American Sniper

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American Sniper
American Sniper.jpg
Chris Kyle (Bradley Cooper) in una scena del film
Titolo originale American Sniper
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2014
Durata 133 min
Rapporto 2.35 : 1
Genere azione, guerra, biografico, drammatico
Regia Clint Eastwood
Soggetto Chris Kyle, Scott McEwen, James Defelice
Sceneggiatura Jason Hall
Produttore Clint Eastwood, Bradley Cooper, Andrew Lazar, Robert Lorenz, Peter Morgan
Produttore esecutivo Tim Moore, Jason Hall, Sheroum Kim, Bruce Berman
Casa di produzione Warner Bros. Pictures, 22 & Indiana Pictures, Mas Chance Productions, Malpaso Productions, Paragon Studios, Village Roadshow Pictures
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures
Fotografia Tom Stern
Montaggio Joel Cox, Gary D. Roach
Scenografia Charisse Cardenas, James J. Murakami
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

American Sniper è un film del 2014 diretto da Clint Eastwood, basato sull'omonima autobiografia di Chris Kyle.[1][2]

Il film, che ha per protagonista Bradley Cooper, affiancato da Sienna Miller, Luke Grimes, Kyle Gallner e Sam Jaeger, ha ricevuto 6 nomination agli Oscar 2015, vincendo il Premio Oscar per il Miglior montaggio sonoro.[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Chris Kyle è un giovane del Texas, cresciuto in una famiglia credente in Dio, amante della caccia, dei rodeo, della sua famiglia e della patria. Decide di arruolarsi nei Navy SEAL, il famoso corpo d'élite della Marina degli Stati Uniti.

Durante il duro addestramento, conosciuto come Basica Underwater Demolition/SEAL, Chris si distingue per le sue doti da cecchino, che ha dimostrato sin da piccolo durante le battute di caccia col padre, e al contempo fa la conoscenza in un bar di Taya, che diventerà sua moglie. Nel 2004, dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001, Kyle partecipa al suo primo turno di combattimento a Falluja, in Iraq, dove viene impiegato come cecchino per proteggere i suoi commilitoni. Le sue prime vittime saranno un ragazzino e una donna che hanno tentato di attaccare una pattuglia di marines con una granata RKG-3 di fabbricazione sovietica. Kyle è visibilmente turbato dall'esperienza, ma diviene ben presto un mito grazie alle sue abilità, tanto da meritarsi il soprannome di Leggenda.

Assegnato in un'operazione per catturare Abu Musab al-Zarqawi, il carismatico leader di Al-Qaida in Iraq, Chris interroga una famiglia il cui padre, lo sceicco Al-Obeidi, si offre volontario di portare i SEAL fino a un terrorista soprannominato Il Macellaio, vicecomandante di Al-Zarqawi e unica pista che potrebbe condurre alla localizzazione di quest'ultimo. Tuttavia, il piano va storto quando Il Macellaio cattura lo sceicco e il figlio uccidendoli barbaramente, mentre Kyle viene immobilizzato da un cecchino iracheno armato di PSL, riuscendo però a salvarsi. Questo spietato cecchino è conosciuto col soprannome di Mustafa, di origini siriane ed ex-campione di tiro a segno dei Giochi olimpici. Nel frattempo, i jihadisti iracheni mettono una taglia di 180.000 dollari sulla testa di Chris, ribattezzato come Shaiṭān Al-Ramadi ("il diavolo di Ramadi").

Tornato a casa, Kyle assiste alla nascita del figlio Colton, ma la sua mente continua a tornare ossessivamente al conflitto iracheno, suscitando preoccupazione in Taya, la quale vuole che egli si concentri principalmente sulla sua famiglia. Chris, promosso al grado di secondo capo scelto, si recherà per un secondo turno in Iraq e viene coinvolto in una sparatoria con "Il Macellaio", il quale viene a sua volta ucciso dallo stesso Kyle. Quando torna a casa per vedere la venuta al mondo di sua figlia, il cecchino diventa però sempre più distante dalla sua famiglia.

Durante il terzo turno in territorio iracheno, Mustafa ferisce gravemente al volto Ryan "Bombarda" Job e la sua unità si trova costretta ad evacuare dalla zona per salvare la vita di quest'ultimo. Quando però decidono di tornare sul campo di battaglia per continuare l'operazione, un altro SEAL, Marc Alan Lee, viene ucciso durante il combattimento che ne segue.

