Space Cowboys

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Space Cowboys
Space Cowboys (2000).png
Una scena del film
Titolo originale Space Cowboys
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2000
Durata 130 min
Rapporto 2,35:1
Genere avventura, azione, drammatico, fantascienza
Regia Clint Eastwood
Soggetto Ken Kaufman, Howard Klausner
Sceneggiatura Ken Kaufman, Howard Klausner
Produttore Clint Eastwood, Andrew Lazar
Casa di produzione Warner Bros., Village Roadshow Pictures
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia
Fotografia Jack N. Green
Montaggio Joel Cox
Musiche Clint Eastwood, Lennie Niehaus, Brad Mehldau
Scenografia Henry Bumstead, Jack G. Taylor Jr. e Richard C. Goddard
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Space Cowboys è un film del 2000 diretto e interpretato da Clint Eastwood.

Presentato fuori concorso alla 57ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, è uscito nelle sale italiane il 1º settembre 2000.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nei tardi anni cinquanta il Progetto Dedalus mirava a portare degli uomini sulla Luna ma, in un volo su un aereo sperimentale X-2, il pilota William "Hawk" Hawkins commette un errore e si deve lanciare da alta quota, assieme al secondo uomo di equipaggio.[1] Il secondo dell'equipaggio è Frank Corvin che, appena a terra, viene alle mani con Hawk perché l'aereo è andato perduto per un suo errore di manovra. In ogni caso, il progetto viene accantonato quindi Hawk e Frank, insieme ad altri due coinvolti, perdono per sempre la possibilità di andare sulla Luna.

Passano circa quarant'anni e i quattro sono oramai anziani, ma, da una visita di una delegazione NASA, Frank viene messo al corrente che un satellite russo è uscito dall'orbita e minaccia di schiantarsi sulla Terra. IKON è un dispositivo orbitale fondamentale per le comunicazioni, immesso in orbita nel 1986, con tecnologia desueta per gli ingegneri moderni, così hanno richiamato lui per aiutare una missione NASA a riportarlo in orbita. Ma Frank pretende dal responsabile Bob Gerson, un suo vecchio "nemico" ai tempi del programma Dedalus, di andare in orbita di persona perché i tecnici non hanno tempo per istruirsi sui vecchi apparecchi. Inoltre pretende di richiamare anche i suoi tre compagni.

Corvin inizialmente contatta il suo vecchio ufficiale di rotta Tank Sullivan, divenuto Ministro della Chiesa Battista, e poi Jerry O'Neill, ex ignegnere militare che lavora come progettista di montagne russe, ed entrambi accettano con entusiasmo. Infine è il turno di Hawk, il quale vivacchia pilotando piccoli aerei da volo acrobatico, con i quali scarrozza turisti in cerca di emozioni che, dopo un'iniziale, ma solo apparente diffidenza, si unisce alla squadra.

Addestrati rapidamente, vengono trattati come vecchietti dai giovani colleghi del programma spaziale moderno. Vengono sottoposti a fatiche e prove, dalle marce al simulatore di volo, e dimostrano un'inaspettata capacità di far volare lo shuttle tra una tribolazione e l'altra. Frank riesce anche a farsi pubblicità indesiderata in un bar, dopo avere suscitato le gelosie di un tizio facendo lo spiritoso con una cameriera, e da lì si sparge rapidamente la notizia: la NASA sta preparando un'altra missione shuttle. La TV ne approfitta subito e di conseguenza il vicepresidente convince Gerson a far partecipare il gruppo di Frank alla missione per avere una buona immagine pubblica.

Lanciati in orbita con lo shuttle Dedalus, arrivano al satellite ma notano che c'è qualcosa che non va: non sembra un satellite di comunicazione, e ha reagito minacciosamente al radar della navetta americana. Allora entrano nel mostruoso oggetto, di circa cinquanta tonnellate, e trovano al suo interno sei missili nucleari armati e pronti al lancio. Inoltre Frank ha la conferma che le tecnologie che studiò con lo Skylab sono finite nelle mani dei sovietici tramite il KGB, e ora si trovano in quel satellite.

A quel punto inavvertitamente il satellite si aziona e si prepara a lanciare i missili. In effetti, è impossibile che possa tornare in orbita a quel punto, come in origine era stato programmato di fare. Inoltre Ethan, uno dei due giovani astronauti spediti in orbita con loro, è stato ferito dai detriti causati dal danneggiamento provocato da un suo maldestro tentativo di riallineare l'orbita dell'IKON non avendone le capacità tecniche.

Come appreso poco prima del lancio da Frank, Hawk, il suo vecchio avversario, ha un tumore al pancreas, che gli lascia pochi mesi di vita, come successe a sua moglie. Hawk decide di sacrificarsi. L'unica cosa che si può fare per impedire una catastrofe è spedire il satellite in orbita lunare, e così avviene, ma per farlo Hawk ha bisogno di restare con il satellite. Si fa portare tutte le riserve di ossigeno di bordo e poi aziona i motori a razzo dei missili, senza farli staccare dal satellite. Così tutto il complesso, con Hawk che praticamente lo "cavalca", parte verso la Luna.

Nel frattempo Dedalus deve atterrare: si stima che esso abbia troppi danni a bordo e gli astronauti dovrebbero lanciarsi prima di atterrare per avere qualche possibilità di salvezza. Frank riesce ad atterrare con la navetta intatta.

Guardando la Luna, la moglie di Frank si chiede se Hawk ce l'abbia fatta. Sulla superficie lunare, vicino al satellite schiantato sulla superficie, Hawk giace appoggiato a una roccia. La sua visiera protettiva riflette il pianeta Terra.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese sono cominciate nel luglio del 1999 e sono durate tre mesi. La pellicola è stata filmata al Lyndon B. Johnson Space Center a Houston, allo Kennedy Space Center e alla Cape Canaveral Air Force Station. Gli interni del simulatore di volo, dello shuttle e del mission control sono stati ripresi nei set della Warner Bros.

Le scene iniziali in cui si vedono i protagonisti da giovani sono state girate da differenti attori ma con le voci della loro controparte anziana, anche nel doppiaggio italiano le voci sono le stesse per tutti e due i gruppi di attori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nessuno dei 2 aerei sperimentali X-2 costruiti, in realtà, era biposto, ma in effetti l'aerorazzo X-2 divenne il primo apparecchio a superare, nel 1956, mach 3 e raggiungere una quota di circa 38.000 m massima, entrambi andarono perduti in circostanze tragiche.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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