Anarcocapitalismo

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La bandiera nera e oro, simbolo dell'anarchismo (nero) e del capitalismo (oro) che secondo Murray Rothbard è stata sventolata per la prima volta nel 1963 in Colorado[1] ed è utilizzata anche dal Fronte svedese AnarkoKapitalistisk[2]

L'anarcocapitalismo[3] è un sistema politico, economico, giuridico e sociale che promuove una società divisa in organizzazioni territoriali che costituiscono de facto degli Stati.[4][5] In un sistema anarcocapitalista, il potere sulle strade, spazi pubblici, ecc. è esercitato da un proprietario scelto da delle élite (monarchia elettiva)[6] oppure da un individuo che ha reclamato la proprietà fondiaria tramite appropriazione originale,[7] segue il corollario che la libertà di movimento[8] e il commercio sono regolate dal proprietario (in alcuni territori potrebbero essere proibiti certi prodotti o servizi[9][10]).

In caso di non conformità gli indesiderati (per motivi ideologici, orientamento sessuale, ecc.) verrebbero fisicamente rimossi, perciò nel sistema anarcocapitalista non esiste uno Stato di diritto e di conseguenza non esistono le libertà civili.[11]

L'anarcocapitalismo fa parte degli orientamenti estremi della filosofia politica del libertarianismo di destra, ed è considerato parte dell'estrema destra statunitense.[12]

I sostenitori dell'anarcocapitalismo sono comunemente conosciuti con il nome di ancap, che è il portmanteau di anarcocapitalista.[13]

Filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

Proprietà fondiaria[modifica | modifica wikitesto]

Gli anarcocapitalisti credono nel principio di prima appropriazione come modo di acquisto della proprietà seguendo la logica del primo arrivato meglio servito.[7] Nonostante gli anarcocapitalisti dichiarano di essersi ispirati alla teoria del lavoro di acquisto della proprietà del filosofo John Locke, gli anarcocapitalisti rigettano la condizione lockiana di sufficienza,[14] cioè non credono che debbano rimanere beni economici in termini qualitativi e quantitativi per gli altri individui; gli anarcocapitalisti si oppongono anche alla tassazione degli individui privilegiati che possiedono risorse naturali non frutto del lavoro umano.[15][16][17][18][19]

Proprietà intellettuale[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni teorici anarcocapitalisti come Hans-Hermann Hoppe[20][21] e Stephan Kinsella si oppongono alla proprietà intellettuale, cioè sono contro i marchi registrati, i brevetti e il copyright, nonostante il capitale intellettuale è essenziale per le startup.[22] Stephan Kinsella sostiene l'argomentazione che la proprietà intellettuale è illecita perché le idee sono intangibili.[23]

La posizione di Murray Rothbard consisteva invece nell'opposizione verso i brevetti e il parteggiamento per un sistema di contratto pro-copyright (che poteva comunque essere infranto da un terzo).[24][25]

Beni comuni (commons)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anarcocapitalismo i beni comuni fisici, cioè quei beni la cui salvaguardia è solitamente affidata agli Stati e alle organizzazioni internazionali, non esistono. L'anarcocapitalismo promuove la privatizzazione totale di tutte le risorse naturali della Terra.[15][26][27][28]

Principio di Non-aggressione[modifica | modifica wikitesto]

Il Principio di Non-aggressione (anche detto Assioma di Nonaggressione) è un principio dell'etica e del diritto anarcocapitalista in cui l'aggressione è definita come l'iniziazione della minaccia o l'uso della forza fisica contro un individuo o una proprietà, l'aggressione è anche sinonimo di "invasione". La violazione della proprietà, anche in stato di necessità è considerata illecita, il proprietario può dunque impedire all'altro individuo di appropriarsi del bene,[29] differentemente da certe forme di giusnaturalismo che riconoscono lo stato di necessità (ad esempio, quello di John Locke e Tommaso d'Aquino), o il principio del danno di John Stuart Mill.