Il rimorso spinge Chris a partecipare al suo quarto turno, ma Taya vuole che torni ad essere un essere umano. Inviato nuovamente in Iraq, Kyle viene assegnato ad una squadra di cecchini per eliminare Mustafa, che sta decimando alcuni genieri dell'Esercito degli Stati Uniti impegnati a costruire una barricata. La squadra dei cecchini viene appostata su di un tetto e Chris, dopo aver avvistato Mustafa, riesce ad ucciderlo ad una distanza di 2100 iarde (1920 metri). Tuttavia, lo sparo rivela la posizione della sua squadra a numerosi guerriglieri armati e, nel bel mezzo del conflitto a fuoco e a corto di munizioni, Chris chiama Taya via telefono satellitare e le dice che è pronto a tornare a casa. Nel frattempo, una tempesta di sabbia garantisce la copertura dell'unità durante una caotica fuga in cui Chris, ferito ad una gamba, a malapena riesce a montare sul Cougar in movimento.

Per ben quattro volte, consolida la sua reputazione e aumenta il numero di vittime fino a diventare il cecchino più letale nella storia delle forze armate statunitensi. Al contempo però si allontana sempre più dalla sua famiglia e dalla vita da civile: la fede incrollabile nella missione di proteggere i suoi compagni d'armi e il senso di colpa per non averli salvati tutti diventano un handicap quando cerca di reinserirsi nella pacifica comunità dove abita con la sua famiglia.

Finalmente, aiutando i reduci che, come lui, hanno vissuto momenti terribili nei diversi teatri di guerra dove gli Stati Uniti sono stati impegnati, Kyle sembra trovare uno scopo alla propria vita civile. Addestra al tiro persone con gravi menomazioni fisiche e ritrova la gioia di vivere con la moglie e i due figli che lo adorano. Verrà alla fine ucciso da uno dei reduci che cercava di aiutare.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 maggio 2012 la Warner Bros. ha annunciato di aver acquistato i diritti dell'autobiografia American Sniper: The Autobiography of the Most Lethal Sniper in U.S. Military History dell'ex membro dei Navy SEAL Chris Kyle, con Bradley Cooper in veste di produttore e protagonista. Originariamente Cooper stesso era intenzionato a vestire solo il ruolo di produttore della pellicola e vennero considerati Chris Pratt nel ruolo di Kyle e Evangeline Lilly per il ruolo della moglie Taya.[4] Dopo l'interessamento di David O. Russell per dirigere il film,[5] nel maggio 2013 la regia è stata affidata a Steven Spielberg.[6] Nell'agosto dello stesso anno Spielberg abbandona però il progetto,[7] e il 21 agosto 2013 viene annunciato che la regia è stata affidata a Clint Eastwood.[8]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

La produzione del film è iniziata il 31 marzo 2014 a Los Angeles. Parte delle riprese sono state effettuate in Marocco.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato presentato in anteprima all'AFI Fest l'11 novembre 2014. La distribuzione nelle sale cinematografiche statunitensi è stata prevista limitatamente per il 25 dicembre 2014, per poi avere un'ampia distribuzione dal 16 gennaio 2015.[9] In Italia è uscito nelle sale il 1º gennaio 2015;[10] in Repubblica Ceca, Croazia, Nuova Zelanda, Perù, Slovacchia, e Taiwan il 15 gennaio; in Bulgaria, Canada, Regno Unito, Irlanda, India, e Kenya il 16 gennaio; a Buenos Aires come premiere il 19 gennaio; nel resto dell'Argentina il 22 gennaio; in Belgio, Egitto, Libano, e Filippine il 21 gennaio; negli Emirati Arabi Uniti, Australia, Danimarca, Hong Kong, Israele, Kuwait, Portogallo, Singapore, e Thailandia il 22 gennaio; in Cambogia, Norvegia, Romania, Svezia, e Sud Africa il 23 gennaio; in Colombia il 29 gennaio; in Cile il 12 febbraio; in Francia il 18 febbraio; in Brasile, Grecia, Ungheria, Macedonia, Serbia, e Slovenia il 19 febbraio; in Estonia, Spagna, Lituania, Lettonia, Messico, Polonia, e Turchia il 20 febbraio; in Giappone il 21 febbraio; in Germania il 26 febbraio; in Azerbaigian, Kazakistan, Paesi Bassi, Russia, e Ucraina il 5 marzo; in Finlandia e in Indonesia il 6 marzo; in Cina il 19 aprile.[11]

