Trattato di Lunéville

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Trattato di Lunéville
20110720 Verona 3078.jpg
L’Adige confine internazionale a Verona
ContestoGuerra della Seconda Coalizione
Firma9 febbraio 1801
LuogoLunéville, Francia
PartiFrancia Repubblica Francese
Banner of the Holy Roman Emperor with haloes (1400-1806).svg Sacro Romano Impero
FirmatariGiuseppe Bonaparte
Johann Ludwig Josef von Cobenzl
RatificatoriNapoleone Bonaparte
Imperatore Francesco II
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Il trattato di Lunéville venne firmato il 9 febbraio 1801, ossia il 20 piovoso dell’anno IX, fra la Prima Repubblica francese ed il Sacro Romano Impero da Giuseppe Bonaparte e da Johann Ludwig Josef von Cobenzl, rispettivamente.

Antefatto e trattato in sintesi[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito austriaco fu sconfitto da Napoleone Bonaparte nella Battaglia di Marengo il 14 giugno 1800 e quindi da Moreau nella Battaglia di Hohenlinden il 3 dicembre. Con il principale fautore della coalizione, l'Austria, in grosse difficoltà trovandosi il nemico francese alle porte, i coalizzati furono costretti alla pace. Il trattato di Lunéville costituì la fine della Seconda coalizione; la Gran Bretagna era così l'unica nazione ad essere rimasta in guerra contro la Francia.

L'Europa dal trattato al Reichsdeputationshauptschluss

Il trattato imponeva all'Austria di rispettare le clausole del precedente trattato di Campoformio (17 ottobre 1797). Certi possedimenti austriaci in Germania dovevano essere abbandonati, tipo il Fricktal che passò alla Svizzera. Il controllo francese venne esteso alla riva sinistra del Reno mentre i principi tedeschi rinunciavano ai territori ad est del fiume. Il confine contestato in Italia veniva sistemato totalmente sull’Adige, tagliando in due la città di Verona,[1] ed il Granducato di Toscana, trasformato in Regno d'Etruria, veniva assegnato a Ludovico I di Borbone in cambio del Ducato di Parma,[2] mentre il granduca, già in esilio dall'occupazione francese della Toscana avvenuta nel 1799, riceveva in compenso territori in Germania. Ribadito il confine del Reno, le due parti si dichiaravano d'accordo nel rispettare l'indipendenza della Repubblica Batava, della Repubblica Cisalpina, della Repubblica Elvetica e della Repubblica Ligure. Nel nord Italia si ribadì l’estinzione dei feudi imperiali, e i due semi-indipendenti principati vescovili di Trento e Bressanone vennero secolarizzati ed annessi direttamente dall'Austria.

L'Austria riprese la guerra contro Napoleone nel 1805.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il nuovo confine tra il Veneto asburgico e la Repubblica Cisalpina lungo l'Adige (la Contea di Gorizia e Gradisca inoltre perde le enclaves nella bassa friulana) in: Nuova Carta dei Stati della Casa d'Austria in Italia dopo il Trattato di Lunéville delineata da I.E.S. sulle più precise recenti astronomiche Osservazioni ed altre sorgenti le più autentiche ed incisa da F. Reisser. Vienna, 1805. Fu inoltre ribadito lo spostamento degli Este da Modena alla Brisgovia.
  2. ^ Passerà alla Francia nel 1807 con il trattato di Fontainebleau.

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