«Schiavitù volontaria»[modifica | modifica wikitesto]

La «schiavitù volontaria» è un concetto discusso tra i teorici anarcocapitalisti, un suo principale sostenitore è Walter Block, che si oppone alla inalienabilità della persona e non prende in considerazione l'eventuale differenza di potere contrattuale in caso di stato di necessità.[30][31]

Città-stato[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene alcuni anarcocapitalisti si descrivono come "anarchici", le organizzazioni territoriali che esercitano il potere nell'anarcocapitalismo, per far rispettare il loro ordinamento giuridico costituiscono, come notato da Paul Birch, degli Stati.[5] Lo stesso Hans-Hermann Hoppe ha dichiarato più volte simpatie verso la nobiltà e la monarchia, descrivendole come funzionali.[32] Hoppe ha anche descritto il Principato del Liechtenstein come un modello ideale.[33][34]

Il funzionamento di un governo anarcocapitalista è brevemente descritto nel seguente diagramma:

 Élite di investitori
elegge
 
 
 Il proprietario[Nota 1]
 
   
Octicons-arrow-small-right.svg
regola il commercio: stabilisce i prodotti leciti e i prodotti illeciti
Octicons-arrow-small-down.svg
gestisce e controlla le strade, le piazze e i parchi: si assicura che i fruitori paghino per l'uso
Octicons-arrow-small-left.svg
espelle gli indesiderati e regola i flussi migratori all'interno del suo territorio

Libertà civili[modifica | modifica wikitesto]

Gli anarcocapitalisti credono che le libertà civili, come la libertà di parola, sono a discrezione del proprietario del territorio. Hoppe a proposito ha dichiarato che "non esiste un diritto alla libertà di parola sulla proprietà altrui."[11]

Intolleranza[modifica | modifica wikitesto]

Il suprematista bianco Richard Spencer ospite di una conferenza del think thank Property and Freedom di Hoppe.

Nel movimento anarcocapitalista sono presenti più forme di intolleranza e una forte giustificazione verso essa. Le prime forme di razzismo del movimento anarcocapitalista, derivano dalle idee personali di Murray N. Rothbard sull'inferiorità intellettuale delle persone di colore.[35][36]

Inizialmente Murray Rothbard cercò di diffondere le sue idee tramite il leader del Ku Klux Klan David Duke, nonostante lui stesso fosse ebreo.[37]

L'intolleranza è facilmente riscontrabile nelle idee di Hoppe, dove il filosofo promuove la possibilità di creare aree per etnie specifiche, l'espulsione dalla società per via dell'orientamente sessuale o per motivi ideologici, fino a vere e proprie affiliazioni con razzisti dichiarati come Richard Spencer.[38] Riguardo alla questione della razza, Hoppe commentò che:[39]

(EN)

«[...] since Caucasians have, on the average, a significantly lower degree of time difference than Negroids, any comparison would amount to a systemic distortion of the evidence.»

(IT)

«[...] dato che i caucasici hanno, in media, un indice di sviluppo temporale significativamente inferiore a quello dei negroidi, qualsiasi confronto equivarrebbe a una distorsione sistematica delle prove.»

(Hoppe (1997). "On Theory and History. Reply to Benegas-Lynch, Jr.". Published in Gerard Radnitzky, ed., Values and the Social Order, Vol. 3 (Aldershot: Avebury, 1997).)

Per Hoppe le popolazioni africane hanno un basso quoziente intellettivo generale per via della selezione naturale.[40]

Attualmente esistono vari promotori del separatismo razziale che si identificano o si sono identificati come "anarcocapitalisti", tra cui Christopher Cantwell[41] e Stefan Molyneux[42].

Immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto nei precedenti paragrafi, ogni area geografica è controllata da qualcuno, Hoppe ha così proposto la creazione di bordi privati per regolamentare l'immigrazione. Le idee di Hoppe sono da molti considerate consistenti con il Principio di Non-Aggressione, visto che la proprietà fondiaria è del proprietario.[43]

Traffico di minori[modifica | modifica wikitesto]

Chicago, 1948: 4 bambini in vendita

In L'etica della Libertà, Murray Rothbard affermerà che: "la società puramente libera avrà un fiorente libero mercato in bambini. Superficialmente, questo suona mostruoso e disumano. Ma visto da più vicino il pensiero rivelerà il superiore umanismo di un tale mercato".[44] Anche l'anarcocapitalista Walter Block è un sostenitore della vendita di bambini affermando che i genitori adottivi che non sono in grado di pagare i genitori biologici "sono responsabili del trauma e del crepacuore che oggi accompagnano l'adozione negli Stati Uniti".[45]

