Mario Fiorentini

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Mario Fiorentini
Mariofiorentini.jpg
novembre 1918
SoprannomeGandi, Fringuello o Dino
Nato aRoma
Dati militari
Paese servitoItalia
CorpoCorpo volontari della libertà
UnitàGruppi di Azione Patriottica
RepartoGAP centrale Antonio Gramsci
Anni di serviziosett. 1943 - mag. 1945
GradoComandante
GuerreResistenza italiana
CampagneResistenza romana
Triangolo Genova, Piacenza, Parma
Decorazioni3 Medaglie d'argento al valor militare
3 Croci al merito di guerra
Altre caricheInsegnante di matematica
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Mario Fiorentini (Roma, 7 novembre 1918) è un partigiano, agente segreto e matematico italiano; fu operativo in numerose azioni fra le quali l'assalto all'ingresso del carcere di Regina Coeli e l'attentato di via Rasella.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'antifascista[modifica | modifica wikitesto]

Già da studente Fiorentini incominciò l'attività clandestina in ambito antifascista collaborando sia con Giustizia e Libertà che con il Partito comunista. All'inizio del 1943, con Plinio De Martiis, allestì rappresentazioni popolari al Teatro Mazzini e al Delle Arti; tra gli attori: Vittorio Gassman, Lea Padovani, Nora Ricci, Vittorio Caprioli, Carlo Mazzarella, Alberto Bonucci ed Ave Ninchi, sotto la direzione di Luigi Squarzina, Adolfo Celi, e Mario Landi[1]. Successivamente conobbe Lucia Ottobrini, una profuga alsaziana che sarà sua compagna di lotte e nella vita. Immediatamente dopo il 25 luglio 1943, assieme ad Antonello Trombadori, Fiorentini formò una brigata partigiana che riprese il nome degli Arditi del Popolo[2].

Il gappista[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 settembre 1943 Fiorentini partecipò alla battaglia contro gli invasori tedeschi a Porta San Paolo tra le file degli aderenti al Partito d'Azione. In ottobre, organizzò e si pose al comando del GAP centrale Gramsci, nella IV zona operativa Roma centro, assumendo quale nome di battaglia Giovanni. La Brigata Gap Gramsci, insieme al Gap Pisacane, apparteneva alla struttura partigiana facente capo alla rete comandata da Carlo Salinari, nome di battaglia Spartaco.

Una prima azione dei GAP, alla quale parteciparono Mario Fiorentini, Rosario Bentivegna Paolo e Franco di Lernia Pietro, fu organizzata per assassinare il Ministro dell'Interno di Salò Guido Buffarini Guidi e il gerarca Francesco Maria Barracu, intenti a cenare in una trattoria nei dintorni di Piazza Navona; l'azione fu revocata all'ultimo momento, quando il "commando" dei GAP era già sul posto (ottobre 1943)[3].

Il 31 ottobre, ai tre si aggiunse anche Lucia Ottobrini, con compiti di copertura per un'azione in Corso Vittorio Emanuele II. I "gappisti" uccisero tre militi della RSI, usciti da Palazzo Braschi, dopo averli seguiti sin quasi a Piazza Venezia[4].

Il 18 novembre, Mario Fiorentini ebbe compiti di copertura di alcuni gappisti della Pisacane, che entrarono nel teatro Adriano, essendo venuti a conoscenza che il giorno seguente avrebbe presenziato il generale Stahel, comandante della piazza di Roma, tra alti ufficiali tedeschi e autorità fasciste repubblicane (tra cui il Maresciallo Rodolfo Graziani). I partigiani della Pisacane misero sotto il palco un estintore riempito circa 6 kg di tritolo e dotato di un dispositivo ad orologeria, ma il congegno non funzionò e non accadde niente.

La sera del 17 dicembre 1943, Mario Fiorentini e Lucia Ottobrini, insieme a Carla Capponi e Rosario Bentivegna, presero parte a un'azione contro un ufficiale tedesco con una borsa piena di documenti. L'ufficiale fu ucciso dalla Capponi e da Bentivegna, che si impadronì della borsa e la consegnò alla Giunta militare[5].

Il giorno dopo, il quartetto fu incaricato di porre una bomba all'uscita del cinema Barberini, frequentato da soldati tedeschi. L'azione fu conclusa da Bentivegna, in bicicletta, causando la morte di otto militari, oltre a un numero imprecisato di feriti[6][7].

