Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Acusilao

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Acusilao (in greco antico: Ἀκουσίλαος, Akousílaos; Argo, metà VI secolo a.C. – inizio V secolo a.C.) è stato uno storico e mitografo greco antico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie fornite sulla sua vita dal lessico Suda, che lo definiva uno storico (ἰστορικός), sono scarse: Acusilao sarebbe stato figlio di Caba ed originario della città di Cercade, nei pressi di Aulide; nella proprietà del padre avrebbe scoperto alcune tavolette di bronzo che riportavano un testo di genealogia divina[1].

Non si sa di preciso se la sua attività sia da collocare al tempo di Ciro II, di Cambise II o di Dario, anche se una notizia dello storico ebreo Flavio Giuseppe indurrebbe tuttavia a situarlo quantomeno prima della prima guerra persiana.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Acusilao fu autore di un'opera in tre libri, intitolata (sicuramente in epoca più tarda) Genealogie o Storie, in dialetto ionico, della quale restano pochi frammenti. Egli vi avrebbe ripreso l'opera di Esiodo[3], utilizzando la prosa anziché la poesia, tanto che l'erudizione alessandrina gli attribuiva il merito di essere stato il primo ad affrontare il genere della prosa letteraria di argomento mitografico[4].
Il periodo considerato andava dal Caos originario fino alla guerra di Troia. Nello specifico, la narrazione seguiva, come nel poema di Esiodo, uno schema cosmogonico e teogonico[5], per poi continuare con la discendenza umana degli dei[6]; passando al mondo umano, Acusilao si diffondeva sulla genealogia della sua Argo[7], continuando con Eracle, che era di discendenza argiva[8]. Altri frammenti testimoniano una trattazione sulla saga tebana[9], sui Deucalionidi[10] e, come detto, sulla guerra troiana[11].

L'opera di Acusilao era ancora letta nel IV secolo a.C.[12], ma in seguito venne utilizzata soprattutto dagli specialisti, quali mitografi e scoliasti, per conoscere una nuova diffusione in età adrianea, nel II secolo d.C., e fu commentata dal retore e sofista Sabino[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ T 1 J.
  2. ^ Flavio Giuseppe, Contro Apione, I 13.
  3. ^ Cfr. T 5 J: "I racconti di Esiodo li rifecero in prosa e come propri gli storiografi Eumelo e Acusilao".
  4. ^ Didimo, in Macrobio, Saturnali, V 18.
  5. ^ F 5-16 J.
  6. ^ F 17-22 J.
  7. ^ F 23a-28.
  8. ^ F 29-32 J.
  9. ^ F 33 J.
  10. ^ F 34-38 J.
  11. ^ F 39-43 J.
  12. ^ Acusilao è citato nel primo discorso del Simposio di Platone, dal personaggio di Fedro, in merito ai suoi studi, visti appunto come integrazione dell'opera di Esiodo: Platone, Simposio, 178b.
  13. ^ Suda, s.v. Σαβῖνος: "Sofista, vissuto sotto Adriano. Scrisse (...) Su Tucidide e Su Acusilao ed altri commentari.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN51651645 · LCCN: (ENnr2006008684 · GND: (DE119545802 · CERL: cnp00406675