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

Il film, a seconda del paese di proiezione, ha avuto una censura più o meno "severa": è stato vietato ai minori di 13 anni nelle Filippine e in Thailandia; 14 in Canada, Cile, e in Portogallo; 15 in Australia, Irlanda, Giappone, Messico, Norvegia, Polonia, Svezia, e Regno Unito; 16 in Argentina, Austria, Brasile, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, e Svizzera; 18 a Singapore e Corea del Sud; in Italia è stato invece classificato T, che significa che il film è adatto a tutti. Negli Stati Uniti d'America con il certificato n° 49458 la Motion Picture Association of America (MPAA) ha classificato il film con la lettera R (restricted), vietando la pellicola ai minori di 17 anni non accompagnati dai genitori.[12]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato 350.126.372 dollari negli Stati Uniti, i quali, uniti ai 197.200.000 raggiunti nel resto del mondo, portano a un incasso totale di 547.326.372 dollari, a fronte di 60 milioni di budget.[13] In Italia il film ha incassato 6.723.739€ nella prima settimana, per un guadagno totale di 21.390.500€. La pellicola è così diventata uno dei cinquanta maggiori incassi di sempre nel Paese.[14]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Considerando quanta poca attenzione e seguito abbiano finora registrato presso il pubblico i film sulle guerre in Afghanistan e in Iraq, il film - le cui previsioni di incasso si aggiravano sui 50 milioni di dollari – ha registrato un successo inaspettato, incassando 543 milioni di dollari in tutto il mondo.

Rotten Tomatoes, un aggregatore di opinioni dei critici cinematografici, gli attribuisce una percentuale positiva di 6.9/10 su 68 valutazioni, mentre Metacritics gli assegna una media di giudizi positivi di 8.3/10, basata su 33 opinioni. Una critica pesante è giunta da Michael Moore, che ha confermato il parere di Rolling Stone: «È triste che un regista come Clint Eastwood giri un film sull'Iraq che Rolling Stone questa settimana definisce "Troppo stupido per darsi la pena di recensirlo"»[15].

In Italia la critica è comunque divisa[16] e, se da sinistra giungono lodi inaspettate: "Incapace di pensare la complessità eastwoodiana, si tenta di sbarazzarsi del problema ricorrendo alle solite accuse: «guerrafondaio», «fascista», «repubblicano». Ignorando, sempre con Pavese, che per Clint «non esistono mostri ma soltanto compagni. Per te la morte è una cosa che accade, come il giorno e la notte». E Clint Eastwood, come Pavese, sa bene che «la morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene»."[17].

Al contempo non mancano nemmeno le stroncature radicali: "Purtroppo il risultato è un ibrido scentrato, un film che non riesce a far coesistere l'esaltazione dell'eroe americano, patriota sicuro di sé e refrattario a qualsiasi dubbio o incertezza, con uno sguardo sinceramente critico su questo cecchino infallibile, una perfetta macchina da guerra ma incapace di relazionarsi con gli altri nella vita di tutti i giorni e di vivere un'esistenza priva di conflitti e nemici da combattere. L'assuefazione alla guerra viene vista, quindi, da Eastwood con uno sguardo che tradisce una certa indecisione tra ammirazione e biasimo, tra elogio e disapprovazione, tra tratteggio superomistico e denuncia di una irreversibile radicalizzazione dei valori fondanti del mito americano. Per questo motivo American Sniper è un prodotto diseguale e incongruente, sospeso e irrisolto dove il regista cerca di attenuare una vena agiografica ma in maniera sbrigativa e appiccicaticcia, poco convinta e poco convincente."[18]. Di diversa impostazione le recensioni della critica specializzata, dove si parla di una "rappresentazione ottica" della guerra rispetto a quella digitale ed "extraretinica" di Paul Haggis e Brian De Palma[19] oppure ci si riferisce all'immagine Eastwoodiana come una delle "più limpide, pulite e precise che ci si possa ritrovare davanti agli occhi".[20]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel film vi sono alcuni omaggi al fumetto Marvel Il Punitore (Punisher):

  • Nella scena in cui Ryan “Bombarda” Job (Jake McDorman), in un attimo di riposo, sta leggendo un fumetto (etichettandolo erroneamente come graphic novel anziché come comic book). Come si può notare dalla copertina dell'albo, è il n.1 della serie del 2004 – anno in cui è ambientata anche la scena – scritto da Garth Ennis e disegnata da Lewis Larosa. Il riferimento al personaggio, deriva direttamente dall'autobiografia di Chris Kyle.
  • È stampato sul fucile MK11 del protagonista ma anche sulle corazze, gli elmetti, i fucili e sugli Hummer del suo plotone.