Critica al liberalismo[modifica | modifica wikitesto]

I teorici anarcocapitalisti credono che il liberalismo (incluso il liberalismo classico) siano statalisti e favoriscano il potere statale, per tale motivo la maggior parte dei teorici ancap rigettano la filosofia politica liberale.[46][47]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dell'anarcocapitalismo viene di solito ricondotta all'acutizzarsi delle tensioni che caratterizzarono gli orientamenti interni alla cosiddetta "Old Right" statunitense costituitasi tra le due guerre mondiali in reazione al New Deal di Franklin Roosevelt, considerato espressione di dirigismo e di una crescente espansione del potere pubblico. Dalla crisi della coalizione intellettuale repubblicana emerge un movimento di idee volto a radicalizzare il liberalismo di marca jeffersoniana,[senza fonte] il quale adotta, per distinguersi e caratterizzarsi, la definizione di libertarianismo. Questo fenomeno non è solamente partitico, anche se presto si accompagna negli Stati Uniti alla fondazione del Libertarian Party (Partito Libertario).

Lobbismo[modifica | modifica wikitesto]

I fratelli Koch: Charles Koch (destra) e David Koch (sinistra)

La comparsa dell'anarcocapitalismo nella sfera politica statunitense non è stata casuale né un fenomeno di origine popolare; l'anarcocapitalismo è stato il risultato di politiche reazionarie promosse da gruppi di pressione in antitesi alle politiche convenzionali.[48][49]

Le organizzazioni promotrici dell'anarcocapitalismo sono talvolta travestite da no-profit sul modello dei think tank, offrendo materiale gratuito che promuove la privatizzazione dei beni demaniali e l'opposizione alle regolamentazioni contro l'inquinamento, nonché il negazionismo climatico.[48][50]

Le principali figure dietro il fenomeno anarcocapitalista sono gli eredi della cosiddetta "dinastia Koch", Charles Koch e il fratello David attuali proprietari del conglomerato Koch Industries.[51][52]

L'aiuto dei Koch fu essenziale per la nascita del movimento anarcocapitalista, offrendo finanziamenti alla Freedom School di Robert LeFevre,[50] contribuendo alla fondazione del Cato Institute (formalmente Charles Koch Institute) co-fondato da Murray Rothbard,[53] e finanziamenti vari ad altre organizzazioni libertarian e ad accademici affiliati al Ludwig von Mises Institute.[54]

Nel manifesto anarcocapitalista Per una nuova libertà. Il manifesto libertario Murray Rothbard per sostenere le foreste private porterà l'esempio della Georgia-Pacific - una sussidiaria di Koch Industries - perché secondo lui la gestione ambientale fu eccellente,[55] la compagnia è però nota per aver causato danni ambientali.[56]

The Guardian ha descritto l'anarcocapitalismo promosso dai Koch come "un cancro nelle università statunitensi" e un "culto" paragonandolo alla rete vassalla e all'assolutismo monarchico,[57] al riguardo il conservatore William F. Buckley espresse le sue preoccupazioni descrivendo le teorie promosse dai Koch come "anarco-totalitarianismo".[58][59][60]

Koch Industries è ben nota per aver più volte disperso materiale tossico nell'ambiente, danneggiando beni altrui, laghi, fiumi, falde acquifere e coste marine. Gli inquinanti emessi includono: biossido di cloro, coke petrolifero, benzene e altre sostanze chimiche tossiche.[61] L'avvocato dei Koch ha affermato che: "Se questa fosse una società pubblica, tutti i funzionari e gli amministratori sarebbero in prigione". Per alcune organizzazioni il nesso fra attività inquinanti e anarcocapitalismo è chiaro.[49][51][62]

Bitcoin (₿)[modifica | modifica wikitesto]

Il logo dei Bitcoin.

