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Arcidiocesi di Trento

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Disambiguazione – Se stai cercando l'antico principato vescovile, vedi Principato vescovile di Trento.
Arcidiocesi di Trento
Archidioecesis Tridentina
Chiesa latina
Regione ecclesiasticaTriveneto
 
Stemma della diocesi Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Bolzano-Bressanone
 
Arcivescovo metropolitaLauro Tisi
Vicario generaleClaudio Ferrari
Arcivescovi emeritiLuigi Bressan
Presbiteri427, di cui 255 secolari e 172 regolari
1 135 battezzati per presbitero
Religiosi203 uomini, 301 donne
Diaconi30 permanenti
 
Abitanti542 158
Battezzati485 000 (89,5% del totale)
StatoItalia
Superficie6 212 km²
Parrocchie450 (8 vicariati)
 
ErezioneII secolo
Ritoromano
CattedraleMetropolitana di San Vigilio
Santi patroniSan Vigilio
IndirizzoPiazza Fiera 2, 38122 Trento, Italia
Sito webwww.diocesitn.it
Dati dall'Annuario pontificio 2024 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Il palazzo dell'arcivescovo in Piazza Fiera a Trento.
Il seminario arcivescovile di Trento.
Il palazzo pretorio, sede del museo diocesano tridentino.

L'arcidiocesi di Trento (in latino Archidioecesis Tridentina) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Nel 2023 contava 485 000 battezzati su 542 158 abitanti. È retta dall'arcivescovo Lauro Tisi.

Il patrono dell'arcidiocesi è san Vigilio.

Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie dell'arcidiocesi di Trento.

L'arcidiocesi estende la sua giurisdizione sull'intera provincia autonoma di Trento.

Sede arcivescovile è la città di Trento, dove si trova la cattedrale di San Vigilio. Nell'arcidiocesi sorgono, oltre alla cattedrale, altre due basiliche minori: la basilica dei Santi Martiri a Sanzeno, e la basilica di Santa Maria Maggiore a Trento.

Il territorio è suddiviso in 450 parrocchie, raggruppate in 8 zone pastorali.

La provincia ecclesiastica tridentina, istituita il 6 agosto 1964, è formata dall'arcidiocesi di Trento e dalla suffraganea diocesi di Bolzano-Bressanone.

Lo stesso argomento in dettaglio: Principato vescovile di Trento.

La diocesi di Trento fu eretta nel II secolo e l'evangelizzazione del Trentino si compì, seppure con grande lentezza, nel tardo periodo imperiale. I nomi dei primi vescovi di cui si ha conoscenza sono Giovino, Abbondanzio, che partecipò al concilio di Aquileia nel 381, e san Vigilio. Vigilio (vescovo alla fine del IV secolo) ebbe rapporti epistolari con i metropoliti milanesi Ambrogio e Simpliciano, e con Giovanni Crisostomo. Con Vigilio iniziò un periodo di intensa evangelizzazione delle diverse vallate trentine, anche attraverso il sacrificio dei missionari orientali Sisinnio, Martirio e Alessandro, uccisi a Sanzeno nel 397. I martiri erano stati affidati al vescovo di Trento da Ambrogio per aiutare a diffondere la nuova religione in terre ancora fortemente pagane.

Nel IV e nel V secolo la Chiesa tridentina fece dunque riferimento alla prestigiosa sede episcopale milanese, mentre in seguito appartenne alla metropolia del Patriarcato di Aquileia fino al 1751. Con il vescovo Agnello (fine VI secolo) la diocesi, come tutte le diocesi del patriarcato aquileiese, aderì allo scisma tricapitolino, che ebbe fine nel VII secolo.

In età longobarda la diocesi si configurò nella sua attuale dimensione, ma con alcune eccezioni: la Valsugana e il Primiero erano territori affidati alla diocesi di Feltre, mentre la Val di Fassa a quella di Bressanone.

Al vescovo Iltigario (inizio del IX secolo) sono attribuiti i lavori di restauro dell'antica cattedrale extra muros di San Vigilio, che custodiva le reliquie del santo tridentino. Nella stessa epoca fu eretto il palazzo episcopale e venne istituito il capitolo dei canonici della cattedrale. In epoca carolingia inizia una prima organizzazione territoriale della diocesi, con l'istituzione delle pievi.

Nel 962 Trento ed il suo territorio furono incorporati da Ottone I nell'impero germanico. Da questo momento crebbe il ruolo politico dei vescovi tridentini, che venne consacrato, forse già da Enrico II il 9 aprile 1004, di certo da Corrado II il 31 maggio e il 1º giugno 1027. L'imperatore concesse al vescovo Uldarico II il potere temporale sul territorio della diocesi e su altri territori esterni, dove il vescovo si trovava nella particolare situazione di poter esercitare i poteri civili e amministrativi, ma non quelli religiosi. Il principato vescovile era parte del Sacro Romano Impero ed era dotato di un'autonomia che rimase in vigore fino al 1803. Nel 1796 venne abolito da Napoleone e definitivamente nel 1816 in seguito alla Restaurazione austriaca.

