correnti prevalenti (occidentali e meridionali). A causa della forte influenza delle temperature superficiali oceaniche (di qualche grado grado sopra lo 0 °C anche nel pieno dell'inverno australe) le precipitazioni cadono prevalentemente sotto forma di piogge. Le nevicate tuttavia sono relativamente frequenti e si possono verificare per gran parte dell'anno (diventando eccezionali solo nel periodo centrale dell'estate), gli accumuli però sono di regola scarsi e il manto nevoso ha una durata breve e incostante, in genere limitata a pochi giorni lungo le coste, mentre la persistenza della neve può mantenersi a lungo solo sui rilievi più elevati e in generale solo al di sopra dei 400 m. Nel complesso i regimi termici e precipitativi si presentano del tutto simili a quelli della vicina regione della Terra del Fuoco distinguendosene solo per alcuni tratti di maggiore marittimità. I forti venti, le basse temperature medie giornaliere (inferiori ai +10 °C per 10/11 mesi all'anno), la modestissima eliofania, fanno sì che la stagione vegetativa sia molto breve e non consentono la crescita di vegetazione arborea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Recenti ritrovamenti dimostrano che le popolazioni indigene provenienti dalla Patagonia arrivarono sulle isole in tempi antichi. Ciò è verificato dalla presenza di reperti quali punte di frecce e resti di una canoa[5].

Sulla scoperta da parte degli europei vi sono numerose ipotesi: nel 1520 il navigatore portoghese Esteban Gómez, disertando la prima circumnavigazione di Magellano, avrebbe avvistato le isole[6]; oltre a lui altri navigatori come Simón de Alcazaba y Sotomayor (prima del 1540), John Davis (che nel 1592 si limitò alla sola annotazione sulle carte nautiche) e Richard Hawkins avrebbero le credenziali per accreditarsi la scoperta dell'arcipelago. Solo 170 anni dopo, nel 1690, John Strong vi mise piede, denominandole Falkland in onore del politico Anthony Cary, 5º Visconte di Falkland.

I primi coloni francesi giunsero nel 1763, guidati da Louis Antoine de Bougainville. Essendo quasi tutti dei malouins, provenienti cioè dal porto di Saint-Malo, le isole assunsero il nome francese di Îles Malouines, da cui è poi derivata la denominazione usata dalla maggior parte delle lingue romanze. Già nel 1766, comunque, la colonia fu ceduta dalla Francia alla Spagna dopo la partecipazione della Spagna a fianco della Francia nella Guerra dei sette anni che vide gli inglesi vincere contro gli spagnoli e i francesi con i primi che dovettero cedere i loro diritti dalla Florida. Le Provincias Unidas del Rio de La Plata (odierna Argentina), dichiarando la propria indipendenza nel 1810, rivendicò la sovranità alle isole e si considerò in seguito (assieme con altri paesi residui ai possedimenti spagnoli) continuatore dei territori spagnoli in quella parte del nuovo continente.

Nell'anno 1820 il governo di Buenos Aires inviò una nave militare argentina sulle isole a prendere posseso, subentrando alla Spagna. Successivamente nel 1823 nominò Luis María Vernet governatore delle isole, dandogli concessioni dei diritti commerciali e industriali quindi dai territori argentini giunsero autonomamente nelle isole dal 1825 alcuni gruppi di coloni, che praticarono in massima parte la pastorizia come mezzo di sostentamento. Il 10 giugno 1829 venne instituito il Governatorato con base sull'isola Soledad "Comandancia Política y Militar de las islas Malvinas", con giurisdizione sulle isole adiacenti al Cabo de Hornos, un ente di controllo che sorvegliava la regione di pesca marina, e la regolamentava.[7][8]. Il 30 di agosto del 1829 Vernet proclamò la fondazione di Puerto Luis. Dopo fu la volta degli inglesi, che occuparono le isole espellendo i militari argentini e il loro comandante designato, José María Pinedo.[9]. Dichiararono inoltre la propria sovranità su tutto l'arcipelago, occupando e rivendicando la sovranità anche sulle isole Georgia del Sud e le isole Sandwich Australi, che erano disabitate[senza fonte]. Una volta espulsa la guarnigione militare, restavano sull'isola principale una trentina di persone di origine varia (argentini, uruguaiani, brasiliani, uno scozzese). Dopo la conquista inglese, due di queste (un uruguaiano e un brasiliano) decisero di abbandonare l'isola, mentre tutti gli altri accettarono l'invito dei nuovi occupanti a rimanere (l'ultimo morì nel 1871)[10].