I bitcoin vennero visti da molti come un mezzo per raggiungere una rivoluzione anarcocapitalista, questo credo fu significativo per lo slancio dei Bitcoin, di cui molti degli acquirenti sono anarcocapitalisti o appartenenti ad altre fazioni del libertarianismo di destra.[63][64][65][66] I bitcoin sono stati accolti positivamente da tutto l'ambiente anarcocapitalista, perché visti come un mezzo per porre fine alle valute fiat e destabilizzare gli Stati sociali.[67][68][69]

Attivismo[modifica | modifica wikitesto]

Silk Road[modifica | modifica wikitesto]

Vari seguaci della filosofia anarcocapitalista, hanno organizzato manifestazioni a favore del trafficante di armi e droga Ross Ulbricht. Ross Ulbricht è stato descritto dagli utenti anarcocapitalisti dell'ecommerce Silk Road come un "rivoluzionario".[70] Il Libertarian Party ha anche chiesto ufficialmente l'amnistia per Ulbricht.[71]

Proteste anti-lockdown COVID-19[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo di restrizioni per COVID-19, gli anarcocapitalisti e altre fazioni politiche hanno organizzato manifestazioni negli Stati Uniti in segno di opposizione.[72]

Terrorismo[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti un gruppo chiamato Boogaloo bois è stato più volte al centro di controversie. Il gruppo è stato descritto come una minaccia terroristica anarcocapitalista,[73] il movimento Boogaloo è collegato a dei veri e propri casi di violenza, tra cui: l'omicidio di due agenti di polizia e il tentato rapimento della governatrice del Michigan Gretchen Whitmer e del governatore della Virginia Ralph Northam.[74][75]

La visione statunitense[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni[Chi?] ritengono che la comparsa dell'anarcocapitalismo abbia rimesso in gioco le tradizionali categorie politiche statunitensi e che, in ragione delle loro idee, gli anarcocapitalisti sfuggano a una classificazione fondata sull'usuale opposizione destra-sinistra[senza fonte] Maddox e Lilie, adottando l'approccio al tema delle libertà individuali come criterio essenziale per descrivere le differenti posizioni politiche, e distinguendo tra temi economici (fisco, libertà di contratto, ecc.) e civili (libertà sessuali e relativamente agli stili di vita, uso di droghe, ecc.), definiscono conservatives tutti coloro che privilegiano le libertà economiche rispetto a quelle civili, ascrivendo invece tra i liberals quanti difendono le seconde e ritengono che le prime vadano regolamentate. In questo schema, vengono dette populist le ideologie caratterizzate dalla tendenza a una regolamentazione stretta sia delle libertà civili, sia di quelle economiche, mentre libertarian sarebbe la visione che propugna l'assenza di regolamentazioni sia per le une sia per le altre.

Opponendosi contemporaneamente a ciò che considerano l'autoritarismo dei populisti e il liberalismo dei conservatori, da loro giudicato incoerente, i libertari propongono un generale ripensamento delle tradizionali categorie di analisi del dibattito politico contemporaneo. Nel contrapporre radicalmente i diritti dell'individuo al potere dello Stato, essi optano per i primi negando la necessità di qualunque intervento regolatore da parte dell'autorità, percepito come aggressione. Il pensiero libertarian sostiene il capitalismo puro sugli interventi dello Stato in campo economico e sociale, e avversa ogni politica proibizionista. Osteggia inoltre l'imperialismo, così come ogni ipotesi di Stato mondiale, e appoggia in generale quel diritto alla libertà di azione e di predicazione di sette e piccole comunità che non metta in pericolo il godimento delle stesse libertà per gli altri. L'ordine pubblico, tradizionalmente garantito dallo Stato, secondo il pensiero libertarista va assicurato riconoscendo ai singoli il diritto a portare armi e mediante l'affidamento ad agenzie di protezione private in concorrenza tra loro.

Il libertarianismo alla Rothbard[modifica | modifica wikitesto]

Il libertario percepisce sé stesso come un liberale coerente, rigoroso, nemico della coercizione, essendo convinto della necessità di affidarsi alla concorrenza per scongiurare l'instaurarsi di una società che operi violenza nei confronti dell'individuo e della sua proprietà.

