Alfredo Reichlin

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Alfredo Reichlin
Alfredo Reichlin 1983.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature V, VI, VII, VIII, IX, X, XI
Gruppo
parlamentare
PCI, PDS
Circoscrizione Lecce-Brindisi-Taranto, Bari-Foggia, Potenza-Matera, Bari-Foggia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano - Partito Democratico della Sinistra
Professione Giornalista

Alfredo Reichlin (Barletta, 26 maggio 1925Roma, 21 marzo 2017) è stato un politico e partigiano italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Reichlin (primo da sinistra in alto) fra i gappisti romani nel 1944

Figlio di Pietro ed Elisabetta Lauro [1], all'età di cinque anni Reichlin si trasferì a Roma, dove il padre esercitò la professione d'avvocato non proseguendo l'attività industriale iniziata in Puglia dal nonno svizzero di Alfredo[2]. Nella capitale Reichlin partecipò alla Resistenza con le Brigate Garibaldi, facendo parte dei GAP[2].

Catturato dai fascisti fu provvidenzialmente liberato dall'intervento del futuro giornalista de L'Unità Arminio Savioli[2]. Ottenuta la maturità classica al Liceo ginnasio Torquato Tasso, nel 1946 si iscrisse al Partito Comunista Italiano, di cui fu uno dei dirigenti più importanti per circa trent'anni. Allievo di Palmiro Togliatti, fu vicesegretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel 1955 entrò ne l'Unità, di cui dopo un anno diventò vice-direttore. Promosso a direttore nel 1958, negli anni sessanta si avvicina alle posizioni di Pietro Ingrao, le più a sinistra nel partito. Quando l'attrito tra Togliatti e la corrente di Ingrao diventa inconciliabile, Reichlin è allontanato dai quadri de l'Unità per far spazio alla nuova direzione di Mario Alicata.

Alfredo Reichlin, al Congresso Nazionale della Sinistra Giovanile del 2007.

Da segretario regionale del PCI in Puglia fu molto attento alla questione meridionale, alla quale dedicò anche le sue opere Dieci anni di politica meridionale. 1963-1973 (1974) e Classi dirigenti e programmazione in Puglia (1976). Deputato nazionale fin dal 1968, durante gli anni settanta entrò nella direzione nazionale del partito e collaborò gomito a gomito con Enrico Berlinguer. In seguito fu favorevole alle trasformazioni del partito da PCI in Partito Democratico della Sinistra prima, da PDS in Democratici di Sinistra poi, ed infine da DS in Partito Democratico.

Dal 1989 al 1992 fu "Ministro dell'Economia" del governo ombra del Partito Comunista Italiano[3]. Alfredo Reichlin è stato il presidente della commissione per la stesura del "Manifesto dei Valori" del Partito Democratico[4].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposato in prime nozze con Luciana Castellina (militante comunista, espulsa nel 1969 per aver aderito al gruppo de Il manifesto), ha avuto due figli: Lucrezia e Pietro, entrambi economisti[5] Nel 1982 ha sposato Roberta Carlotto, che aveva avuto a sua volta una figlia, Silvia, dal precedente marito.

Muore a Roma il 21 marzo 2017.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Dieci anni di politica meridionale. 1963-1973, Roma, Editori Riuniti, 1974
  • Mario Alicata intellettuale e dirigente politico, con Carlo Salinari, Aldo Tortorella e Giorgio Amendola, Roma, Editori Riuniti, 1978
  • Una nuova frontiera per lo sviluppo. Il PCI e l'imprenditoria diffusa, con altri, Milano, Angeli, 1985
  • L'energia del terzo millennio. Le relazioni al seminario di Frattocchie, con altri, Roma, l'Unita, 1987
  • Governare il bilancio. Finanza pubblica e politiche fiscali, con altri, Roma, l'Unita, 1988
  • Italia e Europa. La sfida dell'unione, con altri, Roma, Effepi, 1996
  • Note sul decennio. La sinistra e la crisi della nazione italiana, Milano, Editoriale il Ponte, 2000
  • Il silenzio dei comunisti, con Vittorio Foa e Miriam Mafai, Torino, Einaudi, 2002. ISBN 88-06-16353-1
  • Ieri e domani. Memoria e futuro della sinistra, Firenze, Passigli, 2002. ISBN 88-368-0728-3
  • Riformismo e capitalismo globale. A nuove domande nuove risposte, con Giorgio Ruffolo, Firenze, Passigli, 2003. ISBN 88-368-0782-8
  • Il midollo del leone. Riflessioni sulla crisi della politica, Roma-Bari, Laterza, 2010. ISBN 978-88-420-9315-2
  • La storia non è finita, Roma, Collana Radar, Castelvecchi Editore, 2016.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 4 luglio 2005[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I novanta'anni di Alfredo Reichlin, Barlettanews
  2. ^ a b c Antonio Gnoli, Alfredo Reichlin: “La politica la fa chi crede in se stesso su di me ho avuto più di un dubbio”, in La Repubblica, 7 dicembre 2014.
  3. ^ Ecco le ombre rosse, in La Repubblica, 18 luglio 1989. URL consultato il 26 giugno 2009.
  4. ^ Commissione Manifesto dei Valori, su Sito ufficiale Partito Democratico. URL consultato il 26 giugno 2009.
  5. ^ Paolo Foschi, I tre Reichlin, dal Partito comunista all'alta finanza, in Corriere della Sera, 3 maggio 2009, p. 12. URL consultato il 29 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il ).
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore de l'Unità Successore
Pietro Ingrao 1957 - 1962 Mario Alicata I
Luca Pavolini 1977 - 1980 Claudio Petruccioli II
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