Durante la prima guerra mondiale fu combattuta la battaglia navale delle isole Falkland tra alcuni incrociatori tedeschi comandati dall'ammiraglio Maximilian von Spee e una preponderante flotta inglese, comandata dal viceammiraglio Sir Frederik D. Sturdee. I tedeschi avevano intenzione di passare dall'Oceano Pacifico all'Atlantico, ma furono fermati e vinti dai britannici.

La guerra delle Falkland[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra delle Falkland.

Il 2 aprile 1982 le isole furono occupate da una spedizione militare argentina inviata dalla dittatura militare al governo. Con risoluzione 502 del 3 aprile 1982, approvata a maggioranza, l'ONU chiese l'immediato ritiro dell'Argentina dalle isole.[11]

La reazione del governo britannico all'invasione fu assai decisa: il primo ministro Margaret Thatcher inviò navi da guerra, sottomarini nucleari, aerei e truppe che in alcune settimane riconquistarono il territorio. Questa sconfitta contribuì alla crisi e alla fine della dittatura militare in Argentina (1976-83).[11]

Oggi le isole sono uno dei 16 territori non autonomi sottoposti alla supervisione del Comité de descolonización delle Nazioni Unite, che ha lo scopo di controllare annualmente il rispetto delle azioni tese a evitare il colonialismo.

Vicende recenti[modifica | modifica wikitesto]

La misura principale presa dal governo britannico, nel senso di escludere relazioni di subordinazione delle isole, è stato il ripristino e il perfezionamento, per i cittadini residenti, dello status di cittadini britannici a pieno titolo, senza ricorrere ad autonomia di governo. Per il resto, come reazione ai trascorsi, è stata sensibilmente aumentata la presenza militare britannica sulle isole e nei mari circostanti. Il Regno Unito rivendica per i cittadini delle isole, in grandissima parte di origine britannica, il diritto di autodeterminazione.

L'Argentina ha promosso in varie sedi alcuni pronunciamenti internazionali per la questione delle isole, alcuni di merito, altri di natura simbolica.

Nel 2007 l'Uruguay negò l'accesso al porto di Montevideo a una nave militare inglese che era di pattuglia presso le Falkland, l'HMS Gloucester, e che aveva richiesto assistenza e rifornimento[12].

Il 19 febbraio 2010 il presidente venezuelano Hugo Chávez ha dichiarato che il Regno Unito deve restituire le Falkland/Malvine all'Argentina, aggiungendo "che l'occupazione inglese delle isole è antistorica e dovuta unicamente all'avidità degli inglesi in quanto nel sottosuolo delle Malvine si trova un ricchissimo giacimento di petrolio e gas naturale".[13][14][15]

Il 3 luglio dello stesso anno le autorità della Siria si sono dette impegnate nel difendere il diritto di sovranità argentino sulle Falkland[16]. Inoltre, dall'agosto 2010 il Mercosur, l'Unasur, l'Alleanza Bolivariana per le Americhe, l'OEA e il Marocco appoggiano il reclamo argentino delle isole[17][18].

Tra gli stati membri del Commonwealth, in alcuni dei quali è sovrana la regina Elisabetta II del Regno Unito, vi sono molti che hanno aderito alla petizione argentina riguardo all'invito delle Nazioni Unite, di stabilire un dialogo tra i due contendenti delle isole. Tali paesi (Bahamas, Barbados, Dominica, Grenada, Guyana, Giamaica, Santa Lucia, Saint Kitts e Nevis e Saint Vincent e Grenadine), avendo partecipato al XXII vertice della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC), tenutosi nel 2010 a Playa del Carmen, Messico, hanno approvato l'ordine del giorno nel quale era presente il reclamo argentino.[19][20] Nel febbraio del 2012, un gruppo di intellettuali argentini ha chiesto una revisione della politica del governo in carica, che ha rivendicato nuovamente la sovranità sull'arcipelago[21][22]. Per tutta risposta, il governo ha emesso una moneta che commemora il tentativo di conquista delle isole da parte della giunta militare nel 1982.[23]

Con il referendum del 10 marzo 2013, il 99.8% della popolazione locale ha votato per mantenere sull'arcipelago lo status politico di territorio britannico d'oltremare. Infatti, dei 1517 votanti (il 92% degli aventi diritto), solo 3 hanno risposto in modo negativo alla richiesta di conferma della situazione attuale[24][25]. Il governo argentino ha reagito al risultato, disconoscendo la validità dell'esito del voto,[26] giudicato dalla Presidente argentina Kirchner come una "parodia"[27].

