Partito del Progresso (Norvegia)

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Partito del Progresso
(NB) Fremskrittspartiet
(NN) Framstegspartiet
LeaderSiv Jensen
StatoNorvegia Norvegia
SedeOslo
Fondazione8 aprile 1973
IdeologiaLiberalismo conservatore,[1]
Liberalismo classico,[2]
Liberalismo economico,
Conservatorismo nazionale,
Euroscetticismo,
Populismo di destra[1]
CollocazioneDestra
Seggi Storting
27 / 169
 (2017)
Iscritti29 000 (2011)
Coloriblu
Sito web

Il Partito del Progresso (in norvegese Fremskrittspartiet, FrP) è un partito politico norvegese che si identifica come conservatore liberale e libertariano, anche se media e accademici lo considerano un partito populista di destra.[3][4][5][6]

Il suo leader è Siv Jensen.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondato nel 1973 da Anders Lange come movimento anti-tasse, il partito intende valorizzare i diritti civili e il libero mercato. Dagli anni '90, oltre contro l'eccesso fiscale, si batte per il contrasto all'immigrazione, il che lo ha portato a un notevole aumento di voti.

Alle elezioni del settembre 2005 si è affermato come secondo partito norvegese ricevendo il 22,1% dei voti, restando all'opposizione del Partito Laburista. Un grande balzo in avanti rispetto al 14,6% che aveva preso alle elezioni del 2001 in cui aveva appoggiato dall'esterno un governo di centro destra formato dai conservatori, liberali e democratici cristiani.

Alle elezioni del 2009 ottiene il 22,9% e 41 seggi, mentre alle successive elezioni del 2013 scende al 16,3% e 29 seggi.

Leader[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Voti % Seggi
2001 369 236 14,6
26 / 169
2005 582 284 22,1
38 / 169
2009 614 717 22,9
41 / 169
2013 463 711 16,3
29 / 169
2017 444 681 15,2
27 / 169

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Parties and elections - Norway, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 16 luglio 2012.
  2. ^ Ideology and Principles of the Progress Party (PDF), FrP.no. URL consultato l'11 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2011).
  3. ^ Paul Hainsworth, The Extreme Right in Western Europe, Routledge, 2008, pp. 49–51.
  4. ^ Marianne Gullestad, Imagined Kinship: The Role of Descent in the Rearticulation of Norwegian Ethno-nationalism, Neo-nationalism in Europe and beyond, Berghahn Books, 2006, pp. 80–82.
  5. ^ Daniel Oesch, Explaining Workers' Support for Right-Wing Populist Parties in Western Europe: Evidence from Austria, Belgium, France, Norway, and Switzerland, in International Political Science Review, vol. 29, nº 3, giugno 2008, pp. 349-373.
  6. ^ Pierre-Henry Deshayes, Norway's government fights for survival, su Sydney Morning Herald, 13 settembre 2009. URL consultato il 25 luglio 2011.

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