Lucio Elio Cesare

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lucio Elio
Portrait Lucius Aelius Louvre Ma1167.jpg
Statua di Elio Cesare, oggi al Museo del Louvre (collezione Campana)
Cesare dell'Impero romano
In carica 136138
Nome completo Lucius Ceionius Commodus Verus
Lucius Aelius Verus Caesar
Nascita 13 gennaio 101
Morte 1º gennaio 138
Dinastia dinastia degli Antonini
Padre Lucio Ceionio Commodo Vero
Madre Fundania Plauzia
Consorte Avidia Plauzia
Figli Lucio Vero
Ceionia Fabia
Ceionia Plauzia
Lucio Elio Cesare: denario[1]
Aelius Denarius 137 90020189.jpg
L AEL CAESAR, testa di Elio Cesare verso destra. TR P COS II, la Concordia seduta verso sinistra, tiene nella mano destra una patera, il gomito appoggiato a una cornucopia appoggiata a terra. In basso la scritta CONCORDIA
3.29 g, coniato nel 137.

Lucio Elio Cesare o Lucio Elio Vero (latino: Lucius Aelius Caesar; 13 gennaio 1011º gennaio 138) è stato un politico generale dell'Impero romano.

Lucio Elio fu il figlio adottivo e successore designato dell'imperatore romano Adriano (24 gennaio, 76 - 10 luglio, 138), ma non divenne mai imperatore in quanto morì poco prima di Adriano. Era il padre di Lucio Vero (15 dicembre, 130 - 169) che sarà co-imperatore di Marco Aurelio (161-169).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato con il nome di Lucio Ceionio Commodo, appartenava ad una famiglia di rango consolare originaria dell'Etruria: suo padre, anche lui di nome Lucio Ceionio Commodo, fu console nel 106 e suo nonno, anche lui con lo stesso nome, fu console nel 78.

Prima del 130 sposò Avidia Plauzia, figlia del senatore Gaio Avidio Nigrino, da cui ebbe due figli e due figlie: Lucio Ceionio Commodo, che diventerà poi Lucio Vero; Gaio Avidio Ceionio Commodo, Ceionia Fabia e Ceionia Plauzia.

Era un senatore che beneficiava di grandi alleanze politiche, ma non godeva di ottima salute. I suoi gusti erano lussuriosi e stravaganti e la sua vita frivola. Si diceva che avesse vicino al letto un libro di poesie erotiche di Ovidio e "un libro riguardo Apicio" (presumibilmente Sulla lussuria di Apicio di Apione); si diceva anche che avesse inventato il lussurioso tetrafarmacum, un costoso e complicato piatto culinario.

Nel 136 fu adottato dal vecchio e malato Adriano e nominato suo successore al trono contro la volontà delle persone a lui vicine. In seguito all'adozione imperiale cambiò nome in Lucio Elio Cesare. Fu quindi inviato in Pannonia, a Carnuntum, quello stesso anno per combattere le popolazioni suebe di Marcomanni e Quadi che avevano compiuto scorrerie lungo il limes di questo settore strategico.

Lucio Elio tornò a Roma per pronunciarvi, il primo giorno del 138, un discorso davanti al Senato riunito. La notte prima del discorso, però, si ammalò e morì di emorragia nel corso della giornata. Il 24 gennaio del 138 Adriano scelse allora Aurelio Antonino come suo nuovo successore che a sua volta adottò il giovane Lucio Vero e il nipote di Adriano, Marco Aurelio (26 aprile, 121 - 17 marzo, 180)..[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roman Imperial Coinage, Hadrianus, II, 436; BMC 981 (Hadrian). Cohen 1. Hill 837.
  2. ^ Birley 1990, pp. 51-52.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • Guido Migliorati, Cassio Dione e l’impero romano da Nerva ad Antonino Pio – alla luce dei nuovi documenti, Milano 2003.
  • Antonio Aste (a cura di), La Vita Aelii dell'Historia Augusta, Aracne, Roma, 2007.
  • Giuseppe Pellino, Un nuovo ritratto di Lucio Elio Cesare da Lecce e l'immagine della città nella media età imperiale, in Roemische Mitteilungen 117, 2011, pp. 201-220.
Fonti letterarie

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN89594231