Aldo Eluisi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Aldo Eluisi (Venezia, 11 settembre 1898Roma, 24 marzo 1944) è stato un militare e partigiano italiano insignito di Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Durante la prima guerra mondiale servì nei reparti di assalto degli Arditi; nel periodo della disfatta di Caporetto si impegnò in operazioni particolarmente audaci e venne proposto per una medaglia al valore. A guerra finita tornò a Roma, dove si era trasferito con la famiglia da bambino, divenendo una delle figure di riferimento della locale sezione dell'associazione degli Arditi d'Italia. Nel prosieguo prese parte all'Impresa di Fiume. Nell'aprile del 1921, venne eletto consigliere del nuovo comitato d'azione nella sezione romana dell'ANAI e pochi mesi dopo, insieme agli ufficiali Argo Secondari e Pierdominici, fondò gli Arditi del Popolo.

Antifascista vicino all'ideologia anarchica, e da molti considerato anarchico a tutti gli effetti,[1][2], il suo nome rimane legato anche a quello di Vincenzo Baldazzi sia come organizzatore delle squadre antifasciste degli Arditi del Popolo nate dalla scissione, guidata da Argo Secondari, dell'Associazione Nazionale Arditi d'Italia,[3] sia per la Resistenza. Nel periodo negli scontri con i fascisti negli anni venti a Roma rimase ferito alla schiena da una coltellata. Fu attivo durante gli scontri che, nel centro di Roma, si verificarono in concomitanza con il congresso fondativo del P.N.F. nel novembre 1921[4]. Successivamente, con il fascismo asceso a regime, si avvicinò al Partito d'Azione. Questo, soprattutto nel periodo della guerra di Spagna, ebbe infatti forti contatti e collegamenti con il movimento anarchico a causa della comune matrice sia antifascista che antistalinista.

Dopo l'8 settembre 1943, Eluisi si batté con valore contro l'esercito di occupazione tedesco a Porta San Paolo e alla Madonna del Riposo; fu poi partecipe della Resistenza attiva a Roma e nella formazione del Circolo di Giustizia e Libertà diretto da Vincenzo Baldazzi e che contava su una forte presenza di partigiani anarchici(tra cui Egidio Renzi e Mario Tapparelli già esponente di spicco dell'Unione Sindacale italiana).

Venne catturato, ma riuscì a fuggire. Un delatore lo tradì; ripreso dalla cosiddetta banda Koch (vero e proprio reparto di polizia speciale[5]) in una pensione romana di via Principe Amedeo, venne torturato a lungo in carcere (dove fu compagno di cella di Pilo Albertelli) senza però che gli venissero estorte notizie sui compagni. Fu quindi tradotto alle Fosse Ardeatine e trucidato.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La motivazione del riconoscimento afferma tra l'altro:

« Per diciotto giorni soffrì le più efferate torture e lo scempio del corpo; tradotto alle Fosse Ardeatine si univa nella morte agli altri eroi che hanno bagnato col loro sangue quella terra divenuta sacra alla Patria.[6] »

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli Anarchici e la Resistenza
  2. ^ C'era una volta il 25 Aprile

    « .....Così come testimonia, tra le tante, la vita dell’anarchico Aldo Eluisi..... »

  3. ^ scissione che sottolineò la frattura all'interno dei reduci dell'Arditismo di guerra evidenziata dalle colonne dell'Ardito da Mario Carli. Fonte: ANPI Archiviato il 30 settembre 2007 in Internet Archive..
  4. ^ Alessandro Portelli, L'ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria, Feltrinelli, Milano 2012, pag. 71.
  5. ^ Fonte: Storiain.net Archiviato il 19 marzo 2007 in Internet Archive..
  6. ^ Fonte: ANPI.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valerio Gentili, "La Legione romana degli Arditi del Popolo, ed. Purple Press, Roma, 2009, ISBN 978-88-9590-322-4.
  • Luigi Di Lembo, Guerra di classe e lotta umana, l'anarchismo in Italia dal Biennio Rosso alla guerra di Spagna (191-1939), edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 2001
  • Eros Francescangeli, Arditi del popolo, Odradek, Rom, 2000
  • Gianni Furlotti, Parma libertaria, edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 2001
  • Marco Rossi, 'Arditi, non gentarmi! Dall'arditismo di guerra agli Arditi del Popolo, 1917-1922, edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 1997
  • Luigi Balsamini, 'Gli arditi del popolo. Dalla guerra alla difesa del popolo contro le violenze fasciste, Galzerano Ed. , Salerno.
  • "Proletari senza rivoluzione"storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950. - Milano: Edizioni Oriente, 1970 Renzo Del Carria
  • "Storia del Partito comunista" Paolo Spriano- Einaudi, Torino, 1967-1975 - 5 volumi
  • Del Carria, Renzo, Proletari senza rivoluzione. Storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950, 2 voll., Milano, Edizioni Oriente, 1970 (I ed. 1966), (in particolare il XVII Capitolo "La giusta linea non seguita": Parma come esempio di vittoriosa resistenza politica-militare al fascismo (1-6 agosto 1922).
  • "Proletari senza rivoluzione"storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950. - Milano: Edizioni Oriente, 1970 Renzo Del Carria
  • AA. VV., Dietro le barricate, Parma 1922, testi immagini e documenti della mostra (30 aprile - 30 maggio 1983), edizione a cura del Comune e della Provincia di Parma e dell'Istituto storico della Resistenza per la Provincia di Parma
  • AA. VV., Pro Memoria. La città, le barricate, il monumento, scritti in occasione della posa el monumento alle barricate del 1922, edizione a cura del Comune di Parma, Parma, 1997
  • Pino Cacucci, Oltretorrente, Feltrinelli, Milano, 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Aldo Eluisi[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]