Il 26 dicembre, mentre un gruppo composto dalla Ottobrini, la Capponi, Bentivegna e Di Lernia facevano da copertura all'azione, Mario Fiorentini, in bicicletta, dal lungotevere sovrastante via della Lungara, lanciò un pacco esplosivo contenente due chili di tritolo in direzione dell'ingresso del carcere di Regina Coeli, nel momento in cui 28 militari tedeschi si stavano dando il cambio della guardia, provocando 5 morti e circa 20 feriti; altri 2 sarebbero morti a breve[8]. Fiorentini riuscì fortunosamente a sfuggire al fuoco cui fu fatto oggetto da parte di altri militari affacciati dalle finestre del carcere[9]. Il giorno dopo fu emanata un'ordinanza dal comando militare tedesco che proibiva l'uso della bicicletta a Roma.

Il 10 marzo 1944, Fiorentini, la Ottobrini, Bentivegna e Franco Ferri spuntarono improvvisamente da dietro ai chioschi del mercato di Piazza Monte d'Oro e lanciarono alcune bombe su un corteo di fascisti in Via Tomacelli. Dopo aver causato tre morti e numerosi feriti, i partigiani si dileguarono, in un'azione che, per la sua perfezione tecnica, già prefigura il successivo attentato di via Rasella[10].

Fu proprio Fiorentini ad aver notato, dal suo nascondiglio dalle parti di Via del Tritone, il passaggio quotidiano dei poliziotti altoatesini del Polizeiregiment "Bozen". A seguito di alcuni appostamenti ben presto emerse che il luogo più adatto per un attentato, nel tragitto del reparto, sarebbe stata la stretta via Rasella, dove i tedeschi transitavano puntualmente alle ore quattordici[11]. La scelta fu approvata dall'esponente comunista nella Giunta militare, Giorgio Amendola, che, in seguito, dichiarerà di aver anch'egli notato il passaggio quotidiano della compagnia in Piazza di Spagna[12]. All'azione del 23 marzo 1944, nel corso del quale morirono trentatré militari e 110 furono feriti, oltre a due vittime tra i civili, Fiorentini partecipò armato di bombe da mortaio insieme ad altri undici "gappisti", con il compito di "finire" i sopravvissuti alla carica di tritolo fatta brillare da Bentivegna e di coprire la fuga di quest'ultimo e della Capponi[13]. I gappisti non subirono perdite. All'attentato, il giorno seguente, seguì la rappresaglia tedesca alle fosse Ardeatine.

Il 23 marzo 2012, intervistato dal quotidiano Il Messaggero di Roma, Fiorentini raccontò di essere venuto a conoscenza della rappresaglia solo il 26 seguente ma che, in ogni caso, il pericolo delle rappresaglie era un pericolo costante e che l'alternativa di non agire comunque "sarebbe stato un errore"[11].

Nelle settimane successive Fiorentini e la Ottobrini lasciarono Roma per dirigere le operazioni dei GAP tra Tivoli e Castel Madama. Dopo la liberazione di Roma, a partire dal luglio del 1944, Fiorentini fu posto al comando della missione "Dingo", dell'Office of Strategic Services (OSS), e proseguì la Resistenza nel Nord Italia (Emilia e Liguria)[14].

Il matematico[modifica | modifica wikitesto]

Mario Fiorentini inizia la sua produzione scientifica a Roma nel 1964, in sintonia con la tradizione della geometria algebrica italiana della scuola di Beniamino Segre. Si concentra principalmente sui metodi omologici in algebra commutativa e in geometria algebrica, in stretto legame con le idee più avanzate di Grothendieck e della sua scuola. Dal 1º novembre 1971 è professore ordinario di Geometria superiore all'Università degli Studi di Ferrara[15].

Alle ricerche di Mario Fiorentini è stato dedicato nel Giugno 1997[16] un convegno di algebra commutativa e di geometria algebrica. I suoi lavori più significativi sono stati recentemente raccolti e pubblicati a cura di Paulo Ribenboim[15].

Mario Fiorentini si dedica a diffondere la matematica nelle scuole, collabora con molti giovani, come Ascanio Celestini e Veronica Cruciani. A lui si deve la "riscoperta" della figura di Giorgio Marincola.

