Alberto Marchesi

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Alberto Marchesi (Roma, 22 settembre 1900Roma, 24 marzo 1944) è stato un antifascista italiano. Venne fucilato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Memoria di Alberto Marchesi sul portone di casa sua a via della Scrofa 39 (1946)

Volontario nella prima guerra mondiale fra le "Fiamme Rosse", cioè nei reparti di Arditi appartenenti al corpo dei bersaglieri. Le Fiamme Verdi erano gli Arditi Alpini e le Fiamme Nere erano gli Arditi di fanteria, alle quali apparteneva Argo Secondari, fondatore degli Arditi del Popolo.

Alla fine della guerra entrò nell'amministrazione statale ed aderì al PCdI attorno al 1925, anno in cui fu licenziato dal lavoro in quanto oppositore militante contro il regime fascista. Sopravvisse faticosamente facendo il commerciante, mandando avanti con la moglie una trattoria nella zona del Campo Marzio, e nel 1943 costituì una brigata partigiana romana denominata battaglione Volga, che aveva base logistica proprio nel suo negozio utilizzato come deposito di armi e di fogli agitatori antifascisti; il Volga intraprendeva azioni militari a danno dei nazifascisti.

Catturato il 12 marzo del '44 fu lungamente torturato nella famigerata sede nazifascista di Via Tasso, nota come luogo istituzionale di tortura verso partigiani e dissenzienti in genere, fu poi portato alle Fosse Ardeatine e fucilato.

Gli fu assegnata la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Organizzatore ed animatore di formazioni partigiane si distingueva, in difficili circostanze e nella effettuazione di ardite azioni di sabotaggio, per iniziativa, per coraggio e per capacità. Caduto in mani tedesche e barbaramente torturato nelle carceri di via Tasso, era di alto e costante esempio ai compagni di prigionia per nobiltà e fierezza di contegno. Nulla rivelava e manteneva intatta, fino al sacrificio supremo della vita, e la fede nella Patria e nella libertà.»
— Roma, settembre 1943 - 24 marzo 1944.

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