In estrema sintesi, un libertario quale Murray Rothbard ritiene che la libertà individuale rappresenti il bene politico supremo e che l'unica soluzione ragionevole per assicurarne un'adeguata protezione stia nella scelta di affidarla a enti in competizione tra di loro; se il fine è la difesa dell'individuo da ogni aggressione, lo strumento per raggiungerlo sarebbe la libertà di mercato. Nella teoria libertaria le tradizionali istituzioni pubbliche lasciano il posto a ordinamenti legali scelti dalle persone nel quadro di un mercato competitivo. In questo senso, la componente più radicale del libertarismo propone che anche i servizi della difesa, della giustizia e dell'ordine pubblico si trasformino nel prodotto di aziende private, impegnate a contendersi clienti attraverso il soddisfacimento al meglio delle loro esigenze.

Ciò porterebbe tra l'altro all'eliminazione della necessità di un'imposizione fiscale da parte dello Stato, che Rothbard contesta perché esso vivrebbe di tassazione per produrre regolamentazione, agendo illegittimamente e aggredendo costantemente l'individuo nel suo diritto a disporre dei beni al fine di farne l'uso preferito. Se nel pensiero di Rothbard la regolamentazione equivale a un'aggressione (o a una minaccia), l'imposizione fiscale viene assimilata a un furto, e ogni entità statuale finisce con l'essere considerata come sostanzialmente illegittima, perché incapace di giustificare gli obblighi che questa fa ricadere sui cittadini.

Per gli autori del liberalismo classico, lo Stato ha il solo compito di tutelare la vita, la libertà e la proprietà degli individui, e per evitare che esso abbandoni questa missione è necessario definire alcune regole che limitino il potere dei governanti. Il libertarismo considera però falliti i tentativi del costituzionalismo liberale di garantire i diritti individuali nel quadro di un ordinamento statuale. Le classi politiche infatti, avendo a disposizione il monopolio legale della violenza, avrebbero immancabilmente abusato del potere loro conferito allo scopo di esercitare una mera funzione di tutela. In quest'ottica i libertari avrebbero al contrario la vocazione a "immaginare" e "costruire" forme alternative di convivenza, liberate dalla violenza.

Né conservatori, né progressisti[modifica | modifica wikitesto]

Interpretato secondo le categorie della politica europea, il libertarismo americano viene di solito visto come espressione di un conservatorismo estremo e al contempo di un sostegno radicale alle libertà individuali. Ciò perché il libertario non intende collaborare (o scontrarsi) né con i progressisti né con i conservatori, ai suoi occhi statalisti nemici in ugual misura delle libertà individuali. Questa sarebbe la ragione per la quale il libertarismo viene criticato da praticamente ogni altro orientamento politico. Lo stesso economista austriaco Hayek, spesso presentato come teorico di un liberismo radicale, ha in realtà subito influenze socialdemocratiche, sostenendo la necessità che il potere statale mantenga una funzione regolatrice e limiti l'autonomia dei singoli e la loro libertà d'iniziativa per un corretto svolgimento dell'economia di mercato.

Per gli anarcocapitalisti, invece, le funzioni oggi svolte dal Welfare State dovrebbero tornare alle libere associazioni, alle comunità volontarie e allo spirito filantropico. Più correttamente, nella teoria della società policentrica strutturata sul libero mercato, l'esistenza stessa del Welfare, come forma di assistenzialismo garantito costituzionalmente e legalmente, si renderebbe del tutto inutile, essendo gli individui in grado di interagire in un mercato del lavoro estremamente diversificato e competitivo e potendo così ricavare dalle proprie aumentate capacità produttive le risorse finanziarie necessarie a provvedere al mantenimento della propria salute, nonché alla propria previdenza finanziaria.

