Timagene

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Timagene (in greco antico: Τιμαγένης, Timaghénēs; Alessandria d'Egitto, I secolo a.C.Albano Laziale, I secolo a.C.) è stato uno scrittore e storico greco antico di origine egiziana, amico di Asinio Pollione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu catturato dai Romani nel 55 a.C. e portato a Roma, dove fu acquistato da Fausto Cornelio Silla. Si dice che abbia avuto un litigio con Augusto e che poi abbia bruciato i suoi scritti e se ne sia andato da Roma. Chiese anche a Cleopatra di consegnare Marco Antonio o di condannarlo a morte.[1]

Trasferitosi ad Albano, secondo la Suda morì soffocato nel tentativo di vomitare, dopo cena.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

A Timagene è stata attribuita l'opera I re (Βασιλεῖς), l'unica di cui qualche notizia sia giunta fino a noi. Da essa emerge una posizione ellenocentrica della storia: i greci sono i civilizzatori del mondo allora conosciuto rispetto ai quali tutti gli altri popoli sono debitori. Anche se scrisse con questa logica, Timagene dovette avere molta influenza sulla cultura storica dell'epoca, poiché sia autori romani come Tito Livio (che polemizzò con lui) sia altri storici come Pompeo Trogo e più tardi Strabone utilizzarono ampiamente le sue opere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Stoa onilne

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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