Antonello Trombadori

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Antonello Trombadori
Antonello Trombadori.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature V, VI, VII, VIII
Gruppo
parlamentare
Comunista
Circoscrizione Roma, Latina, Viterbo, Frosinone
Incarichi parlamentari
  • V
    • componente della II commissione interni (19 luglio 1971 - 24 maggio 1972)
    • componente della VII commissione difesa (10 luglio 1968 - 19 luglio 1971)
    • componente della VIII commissione istruzione e belle arti (7 febbraio 1971 - 29 settembre 1971)
    • componente della commissione parlamentare d'inchiesta sui fenomeni di criminalità in Sardegna (13 gennaio 1970 - 24 maggio 1972)
  • VI
    • componente della III commissione esteri (25 maggio 1972 - 4 luglio 1976)
    • componente della commissione parlamentare per la vigilanza sulle radiodiffusioni (2 agosto 1972 - 13 aprile 1975)
    • componente della commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza sui programmi radiotelevisivi (13 maggio 1975 - 4 luglio 1976)
    • componente della commissione parlamentare per il parere al governo sulle norme delegate per l'istituzione dei ruoli del ministero dei beni culturali e ambientali (1º ottobre 1975 - 4 luglio 1976)
  • VII
    • componente della III commissione esteri (5 luglio 1976 - 19 giugno 1979)
    • componente della commissione parlamentare per la vigilanza sulle radiodiffusioni (4 agosto 1976 - 19 giugno 1979)
  • VIII
    • componente della III commissione esteri (11 luglio 1979 - 11 luglio 1983)
    • componente della commissione parlamentare per la vigilanza sulle radiodiffusioni (9 agosto 1979 - 11 luglio 1983)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
Titolo di studio Laurea in lettere e filosofia
Professione Giornalista

Antonello Trombadori (Roma, 10 giugno 1917Roma, 19 gennaio 1993) è stato un giornalista, critico d'arte e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia di artisti di origine siciliana (il padre Francesco è pittore), vive una giovinezza felice nella casa-studio di Villa Strohl-Fern, entrando in contatto con numerosi intellettuali dell'epoca. Amico intimo di Renato Guttuso, da giovane collabora con alcune riviste importanti, quali La Ruota, Primato, Città, Corrente, Cinema. Studia prima al liceo Mamiani, in Viale delle Milizie, poi al Visconti, nella piazza del Collegio Romano, frequentato anche da Paolo Bufalini e da Giulio Andreotti. Tra il 1937 e il 1940 partecipa ai Littoriali della cultura e dell'arte.

In politica, dopo una iniziale simpatia per il liberalsocialismo (suo grande amico fu Bruno Zevi) si avvicina rapidamente al Partito Comunista clandestino, al quale si iscrive dopo l'entrata dell'Italia in guerra.

La militanza antifascista[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dei bersaglieri, Trombadori è inviato al fronte greco-albanese, dove è ferito e, per tale motivo, rimandato nella Capitale in licenza di convalescenza[1]. A Roma, nel 1941, è arrestato con altri studenti e operai per avere organizzato moti all'Università di Roma contro la guerra, ed è condannato al confino dal Tribunale Speciale;[2] Benito Mussolini gli propone la possibilità di proscioglierlo da ogni accusa, per via dell'importanza della famiglia, in caso di pentimento pubblico. Trombadori rifiuta ogni compromesso e viene confinato a Carsoli. [3]

Alla caduta del fascismo, Trombadori rientra a Roma. Dopo l'armistizio dell'8 settembre e la fuga dei Savoia da Roma, in assenza di comandi militari, partecipa alla disperata difesa popolare della Capitale dall'occupazione tedesca in Porta San Paolo, dopo avere tentato di distribuire armi per la resistenza agli ordini di Luigi Longo e con il sostegno del generale Giacomo Carboni[4].

Durante l'occupazione tedesca della città costituisce i GAP-Gruppi di Azione Patriottica, una formazione partigiana incaricata di effettuare attentati e sabotaggi contro il nemico. Arrestato il 2 febbraio 1944 dalle SS, Trombadori è imprigionato prima a Via Tasso e poi a Regina Coeli. Riesce a scampare alla decimazione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, grazie all'azione del medico socialista del carcere Alfredo Monaco, che lo ricovera temporaneamente in infermeria.[5]. Successivamente è inviato al lavoro forzato sul fronte di Anzio, dove però fugge, riprendendo l'attività clandestina fino al giorno della Liberazione di Roma, il 4 giugno 1944. Per i suoi meriti di combattente gli è conferita la medaglia d'argento al valore militare.

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Liberazione, Trombadori organizza la mostra L'arte contro la barbarie. Nel 1945 presenta l'album di disegni di Guttuso Gott mit uns e nello stesso anno aiuta Roberto Rossellini e Carlo Lizzani a girare il capolavoro Roma città aperta. Si sposa con Fulvia Trozzi, figlia del famoso avvocato e parlamentare socialista Mario Trozzi ed ha due figli: Duccio e Lucilla; più tardi avrà tre nipoti: Cecilia (1976), Ortensia (1979) e Charlotte (1991).

Nel dopoguerra, alterna la vita da funzionario del PCI (è responsabile della vigilanza di Palmiro Togliatti) a quella di critico d'arte e cinematografico (sul quotidiano del PCI l'Unità e sulla rivista ideologica Rinascita) a sostegno del neorealismo e della cultura dell'impegno: dalla sua iniziativa dipende la fortuna del film La terra trema (1949), di Luchino Visconti, la costituzione del Circolo del Cinema, oltre che la nascita della rivista di orientamento marxista 'Il Contemporaneo' di cui è direttore dal 1954 al 1964.

