Pompeo Trogo

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Edizione cinquecentesca delle Historiae Philippicae

Gneo Pompeo Trogo (... – ...) è stato uno scrittore romano del periodo augusteo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pompeo Trogo visse tra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C. Era un oriundo della Gallia Narbonense; apparteneva all’aristocrazia ellenizzata che aveva collaborato con i romani ottenendo la cittadinanza. Il nonno aveva combattuto per Pompeo Magno diventandone cliens ed aveva avuto il privilegio di fregiarsi del suo nome, mentre il padre aveva seguito Cesare in Gallia. Fu contemporaneo di Tito Livio, ma ebbe una concezione della storia molto diversa.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della letteratura latina (31 a.C. - 14 d.C.).

Historiae Philippicae[modifica | modifica wikitesto]

La sua opera principale è data dalle Historiae Philippicae in 44 libri, una vera e propria storia universale, che andava dalle antichissime vicende di Babilonia fino ai suoi tempi. Possediamo solo un compendio fatto da un certo Marco Giuniano Giustino del II o III secolo, che ha estratto i principali punti dell'opera di Trogo e li ha collegati tra loro, ricavandone ben 250 capitoli ("Di questi 44 libri – dice Giustino nella prefazione all'epitome – ho estratto quello che mi è parso più degno di essere conosciuto").

L'opera è una storia dell'oriente che ha come perno la dinastia macedone, infatti il titolo rimanda a Filippo II di Macedonia fondatore della dinastia macedone.

Nei primi 6 libri viene fatta una storia della Grecia e dell'Asia, poi ci si sofferma su Filippo di Macedonia e suo figlio Alessandro Magno (libri 7-12). Notevole interesse rivestono poi tutti i rapporti della Grecia con Roma: le guerre contro Pirro, Filippo V di Macedonia, Perseo, Mitridate e i Parti. Parte importante rivestono anche gli ebrei, da lui detti "Giudei", come in tutta la letteratura antica, di cui traccia le origini ed i rapporti con Roma. Alla capitale dell'impero sono dedicati solo 2 libri su 44, ma bisogna vedere quanto, in questa riduzione, fu opera di Giustino e quanto opera dello stesso Pompeo Trogo.

Gli eroi di Pompeo Trogo sono Filippo ed Alessandro, ma anche Pirro, Annibale e Mitridate. Trogo rivendica alla Macedonia e all'Oriente un ruolo di primo piano nella storia antica, poiché era la parte dell'Impero economicamente e culturalmente più evoluta. Lo storico cerca di sminuire l'importanza egemonica di Roma, lasciando intravedere un senso di sfiducia nella direzione politica dell'Urbe proprio quando essa appariva più forte e più saggia, svalutandone l'imperialismo. Il mito di Roma trionfante di Tito Livio in Trogo è visto con occhio disincantato. Infatti Pompeo Trogo è stato l’unico a non vedere tutta la Storia in funzione di Roma. La sua narrazione è molto tendente al patetico, con iperboli ripetizioni ed anafore in quantità. Preferisce il discorso indiretto, come Cesare, e disdegna quello diretto, più proprio di Livio.

Fonti di Trogo[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti che usa Pompeo Trogo sono greche, dagli ellenisti Duride e Filarco fino al contemporaneo Timagene autore delle Storie Filippiche , famoso per le sue posizioni anti romane.

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