Alessandro Maria Gottardi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Alessandro Maria Gottardi
arcivescovo della Chiesa cattolica
Template-Archbishop.svg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato30 aprile 1912 a Venezia
Ordinato presbitero1º luglio 1934
Nominato arcivescovo12 febbraio 1963 da papa Giovanni XXIII
Consacrato arcivescovo24 marzo 1963 dal cardinale Giovanni Urbani
Deceduto24 marzo 2001 (88 anni) a Trento
 

Alessandro Maria Gottardi (Venezia, 30 aprile 1912Trento, 24 marzo 2001) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu ordinato presbitero per il patriarcato di Venezia il 1º luglio 1934

Il 12 febbraio 1963 papa Giovanni XXIII lo nominò arcivescovo di Trento.

Il 24 marzo 1963 venne consacrato arcivescovo dal cardinale patriarca di Venezia Giovanni Urbani, coconsacranti monsignor Umberto Ravetta, vescovo di Senigallia, e monsignor Giuseppe Olivotti, vescovo ausiliare di Venezia.

Avendo partecipato al Concilio Vaticano II nella seconda, terza e quarta sessione, ebbe il compito di applicare nell'arcidiocesi le costituzioni conciliari.

Il 6 agosto 1964, durante il suo episcopato, l'arcidiocesi cedette i territori situati in Alto Adige (Bassa Atesina, la stessa città di Bolzano) alla diocesi di Bolzano-Bressanone e nel contempo divenne sede metropolitana in forza della bolla Tridentinae Ecclesiae di papa Paolo VI.

Nel 1965 su ispirazione dello studioso Iginio Rogger abolì il culto del Simonino.[1]

Il 26 maggio 1976 annunciò solennemente la guarigione, ritenuta miracolosa dalla Chiesa cattolica, di Vittorio Micheli, verificatasi a Lourdes il 1º giugno 1963.

Si ritirò dal governo pastorale per raggiunti limiti di età il 7 dicembre 1987; gli successe monsignor Giovanni Maria Sartori, fino ad allora vescovo di Adria-Rovigo.

Morì a Trento il 24 marzo 2001.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Documenti circa l'Azione Cattolica, Trento, Curia Arcivescovile Tridentina, 1971.
  • Alcide De Gasperi: profeta e testimone, introduzione di Maria Romana De Gasperi, Rovereto, Edizioni Pancheri, 1984.
  • Ripartire dalla famiglia, Edizioni Diocesane, 1988.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce di Grazia Ecclesiastica del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Casa di Borbone-Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce di Grazia Ecclesiastica del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Casa di Borbone-Due Sicilie)
— [2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Diego Andreatta, Lo storico della Chiesa trentina: «Simonino non perì per mano ebrea», Avvenire, 8 febbraio 2007 (sul sito del CESNUR). URL consultato il 12-2-2014.
  2. ^ L'Ordine Costantiniano e l'Episcopato cattolico, su constantinianorder.net. URL consultato il 17 aprile 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN307315476 · GND (DE1049536703 · WorldCat Identities (ENviaf-88728383