Elio Sparziano

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Elio Sparziano (in latino: Aelius Spartianus) è un personaggio storico (o pseudostorico, in quanto la sua reale esistenza è dubbia) forse vissuto nella tarda antichità romana.

Il personaggio storico[modifica | modifica wikitesto]

Su Elio Sparziano come personaggio storico le notizie sono scarse e poco attendibili. Di lui in pratica si conoscono soltanto due cose - il nome e il presunto ruolo di scrittore - entrambe legate all'esistenza di quell'opera complessa e criticamente discussa che è la Historia Augusta.
La Historia Augusta è una raccolta di biografie imperiali (comprese quelle di alcuni cesari ed usurpatori) che copre il periodo fra il 117 e il 284 d.C.: va dunque dal regno dell'imperatore Adriano a quelli di Caro, Carino e Numeriano. Presenta un'ampia lacuna fra il 244 e il 253 d.C., corrispondente al tempo intercorso tra i regni dell'imperatore Filippo l'Arabo e quello dell'imperatore Valeriano.
In base ad alcune indicazioni interne al testo, le varie biografie sono state attribuite a sei diversi autori: Elio Sparziano, Giulio Capitolino, Volcacio Gallicano, Elio Lampridio, Trebellio Pollione, Flavio Vopisco. Ma a livello storico, nessuno di loro è più di un semplice nome: rimane pertanto lecito dubitare della reale esistenza dei sei personaggi, o ipotizzare l'uso di pseudonimi da parte di uno o più autori rimasti ignoti.[1]
Tradizionalmente Elio Sparziano viene considerato come l'autore delle biografie di Adriano, Lucio Elio Cesare, Didio Giuliano, Settimio Severo, Pescennio Nigro, Caracalla e Geta.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua qualità di storico, Elio Sparziano viene citato nel romanzo Il Nome della Rosa di Umberto Eco[2], durante una delle numerose discussioni sul riso. A parlare in quel frangente è Guglielmo da Baskerville:

«[…] ed Elio Sparziano dice dell'imperatore Adriano, uomo di elevati costumi e di animo naturaliter cristiano, che seppe mescolare momenti di gaiezza a momenti di gravità […]»

(U. Eco, Il Nome della Rosa, pag. 138)

La citazione ovviamente non avalla la reale esistenza del personaggio; in ambito romanzesco ne sottolinea piuttosto la fama, persistente in epoche successive a quella antica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per un esauriente panoramica dei problemi relativi all'opera, si può utilmente consultare: Scrittori della Storia Augusta (a cura di Paolo Soverini), 2 vol., Utet, Torino, 1983. Edizione moderna che contiene testo, traduzione ed un'ampia prefazione che illustra e discute a fondo i problemi di composizione, datazione ed interpretazione storico-critica, nonché la possibilità che l'opera sia semplicemente un falso.
  2. ^ Umberto Eco, Il Nome della Rosa, Bompiani, 1980.

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