Differenze con l'anarchismo[modifica | modifica wikitesto]

«Dobbiamo rivolgerci alla storia per chiarezza; qui troviamo che nessuno dei proclamati gruppi anarchici corrisponde alla posizione libertaria, che anche i migliori di loro hanno elementi irrealistici e socialisti nelle loro dottrine. Inoltre, troviamo che tutte le correnti anarchiche sono collettiviste e irrazionali, e quindi ai poli opposti della nostra posizione. Dobbiamo quindi concludere che non siamo anarchici, e che coloro che ci chiamano anarchici non sono su un solido fondamento etimologico, e sono completamente antistorici.[76]»

(Murray Rothbard)

Nel corso del Novecento (anche se questo movimento vanta pure radici ottocentesche: basti pensare a Gustave de Molinari, che già nel 1849 scriveva un saggio sulla produzione privata e concorrenziale della protezione) all'interno della cultura liberale si è sviluppata una corrente di pensiero detta anarcocapitalismo, che giunge a esiti quali la negazione della legittimità dello Stato, ma che si basa su una radicale difesa della proprietà privata, della libertà di mercato e del sistema capitalistico. Per autori come Murray Rothbard, Hans-Hermann Hoppe, Thomas Szasz, Anthony de Jasay e Walter Block lo Stato vive di violenza e la tassazione è un furto. Gli unici ordini politici legittimi sono quelli che emergono sulla base di libere scelte individuali e che raccolgono risorse su base volontaria. Questo movimento, che negli Stati Uniti ha dato vita anche al Libertarian Party, è però ancora in una fase pionieristica e ha iniziato a raccogliere consensi solo a partire dagli anni novanta.

Nei confronti dell'anarchismo collettivista, i libertari anarcocapitalisti esprimono critiche assai dure, accusandoli di essere dominati da idee di provenienza marxista. A ogni modo, l'anarcocapitalismo si differenzia radicalmente dal mutualismo sostenuto da Proudhon, dall'anarchismo collettivista di Bakunin e dall'anarchismo individualista di Benjamin R. Tucker; molti anarcocapitalisti tuttavia rivendicano la figura di Lysander Spooner come predecessore dell'anarcocapitalismo, questa affermazione però è falsa, visto il sostegno di Spooner per uno sistema di banche di mutuo credito[77] da lui ideato che va in contrasto con la scuola austriaca. Va notato anche che Spooner aveva idee anti-industriali.[78]

Lo stesso autodefinirsi "anarchici" dei principali esponenti dell'anarcocapitalismo è stato spesso contestato a livello italiano dagli altri movimenti anarchici; tuttavia gli anarcocapitalisti si dicono convinti che la via da loro proposta sia la sola attraverso cui è possibile giungere a realizzare concretamente l'ideale di assenza dello Stato cui tendono anche gli anarchici.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Bruno Leoni sin dall'inizio degli anni sessanta utilizza ampiamente taluni scritti di Murray N. Rothbard (soprattutto Man, Economy, and State, che però non può essere definito un testo anarcocapitalista in senso stretto) e introduce nel dibattito alcune importanti riflessioni dello studioso statunitense (a partire dall'analisi del monopolio: si veda in particolare il saggio "Mito e realtà dei monopoli", del 1965).

Leoni, peraltro, influenza a sua volta Rothbard sul tema della produzione libertaria del diritto. Di tematiche anarcocapitaliste, o anarco-liberiste, si parlerà in Italia solo nel 1979, quando Riccardo La Conca dà inizio alla rivista Claustrofobia, che dura cinque numeri. Nella seconda metà degli anni ottanta, La Conca pubblica il volume Democrazia, mercato e concorrenza, primo testo anarco-liberista italiano, influenzato dall'economia neoclassica e dalla scuola di Public Choice. Con La Conca entra in contatto Fabio Massimo Nicosia, il quale aderisce criticamente alla corrente, fino a staccarsene denunciandone quella che ritiene la sua involuzione conservatrice, spostandosi poi su posizioni left-libertarian.

In seguito, il libertarianismo italiano si arricchisce di altre figure; dapprima Luigi Marco Bassani, Nicola Iannello, Carlo Lottieri, Guglielmo Piombini, Leonardo Facco, Piero Vernaglione, Paolo Zanotto e altri, accolgono altri influssi e in particolare temi provenienti dalla Scuola austriaca (da Mises a Leoni), dal giusnaturalismo lockiano e dall'oggettivismo ateo di Ayn Rand, dall'elitismo, dalla tradizione cattolica e dal realismo politico. Riviste come Élites e Enclave diffondono in Italia i temi del pensiero anarcocapitalista.