Nel 1956 è eletto consigliere comunale di Roma, nelle liste del PCI e viene confermato alle successive elezioni del 1960, 1962 e 1966[6]. Nel 1967 è inviato in Vietnam per conto de l'Unità[7]. Nel 1968 è eletto deputato al Parlamento ed è confermato nelle tre legislature successive, sino al 1983.

Dopo la contestazione giovanile, polemico con la deriva dell'estremismo interno ed esterno al PCI, Trombadori torna progressivamente su posizioni sempre più vicine al liberalsocialismo delle origini. E si avvicinerà alle posizioni 'filosocialiste' di esponenti comunisti come Paolo Bufalini e Giorgio Napolitano.

Comunista moderato[modifica | modifica wikitesto]

Eretica, per i comunisti ortodossi, la sua tesi che la vera rivoluzione russa sia stata "quella del febbraio del 1917, di Kerenskij, che abbatté lo zarismo e introdusse la democrazia nel paese, e non quella dell'ottobre dello stesso anno, quella di Lenin e dei soviet, più assimilabile a un colpo di Stato che a una rivoluzione"[8].

Dal 1976, anno in cui Bettino Craxi diventa segretario del Partito Socialista Italiano, Trombadori inizia una graduale riflessione che lo porterà nel 1983 a dichiararsi "non più comunista" ed a votare PSI. È d'accordo con Craxi nell'episodio dell'abolizione della scala mobile e critica il leader del garofano solo durante il rapimento di Aldo Moro, non condividendo la sua proposta di 'trattativa' con le Brigate Rosse. Si ritiene comunque indubbio "che in Trombadori non c'era traccia dell'antisocialismo tipico della classe dirigente comunista berlingueriana e che Craxi esercitava su lui un certo fascino"[9].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra i contributi critici più importanti di Trombadori meritano una citazione i saggi introduttivi nei cataloghi delle retrospettive Donghi e Scipione (entrambi del 1985); Scuola Romana (1986) e Roma appena ieri (1987). Curò inoltre il catalogo delle opere d'arte della Camera dei deputati. Trombadori fu anche stimato poeta in dialetto romanesco: la sua prima edizione di poesie è del 1980 (La palommèlla, ed. Scheiwiller) poi per un decennio scrisse brillanti sonetti sulla pagina romana del Messaggero e li pubblicò in volume (Indovinela grillo, Newton Compton, 1988).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Già confinato politico, poneva la sua vita e le sue doti di instancabile organizzatore e di valoroso combattente al servizio della lotta per il trionfo della libertà e della giustizia. Membro del comando militare garibaldino, animatore dei più gloriosi manipoli della Resistenza, preparò, diresse, condusse personalmente numerosi complessi atti di sabotaggio nella città infliggendo al nemico numerose perdite di uomini e di materiali, distinguendosi in modo particolare in azioni individuali. Arrestato dalle S.S. tedesche e tradotto alle carceri di Via Tasso, teneva fiero comportamento rinsaldando nei compagni lo spirito di sacrificio e di resistenza ad oltranza. Condannato ai lavori forzati organizzava e dirigeva la sommossa contro gli aguzzini e, riuscito audacemente ad evadere, tornava sprezzante della forte taglia posta sul suo capo alla lotta che concludeva vittoriosamente alla testa delle sue formazioni garibaldine. Bella figura di combattente, esempio luminoso della più tenace avversione contro gli oppressori e i nemici della libertà.»
— Roma, 8 settembre 1943-4 giugno 1944

VolontarioLibertà.png Distintivo d'onore per i patrioti "Volontari della libertà"

Guerra1943-45.png Medaglia commemorativa della guerra di liberazione

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Donatella Trombadori, 2016
  2. ^ Ordinanza n. 29 del 22.1.1942 contro Antonello Trombadori e altri ("Organizzazione comunista romana attiva fino al settembre 1941: stampigliavano etichette e stelle filanti con frasi offensive per Mussolini e per Hitler. – Costituzione del PCd'I, propaganda sovversiva, offese al capo del governo e a capo di Stato estero, disfattismo politico"). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia dissidente e antifascista. Le ordinanze, le Sentenze istruttorie e le Sentenze in Camera di consiglio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli imputati di antifascismo dall'anno 1927 al 1943, Milano 1980 (ANPPIA/La Pietra), vol. III, p. 1146-1147
  3. ^ Commissione di Roma, ordinanza del 31.1.1942 contro Antonello Trombatore e altri ("Organizzazione comunista (con adesione di altre forze politiche) attiva soprattutto nell'ambiente universitario romano. Quasi tutti i componenti vengono prosciolti dal TS ma confinati"). In: Adriano Dal Pont, Simonetta Carolini, L'Italia al confino 1926-1943. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, Milano 1983 (ANPPIA/La Pietra), vol. IV, p. 1464-1465
  4. ^ Antonello Trombadori. Diari di guerra
  5. ^ Alessandro Portelli, L'ordine è già stato eseguito, Donzelli editore, Roma, 2005, pag. 329
  6. ^ Amministratori del Comune di Roma
  7. ^ Peter Nichols. "Communists took papal message to Hanoi." Times [London, England] 16 Mar. 1973: 8. The Times Digital Archive.
  8. ^ VALEVA LA PENA DI CONOSCERLI. ANTONELLO TROMBADORI di Giuseppe Loteta, su Notizie radicali del 28 gennaio 2010, consultato alla URL [1].
  9. ^ Ibidem.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN84078968 · LCCN: (ENn86094909 · SBN: IT\ICCU\CFIV\014155