Sabato Martelli Castaldi

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Sabato Martelli Castaldi
Sabato Martelli Castaldi.jpg
Sabato Martelli Castaldi
19 agosto 1896 – 24 marzo 1944
Soprannome Tevere
Nato a Cava de' Tirreni
Morto a Roma
Cause della morte Fucilato da plotone d'esecuzione tedesco
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regio Esercito
Regia Aeronautica
Corpo Corpo Aeronautico
Reparto 4ª Sezione SVA poi 56ª Squadriglia
Grado Generale di brigata
Guerre Seconda guerra mondiale
Prima guerra mondiale
Decorazioni Medaglia d'oro al valore militare
Frase celebre Quando il tuo corpo / non sarà più, il tuo / spirito sarà ancora più / vivo nel ricordo di / chi resta. Fa' che / possa essere sempre / di esempio
Altre cariche Impiegato in polverificio
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Sabato Martelli Castaldi, nome di battaglia Tevere (Cava de' Tirreni, 19 agosto 1896Roma, 24 marzo 1944), è stato un generale di brigata della Regia Aeronautica e un partigiano. Fu una delle vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Fu insignito della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria, onorificenza successivamente rifiutata da suo figlio[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La vita militare[modifica | modifica wikitesto]

Partecipò da volontario alla Prima guerra mondiale dapprima come Sottotenente in Artiglieria e poi nel Corpo aeronautico militare, meritando alcune medaglie al valore. Dal 23 aprile 1918 era Tenente pilota della 4ª Sezione Ansaldo S.V.A. di San Luca di Sant'Ambrogio di Fiera e Fossalunga che dal 20 ottobre diventa 56ª Squadriglia ricevendo una Medaglia d'argento al Valor Militare ed una Medaglia di bronzo al Valor Militare. Terminata la guerra, si laureò in ingegneria aeronautica al Politecnico di Torino. Nel 1919 prestò servizio nella Regia Aeronautica dapprima in Libia, e dal 1921 in Italia.

Nel 1933, a soli 36 anni di età, venne nominato generale di brigata e ritenuto probabile successore di Italo Balbo a ministro dell'Aeronautica. Venne tuttavia messo a riposo "per incapacità di giudizio" per aver denunciato alcune malversazioni a danno dell'aeronautica.

Ritornato alla vita civile trovò un'occupazione, come peraltro il suo collega e amico generale Roberto Lordi, presso il polverificio della "Ditta Stacchini" impiegato dapprima in Etiopia e poi nella sede di via Merulana a Roma.

Il Fronte militare clandestino[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'8 settembre 1943 entrò nel Fronte militare clandestino col nome di "Tevere": combatté a Porta San Paolo, prese contatti con gli Alleati, distribuì esplosivi ai partigiani, organizzò bande armate[2]. Venne arrestato dai tedeschi per un atto di generosità: il 17 gennaio 1944 Martelli Castaldi si presentò spontaneamente alle carceri di via Tasso, assieme a Roberto Lordi, per scagionare il proprietario del polverificio accusato dai tedeschi di aver fiancheggiato i partigiani, e furono arrestati entrambi[3]. Rinchiuso nella cella numero 1 di via Tasso, fu sottoposto per oltre un mese ad atroci torture e infine fu fucilato alle Fosse Ardeatine[4]. Prima di essere ucciso riuscì a scrivere sul muro della cella: "Quando il tuo corpo / non sarà più, il tuo / spirito sarà ancora più / vivo nel ricordo di / chi resta. Fa' che / possa essere sempre / di esempio"[5].

Il portale web dell'Aeronautica Militare ha proposto una pagina, intitolata "I grandi aviatori", dove vengono citate le maggiori personalità storiche dell'aviazione italiana, ponendo Martelli Castaldi tra di esse[6].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Dedicatosi senza alcuna ambizione personale e per purissimo amor di Patria all’attività partigiana, vi profondeva, durante quattro mesi di infaticabile e rischiosissima opera, tutte le sue eccezionali doti di coraggio, di intelligenza e di capacità organizzativa, alimentando di uomini e di rifornimenti le bande armate, sottraendo armi ed esplosivi destinati ai tedeschi, fornendo utili informazioni al Comando alleato, sempre con gravissimo rischio personale. Arrestato e lungamente torturato, nulla rivelava circa i propri collaboratori e la propria attività, affrontando serenamente la morte. Esempio nobilissimo di completa e disinteressata dedizione alla causa della libertà del proprio Paese»
— Roma, 23 ottobre 1943 - Fosse Ardeatine, 24 marzo 1944[7]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
3 Medaglie di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria 3 Medaglie di bronzo al valor militare
Medaglia di benemerenza per i volontari della Guerra Italo-austriaca 1915-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di benemerenza per i volontari della Guerra Italo-austriaca 1915-1918
Medaglia commemorativa della Prima Guerra Mondiale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della Prima Guerra Mondiale
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

La medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria fu conferita l'8 settembre 1985 in occasione di una cerimonia in Campidoglio per il 41º anniversario dell'inizio della guerra di liberazione. Nell'occasione vennero conferite diverse onorificenze alla memoria, tra gli altri Salvo D'Acquisto, Alfredo Monaco e Giuseppe Morosini. A ritirare l'onorificenza, suo figlio, Sabato Martelli. Successivamente, durante la stessa cerimonia, quando venne conferita la medaglia d'argento a Rosario Bentivegna, autore dell'attentato di via Rasella, a cui segui la rappresaglia delle Fosse Ardeatine, tra le cui vittime era Sabato Martelli padre, il figlio riconsegnò la medaglia al presidente dell'Associazione delle vittime del nazifascimo, con la motivazione: «Non voglio scandali, ma neppure una medaglia che accomuni le vittime a chi le provocate.»[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Molta emozione qualche protesta per le medaglie in Campidoglio, in Il Tempo, 9 settembre 1985.
  2. ^ Nino Arena, La regia aeronautica (1943-1946), Modena : STEM Mucchi, 1978, p. 129
  3. ^ Filippo Tuena, Tutti i sognatori, Roma: Fazi, 1999, p. 170
  4. ^ Alessandro Portelli, L'ordine e già stato eseguito: Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Roma: Donzelli, 1999, p. 169
  5. ^ Testamento spirituale di Sabato Martelli Castaldi scritto nella prigione a Via Tasso
  6. ^ I grandi aviatori, su aeronautica.difesa.it. URL consultato il 31 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 30 june 2013).
  7. ^ dal sito della Presidenza della Repubblica

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Avagliano, Il partigiano Tevere : il generale Sabato Martelli Castaldi dalle vie dell'aria alle Fosse Ardeatine, Introduzione di Vittorio Foa, Cava dei Tirreni, Avagliano, 1996.
  • Mario Avagliano, Sabato Martelli Castaldi, Roma, Rivista Aeronautica n. 1, 1997.
  • Mario Avagliano, "Muoio innocente". Lettere di caduti della Resistenza a Roma, Con Gabriele Le Moli, Milano, Mursia, 1999.
  • Mario Avagliano, Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945, Introduzione di Alessandro Portelli, Torino, Einaudi, 2006.
  • Pietro Malvezzi e Giovanni Pirelli (a cura di), Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (8 settembre 1943 - 25 aprile 1945), 16ª ed., Torino, Einaudi, 2003 [1952], pp. 187-188, ISBN 978-88-06-17886-4.
  • Roberto Gentilli e Paolo Varriale, I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, Ufficio Storico dello Stato maggiore Aeronautica, 1999.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN69762822 · LCCN: (ENn98058728 · BNF: (FRcb14473379p (data)