Gastone De Nicolò

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Gastone De Nicolò (Roma, 23 settembre 1925Roma, 24 marzo 1944) è stato un partigiano italiano, vittima dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. I suoi resti sono deposti nel sarcofago n.6 del sacrario delle Fosse Ardeatine.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma da Giuseppe e da Milena Porcarelli: il padre era impiegato negli uffici delle Imposte di Roma e per breve tempo in quello di Alatri, dove risiedeva con la famiglia in via Garibaldi, mentre il fratello Gaetano frequentava il Liceo Conti Gentili di Alatri, ed era tra gli iscritti alle formazioni giovanili socialiste.

Gastone De Nicolò fu impiegato come "staffetta" durante la guerra di liberazione, inquadrato nel 6° braccio del PSI: venne fucilato in quanto inquisito dalla polizia dei nazisti dalla quale venne arrestato dopo che nel bar di famiglia venne trovata una scatola di munizioni per fucile[1]. Il professor Angelo Sacchetti Sassetti ricorda Gastone come studente di liceo, e Giovanni Gigliozzi scrive:

«Man mano che procedevano i riconoscimenti dei poveri resti seppi che più di un mio amico aveva conosciuto la ferocia del colonnello Kappler. E rividi il piccolo Gastone con il suo teatro di burattini. Gastone, nei giorni sereni della nostra infanzia, chi avrebbe mai potuto prevedere l’atrocità del tuo destino?»

(Giovanni Gigliozzi. Prefazione di Le Fosse Ardeatine[2])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il processo Kappler, su romacivica.net. URL consultato il 6 marzo 2007 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2007).
  2. ^ Giovanni Gigliozzi. Prefazione, in Attilio Ascarelli. Le fosse ardeatine, A.N.F.I.M., 1965

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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