Le ultime tendenze[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere stato a lungo un movimento eminentemente statunitense, nel corso degli ultimi decenni l'anarcocapitalismo è diventato un fenomeno globale e soprattutto in Europa sta trovando interpreti di primo livello. Autori come Anthony de Jasay, Hans-Hermann Hoppe (fondatore della Property and Freedom Society), Bertrand Lemennicier, Gerard Radnitzsky, Gérard Bramoullé, Jesús Huerta de Soto e Miguel Anxo Bastos sono oggi autori che esprimono una loro originale rilettura del pensiero libertario, certamente nutrita della lezione della Scuola austriaca, ma egualmente orientata a far crescere tale pensiero in varie direzioni: dalla teoria monetaria al revisionismo storiografico, dalla riscoperta del realismo filosofico classico alla critica del positivismo, dalla valorizzazione del diritto evolutivo alla riaffermazione dei diritti individuali.

Nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Nel ventunesimo episodio (Tea Peter) della decima stagione della serie televisiva animata I Griffin, Joe, Peter e Quagmire vanno a una manifestazione libertarian in cui il suocero di Peter e proprietario della Pewterschmidt Industries, Carter, si finge un lavoratore di nome "Joe Workingman" (parodia di Joe the Plunder). Dopo il rally, Peter si ferma all'interno per usare il bagno, dove trova Carter. Dopo essere riuscito a convincere Peter che lui e il personaggio di "Joe Workingman" si sono separati, Carter arruola Peter per aiutare a sbarazzarsi del governo. Nonostante la resistenza della famiglia, Peter fa appelli a Carter per conto del Tea Party (un movimento che nella realtà è finanziato dai fratelli Koch[79]) dedicandosi a campagne vittoriose per far sì che il sindaco West abolisca il governo della città fittizia di Quahog.[80]

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

In Italia:[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Murray N. Rothbard, The Betrayal of the American Right (PDF), Ludwig von Mises Institute, p. 188.
  2. ^ Flags of political parties (Sweden), su www.crwflags.com. URL consultato il 21 aprile 2022.
  3. ^ anarcocapitalismo in Vocabolario - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 22 aprile 2022.
  4. ^ Piero Vernaglione, L'anarcocapitalismo (PDF).
  5. ^ a b (EN) Paul Birch, Anarcho-capitalism Dissolves into City States (PDF), Libertarian Alliance, Legal Notes No. 28, ISBN 1 85637 395 9 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2020).
  6. ^ Hans-Hermann Hoppe, Democracy:The God That Failed, Transaction Publishers, 2007, p. 216, ISBN 978-0-7658-0868-4, LCCN 2001027380.
    «In particular, the proprietor needs the support of the the community elite, i.e., the heads of households and firms most heavily invested in the community»
  7. ^ a b (EN) Murray N. Rothbard, Introduction (PDF), in The Ethics of Liberty, p. xvii.
    «Thus, one is left with the initial principles of self-ownership and first-use-first-own, i.e., original appropriation, homesteading.»
  8. ^ Hans-Hermann Hoppe, Democracy: The God That Failed, 2007, p. 216, ISBN 978-0-7658-0868-4, LCCN 2001027380.
    «The reason for citing the model of an anarcho-capitalist society is that no such thing as forced integration (uninvited migration) is possible (permitted) within its framework. Under this scenario no difference between the physical movement of goods and the migration of people exists. Just as every product movement reflects an underlying agreement between sender and receiver, so are all movements of immigrants into and within an anarcho-capitalist society the result of an agreement between the immigrant and one or a series of receiving domestic property owners.»
  9. ^ Hans-Hermann Hoppe, Democracy: The God That Failed, Transaction Publishers, 2007, p. 164, ISBN 978-0-7658-0868-4, LCCN 2001027380.
    «Under total privatization, many local conflicts and externality problems-not merely the immigration problem-would be neatly settled. With every locale and neighborhood owned by private firms, corporations, or contractual communities, a true diversity would reign, according to the preferences of each community. Some neighborhoods would be ethnically or economically diverse, while others would be ethnically or economically homogeneous. Some localities would permit pornography or prostitution or drugs or abortions, while others would prohibit any or all of them.»
  10. ^ Hans-Hermann Hoppe, Democracy: The God That Failed, Transaction Publishers, 2001, p. 215, ISBN 0-7658-0088-8, LCCN 2001027380, OCLC 46384089. URL consultato il 23 aprile 2022.
    «In modern times, characterized by massive population growth and a significant loss in the importance of kinship relations, this original libertarian model of a proprietary community has been replaced by new and familiar developments such as shopping malls and ligated communities." Both shopping centers and gated residential communities are owned by a single entity, either an individual or a private corporation, and the relationship between the community proprietor and his renters and residents is purely contractual.»
  11. ^ a b Hans-Hermann Hoppe, On Conservatism and Libertarianism, in Democracy: The God That Failed, Transaction Publishers, 2007, p. 218, ISBN 978-0-7658-0868-4, LCCN 2001027380.
    «As soon as mature members of society habitually express acceptance or even advocate egalitarian sentiments, whether in the form of democracy (majority rule) or of communism, it becomes essential that other members, and in particular the natural social elites, be prepared to act decisively and, in the case of continued nonconformity, exclude and ultimately expel these members from society. In a covenant concluded among proprietor and community tenants for the purpose of protecting their private property, no such thing as a right to free (unlimited) speech exists, not even to unlimited speech on one's own tenant-property. One may say innumerable things and promote almost any idea under the sun, but naturally no one is permitted to advocate ideas contrary to the