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Le isole contano circa 3.000 abitanti, in massima parte di origine britannica (in particolare soprattutto scozzese). A differenza dei residenti in altri territori del Regno Unito, e nel Commonwealth, che hanno varie forme di autonomia, in risposta alla respinta invasione argentina, dal 1983, gli abitanti delle Falkland hanno ora la piena cittadinanza britannica.

Religioni[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa anglicana, principale denominazione cristiana nelle isole Falkland, è presente nell'arcipelago attraverso la parrocchia anglicana delle Isole Falkland. La chiesa cattolica conta circa 300 fedeli, che fanno capo alla prefettura apostolica delle Isole Falkland o Malvine. È presente nelle isole Falkland anche una piccola comunità di 13 testimoni di Geova.[28]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le principali fonti di sostentamento sono la pesca e l'allevamento; si ritiene inoltre che nel sottosuolo dell'area vi siano giacimenti petroliferi. Grazie anche alla base militare costruita dagli inglesi dopo il 1982, e allo sviluppo turistico, l'economia dell'arcipelago è in costante miglioramento.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Isole Falkland nell’Enciclopedia Treccani. URL consultato il 3 febbraio 2012.
  2. ^ a b Dizionario d'ortografia e di pronunzia
  3. ^ a b The Falklands/Malvinas: a History
  4. ^ Etimologia de Malvinas
  5. ^ The Captain's Steward: Falklands, 1982. p. 305. Escrito por Barrie Fieldgate. Publicado por Melrose Press, 2007. ISBN 1-905226-46-2, 9781905226467
  6. ^ GOMES, ESTEVÃO - Dictionary of Canadian Biography Online
  7. ^ http://www.mininterior.gov.ar/agn/escuela_malvinas_doc11.asp
  8. ^ Historia de las Islas Malvinas Argentinas
  9. ^ Ferrer Vieyra: 159
  10. ^ El bloqueo refuerza el sentimiento antiargentino en las islas Malvinas | Internacional | EL PAÍS
  11. ^ a b IT.CULTURA.STORIA.MILITARE ON-LINE: Articoli: Ricerche: Post II GM: La Guerra delle Falkland (1982)
  12. ^ Página/12 :: Ultimas Noticias :: Uruguay niega abastecimiento a buque de guerra inglés
  13. ^ (ES) Malvinas.- Chávez exige a Reino Unido devolver las Malvinas a Argentina porque están "violando el derecho internacional".
  14. ^ Falkland Malvinas: questa volta c’entra il petrolio - rivista italiana di geopolitica - Limes
  15. ^ Falkland oilands | The Sun |News
  16. ^ Argentina y Siria dieron mutuo respaldo a reclamos sobre Malvinas y Golán | Correo del Orinoco
  17. ^ Página/12 :: El país :: Apoyo del continente por Malvinas
  18. ^ Timerman agradeció al canciller de Marruecos el apoyo por Malvinas
  19. ^ Nuevo consenso latinoamericano detrás del reclamo por las Malvinas
  20. ^ Página/12 :: El país :: El Mercosur no modifica su posición
  21. ^ Malvinas: un grupo de intelectuales pide cambiar la política - 21.02.2012 - lanacion.com
  22. ^ Una visión alternativa sobre la causa de Malvinas - lanacion.com
  23. ^ Argentina pone en circulación el billete de Evita y la moneda de las Malvinas | Economía | EL PAÍS
  24. ^ (EN) BBC News, Falklands referendum: islanders vote on british status, 14 marzo 2013.
  25. ^ Il Sole 24ore, Referendum Falkland, tutti con Londra tranne tre, 14 marzo 2013.
  26. ^ (EN) The Guardian, Falkland Islands: respect overwhelming 'yes' vote, Cameron tells Argentina, 14 marzo 2013.
  27. ^ Corriere della Sera, Falkland: Kirchner,referendum è parodia, 14 marzo 2013.
  28. ^ Annuario dei Testimoni di Geova 2013, pagina 182 ISBN non esistente

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]