La città venne scelta come sede del concilio di riforma che si svolse in tre diverse riprese tra il 1545 e il 1563. Il XVI secolo rappresentò il periodo di maggior splendore per la Chiesa tridentina, guidata da grandi personalità come Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo.

Il trattato di Lunéville nel 1801 stabilì la secolarizzazione degli stati ecclesiastici, sancendo la fine del principato vescovile che venne secolarizzato definitivamente da Napoleone nel 1803. Fra il 1803 e il 1810 la zona fece parte del Regno di Baviera. Dal 1810 Napoleone ne decise l'annessione al breve regno d'Italia. Nel 1815 con la Restaurazione il territorio entrò a fare parte dell'Impero austriaco, nella Contea del Tirolo.

La diocesi venne ampliata nel 1786 con l'annessione della Valsugana e del Primiero, parti dei domini della Casa d'Austria ma soggetti spiritualmente fino ad allora alla diocesi di Feltre, e della Val di Fassa dopo aver ceduto Bagolino alla diocesi di Brescia nel 1785. Nel 1818 otteneva anche Merano e la Val Passiria (tolti alla diocesi di Coira).[1]

In seguito alla soppressione del patriarcato di Aquileia nel 1751 Trento entrò a far parte, per breve tempo, della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Gorizia ed in seguito divenne diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede. Dal 1825 al 1920 fu suffraganea di Salisburgo. Il 24 febbraio 1920 fu nuovamente resa immediatamente soggetta alla Santa Sede con il decreto della Congregazione Concistoriale Sedes episcopalis.

Il 14 giugno 1929 è stata elevata a sede arcivescovile con la costituzione apostolica Inter ceteras di papa Pio XI.

Il 6 luglio 1964 in forza della costituzione apostolica Quo aptius di papa Paolo VI le parti altoatesine dell'arcidiocesi di Trento - il cosiddetto Deutscher Anteil (parte tedesca) - vennero aggregate alla diocesi di Bressanone, che assunse il nome di diocesi di Bolzano-Bressanone. Contestualmente i confini della sede tridentina vennero fatti coincidere con la provincia civile: così Trento cedette i comuni di Magasa e Turano alla diocesi di Brescia, e i comuni di Velo d'Astico e Pedemonte alla diocesi di Vicenza. Il vescovo ausiliare di Trento Heinrich Fohrer divenne ausiliare di Bolzano-Bressanone. I seminaristi e professori altoatesini di Trento si trasferirono a Bressanone. Il 6 agosto successivo la sede arcivescovile di Trento divenne sede metropolitana in forza della costituzione apostolica Tridentinae Ecclesiae dello stesso Paolo VI.

Cronotassi dei vescovi

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Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

San Vigilio, terzo vescovo di Trento (387-400) con i martiri Sisinnio, Martirio e Alessandro in un dipinto di Paolo Naurizio (1583).
Cristoforo Madruzzo, principe vescovo dal 1539 al 1567.
Sigismondo Francesco d'Austria, vescovo dal 1659 al 1665.
Celestino Endrici, vescovo dal 1904 al 1940. Nel 1929 Trento divenne sede arcivescovile.
Luigi Bressan, arcivescovo dal 1999 al 2016.

Il seguente catalogo episcopale, fino al vescovo Uldarico II († 1055), è contenuto in un messale composto al tempo dello stesso Uldarico. Per la sua antichità e l'autorevolezza del manufatto che lo contiene, è ritenuto autentico.[2][3]

Vescovi ausiliari

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A partire dalla seconda metà del Duecento i principi vescovi di Trento, spesso troppo impegnati a gestire il potere temporale del principato vescovile per potersi occupare bene anche di quello spirituale, fecero spesso ricorso ai servizi di vescovi ausiliari, anche detti suffraganei, ossia vescovi titolari che sostituivano il vescovo ordinario nella cura pastorale del territorio; in molti casi questi suffraganei esercitarono anche per le diocesi vicine, prima fra tutte Bressanone. Dal 1271, anno in cui è documentato il primo suffraganeo, la diocesi ne ebbe uno per ben cinque secoli, con diversi periodi di "sede vacante" durante i quali i vescovi ordinari ricorsero talvolta ai servigi dei suffraganei di altre sedi[19]. Di seguito la lista dei vescovi suffraganei, con il periodo in cui sono documentati, il titolo vescovile ed eventuali altre specifiche[20]:

Istituti religiosi

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Istituti religiosi femminili

L'arcidiocesi nel 2023 su una popolazione di 542 158 persone contava 485 000 battezzati, corrispondenti all'89,5% del totale.