    very purpose of the covenant of preserving and protecting private property, such as democracy and communism. There can be no tolerance toward democrats and communists in a libertarian social order. They will have to be physically separated and expelled from society. Likewise, in a covenant founded for the purpose of protecting family and kin, there can be no tolerance toward those habitually promoting lifestyles incompatible with this goal. They the advocates of alternative, non-family and kin-centered lifestyles such as, for instance, individual hedonism, parasitism, nature-environment worship, homosexuality, or communism-will have to be physically removed from society, too, if

    one is to maintain a libertarian order.»
  12. ^ (EN) A guide to the identities and language of the far right, su Poynter, 24 febbraio 2021. URL consultato il 22 aprile 2022.
  13. ^ (EN) ANCAP English Definition and Meaning | Lexico.com, su Lexico Dictionaries | English. URL consultato il 2 maggio 2022.
  14. ^ Hall, Larry M." PhD diss., Anarcho-Capitalist Threads in Modern Libertarianism: The Social Thought of Murray Rothbard, University of Tennessee, 1990.
  15. ^ a b (EN) Stephan Kinsella, The Blockean Proviso, su Mises Institute, 11 settembre 2007. URL consultato il 2 maggio 2022.
  16. ^ (EN) The Blockian Proviso - LRC Blog, su LewRockwell. URL consultato il 2 maggio 2022.
  17. ^ (EN) Stephan Kinsella on September 11, 2007, The Blockean Proviso, su StephanKinsella.com. URL consultato il 2 maggio 2022.
  18. ^ (EN) kanopiadmin, Classical Liberalism and the Single Tax on Land, su Mises Institute, 2 novembre 2010. URL consultato il 24 maggio 2022.
  19. ^ (EN) Daniella, Can Taxation Be Justified?, su Mises Institute, 12 agosto 2021. URL consultato il 24 maggio 2022.
  20. ^ (EN) Stephan Kinsella on December 27, 2010, Hoppe on Intellectual Property, su c4sif.org, 27 dicembre 2010. URL consultato il 2 maggio 2022.
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    «Boogaloo bois were responsible for the worst terrorist incidents and plots in the United States this past summer. Most notably, in late May and early June, a federal security officer and a sheriff’s deputy were killed in shootings perpetrated by an active-duty Air Force sergeant. At the second scene, the wounded gunman wrote “boog” in his own blood on a car. In Nevada, three boogaloo bois were arrested for planning to terrorize Las Vegas protests. And in October, 14 anti-government extremists were arrested in an alleged plot to kidnap—and put on trial in a kangaroo court—Michigan Governor Gretchen Whitmer; Virginia Governor Ralph Northam was also targeted in the conspiracy.»
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