Nel 2013 è stato realizzato un documentario diretto da Claudio Costa in cui Mario Fiorentini racconta la sua storia nella Resistenza. Il titolo è L'uomo dai quattro nomi perché Fiorentini per nascondersi dai nazi fascisti cambiò identità più volte durante la guerra.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comandante di Gruppi di Azione Patriottica (G.A.P.), alla testa di pochi coraggiosi effettuava numerose azioni contro formazioni naziste e fasciste. Durante una manifestazione politica, mentre un corteo di fascisti repubblicani, preceduto da una compagnia di allievi ufficiali della G.N.R., sfilava lungo una delle principali arterie della Capitale, non esitava, insieme ad altri compagni, ad attaccare con lancio di bombe a mano la testa del corteo, abbattendo nove avversari. Esempio di coraggio, di freddezza e di decisione.»
— Roma, Via Tomacelli, 11 marzo 1943
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comandante di Gruppi di Azione Patriottica (G.A.P.), alla testa di pochi compagni eseguiva con audacia e decisione colpi di mano contro formazioni tedesche e fasciste. Da solo, in pieno giorno, attaccava in bicicletta il corpo di guardia delle carceri in Regina Coeli dove erano 26 soldati della polizia tedesca, abbattendo con improvviso lancio di bombe otto nemici ed aprendosi poi, con l'arma in pugno, la via della ritirata. Esempio di coraggio, di prontezza e di decisione.»
— Roma, Regina Coeli, 26 dicembre 1943
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Audace combattente della resistenza romana, alla liberazione della Capitale, benché in condizioni fisiche debilitate, non esitava ad offrirsi volontario per importanti incarichi nell'Italia ancora occupata, nell'assolvimento dei quali ben quattro missioni erano tragicamente fallite. Fattosi aviolanciare dietro le linee tedesche in Emilia portava a termine rischiosissime imprese contribuendo notevolmente, con la sua attività di informazione e di organizzazione alle spalle del nemico, al trionfo della libertà.»
— Italia settentrionale, luglio 1944 - aprile 1945
Croce al merito di guerra (3 conferimenti) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra (3 conferimenti)
«Resistenza romana»
— settembre 1943 - giugno 1944

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Fiorentini, F. van Oystaeyen, Commutative algebra and algebraic geometry
  • Mario Fiorentini, Aldo Marruccelli, Complementi di matematiche moderne

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pietro Nastasi, Intervista a Mario Fiorentini e Lucia Ottobrini, in: Lettera Matematica PRISTEM, nn. 39-40, marzo-giugno 2001
  2. ^ da biografia Antonello Trombadori
  3. ^ Robert Katz, Roma città aperta. Settembre 1943-Giugno 1944, Il Saggiatore, Milano, 2009, pagg. 149-150
  4. ^ Robert Katz, cit., pagg. 156-157
  5. ^ Robert Katz, cit., pagg. 158-159
  6. ^ Carla Capponi, Con cuore di donna. Il Ventennio, la Resistenza a Roma, Il Saggiatore, Milano, 2009, pag. 140 e succ.ve
  7. ^ Alessandro Portelli, L'Ordine è già stato eseguito, Donzelli editore, Roma, 2005, pag. 156
  8. ^ Liceo Cavour i protagonisti[collegamento interrotto]
  9. ^ Maurizio Chiararia, Storie di storia, in: Stampa Critica, n. 22/2011
  10. ^ Anthony Majanlahti, Amedeo Osti Guerrazzi, Roma occupata 1943-1944. Itinerari, storia, immagini, Il Saggiatore, Milano, 2010, pag. 111 e succ.ve
  11. ^ a b Via Rasella, parla chi ideò l'agguato
  12. ^ Lettera di Giorgio Amendola a Leone Cattani sulle vicende di via Rasella, pubblicata sul sito dell'Associazione Italiana Autori Scrittori Artisti "L'ARCHIVIO".
  13. ^ Le modalità dell'attacco di via Rasella
  14. ^ Mario Fiorentini, La missione “Dingo” operante nel triangolo Genova-Piacenza-Parma, in: Gli Americani e la guerra di liberazione in Italia, Atti del Convegno internazionale di Studi Storici, Venezia, 17-18 ottobre 1994
  15. ^ a b Pietro Nastasi intervista Mario Fiorentini
  16. ^ Unità di Giovedì 7 agosto 1997, Unità2 p.3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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