Anno Popolazione Presbiteri Diaconi Religiosi Parrocchie
battezzati totale % n. secolari regolari battezz. per
presbitero
uomini donne
1950613 500615 00099,81 7171 1495683578342 168426
1970425 471425 78299,91 1937943993564941 922448
1980442 452442 87399,91 0566963604184951 693458
1990440 000445 16598,894062931146884271 061456
1999461 000464 39899,384155228954817400864456
2000469 000473 00099,281854127757319377854456
2001468 800470 94699,580452228258319374759456
2002469 600472 81699,377049527560920364744456
2003469 840473 15199,375348426962318355756454
2004470 513477 01798,675747428362119344691454
2005471 200481 50097,875647028662320359629454
2010481 232505 52795,266740226572128319553452
2014486 000530 30891,658735623182728268458452
2017487 800538 22390,653933220790527233370452
2020488 000541 09890,249630319398324224350452
2022488 960542 16690,24402671731 11126204374450
2023485 000542 15889,54272551721 13530203301450
  1. (LA) Bolla Ex imposito nobis, Bullarii Romani continuatio, vol. XV, Romae, 1853, pp. 40-47.
  2. Lanzoni, op. cit., pp. 935-937. Il catalogo è pubblicato nelle Monumenta Germaniae Historica e conterrebbe un errore, in quanto san Vigilio appare al 18º posto, mentre è storicamente documentato che fu il terzo vescovo trentino; per questo motivo alcuni storici ritengono che i quindici vescovi che lo precedono nel catalogo, da Claudiano ad Asterio, siano spuri.
  3. Personaggi trentini lungo la linea temporale, su trentinocultura.net. URL consultato il 29 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2016).
  4. Abundantius episcopus Tridentinus; si veda (DE) Martin Bitschnau e Hannes Obermair, Tiroler Urkundenbuch, II. Abteilung: Die Urkunden zur Geschichte des Inn-, Eisack- und Pustertals. Band 1: Bis zum Jahr 1140, Innsbruck, Universitätsverlag Wagner, 2009, pp. 1-3, n. 2, ISBN 978-3-7030-0469-8.
  5. Menzionato in un mosaico attribuito al VI secolo, proveniente dalla basilica paleocristiana del Doss Trento.
  6. Agnello, prima metà del 500 - A cavallo tra il 500 e il 600, su trentinocultura.net. URL consultato il 16 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2016).
  7. 1 2 3 Rogger, Storia della Chiesa di Trento, p. 70.
  8. Circa i 6 vescovi da Frideberto a Giovanni II non ci sono fonti documentarie. Rogger, Storia della Chiesa di Trento, p. 70.
  9. Rogger, Storia della Chiesa di Trento, pp. 70-71.
  10. Anche di questo vescovo si conosce solo il nome. Rogger, Storia della Chiesa di Trento, p. 71.
  11. Rogger, Storia della Chiesa di Trento, p. 71.
  12. Andrea Castagnetti, Il comitato trentino, la 'marca' e il governo vescovile dai re italici agli imperatori sassoni, Verona, 1998, pp. 128-129.
  13. 1 2 Rogger, Storia della Chiesa di Trento, p. 75.
  14. Castagnetti, Il comitato trentino, la 'marca' e il governo vescovile dai re italici agli imperatori sassoni, pp. 130-131.
  15. Castagnetti, Il comitato trentino, la 'marca' e il governo vescovile dai re italici agli imperatori sassoni, pp. 131-132.
  16. NICOLO’ DA BRNO, A cavallo tra il 1200 e il 1300 - novembre del 1347, su trentinocultura.net. URL consultato il 30 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2016).
  17. Domenico Antonio Thun, su trentinocultura.net. URL consultato il 26 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2016).
  18. Restò in carica sette anni come coadiutore con pieni poteri
  19. Weber, pp. 10-13.
  20. Weber
  21. (EN) David Cheney, Johann Evangelist Cardinal Haller †, su Catholic-Hierarchy.org. URL consultato il 29 ottobre 2025.
  22. (EN) David Cheney, Bishop Oreste Rauzi †, su Catholic-Hierarchy.org. URL consultato il 29 ottobre 2025.
  23. (EN) David Cheney, Bishop Heinrich Forer †, su Catholic-Hierarchy.org. URL consultato il 29 ottobre 2025.
  24. Sezione Chi siamo sul sito del settimanale, su vitatrentina.it. URL consultato il 26 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2014).
  25. Sezione Chi siamo sul sito dell'emittente, su trentinoinblu.it. URL consultato il 26 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2013).

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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