Inoltre nel film durante una dialogo viene nominato il personaggio di Kaiser Soze, chiaro riferimento al film I soliti sospetti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ American Sniper, la storia di Chris Kyle, su ilpost.it, 1º gennaio 2015. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  2. ^ Chris Kyle, tiratore scelto, su ilpost.it, 7 giugno 2013. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  3. ^ Vincitori premi Oscar 2015, su ilpost.it, 23 febbraio 2015. URL consultato il 19 aprile 2015.
  4. ^ (EN) Bradley Cooper Sets Up Navy SEAL Pic 'American Sniper' at Warner Bros. (Exclusive), The Hollywood Reporter. URL consultato il 3 ottobre 2014.
  5. ^ (EN) Bradley Cooper and David O. Russell May Re-team for AMERICAN SNIPER, Almost Worked Together on PRIDE AND PREJUDICE AND ZOMBIES, su collider.com. URL consultato il 3 ottobre 2014.
  6. ^ (EN) Steven Spielberg's Next Movie: 'American Sniper' (Exclusive), The Hollywood Reporter. URL consultato il 3 ottobre 2014.
  7. ^ (EN) Steven Spielberg Drops Out of Directing ‘American Sniper’, su deadline.com. URL consultato il 3 ottobre 2014.
  8. ^ (EN) Clint Eastwood in Talks to Direct 'American Sniper', The Hollywood Reporter. URL consultato il 3 ottobre 2014.
  9. ^ Il trailer di American Sniper, il nuovo film di Clint Eastwood con Bradley Cooper, su badtaste.it, 3 ottobre 2014. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  10. ^ American Sniper, su comingsoon.it. URL consultato il 2 gennaio 2015.
  11. ^ http://www.imdb.com/title/tt2179136/releaseinfo#releases
  12. ^ http://www.imdb.com/title/tt2179136/parentalguide?ref_=tt_stry_pg#certification
  13. ^ (EN) American Sniper (2014) - Box Office Mojo, Box Office Mojo. URL consultato il 17 febbraio 2015.
  14. ^ American Sniper - MYmovies, MYmovies. URL consultato il 17 febbraio 2015.
  15. ^ (EN) Michael Moore pours gas on his ‘American Sniper’ firestorm, su marketwatch.com, 26 gennaio 2015. URL consultato l'11 maggio 2015.
  16. ^ American Sniper. Il pubblico e la critica si dividono, per alcuni è un flop, per altri un capolavoro, su ilsussidiario.net, 2º gennaio 2015. URL consultato il 6º gennaio 2015.
  17. ^ Scandaloso Clint, una fiamma che non si spegne mai di Giona A. Nazzaro, su ilmanifesto.info, 3º gennaio 2015. URL consultato il 6º gennaio 2015.
  18. ^ American Sniper, Recensione di Marco Valerio, su oggialcinema.it, 3º gennaio 2015. URL consultato il 6º gennaio 2015.
  19. ^ American Sniper. La recensione di Michele Faggi, su indie-eye.it, 3º gennaio 2015. URL consultato il 6º gennaio 2015.
  20. ^ American Sniper, Cielo di Piombo. La recensione di Sergio Sozzo, su sentieriselvaggi.it, 5º gennaio 2015. URL consultato il 6 gennaio 2015.
  21. ^ (EN) Young Artist Awards 2015, su youngartistawards.org. URL consultato l'11 maggio 2015 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2015).
  22. ^ (EN) Winners Empire Awards 2015, su empireonline.com. URL consultato l'11 maggio 2015.
  23. ^ (EN) MTV Movie Awards 2015 Winners, mtv.com, 12 aprile 2015. URL consultato il 19 aprile 2015.
  24. ^ (EN) MTV Movie Awards 2015: See The Full Winners List, su mtv.com, 12 aprile 2015. URL consultato il 19 aprile 2015.
  25. ^ (EN) 2015 Saturn Awards: Captain America: Winter Soldier, Walking Dead lead nominees, ew.com. URL consultato il 24 agosto 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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